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Il vero costo dell’economia lineare? Un Value Gap da 25 trilioni di euro

Il Circularity Gap Report 2026 introduce una nuova metrica per misurare il fallimento del modello lineare: ogni 3 euro di valore creato, 1 viene perso a causa di inefficienze strutturali, sprechi e costi sociali non contabilizzati.

L’abbandono dell’economia lineare non significa solo tonnellate e tonnellate di materiali recuperati, ma anche un notevole risparmio economico. La circolarità permette infatti di evitare la dispersione di valore economico in ogni fase di produzione, utilizzo e smaltimento della materia.

Ad introdurre il concetto del Value Gap, a quantificarlo e a rivelare come e perché avviene la perdita di valore, è l’ultima edizione del Circularity Gap Report, curata da Circle Economy in collaborazione con Deloitte.

In occasione dell’Earth Day, Giornata Mondiale della Terra che si celebra ogni anno il 22 aprile, abbiamo deciso di analizzare insieme i dati e i concetti più significativi proposti dal rapporto. Le perdite citate, infatti, non riflettono solo i costi economici diretti, ma anche gli oneri ambientali e sociali nascosti che si ripercuotono sulla prosperità e la salute del nostro Pianeta, tra cui inquinamento, esaurimento delle risorse, impatti sulla salute umana e riduzione della produttività del lavoro.

Nell’ottica di un giornalismo costruttivo, inoltre, il divario non rappresenta solo la misura della perdita ma configura il potenziale spazio di intervento per introdurre modelli circolari in grado di fare la differenza.

La voragine del Value Gap

Il Value Gap fornisce quindi una misura pragmatica di quanto valore economico evitabile venga perso a causa dell’uso lineare ed inefficienti dei materiali, inclusi energia e cibo e  dell’obsolescenza prematura. Il valore viene definito in termini economici e monetari. La metodologia indicata dal report distingue tra valore funzionale, cioè l’utilità incorporata in materiali, componenti e prodotti, e valore creato, che si riferisce invece ai più ampi impatti ambientali e sociali dell’attività economica che rimangono in gran parte esterni ai prezzi di mercato.

Si tratta di una cifra assoluta che può anche essere espressa in rapporto al PIL, indicando quanto valore viene perso per ogni unità di output economico generato: la perdita non rappresenta una semplice inefficienza marginale, ma una caratteristica strutturale del sistema.

Secondo lo studio, l’attuale economia lineare genera nel mondo una perdita di valore economico evitabile pari a 25,4 trilioni di euro all’anno, cioè 25.400 miliardi di euro. Per comprendere meglio questi numeri, la cifra equivale a circa il 31% del PIL globale di 82,6 trilioni di euro. In pratica: per ogni 3 euro di valore creato, ne perdiamo circa 1 a causa del modello “prendi-produci-getta”.

Leggi anche: “Più economia circolare per arrestare la crisi globale dei rifiuti”. Report Banca Mondiale

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