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La Francia prova a costruire il “sistema operativo” del riuso

Con il progetto ReUse, contenitori standardizzati, cauzione e infrastrutture condivise entrano nella grande distribuzione francese. Ma i primi risultati mostrano che, senza volumi, prezzi competitivi e regole vincolanti, il riuso rischia di restare un’alternativa di nicchia

Immaginiamo la messa in opera di un sistema comunitario di riuso degli imballaggi. Basta una sola azione, facile e immediatamente identificabile: riportare una bottiglia al supermercato. Un gesto semplice che ricorda il reso del latte in vetro di una volta. Se proviamo a uscire dall’immaginario romantico del lattaio che lasciava le bottiglie sull’uscio delle case, oggi  riportare una bottiglia al supermercato significa condividere un sistema che comporta avere contenitori progettati per molti cicli di utilizzo, punti di raccolta accessibili, trasporti coordinati, impianti di selezione e lavaggio e sistemi informatici capaci di seguire i flussi e gestire le cauzioni.

Serve, soprattutto, che produttori e distributori, spesso concorrenti, accettino di condividere almeno una parte dell’infrastruttura. È questa condivisione che sta alla base del progetto ReUse, promosso in Francia dagli eco-organismi Citeo Adelphe per portare gli imballaggi riutilizzabili nella grande distribuzione.

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fonte: Canva

La sperimentazione è stata avviata in Bretagna, Normandia, Pays de la Loire e Hauts-de-France, un’area nella quale vivono oltre 16 milioni di persone. Più di 350 punti vendita e decine di marchi hanno messo sugli scaffali bevande e alimenti confezionati in contenitori riutilizzabili.

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Come funziona questo “nuovo” riuso francese?

Il cliente paga una cauzione, tra 10 e 20 centesimi, e la recupera riconsegnando l’imballaggio nelle macchine presenti nei negozi. La novità, ovviamente, non è la bottiglia a rendere, che in Europa ha una storia molto più lunga del packaging usa e getta. L’elemento decisivo è il tentativo di costruire una rete mutualizzata: confezioni, raccolta, logistica e lavaggio non appartengono a una sola marca o a un singolo supermercato, ma possono essere utilizzati da molti operatori.

di Alessandro Bernardini

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