L’onda lunga dei rifiuti da imballaggio, specialmente quelli legati al cibo d’asporto, non risparmia nessuno, in lungo e in largo, in giro per il mondo, ma a cambiare sono le velocità di risposta da parte degli Stati. Diviene così interessante studiare come alcuni di questi si stiano muovendo.
Se, ad esempio, l’Unione Europea ha tracciato una strada con il Regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR), che impone precisi obiettivi di riuso anche per bar e ristoranti, la Svizzera ha scelto un percorso differente. In questo paese, la transizione verso un’economia circolare per i contenitori alimentari non nasce da un obbligo calato dall’alto, ma da un ecosistema di soluzioni volontarie che ora, con una nuova legislazione in arrivo, troverà una solida base giuridica sulla quale consolidarsi e crescere. Un modello che mira a valorizzare le esperienze di successo già presenti sul territorio.
Leggi anche: Passaporto digitale del prodotto dinamico: l’evoluzione utile al settore food e ai riparatori
Attualmente (ma ancora per poco), in Svizzera non è in vigore un’ordinanza generale e completa sugli imballaggi che copra tutti i settori. La gestione dei rifiuti, storicamente, si è basata su un sistema efficiente di raccolte differenziate (unito a uno strutturale livello di incenerimento per recupero energetico) e su iniziative volontarie che hanno portato il paese a raggiungere tassi di riciclo molto alti. Questa sensibilità ha favorito la nascita di un mercato dinamico nel quale le soluzioni di riutilizzo hanno potuto svilupparsi in risposta ad una crescente sensibilità ambientale di consumatori e imprese, senza attendere una spinta legislativa.

È in questo contesto che sono nate e prosperate iniziative private che oggi rappresentano dei veri e propri casi di studio. L’assenza di un quadro normativo rigido ha permesso di sperimentare modelli di business innovativi, basati sulla responsabilità estesa del produttore e su sistemi di deposito cauzionale che hanno dimostrato la loro efficacia sul campo. In pratica, il mercato svizzero ha agito come un laboratorio a cielo aperto, dimostrando che l’economia circolare nel settore del food delivery non solo è possibile, ma può essere anche economicamente vantaggiosa per gli esercenti – come ha recentemente raccontato Zero Waste Europe – riducendo i costi legati all’acquisto continuo di packaging monouso.
Leggi anche: ZWE: “L’Europa punti sulla responsabilità dei produttori per ridurre lo spreco alimentare”
L’esempio più lampante di questo approccio è reCIRCLE, un’impresa sociale che ha creato un sistema capillare di contenitori riutilizzabili per il cibo d’asporto. Il funzionamento è, al contempo, semplice ed efficace: il cliente che ordina un pasto in uno degli oltre 1.800 ristoranti, pizzerie o take-away partner in tutta la Svizzera può richiederlo in una “reCIRCLE BOX”.
Al momento dell’acquisto, paga un deposito per il contenitore (ad ora pari a 10 franchi svizzeri, circa 8.5 euro). Una volta consumato il pasto, può restituire la box (anche solo sciacquata) in qualsiasi punto della rete, ricevendo il rimborso del deposito già pagato. I contenitori, prodotti in Svizzera, sono di alta qualità, ermetici, lavabili in lavastoviglie e adatti a microonde e congelatore, disponibili in varie forme e dimensioni, inclusa una specifica per la pizza, cibo per eccellenza dell’asporto in molti Paesi. Per rendere il sistema ancora più accessibile, reCIRCLE ha introdotto un’app che permette di prendere in prestito i contenitori gratuitamente per sette giorni, senza versare il deposito. Per gli esercenti, aderire alla rete significa ridurre la spesa per gli imballaggi usa e getta e i costi di smaltimento dei rifiuti, a fronte di un canone annuale. Ovviamente uno degli obiettivi è spingere il settore della ristorazione a fare la propria parte per la riduzione di rifiuti e, al contempo, incentivare un circolo virtuoso che fidelizza la clientela e rafforza l’immagine di sostenibilità degli esercizi commerciali.
Continua a leggere questo articolo su Economiacircolare.com e iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!
ERION COMPLIANCE ORGANIZATION S.C.A R.L. – Società consortile di servizi amministrativi, informatici, tecnici e di consulenza ambientale e normativa. – Via A. Scarsellini, 14 – 20161 Milano
P.IVA/C.F./Registro Imprese Milano 11344540965
Capitale sociale euro 24.750