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Passaporto digitale del prodotto, l’importanza delle parole: i DPP devono dialogare tra loro

Il passaporto digitale di prodotto può favorire trasparenza, tracciabilità e circolarità lungo le filiere. Ma perché i dati possano essere davvero condivisi e riutilizzati, sistemi diversi devono riuscire a interpretarli nello stesso modo e dialogare tra loro. Uno studio confronta le principali soluzioni per garantire l’interoperabilità semantica dei DPP

Il passaporto digitale di prodotto può diventare uno degli strumenti chiave per aumentare la trasparenza delle filiere e favorire il riutilizzo, la riparazione e il riciclo dei prodotti e dei materiali. Perché ciò avvenga, tuttavia, non è sufficiente rendere disponibili le informazioni in formato digitale: è necessario che sistemi informatici diversi siano in grado di attribuire agli stessi dati il medesimo significato. 

È questa l’interoperabilità semantica – la capacità di condividere e riutilizzare i dati indipendentemente dallo specifico sistema informatico utilizzato – indicata da un nuovo studio come una delle condizioni fondamentali affinché i Digital Product Passports (DPP) possano contribuire concretamente alla transizione verso un’economia più sostenibile e circolare. Il rischio, altrimenti, è che i DPP restino insieme di dati isolati, riducendone di molto l’efficacia.

Lo studio, pubblicato su Procedia Computer Science, analizza le principali modalità attraverso le quali è possibile rendere interoperabili i diversi sistemi di Passaporto digitale di prodotto e ne mette a confronto vantaggi e limiti. Il punto di partenza è la crescente diffusione dei DPP in settori, Paesi e contesti normativi differenti. Alcuni saranno obbligatori, come quelli previsti nell’Unione europea dal Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR), mentre altri vengono già adottati volontariamente.

In tutti i casi, il principio è lo stesso: associare a ogni prodotto informazioni digitali che lo accompagnino lungo il suo ciclo di vita, anche quando passa da un Paese, un’azienda o un proprietario all’altro. Il problema è che i diversi DPP possono utilizzare standard, strutture e terminologie differenti. Se i sistemi non riescono a interpretare allo stesso modo le informazioni scambiate, i dati rischiano di rimanere confinati nel sistema in cui sono stati creati, rendendone difficile il riutilizzo.

passaporto digitale del prodotto

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Il Passaporto digitale del prodotto nell’economia circolare

L’interoperabilità semantica assume particolare importanza nell’economia circolare perché un prodotto e i materiali che lo compongono possono attraversare numerosi operatori e settori durante il loro ciclo di vita. Rivendita, riutilizzo, manutenzione, riparazione, ricondizionamento, smontaggio, rigenerazione e riciclo richiedono la disponibilità di informazioni affidabili che possano essere comprese e utilizzate dai diversi soggetti coinvolti. Secondo gli autori, la disponibilità di questi dati può rendere le operazioni circolari più efficienti e anche economicamente più convenienti.

Un secondo aspetto riguarda la conservazione delle informazioni lungo la catena di fornitura. Oggi molti dati relativi ai materiali e ai prodotti intermedi vengono ancora trasmessi attraverso documenti PDF e devono successivamente essere inseriti manualmente nei sistemi aziendali. Il processo può determinare una perdita di informazioni, comprese quelle relative, ad esempio, alla presenza di sostanze tossiche. Un passaporto digitale semanticamente interoperabile permetterebbe invece di mantenere queste informazioni associate al materiale e di renderle direttamente elaborabili dai sistemi informatici.

Il vantaggio diventa ancora più evidente quando un materiale passa da un settore industriale all’altro. Nell’economia circolare ciò che costituisce un rifiuto per una filiera può diventare una risorsa per un’altra. Acciaio, plastiche e altri materiali possono, ad esempio, essere recuperati da un prodotto utilizzato nell’edilizia e trovare una nuova applicazione nell’automotive, nell’aerospazio o in altri comparti. Perché questo scambio sia possibile su larga scala, però, i sistemi dei diversi settori devono essere in grado di comprendere e utilizzare le informazioni sulle caratteristiche dei materiali.

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