Secondo i risultati del progetto FutuRaM, l’Europa produce ogni anno oltre 12 milioni di tonnellate di RAEE, ma solo una parte di questi viene trattata in modo da recuperare metalli critici e preziosi: solo la metà dei RAEE generati è infatti sottoposta a un trattamento adeguato, permettendo di ricavare circa 0,4 Mt di materie prime critiche (dato 2022). Le principali perdite di valore si verificano soprattutto nei flussi non selezionati o contaminati, dove i materiali critici (presenti ad esempio in batterie, circuiti stampati e componenti elettronici avanzati) finiscono per diluirsi in frazioni metalliche. In termini concreti, fino al 70% del potenziale di recupero dei metalli preziosi e critici può andare perso se non vengono adottate tecnologie e processi adeguati. Inoltre, la mancanza di dati dettagliati e di metodologie standardizzate rende difficile individuare dove intervenire: una soluzione come la Urban Mine Platform sviluppata dal progetto FutuRaM ci permette invece di identificare i cosiddetti ‘material hotspot’, cioè quei flussi ad alto contenuto di materiali critici che, se gestiti correttamente, possono generare grande valore economico e industriale.
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FutuRaM evidenzia chiaramente che non basta raccogliere di più, perché la quantità senza qualità non porta a un recupero efficiente dei materiali critici. È certamente importante raccogliere di più, e per questo è necessario sia spiegare ai cittadini cosa sono i RAEE e perché è essenziale la raccolta differenziata di questi rifiuti, sia portare la raccolta dei RAEE nei luoghi ad alta e ripetuta frequentazione, come uffici, scuole, supermercati di prossimità: limitare le modalità di raccolta dei RAEE alle isole ecologiche comunali e ai negozi di apparecchiature elettriche ed elettroniche non consente di aumentare in modo considerevole le quantità inviate a un corretto trattamento. Allo stesso tempo, però, è fondamentale raccogliere meglio, selezionando i flussi, separando i materiali e riducendo le contaminazioni. In pratica, batterie, circuiti stampati e schede elettroniche devono essere trattati in modo differenziato per massimizzare il valore recuperabile. Le iniziative prioritarie devono puntare a sviluppare e implementare tecnologie avanzate di separazione che permettano di estrarre metalli critici con la massima efficienza, affiancate da processi standardizzati di classificazione e tracciamento dei RAEE, indispensabili per disporre di dati affidabili a supporto di decisioni strategiche. È altrettanto fondamentale ottimizzare la logistica, riducendo al minimo scarti e perdite lungo tutta la filiera. Solo combinando in modo efficace quantità e qualità della raccolta e del trattamento possiamo aumentare significativamente il valore recuperato dai RAEE e contribuire concretamente alla sicurezza di approvvigionamento di materie prime strategiche in Europa.
Il progetto FutuRaM ha mostrato che i flussi più ricchi di materiali critici sono quelli dei RAEE contenenti batterie al litio e NiMH, circuiti stampati e schede elettroniche (dalle quali si possono recuperare terre rare, rame, cobalto, nichel e altri metalli preziosi), i LED e le lampade al neon, e i componenti avanzati di elettrodomestici come motori elettrici, sensori e microchip.
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