Dal 7 marzo 2026, il Decreto Legislativo 188/2008, che ha regolato per quasi vent’anni la vita delle batterie in Italia, è stato ufficialmente superato. Al suo posto è subentrato il D. Lgs. 29/2026, il decreto che recepisce in Italia il Regolamento UE 2023/1542 e riscrive le regole per chi produce, importa o vende batterie. La differenza è netta: si passa da una norma che riguardava solo il fine vita a un vero e proprio sistema che disciplina l’intero ciclo di vita del prodotto. Progettazione, impronta di carbonio, contenuto di materiale riciclato, etichettatura, riuso, raccolta e riciclo entrano in un’unica cornice normativa.
Il cuore del Decreto è il rafforzamento del concetto di Responsabilità Estesa del Produttore. Chi immette una batteria sul mercato nazionale è responsabile della gestione (raccolta differenziata, trasporto, trattamento e riciclo), dell’informazione verso i consumatori sulle modalità di conferimento del rifiuto e della trasmissione dei dati sui flussi gestiti. L’adempimento a questi obblighi può avvenire, solo per alcune categorie, tramite sistemi individuali, riconosciuti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), o tramite Consorzi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Le nuove regole introducono un livello di controllo più stringente: statuti standardizzati, garanzie finanziarie obbligatorie e adesione vincolante al Centro di Coordinamento entro il 3 settembre 2026.
Nuovi obblighi per i marketplace
Il Regolamento introduce, per la prima volta, obblighi specifici per i marketplace online, colmando una lacuna storica nella gestione dei flussi di batterie immessi sul mercato. Viene confermata la possibilità per le piattaforme di e-commerce di semplificare le modalità di raccolta dei contributi ambientali dovuti dai venditori attivi sui marketplace attraverso il sistema “pay on behalf”, grazie al quale i siti di e-commerce dichiarano l’immesso sul mercato dei venditori che, per mezzo di essi, commercializzano prodotti (come le batterie) coperti da Responsabilità Estesa del Produttore. Questo intervento rafforza il principio EPR aiutando anche le piccole e medie imprese ad adempiere ai loro obblighi normativi, partecipando attivamente al finanziamento, per la gestione del fine vita dei loro prodotti.
Materie Prime Critiche: da rifiuto a risorsa strategica
Il decreto riconosce le batterie esauste come una risorsa strategica. Per la prima volta vengono fissati obiettivi vincolanti di recupero per litio, cobalto e nichel, risorse al centro della strategia europea sulle Materie Prime Critiche. In un contesto di dipendenza da Paesi terzi e volatilità dei prezzi, il riciclo diventa una leva politica industriale. La gestione del rifiuto si lega direttamente alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla competitività delle filiere automotive e di accumulo energetico.
Dati, controllo e architettura del sistema
Il Registro nazionale dei produttori di batterie diventa uno degli strumenti operativi centrali del nuovo sistema. Integrato con il quadro europeo del Regolamento (UE) 2023/1542, consente di tracciare con precisione le quantità immesse sul mercato e di monitorare il rispetto degli obblighi ambientali. Il principio EPR si traduce in un sistema verificabile: ogni batteria immessa sul mercato deve rientrare in un flusso tracciato e controllato. Il Registro diventa così uno snodo essenziale per garantire trasparenza, prevenire comportamenti elusivi e assicurare che gli obiettivi di raccolta e riciclo fissati a livello europeo siano realmente rispettati. Parallelamente, il vecchio CDCNPA diventa Centro di Coordinamento Batterie con un ruolo potenziato: gestisce il registro telematico degli impianti di trattamento, supervisiona i flussi su scala nazionale e diventa responsabile dei target di raccolta nazionali. L’adesione, sia per i Sistemi Collettivi che per i Sistemi Individuali, è obbligatoria entro il 3 settembre 2026.
Obiettivi di raccolta più sfidanti
Sul fronte degli obiettivi di raccolta, l’asticella si alza in modo significativo. Per le batterie portatili si passa dal 45% previsto dal precedente quadro normativo a target ben più ambiziosi: il 63% entro il 2027 e il 73% entro il 2030, come stabilito dal Regolamento (UE) 2023/1542.
Si tratta di percentuali dalle quali l’Italia è ancora distante, considerando che oggi la raccolta si attesta intorno al 31% dell’immesso sul mercato, evidenziando un gap rilevante rispetto agli standard europei. A questi obiettivi si affiancano, per la prima volta in modo strutturato, target specifici per le batterie per la mobilità leggera (le cosiddette LMT, Light Means of Transport, come e-bike, monopattini e altri veicoli elettrici leggeri). Anche per questa categoria il Regolamento introduce obblighi progressivi di raccolta, fissati al 51% entro il 2028 e al 61% entro il 2031. L’inclusione delle LMT riflette la rapida diffusione di questi dispositivi nelle città europee e la necessità di gestire in modo efficace i relativi flussi a fine vita, che presentano caratteristiche diverse rispetto alle tradizionali batterie portatili.
Nel complesso, l’innalzamento dei target e l’estensione a nuove categorie rendono il sistema molto più esigente: non solo aumenta la quantità di rifiuti da intercettare, ma diventa essenziale migliorare l’efficienza della raccolta, rafforzare le infrastrutture e garantire una maggiore partecipazione di cittadini e operatori economici.
Consorzi EPR: da operatori a infrastruttura del sistema
In questo scenario, i Sistemi collettivi diventano l’infrastruttura che tiene insieme compliance, efficienza ed economie di scala. L’obbligo di aderire al Centro di Coordinamento e di adeguare gli statuti entro settembre 2026 spinge verso una governance più trasparente e controllabile.
Per accompagnare i Produttori in questa transizione, Erion Energy ha aggiornato procedure e servizi in linea con le nuove esigenze. “Stiamo lavorando per dare il nostro contributo al completamento dell’impianto normativo necessario a rendere pienamente operativo in Italia il Regolamento batterie. È un passaggio fondamentale per dare certezza agli operatori, rafforzare i sistemi di raccolta e garantire che gli obiettivi europei si traducano in risultati concreti lungo tutta la filiera delle batterie. In questo percorso è essenziale assicurare regole chiare, strumenti efficaci di tracciabilità e un coordinamento solido tra istituzioni e Consorzi, così da accompagnare in modo strutturato la transizione verso modelli sempre più sostenibili e circolari”, ha dichiarato Laura Castelli, Direttore Generale di Erion Energy.
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