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Valorizzare le idee innovative: l’esperienza degli hackathon transnazionali di CERES

Gli hackathon di CERES ridisegnano il concetto di formazione. Ecco come il progetto ha guidato 60 studenti e aziende partner attraverso 15 sfide in Europa, trasformando le complessità della transizione ecologica in idee di business concrete

In occasione della conferenza internazionale I-ESA a Madeira, in Portogallo, ospitata dall’Istituto di ricerca Uninova, Instituto de Desenvolvimento de Novas Tecnologias, si è tenuto il terzo web talk del progetto CERES (Circular Economy Digital Innovation Hub), intitolato “Valorizzare le idee innovative, le proposte vincenti degli hackathon CERES”.

L’incontro, moderato da Claudio Sassanelli, professore associato presso il Politecnico di Bari e arricchito dai contributi di Theodora Kallipolitou (Zelus) e  Josè Ferreira (Uninova), ha offerto una panoramica sui traguardi raggiunti dal progetto CERES, cui hanno partecipato 10 istituzioni europee, tra università, enti di formazione e consorzi aziendali.

Al centro del dibattito, l’impatto dei quattro hackathon transnazionali organizzati tra la fine del 2025 e marzo 2026 in Italia, Cipro, Bulgaria e Danimarca.

Come sono andati gli hackathon CERES?

Un hackathon, letteralmente hack (trovare soluzioni rapide e creative) e marathon (maratona) è un evento in cui programmatori, designer, esperti di marketing e appassionati di tecnologia si riuniscono per creare un prototipo software o hardware nel giro di pochissimo tempo, in genere 24 o 48 ore.

Le iniziative organizzate finora sembrano muoversi su contesti puramente nazionali: dunque gli hackathon CERES sono intervenuti nel colmare questa lacuna, proponendo un modello d’azione distribuito in tutta Europa, unito da un focus tematico condiviso, cioè l’educazione all’economia circolare.

Gli eventi si sono dimostrati uno strumento utile sia per studenti e professionisti, che per le aziende partner: per i primi si è trattata di un’opportunità per misurarsi con sfide reali e con la complessità della transizione ecologica, applicando sul campo le competenze acquisite tramite i curricula formativi e l’Hub Digitale di CERES.

Per le aziende partner si è rivelata invece una modalità per esplorare nuove prospettive di business, raccogliere idee e intercettare i migliori talenti emergenti.

Gli eventi, pur mantenendo un’anima comune basata sulla valutazione rigorosa dei pitch − secondo criteri di qualità, originalità, sostenibilità basata sulla triple bottom line, fattibilità ed efficacia comunicativa − hanno adottato formule organizzative e metodologie di mentoring differenti e adeguate ai singoli contesti locali.

Dai 5 giorni in formato ibrido dell’esperienza italiana, che ha visto il coinvolgimento di oltre 60 partecipanti provenienti da diversi atenei, fino alle metodologie di sandboxing e brainstorming creativo applicate nel PlayLab danese, i quattro hackathon hanno messo a sistema ben 15 sfide aziendali concrete.

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