Il riciclo dei rifiuti in Lombardia passa dalle sinergie tra pubblico e privato

Il riciclo dei rifiuti in Lombardia passa dalle sinergie tra pubblico e privato

Il 25 novembre 2022 si è tenuto a Milano il convegno “La materia circolare: risultati e prospettive del recupero in Lombardia” organizzato dalla VI Commissione Ambiente e protezione civile del Consiglio regionale

“La materia circolare: risultati e prospettive del recupero in Lombardia”. Questo il titolo che, il 25 novembre 2022, ha animato il convegno organizzato a Milano dalla VI Commissione Ambiente e protezione civile del Consiglio regionale della Lombardia per “Analizzare il contesto produttivo del settore del riciclo, comprendere gli strumenti e le azioni già in atto per incentivare l’utilizzo della materia prima secondaria e esaminare le prospettive future e gli interventi che politica e imprese devono introdurre per consentire la conclusione del processo di trasformazione green dell’economia e della società”.

“Bisogna considerare il rifiuto come risorsa”
L’incontro è stato aperto da Riccardo Pase, Presidente VI Commissione Ambiente e protezione civile, che ha evidenziato come sia sempre più necessario “Considerare il rifiuto come risorsa perché, se gestito in maniera corretta, questo può diventare un’opportunità di crescita. Bisogna fare capire ai cittadini concetti importanti come il fatto che dai rifiuti si producono risorse come il biogas. In Lombardia lo facciamo bene, ma bisogna lavorare in modo pragmatico e creare e sinergia fra le istituzioni e la società civile”. Per Carlo Borghetti, Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia: “L’economia circolare è un valore, ma anche una necessità. Dobbiamo ricordarci di applicarla puntando a garantire non solo sostenibilità economica e ambientale, ma anche sociale, visto la progressiva riconversione produttiva di molti settori industriali come quello dell’automotive soggetto a riqualificazione lavorativa”.

Migliorare la raccolta e creare un mercato delle MPS
Nel suo intervento, Fabrizio Piccarolo, Direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, ha introdotto i risultati del ciclo di audizioni degli stakeholder lombardi operanti nel settore del recupero di materia, sostenendo che “Abbiamo cercato di dare organicità alle informazioni degli addetti al settore per cercare di delineare linee di policy per migliorare le politiche e gli interventi in materia di riciclo”. Le conclusioni delle audizioni sono state raccontate da Elisa De Marchi del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università Statale di Milano, che ha evidenziato le necessità messe in risalto dal settore: “Sono esigenze multiple – ha detto la ricercatrice – che vanno dal miglioramento della quantità e della qualità della raccolta differenziata fino alla creazione di un mercato delle Materie Prime Seconde”. La studiosa ha poi messo in evidenza le policy auspicate dal settore e volte a consolidare la collaborazione fra enti consortili e Pubbliche amministrazioni; sensibilizzare il cittadino sull’importanza della raccolta differenziata; e favorire un avanzamento tecnologico che consenta di minimizzare gli sprechi e favorire il riciclo di materia.

“L’economia circolare in Lombardia è già una realtà”
La tavola rotonda della giornata è stata aperta dall’intervento di Dario Fossati, Direttore Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia, per il quale: “L’economia circolare in Lombardia è già una realtà, lo dimostrano i numeri e il lavoro delle varie filiere. Sulla raccolta differenziata ci sono comuni che arrivano a superare l’80% e noi ci siamo posti come futuro obiettivo l’83% su base regionale”. Sergio Padovani, Direttore del Settore attività produttive di ARPA Lombardia, ha ripercorso le attività dell’agenzia ricordando quella della “Formazione per gli enti locali su temi che vanno dalla gestione dei rifiuti alle bonifiche del territorio. Portiamo la nostra esperienza e ci confrontiamo con gli amministratori sulle best practices”. Per Luca Piatto Responsabile Area Rapporti con il Territori di Conai, “In Italia si raccoglie tanto, ma si deve migliorare la qualità della raccolta differenziata perché senza qualità le materie non possono essere mandate a riciclo”.

Longoni, CDC RAEE: “Chi lavora sui RAEE lavora sulla storia”
Un grande focus sul tema dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche è quello fatto dal Direttore Generale del CDC RAEE, Fabrizio Longoni: “Chi lavora sui RAEE lavora sulla storia perché raccoglie apparecchi prodotti anche vent’anni fa. I controlli sulla filiera devono essere stringenti, bisogna proteggere la competizione di mercato dai flussi paralleli che agiscono fuori dalla legge. Dobbiamo costruire nuovi impianti, ma per farlo servono maggiori volumi di rifiuti che giustifichino la creazione di strutture per il recupero della materia ai fini della produzione”. Per Roberto Sarcinelli, Presidente di Montello S.p.A. “La necessità è quella di legiferare perché le Materie Prime Seconde trovino sbocchi sul mercato. Il vero problema oggi è che non c’è assorbimento del prodotto riciclato perché manca uno stimolo al riutilizzo. Dobbiamo chiudere il cerchio abbassando i costi energetici che arrivano a toccare fino al 30% del fatturato causando enormi difficoltà alle aziende”.

Assoambiente: “Quello del riciclo è un settore strategico dell’industria italiana”

Assoambiente: “Quello del riciclo è un settore strategico dell’industria italiana”

Giovedì 24 novembre 2022 è stato presentato a Roma il Rapporto “L’Italia che ricicla 2022”. Chicco Testa: “Non siamo più smaltitori, ma attività industriali che, a pieno titolo, fanno parte di quel grande disegno di economia circolare che può migliorare la situazione in Italia e in Europa”.

Giovedì 24 novembre, Assoambiente e REF ricerche hanno presentato, nel corso di uno speciale evento organizzato a Roma, il Rapporto “L’Italia che ricicla 2022”. Si tratta, ha detto introducendo i lavori, la moderatrice Monica D’Ambrosio, di Ricicla TV di “Una fotografia che elabora dati, numeri e trend delle filiere del riciclo” e che quest’anno, ha aggiunto D’Ambrosio, “Si presenta in una veste nuova. L’indagine analizza le varie industrie del riciclo non più in maniera verticale, ma in orizzontale, nella loro interezza, come se fossero un unico comparto”. Tra i sostenitori dell’iniziativa anche Erion.

Il riciclo come settore strategico del Paese
Paolo Barberi, Presidente Sezione UNICIRCULAR di Assoambiente, ha aperto la serie degli interventi sostenendo che: “Quest’anno abbiamo voluto presentarci come reale comparto industriale, indipendentemente dalle singole filiere, dai singoli settori e dai singoli materiali/rifiuti che andiamo a trattare. In un momento come questo, di crisi energetica e di approvvigionamento di materie, possiamo costituire una vera e propria industria che può fornire nuova materia e nuova energia alle nostre aziende. Siamo l’anello indispensabile per permettere all’Italia di rendersi almeno in parte indipendente rispetto alle risorse che non sono immediatamente reperibili”. Laura D’Aprile, Capo Dipartimento DiSS al MASE, ha ripercorso i progressi italiani in materia di riciclo: “Negli ultimi diciotto mesi, grazie al PNRR – ha detto D’Aprile – sono stati messi in campo una serie di strumenti di accompagnamento, in termini di riforme strutturali e finanziamenti. Molti degli strumenti che vengono rappresentati all’interno del rapporto – i Cam, la regolamentazione end of waste, l’incentivazione per l’utilizzo di materiali riciclati – sono già presenti all’interno della strategia per l’economia circolare del relativo cronoprogramma di attuazione”. D’Aprile ha poi evidenziato che: “I cittadini devono capire che la corretta gestione del ciclo dei rifiuti, conviene. Questo è un messaggio che dev’essere sempre supportato da dati e informazioni corrette”.

I punti chiave dello Studio di Assoambiente
Nel suo intervento, Rosario Barone, del Centro di Studi Economici e Internazionali dell’Università di Roma Tor Vergata, ha spiegato che l’obiettivo dello Studio è stato quello di misurare la presenza sul mercato di Assoambiente nel 2021 partendo dal fatturato delle aziende associate operanti nei settori della raccolta dei rifiuti, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero di materiali e altre attività di risanamento e di gestione dei rifiuti. “La quota di mercato per Assoambiente è del 23,77% e il fatturato stimato è di 12,6 miliardi di euro”, ha detto Barone raccontando il metodo di ricerca e specificando che lo Studio è ancora in corso. Il Rapporto è stato poi esposto da Donato Berardi, Laboratorio REF, che ha iniziato il suo intervento sostenendo: “Abbiamo guardato al riciclo come un’industria che ha tutti gli ingredienti per mettere a fattor comune l’ambizione che è quella di arrivare alla transizione ecologica ed energetica, e riportare in Italia una capacità di guardare ai prossimi anni con una serenità maggiore”. Berardi ha ripercorso i punti di forza del riciclo italiano e le azioni che possano consentire alle 6.500 imprese attive in questo settore di fare un salto di qualità nel costruire Pil, occupazione e tutela dell’ambiente. Tra i focus toccati dall’economista, c’è stato quello dei rifiuti esportati all’estero per il recupero di materia e che “rappresentano un’opportunità mancata di recupero in Italia, considerando che tali rifiuti ammontano a 2,5 milioni di tonnellate tra pericolosi, non pericolosi e urbani”. Lo studio ha inoltre evidenziato come in Italia i tempi medi delle autorizzazioni di realizzazione di un impianto di trattamento e smaltimento siano di 4,7 anni. “C’è poi da considerare – ha chiosato l’esperto – l’aspetto dell’aumento dei costi energetici per gli impianti del riciclo: tra il 2020 e il 2022 tali costi sono aumentati del 17% passando da 2,6 miliardi a 3 miliardi di euro, minacciando la continuità del riciclo stesso. Dobbiamo guardare al futuro migliorando la strumentazione economica di mercato e gli incentivi a favore del riciclo”.

Chicco Testa: “Siamo un pezzo della filiera industriale del Paese”.
In collegamento video, l’onorevole Mauro Rotelli, Presidente VII Commissione Ambiente Camera, ha ricordato come “Questo Rapporto è fondamentale ed è opportuno proporlo ai lavori della Commissione per andare in una dimensione di certezza allo sviluppo delle caratteristiche autorizzative che sono fondamentali per le aziende che voi rappresentate e per l’intero sistema Paese”. Ha chiuso i lavori della giornata Chicco Testa, Presidente Assoambiente: “In questi anni di lavoro siamo riusciti a rovesciare una tendenza e dare la percezione che il settore dei rifiuti, da settore negletto, sia diventato strategico nell’economia italiana. Noi non parliamo di rifiuti, ma di risorse che devono rientrare nel ciclo produttivo. L’alone di impopolarità che circonda la parola rifiuti è ancora forte e pieno di contraddizioni. Dobbiamo restare concentrati nel far capire ai decisori che il nostro mondo è un pezzo della filiera industriale del Paese: non siamo più smaltitori, ma attività industriali che, a pieno titolo, fanno parte di quel grande disegno di economia circolare che può migliorare la situazione in Italia e in Europa”.

“La transizione ecologica è considerata necessaria dall’83% delle imprese italiane”

“La transizione ecologica è considerata necessaria dall’83% delle imprese italiane”

Lo ha sostenuto Edo Ronchi presentando a Ecomondo la Relazione sullo stato della Green Economy 2022. “Il 19% delle nostre aziende, prevalentemente quelle piccole del Sud, si è dichiarato in ritardo sul processo”

“Le nuove sfide della transizione ecologica per le imprese italiane. Tra gli alti costi dell’energia, delle materie prime e della crisi climatica”. Il tema dell’undicesima edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati a Ecomondo l’8 e il 9 novembre 2022, richiama l’attenzione sul particolare momento che sta vivendo l’economia italiana. Segnata, precisa il Consiglio Nazionale della Green Economy, “da notevoli difficoltà, con una forte ripresa dell’inflazione, con le avvisaglie di una nuova recessione, con prezzi ancora troppo alti del gas e dell’elettricità, in uno scenario di timori e incertezze generate dalla guerra scatenata in Europa dalla Russia contro l’Ucraina”.

La transizione ecologica come volano dell’economia
L’evento si è aperto l’8 novembre 2022 con la sessione plenaria moderata dalla giornalista de Il Sole 24 Ore, Celestina Dominelli. Primo ospite di giornata è stato Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group: “La gran parte delle imprese intervistate per il Rapporto che verrà presentato oggi ritiene la transizione ecologica una necessità e attribuisce al Sistema Paese Italia un ruolo guida in questo processo di transizione, perché chi compie questa scelta si troverà nel gruppo avanzato delle economie mondiali”. Irene Priolo, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ha poi evidenziato come “L’integrazione fra i temi ambientali è fondamentale e non possiamo pensare che l’energia metta da parte il tema del contrasto ai cambiamenti climatici, perché altrimenti avremo problemi da gestire sui cambiamenti climatici che saranno nettamente superiori, dal punto di vista dell’impatto dei costi, a quelli legati alla transizione ecologica”. Nel suo video intervento Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha introdotto i lavori sostenendo: “Questo incontro si tiene in un momento in cui il tema dell’energia non è mai stato così centrale nel dibattito pubblico tra emergenza climatica, taglio delle forniture di gas dalla Russia, aumento dei prezzi e ricadute negative sull’economia. Alcuni ritengono che la transizione ecologica debba essere messa in secondo piano o perfino accantonata. Io penso che sarebbe un grave errore. Oggi la sicurezza energetica e il contrasto al caro energia passano dalla transizione ecologica, che prevede l’efficienza energetica e l’utilizzo di energie prodotte da fonti rinnovabili. Il futuro appartiene alle energie pulite e accelerare la loro diffusione è una delle nostre priorità”.

Edo Ronchi: “Sulla transizione ecologica è in ritardo il 19% delle imprese italiane”.
“Dopo la pandemia speravamo in una ripresa e invece è arrivata la guerra In questo contesto ci è sembrato opportuno sentire direttamente le imprese sulla transizione ecologica”, ha detto Edo Ronchi presentando la Relazione sullo stato della Green Economy 2022. Nel suo intervento, il rappresentante del Consiglio Nazionale, ha poi aggiunto che: “Abbiamo intervistato mille imprenditori italiani di diversi settori, dal manifatturiero alla comunicazione, e l’86% di loro ha dichiarato di avere un’attenzione elevata o buona sul tema della transizione ecologica, anche se solo un 35% degli intervistati ha dichiarato di avere un buon livello di conoscenza del tema”. Secondo il Rapporto le preoccupazioni principali delle nostre imprese riguardano i costi dell’energia (86%), le difficoltà di approvvigionamento e gli alti prezzi delle materie prime (72%) e le crisi sociali ed economiche nel mondo (60%). Ronchi ha poi ricordato che per “l’83% degli imprenditori la transizione ecologica rappresenta un cambiamento necessario per affrontare la crisi climatica e la scarsità di risorse naturali e poter puntare su un futuro prospero”. Un dato di particolare rilievo è stato quello sul posizionamento complessivo delle imprese italiane nel processo di transizione ecologica che, secondo la Ricerca, “vede in stato avanzato il 45% degli intervistati, con un 26% che ha dichiarato di essere appena partito, mentre il 19% (prevalentemente piccole aziende del Sud Italia) ha ammesso di essere in forte ritardo. Anche per Ronchi una delle misure essenziali per la transizione ecologica in Italia passa dallo sviluppo delle energie rinnovabili “che devono crescere in modo esponenziale entro il 2030. – ha detto l’ex ministro dell’Ambiente –  Per farlo bisogna contrastare con più decisione l’ignoranza e i pregiudizi sui vantaggi economico-ambientali e sulle possibilità tecniche delle rinnovabili”.

La versione degli esponenti politici
All’intervento di Ronchi hanno fatto seguito quelli dei rappresentanti della politica, a partire da Simona Bonafè, Deputata del Partito democratico: “Ha colpito anche me – ha detto la parlamentare – il dato delle piccole e piccolissime imprese che fanno fatica ad agganciare la transizione ecologica. Mentre in Europa è caratterizzata da medie e grandi imprese, la particolarità della piccola impresa è prevalentemente italiana. L’Italia, pur con questa caratterizzazione, rimane al top dal punto di vista del riciclo e degli altri parametri usati per classificare un paese come davvero circolare”. Nel suo intervento Maria Alessandra Gallone, Forza Italia, ha dichiarato: “Noi italiani siamo un popolo di trasformatori con capacità enormi che ci permettono di trasformare le materie prime dei rifiuti e impiegarle in nuovi cicli produttivi. Per andare ancora più avanti ci vuole l’innovazione tecnologica che fanno le imprese, ma con le istituzioni che devono essere al loro fianco”. Infine, Gianni Pietro Girotto, esponente del Movimento 5 Stelle, ha ribadito la necessità di puntare sulle comunità energetiche. “Su questo tema siamo indietro come conoscenza e non possiamo permetterci di ignorarlo perché a prevedere la creazione di comunità energetiche  è una direttiva europea che la legge italiana deve rispettare e non stravolgere”.

“Greenwashing. La musica deve cambiare”, in diretta streaming il 14 ottobre dalle ore 17.00

“Greenwashing. La musica deve cambiare”, in diretta streaming il 14 ottobre dalle ore 17.00

L’evento – che si terrà durante l’International E-Waste Day – è organizzato da Erion per celebrare il suo secondo compleanno e quello del magazine EconomiaCircolare.com

Venerdì 14 ottobre 2022 Erion festeggerà il suo secondo compleanno e quello del magazine EconomiaCircolare.com con un evento speciale dal titolo “Greenwashing. La musica deve cambiare”.

L’appuntamento, che verrà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Erion a partire dalle 17.00, è organizzato in concomitanza con l’International E-Waste Day 2022 e si annuncia come l’occasione per riflettere insieme ai rappresentanti della filiera e a quelli del settore imprenditoriale su uno dei fenomeni più diffusi, dibattuti e controversi del nostro tempo: il cosiddetto “ambientalismo di facciata”.

Una sorpresa di Chora Media e un’indagine Ipsos
Il programma del pomeriggio insieme si aprirà con un’esperienza particolare che coinvolgerà direttamente la nostra vista e il nostro udito e che vivremo insieme agli amici di Chora Media e a un ospite speciale. Saranno poi illustrati i risultati dell’indagine – realizzata da Ipsos per Erion – sui livelli di conoscenza, le opinioni e i comportamenti degli italiani in tema di RAEE ed RPA. L’evento ospiterà, successivamente, un momento di riflessione sui rischi correlati al greenwashing e su quanto sia fondamentale intervenire contro questa pratica affinché possa avverarsi una reale ed efficace transizione ecologica.

Il progetto “Training for circularity – WEEE Edition”
Seguirà la presentazione del progetto “Training for circularity – WEEE edition”, l’Academy – finanziata da Erion WEEE, e ideata e organizzata insieme a EconomiaCircolare.com ed Enea – per la formazione di nuove professionalità nel settore della gestione dei RAEE e nel campo del reporting, della comunicazione e del marketing per la sostenibilità e la circolarità. L’iniziativa è parte del programma di sensibilizzazione DireFareRAEE promosso da Erion WEEE.

 

Segui l’evento “Greenwashing. La musica deve cambiare” in diretta streaming il 14 ottobre 2022 a partire dalle ore 17 sul canale YouTube di Erion.

Grinner e FREE4LIB, Erion è fra i partner di due importanti progetti di ricerca europei sulle batterie

Grinner e FREE4LIB, Erion è fra i partner di due importanti progetti di ricerca europei sulle batterie

Rendere le batterie più sicure e riciclabili! Ecco gli obiettivi su cui si misureranno, insieme ad altre importanti realtà internazionali, gli specialisti del nostro Strategic Development & Innovation Team. I kick-off ad Atene e Valladolid

Si chiamano Grinner e FREE4LIB, e sono i due nuovi progetti europei di ricerca sulle batterie ai quali Erion prenderà parte con gli specialisti del Strategic Development & Innovation Team (SDI), guidato da Luca Campadello. Il 21 settembre 2022 si sono svolti, rispettivamente ad Atene e Valladolid, i kick-off dei lavori che andranno avanti fino al 2024 e al 2026.

Grinner, l’idea per ridurre la probabilità di incendi ed esplosioni delle batterie negli impianti di trattamento
Uno dei problemi più ricorrenti per la filiera dei rifiuti in tutta Europa è quello degli incidenti in impianti di trattamento causati dall’esplosione delle batterie contenute nei RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Circostanza che si verifica quando, tali batterie, in particolare quelle agli ioni di litio (Li-ion) e quelle al nichel-metallo idruro (NiMH), non vengono separate dai prodotti che le contengono e insieme ad essi finiscono nei trituratori elettronici per il riciclo dei rifiuti. Sono proprio le sollecitazioni di questi macchinari sul corpo delle batterie a provocarne l’esplosione e a dare avvio a incendi più o meno importanti che, ogni anno, provocano ferimenti, prolungate interruzioni dei servizi, danni agli impianti, casi di emergenza e ingenti perdite di economiche.
L’obiettivo di Grinner è quindi quello di sviluppare una tecnologia, basata su sistemi di intelligenza artificiale e raggi X, in grado di individuare e selezionare preventivamente le batterie presenti nel flusso dei RAEE in ingresso negli impianti di trattamento. Tale processo, secondo quella che è l’idea dei ricercatori di Grinner, sarà completato dal lavoro di un braccio robotico in grado di rimuovere automaticamente e mettere in sicurezza le batterie dei RAEE prima che queste entrino con questi ultimi all’interno dei macchinari per la triturazione. In Grecia, per Erion, c’erano Giulia Sora (team SDI) e Alice Olgiati (team Communications & Marketing) che hanno incontrato gli altri sei partner di progetto. Si tratta di due istituti di ricerca, TWI Hellas e l’Università dell’Essex; due fornitori di tecnologia, Direct Conversion AB e LYNQ; un utilizzatore finale, GreenWEEE International SA e il WEEE Forum. Il principale compito del nostro team SDI sarà quello di studiare la composizione degli attuali flussi di rifiuti, per determinare la quantità e la qualità delle batterie in essi contenuti.

FREE4LIB: verso 6 nuovi processi di riciclo delle batterie al litio
Promosso da Horizon Europe fino al 2026, FREE4LIB è il programma che punta alla progettazione, lo sviluppo e la validazione di 6 nuovi processi per il riciclo delle batterie al litio (LIBs) a fine vita. Il nutrito gruppo di ricerca, composto da 22 specialisti provenienti da importanti aziende e organizzazioni internazionali, studierà la fattibilità di una nuova metodologia di smaltimento, una di pretrattamento e quattro di recupero dei materiali contenuti nelle batterie. Nel corso di FREE4LIB verranno inoltre sviluppate tecnologie innovative capaci di migliorare tre processi finalizzati al riutilizzo di metalli e polimeri e alla sintesi di elettrodi come Materie Prime Seconde per la fabbricazione di batterie più ecologiche. L’obiettivo di FREE4LIB è quello di raggiungere un recupero dei materiali efficiente e sostenibile così da incrementare l’approvvigionamento di risorse secondarie all’interno dell’Unione Europea. L’equipe di ricerca sarà, infine, impegnata nello sviluppo del Battery Passport, creando un “gemello digitale” della batteria per migliorare la tracciabilità dei processi legati al suo ciclo di vita. A Valladolid per Erion Energy c’erano Matilde Amadio e Filippo StringaStrategic Development & Innovation team. Sarà loro il compito di coordinare l’attività di Erion Energy all’interno di FREE4LIB. Il nostro Consorzio per la gestione dei Rifiuti di Pile e Accumulatori contribuirà allo studio e all’analisi dell’attuale catena del valore delle batterie al litio; fornirà le informazioni necessarie allo sviluppo di processi di riciclo e riutilizzo dei materiali che compongono le batterie e indagherà le best practices riguardanti l’imballaggio, la sicurezza e il trasporto delle LIBs.

La Rubrica del Presidente – Daniela Valterio: “Exceed, una parola proattiva”

La Rubrica del Presidente – Daniela Valterio: “Exceed, una parola proattiva”

Il programma di Erion Professional introduce un nuovo paradigma per la raccolta dei RAEE b2b nei settori Clima, Food e Printing, garantendo semplificazione burocratica e digitalizzazione dei processi di reverse logistics

Quella sulla corretta gestione dei RAEE professionali in Italia rappresenta una vera e propria sfida di sostenibilità per tutta la filiera del settore dell’elettronica. Lo studio dal titolo “Quantificazione dei flussi di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) nel settore delle stampanti professionali” realizzato da Erion Professional insieme al Politecnico di Milano, rivela che i dati dei mercati rilevanti normalmente disponibili portano a ipotizzare che il tasso di raccolta del settore professionale in Italia si attesti attorno al 5-10% del Put on the Market ossia l’immesso sul mercato da parte dei Produttori (PoM professionale). Detto in parole più chiare: la filiera italiana non riesce a raccogliere, e quindi trattare, la stragrande maggioranza dei rifiuti elettronici giunti a fine vita dismessi dalle aziende, dagli esercizi commerciali, dagli uffici della Pubblica Amministrazione.

Diverse le cause che concorrono alla fragilità del sistema: da un lato, il mancato tracciamento delle filiere genera l’impossibilità di includere i RAEE gestiti a norma di legge nelle statistiche ufficiali che concorrono al raggiungimento dei target di raccolta e riciclo; dall’altro, l’assenza di un regime di gestione uniforme e rigoroso, frammenta il sistema in una moltitudine di iniziative di piccole e medie dimensioni, tra le quali, più facilmente, si annidano pratiche illegali. Su quest’ultimo punto, mi preme ricordare quella dell’export illegale dei RAEE verso i Paesi in via di Sviluppo. Parliamo di numeri importanti ovvero il 44% del PoM, che si stima sia esportata in aree del Secondo e Terzo Mondo. Spesso non si tratta neanche più di apparecchiature funzionanti, ma di RAEE che finiscono in immense discariche a cielo aperto dove uomini, ma soprattutto bambini e donne li “smembrano” per ricavarne le materie più facili e li bruciano senza alcuna cautela per la salute o per l’ambiente. È una pratica terribile che, oltre ad arrecare enormi danni al territorio, minaccia l’impegno ambientale che noi produttori mettiamo quotidianamente per garantire un’efficiente raccolta dei RAEE e un trattamento finalizzato al riciclo delle materie in essi contenute.

In Erion Professional, il Consorzio che presiedo, abbiamo capito che non possiamo semplicemente “aspettare di vedere che succede”. Dobbiamo fare un passo in più, per aumentare la raccolta, per allinearci ai migliori Paesi europei, ma soprattutto per fortificare il nostro contributo alla tutela del Pianeta. Da questa volontà nasce Exceed, un programma di raccolta dei RAEE Professionali basato sulla proattività dei Produttori di AEE dei settori Clima, Food e Printing, ma anche degli specialisti appartenenti alle loro reti di vendita e distribuzione. Exceed, per definizione, “va oltre” l’attuale sistema di ritiro su chiamata dei RAEE b2b, ponendosi l’ambizioso, ma raggiungibile, obiettivo di creare un nuovo e più funzionale paradigma operativo capace di garantire la raccolta di importanti flussi di rifiuti e il loro corretto trattamento grazie a un approccio che semplifica gli aspetti burocratici, ingegnerizza tutti i processi di reverse logistics ed evita, soprattutto, che tali rifiuti finiscano per essere intercettati da quei soggetti che operano in zone “grigie” della filiera, incuranti dei più basilari principi dell’economia circolare.

Exceed parte dai Produttori, ma punta sulla forza della filiera, dei dealer, dei distributori, degli installatori. Perché per rendere la raccolta dei RAEE b2b ancora più efficiente e trasparente occorre l’impegno di tutti.

Erion Professional ha presentato il programma Exceed per la raccolta dei RAEE Professionali

Erion Professional ha presentato il programma Exceed per la raccolta dei RAEE Professionali

Un nuovo paradigma di gestione dei rifiuti che punta sulla proattività dei Produttori e delle loro reti di distribuzione. Ecco com’è andato l’evento organizzato al World Join Center di Milano

Il 30 settembre 2022 Erion Professional ha presentato ufficialmente Exceed, il nuovo programma per la raccolta dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) Professionali. Per l’occasione è stato organizzato a Milano l’evento “RAEE, la filiera b2b. Gli obiettivi europei e la risposta Exceed” che ha riunito i Produttori e le loro reti di distribuzione intorno alle novità introdotte dal programma nei settori Clima, Food e Printing.

 

Valterio: “Il tasso di raccolta dei RAEE Professionali è irrilevante”
Un’iniziativa che intende creare valore per l’ambiente fornendo un approccio differente ai vecchi modelli di gestione della compliance B2B: “L’Unione Europea (D. Lgs. 49/2014) ci chiede un obiettivo di raccolta del 65% tra RAEE Domestici e RAEE Professionali, rispetto all’immesso sul mercato nei tre anni precedenti. Registriamo a oggi un gap superiore al 50%. Un divario sul quale il settore dei RAEE Professionali deve intervenire, soprattutto perché il tasso di raccolta è tutt’oggi irrilevante rispetto a quello dei rifiuti Domestici” ha affermato Daniela Valterio, Presidente di Erion Professional.

Exceed, un programma che punta all’efficienza
La giornata, che prevedeva una parte informativa dedicata agli stakeholder del Sistema Erion e una formativa riservata ai Dealer del settore Printing aderenti al programma Exceed, è entrata nel vivo con l’intervento di Luciano Teli, Direttore Generale di Erion Professional, ha affrontato il tema del target europeo e dei bassi livelli di raccolta dei RAEE Professionali e le soluzioni proposte da Exceed. “A differenza dei RAEE Domestici – ha detto Teli – i RAEE Professionali fanno molta fatica a tornare nei sistemi dei Produttori. Pensate che, a fronte dell’obbligo di conseguire il 65% del tasso di ritorno sull’immesso al consumo, se il settore dei RAEE Domestici arriva a sfiorare il 45%, nel campo del Professionale i sistemi dei Produttori faticano ad arrivare al 10%. Il programma Exceed punta ad aumentare questa percentuale, grazie all’introduzione di importanti semplificazioni degli aspetti burocratici e operativi legati alla raccolta dei RAEE b2b”.

Lo Studio di Erion Professional sui flussi b2b
L’incontro è poi proseguito con la presentazione dello Studio realizzato da Erion Professional incentrato sulla “Quantificazione dei flussi di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) nel settore delle stampanti professionali”, con gli interventi di Isabella Capurso, dell’Area Consulting di Interzero Italy, e Margherita Pero, una delle ricercatrici del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Polimi. “Questo Studio si è svolto a cavallo tra il 2020 e il 2021 – ha detto Capurso introducendo la ricerca – e ha preso le mosse dal riconoscimento che i tassi di raccolta dei RAEE nel settore del Printing italiano fossero estremamente bassi”. Pero ha poi riassunto i punti salienti dello Studio condotto, ha detto la ricercatrice, “con il duplice scopo di ricostruire la filiera complessiva del printing professionale in Italia e di proporre una quantificazione dei flussi tra gli attori”. “I risultati dell’analisi – ha spiegato Pero – sembrano suggerire che il mancato raggiungimento dei target di raccolta sia dovuto alla forte incidenza del mercato estero, che assorbe gran parte delle stampanti ricondizionate o ricondizionabili”.

I vantaggi di Exceed Clima 2.0
Ultimo focus della giornata è stato quello di Walter Rebosio, Amministratore Delegato di WM Consult, che ha spiegato i vantaggi e gli sviluppi futuri di Exceed Clima 2.0. Si tratta di un’evoluzione dell’attuale programma dedicato alla raccolta di condizionatori, pompe di calore e refrigeratori ad uso commerciale. “Exceed Clima 2.0 – ha spiegato Rebosio – prevederà, tra l’altro, la gestione dei RAEE Domestici oltre che Professionali, nonché la garanzia di recupero, trattamento e rigenerazione dei gasi frigorigeni (F-Gas) contenuti all’interno dei rifiuti raccolti da Erion Professional”.

 

Rivedi in streaming l’evento “RAEE, la filiera b2b. Gli obiettivi europei e la risposta Exceed”

Guarda la fotogallery con le più belle foto della giornata.

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Sicilia: 14 indagati per traffico illecito di rifiuti professionali e pericolosi!

Sicilia: 14 indagati per traffico illecito di rifiuti professionali e pericolosi!

 

I Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale, dopo una complessa indagine, hanno scoperto – tra Palermo e Gela – attività organizzate finalizzate al traffico e gestione illecita di rifiuti industriali.

Dopo una lunga serie d’indagini, iniziate nel mese di aprile 2021, il Nucleo investigativo ha infatti notificato la conclusione delle indagini preliminari a carico di 14 soggetti che – sfruttando i lavori di ristrutturazione di un supermercato – approfittavano per smaltire illecitamente gli elettrodomestici industriali.

Tra gli indagati figurano diverse figure, tra le quali il direttore dei lavori di ristrutturazione, tre trasportatori e due titolari di impianti di gestione rifiuti, di uno abusivo che è stato prontamente messo sotto sigillo dai Carabinieri. Noncuranti dei pericoli ambientali derivanti da una non corretta gestione di tali rifiuti le persone coinvolte disassemblavano i rifiuti illegalmente all’interno del punto vendita e li trasportavano – con mezzi non autorizzati – verso l’impianto abusivo e verso un altro che, se pur autorizzato, non avrebbe dovuto accettare di ricevere i RAEE da soggetti non legalmente abilitati.

Durante le perquisizioni sono stati trovati frigoriferi industriali completamente “smembrati” e più di 120 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non, oltre a 10.000 euro in contanti evidentemente derivanti dall’attività illecita (ANSA).

Sono stati nominati, inoltre, due amministratori giudiziari, la cui formale immissione in possesso è avvenuta il 29 luglio 2022, per la gestione dei beni aziendali e dell’impianto, il cui valore economico si aggira sui 2 milioni di euro.

Le prove raccolte hanno consentito d’ipotizzare in capo agli indagati un’illecita attività di raccolta e smaltimento di rifiuti, tale da cagionare una compromissione significativa e misurabile del suolo e del sottosuolo nonché dell’ecosistema dell’area.

La gestione non corretta dei RAEE, anche professionali, può infatti arrecare moltissimi danni all’ambiente oltre a rappresentare una perdita di opportunità nella filiera circolare. Per questa ragione i Produttori di Erion Professional hanno scelto Exceed, il primo sistema generazionale volontario di raccolta e riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Professionali. Il servizio, infatti, propone un approccio differente alla raccolta dei rifiuti professionali: grazie a Exceed i Produttori superano il vecchio paradigma della compliance B2B impegnandosi volontariamente a creare valore per l’ambiente e per le proprie reti di vendita, partecipando al conseguimento degli ambiziosi target europei.

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Erion all’Ecoforum, Giorgio Arienti: “I RAEE strategici per l’economia circolare in Italia, ma è necessario aumentare la raccolta”

Erion all’Ecoforum, Giorgio Arienti: “I RAEE strategici per l’economia circolare in Italia, ma è necessario aumentare la raccolta”

Il 6 luglio 2022, il Direttore Generale di Erion WEEE ha partecipato al panel “L’innovazione: dai processi di filiera ai progetti faro” organizzato nell’ambito della conferenza nazionale sull’economia circolare, organizzata da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club

Il 6 luglio 2022 Erion ha preso parte alla seconda e conclusiva giornata di Ecoforum, la conferenza nazionale sull’economia circolare, organizzata da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club. Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, ha tenuto il primo dei tanti interventi della III sessione di lavori dedicata al tema de “L’innovazione: dai processi di filiera ai progetti faro”.

 

“La filiera dei RAEE deve poter contribuire all’economia circolare”
Arienti ha evidenziato come i RAEE rappresentino “Una filiera strategica perché dai essi si riciclano materie prime seconde (MPS) importanti per l’industria. Nel 2021 – ha precisato il Direttore di Erion WEEE – il sistema RAEE italiano ha gestito circa 400mila tonnellate di rifiuti, ricavando oltre 350mila tonnellate di MPS come ferro, rame, alluminio e plastica. Potremmo arrivare a gestirne 800mila tonnellate e ricavare circa 700mila tonnellate di MPS. Il problema è che il sistema di raccolta dei RAEE è un colabrodo, nel senso che metà dei RAEE che escono dalle case degli italiani scompare letteralmente senza lasciare traccia”.

I RAEE come miniera di materie prime critiche
L’importanza di ottimizzare il sistema RAEE è legata al fondamenale tema dell’approvvigionamento delle materie prime critiche (CRM) da parte del comparto industriale. “Abbiamo recentemente fatto fare da Ambrosetti uno studio su questo tema che ha mostrato aspetti molto interessanti. Innanzitutto – ha detto Arienti – bisogna ricordare che per materie prime critiche si intende un gruppo di circa 30 materie che sono essenziali per diversi comparti industriali: quello aerospaziale, che ne usa 26 su 30; l’industria energetica che ne utilizza 24; il settore dell’elettronica che ne adopera 21. Ben 18 di queste CRM sono indispensabili per il settore delle energie rinnovabili. Lo studio Ambrosetti ha mostrato come circa 564 miliardi di euro dell’industria italiana, quindi circa un terzo del Pil del Paese, siano di fatto abilitati dall’utilizzo di materie prime critiche.

Il contesto geopolitico delle CRM
Il Direttore di Erion WEEE ha ripercorso il contesto geopolitico legato alla difficoltà di approvvigionamento delle materie prime critiche. “Molte di queste, sono purtroppo collocate in Paesi che hanno relazioni politiche difficili con l’Unione Europea e col mondo occidentale in generale: parliamo di stati come Cina, Russia, Repubblica Democratica del Congo e Sud Africa. Si pensi che quasi l’80% del litio è venduto dal Cile, che la Cina fornisce all’Ue il 98% delle terre rare di cui abbiamo bisogno e che il 70% del cobalto proviene dalla Repubblica Democratica del Congo. C’è, dunque, un rischio geopolitico di approvvigionamento che l’Ue e l’Italia devono in qualche modo affrontare. Dallo studio di Ambrosetti è emerso che se l’Italia riuscisse a raggiungere i livelli di raccolta RAEE dei Paesi europei più avanzati, ovvero se riuscissimo ad arrivare ad almeno 600mila tonnellate annue, potremmo ridurre di circa l’11% l’importazione di materie prime critiche. Sarebbe un contributo significativo che potrebbe raggiungersi in un modo relativamente semplice: basterebbe incrementare la quantità dei RAEE che riusciamo a intercettare e a sottoporre a un corretto trattamento”.

“Migliorare il sistema con meno burocrazia e più controlli”
Ma come fare a intercettare più RAEE? “Perché ciò accada – ha concluso Arienti – è necessario sostenere una serie di passaggi. I soldi ci sono: nell’ambito dei progetti faro del PNRR, 150 milioni di euro sono stati destinati allo sviluppo di impianti innovativi per la raccolta e il trattamento dei RAEE. Ci sono imprenditori pronti a investire, ma persistono due temi critici. Il primo è quello sui tempi autorizzativi, che devono essere più brevi e più certi: non credo che sia possibile realizzare impianti di economia circolare se il tempo di autorizzazione è compreso fra i due e i sei anni. Fra sei anni il mondo sarà cambiato e non sarà quello che stiamo affrontando adesso. L’economia circolare deve accadere in tempi brevi, serve snellire l’iter autorizzativo che è assolutamente inaccettabile”.

Per diminuire la dispersione dei RAEE servono informazione, servizi e controlli
Il secondo tema critico è quello della dispersione dei RAEE al di fuori dalla filiera formale. Per diminuire questa perdita dei flussi, secondo Arienti, serve migliorare in tre azioni. “La prima è aumentare l’informazione verso i cittadini, molti dei quali ancora non sanno come smaltire correttamente i propri rifiuti elettronici. La seconda azione è quella di moltiplicare le modalità di raccolta dei RAEE: dev’essere ancora più semplice per consumatori conferire correttamente i piccoli RAEE. La terza azione è quella di fare emergere i flussi sommersi. Se è ipotizzabile che i piccoli RAEE possano finire erroneamente nei sacchi neri dell’indifferenziata – ha detto Arienti – non è immaginabile che quelli grandi (come lavatrici o frigoriferi) restino nelle case degli italiani. La domanda è: dove vanno a finire questi rifiuti? Per fare economia circolare, per catturare materie prime, è necessario che gli enti di controllo accendano un faro su tutti i soggetti che hanno un’autorizzazione al trattamento dei RAEE e sui i soggetti che lavorano filiere contigue a quella dei RAEE. Ciò si rende necessario per capire dove vanno realmente a finire quei rifiuti che potrebbero apportare un contributo fondamentale all’economia circolare nel nostro Paese”.

 

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Erion a Valladolid, Bilbao, Bruxelles e Berlino per partecipare a quattro progetti europei di ricerca

Erion a Valladolid, Bilbao, Bruxelles e Berlino per partecipare a quattro progetti europei di ricerca

I membri del nostro Projects & Innovation team hanno preso parte, in Spagna, alle Assemblee Generali di CIRCTHREAD e C-SERVEES; 4 e 5 luglio in Belgio parteciperanno al kick off meeting di FutuRaM. Nella capitale tedesca, il 5 e 6 luglio, verrà lanciato il nuovo progetto INCREACE

Sviluppare modelli di business circolari e contribuire al passaporto digitale delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Comincia con questi due obiettivi l’estate del Projects and Innovation Team di Erion impegnato, dall’8 giugno 2022, nelle fasi di confronto e in quelle di avvio di quattro progetti di ricerca europei al fianco di importanti partner del mondo industriale e accademico.

Prima fermata: Valladolid per il progetto CIRCTHREAD
Promosso nel 2021 da Horizon2020, CIRCTHREAD è un programma triennale che ha come scopo l’utilizzo delle tecnologie digitali per facilitare l’adozione di modelli circolari. Il fine di CIRCTHREAD, che coinvolge insieme a Erion altri 33 partner europei, è quello di aumentare la durata di vita dei prodotti, garantire il diritto alla riparazione, identificare flussi di Materie Prime Critiche e incrementare le percentuali di recupero delle Materie Prime Seconde. Il 7 e l’8 giugno 2022, a Valladolid si è svolta la seconda Assemblea Generale del progetto durante la quale i vari player hanno presentato i rispettivi sviluppi e programmato i prossimi step dei lavori. Per Erion ha partecipato Filippo Stringa, membro del team P&I, che ha tenuto un intervento sul funzionamento dei Sistemi Collettivi in Italia, la reverse logistic, il trattamento dei rifiuti e il rapporto di Erion con tutti gli attori coinvolti nella filiera del fine vita dei prodotti. Il contributo di Stringa, oltre ad aprire un dialogo con gli altri partner sul tema della Responsabilità Estesa del Produttore, ha fatto il punto della situazione sulle attività dimostrative di CIRCTHREAD che Erion coordinerà in Italia. Il nostro specialista ha presentato il pilot italiano, che partirà all’inizio del 2024 e servirà a testare – assieme a BSH e Altroconsumo – una piattaforma di scambio dati per incrementare la circolarità dei grandi elettrodomestici, come ad esempio le lavastoviglie.

A Bilbao per l’Assemblea Generale di C-SERVEES
Tra il 14 e il 15 giugno si è tenuta a Bilbao l’Assemblea Generale di C-SERVEES, il progetto finanziato, dal 2018 al 2022, da Horizon2020 per promuovere nuovi modelli di business circolari nel settore delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. C-SERVEES coinvolge, insieme a Erion, altri 16 partner internazionali intorno allo sviluppo e alla convalida di servizi innovativi, tipici dell’industria 4.0, per quattro tipologie di prodotti: grandi bianchi, apparecchiature informatiche, dispositivi di telecomunicazione ed elettronica di consumo. A Bilbao, per il Team P&I di Erion, era presente Giulia Sora che ha partecipato all’incontro di aggiornamento del progetto e visitato le sedi di Indumental Recycling (impianto di trattamento dei RAEE) e Gaiker (centro di ricerca e innovazione del progetto impegnato nel coordinamento delle azioni pilota). Per C-SERVEES gli specialisti di Erion sono impegnati nello studio di fattibilità di soluzioni quali l’eco-leasing dei prodotti, l’ottimizzazione della gestione dei RAEE e l’utilizzo di tecnologie ICT. Al termine del progetto, previsto per quest’anno, Erion provvederà alla stesura delle linee guida per il superamento delle barriere allo sviluppo dell’Economia Circolare e all’ingresso sul mercato dei materiali e dei componenti ottenuti dal corretto trattamento dei RAEE.

A Bruxelles per il kick off meeting di FutuRaM
Il 4 e 5 luglio si terrà a Bruxelles il kick off meeting del progetto FutuRaM – Future Availability of Secondary Raw Materials, il progetto finanziato da Horizon Europe che punta a diffondere conoscenza sulla disponibilità e la possibilità di recupero e reimpiego delle Materie Prime Seconde, e in particolare delle Materie Prime Critiche (CRM), all’interno dell’Unione Europea. Partito ufficialmente il 1° giugno 2022, FutuRaM coinvolgerà per i prossimi quattro anni 28 partner internazionali, tra cui l’Università TUB di Berlino, l’University College di Londra, le Università di Chalmer in Svezia e di Leiden in Olanda. La strategia del progetto, coordinato dal WEEE Forum – l’associazione europea dei Sistemi Collettivi di gestione dei RAEE – è quella di stabilire una metodologia, una struttura di reporting e una guida per quantificare e mappare la disponibilità delle Materie Prime Seconde fino al 2050. L’equipe di ricerca reperirà informazioni importanti, come quelle relative ai volumi degli stock e ai flussi di materiali, considerando fattori economici, tecnologici, geopolitici, normativi, sociali e ambientali. FutuRaM si concentrerà su precise tipologie di rifiuti: batterie; RAEE; veicoli a fine vita; rifiuti minerari; scorie e ceneri; e rifiuti da costruzione e demolizione. Erion, che partecipa a FutuRaM in qualità di membro del WEEE Forum, avrà il compito di fornire i dati relativi alle Materie Prime Seconde e alle CRM ottenute dal trattamento dei RAEE e delle batterie. Al kick off meeting di Bruxelles per il team Projects & Innovation sarà presente il nostro Filippo Stringa.

A Berlino per il lancio di INCREACE: il progetto sul riciclo della plastica
I prossimi 5 e 6 luglio verrà presentato a Berlino il progetto INCREACE, finanziato con oltre 8 milioni di euro da Horizon Europe, che mira a ottimizzare i processi di riciclo della plastica contenuta nelle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. INCREACE, partecipato da 17 partner coordinati dal Fraunhofer Institute, punta ad aumentare la quantità di plastica riciclata utilizzata all’interno di nuovi prodotti in linea con quanto previsto dalla Strategia Europea per la Plastica adottata dalla Commissione Europea nel 2018 come parte del primo Piano d’Azione per l’Economia Circolare. Uno degli obiettivi principali della Strategia è quello di “Assicurare che, entro il 2025, 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata trovino la loro strada nei nuovi prodotti sul mercato dell’Ue”, (nel 2016 erano appena 4 milioni le tonnellate riciclate). Un piano che intende sviluppare soluzioni di raccolta e condivisione dei dati al fine di ottimizzare, attraverso un sistema di blockchain, i processi di selezione e tracciamento della plastica lungo l’intera catena di valore. A Berlino, per il via del progetto e il primo incontro tra i player, ci saranno Alessia Accili e Giulia Sora del P&I Team di Erion, unico soggetto italiano di un network di ricerca che lavorerà a stretto contatto per i prossimi quattro anni.

 

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