Il 17 giugno, nella cornice del Palazzo della Cancelleria di Roma, il Forum Erion 2026 ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, imprese e stakeholder per discutere una delle sfide decisive per il sistema produttivo: trasformare la transizione sostenibile in un fattore di competitività per l’Europa. Nel corso dell’evento sono stati presentati il Rapporto Strategico 2026 “Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile”, realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Erion e il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Sistema. A moderare il confronto è stata Tonia Cartolano, Caporedattrice di Sky TG24.
I lavori del Forum sono stati aperti da Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization, che ha ricordato come i paesi europei continuino a confrontarsi con due emergenze: quella dell’approvvigionamento di energia e la disponibilità di materie prime. Fluttero ha dunque introdotto lo Studio Strategico di TEHA ed Erion richiamando le domande alla base dell’analisi: “Come stanno cambiando le politiche green in Europa e come le aziende percepiscono questo cambiamento? Ci sono argomenti considerati indispensabili per accompagnare queste politiche?”.
A partire da questa prospettiva, è intervenuto Aurel Ciobanu-Dordea, Director for Circular Economy & Clean Industrial Policy della Commissione europea, che ha illustrato l’evoluzione delle politiche comunitarie, evidenziando come competitività, autonomia strategica ed economia circolare rappresentino oggi dimensioni sempre più integrate della strategia industriale europea.
Il dibattito è entrato nel merito con l’intervento di Carlo Cici, Head of Sustainability di The European House – Ambrosetti, che ha presentato i principali risultati del Rapporto Strategico 2026. “Il nodo della transizione non è scegliere se andare avanti o tornare indietro, ma capire su quali priorità costruire la competitività futura del sistema produttivo europeo», ha osservato, sottolineando come le imprese continuino a investire nella sostenibilità pur chiedendo strumenti più semplici, stabili e coerenti con gli obiettivi fissati dalle istituzioni.
A seguire, Fabio Mantella, Strategic Development & Innovation Manager di Erion Compliance Organization, ha presentato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Sistema Erion. Il suo intervento ha evidenziato come il valore generato dal Sistema non si misuri soltanto nelle tonnellate di rifiuti gestite o nelle risorse recuperate, ma anche nella capacità di costruire filiere sempre più efficienti e di accompagnare le imprese verso modelli di economia circolare capaci di produrre valore ambientale, industriale e sociale.
La presenza dell’On. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha conferito ulteriore rilievo istituzionale al Forum, confermando la centralità dei temi affrontati nel dibattito nazionale ed europeo. Nel suo intervento, il Ministro ha ribadito la necessità di accompagnare la transizione con politiche in grado di sostenere la competitività del sistema produttivo, valorizzando il contributo dell’innovazione e delle filiere circolari.
La seconda parte dei lavori è stata dedicata a una tavola rotonda che ha riunito: Edoardo Croci, Sustainable Urban Regeneration Lab Director dell’Università Bocconi; Massimo Ceccariglia, Head of Grid, Innovation & Digital Infrastructures IT & Eastern Europe di METLEN Energy & Metals; Paolo Deforza, Chief Sustainability Officer di SACBO; Stefano Pasini, Presidente di Confindustria APPLiA Italia ed Ervino Riccobon, CEO di Poltrona Frau Interiors in Motion. Il confronto ha approfondito le sfide che attendono il sistema industriale europeo nel nuovo scenario competitivo, tra transizione sostenibile, sicurezza degli approvvigionamenti, innovazione e rafforzamento delle filiere.
A chiudere i lavori è stato Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali di Erion Compliance Organization, che ha sintetizzato il messaggio emerso nel corso del Forum: “Le politiche per la sostenibilità vanno realizzate con un approccio pragmatico, puntando su priorità che rappresentano una componente irrinunciabile della competitività, come l’autonomia energetica, la circolarità e la resilienza delle supply chain. La transizione sostenibile non può essere interpretata come un costo da subire, ma come una condizione essenziale per preservare la capacità industriale e garantire uno sviluppo di lungo periodo”.
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