Traffico illecito rifiuti

Sicilia: 14 indagati per traffico illecito di rifiuti professionali e pericolosi!

Sicilia: 14 indagati per traffico illecito di rifiuti professionali e pericolosi!

 

I Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo – Nucleo investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale, dopo una complessa indagine, hanno scoperto – tra Palermo e Gela – attività organizzate finalizzate al traffico e gestione illecita di rifiuti industriali.

Dopo una lunga serie d’indagini, iniziate nel mese di aprile 2021, il Nucleo investigativo ha infatti notificato la conclusione delle indagini preliminari a carico di 14 soggetti che – sfruttando i lavori di ristrutturazione di un supermercato – approfittavano per smaltire illecitamente gli elettrodomestici industriali.

Tra gli indagati figurano diverse figure, tra le quali il direttore dei lavori di ristrutturazione, tre trasportatori e due titolari di impianti di gestione rifiuti, di uno abusivo che è stato prontamente messo sotto sigillo dai Carabinieri. Noncuranti dei pericoli ambientali derivanti da una non corretta gestione di tali rifiuti le persone coinvolte disassemblavano i rifiuti illegalmente all’interno del punto vendita e li trasportavano – con mezzi non autorizzati – verso l’impianto abusivo e verso un altro che, se pur autorizzato, non avrebbe dovuto accettare di ricevere i RAEE da soggetti non legalmente abilitati.

Durante le perquisizioni sono stati trovati frigoriferi industriali completamente “smembrati” e più di 120 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non, oltre a 10.000 euro in contanti evidentemente derivanti dall’attività illecita (ANSA).

Sono stati nominati, inoltre, due amministratori giudiziari, la cui formale immissione in possesso è avvenuta il 29 luglio 2022, per la gestione dei beni aziendali e dell’impianto, il cui valore economico si aggira sui 2 milioni di euro.

Le prove raccolte hanno consentito d’ipotizzare in capo agli indagati un’illecita attività di raccolta e smaltimento di rifiuti, tale da cagionare una compromissione significativa e misurabile del suolo e del sottosuolo nonché dell’ecosistema dell’area.

La gestione non corretta dei RAEE, anche professionali, può infatti arrecare moltissimi danni all’ambiente oltre a rappresentare una perdita di opportunità nella filiera circolare. Per questa ragione i Produttori di Erion Professional hanno scelto Exceed, il primo sistema generazionale volontario di raccolta e riciclo dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Professionali. Il servizio, infatti, propone un approccio differente alla raccolta dei rifiuti professionali: grazie a Exceed i Produttori superano il vecchio paradigma della compliance B2B impegnandosi volontariamente a creare valore per l’ambiente e per le proprie reti di vendita, partecipando al conseguimento degli ambiziosi target europei.

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Erion all’Ecoforum, Giorgio Arienti: “I RAEE strategici per l’economia circolare in Italia, ma è necessario aumentare la raccolta”

Erion all’Ecoforum, Giorgio Arienti: “I RAEE strategici per l’economia circolare in Italia, ma è necessario aumentare la raccolta”

Il 6 luglio 2022, il Direttore Generale di Erion WEEE ha partecipato al panel “L’innovazione: dai processi di filiera ai progetti faro” organizzato nell’ambito della conferenza nazionale sull’economia circolare, organizzata da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club

Il 6 luglio 2022 Erion ha preso parte alla seconda e conclusiva giornata di Ecoforum, la conferenza nazionale sull’economia circolare, organizzata da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club. Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, ha tenuto il primo dei tanti interventi della III sessione di lavori dedicata al tema de “L’innovazione: dai processi di filiera ai progetti faro”.

 

“La filiera dei RAEE deve poter contribuire all’economia circolare”
Arienti ha evidenziato come i RAEE rappresentino “Una filiera strategica perché dai essi si riciclano materie prime seconde (MPS) importanti per l’industria. Nel 2021 – ha precisato il Direttore di Erion WEEE – il sistema RAEE italiano ha gestito circa 400mila tonnellate di rifiuti, ricavando oltre 350mila tonnellate di MPS come ferro, rame, alluminio e plastica. Potremmo arrivare a gestirne 800mila tonnellate e ricavare circa 700mila tonnellate di MPS. Il problema è che il sistema di raccolta dei RAEE è un colabrodo, nel senso che metà dei RAEE che escono dalle case degli italiani scompare letteralmente senza lasciare traccia”.

I RAEE come miniera di materie prime critiche
L’importanza di ottimizzare il sistema RAEE è legata al fondamenale tema dell’approvvigionamento delle materie prime critiche (CRM) da parte del comparto industriale. “Abbiamo recentemente fatto fare da Ambrosetti uno studio su questo tema che ha mostrato aspetti molto interessanti. Innanzitutto – ha detto Arienti – bisogna ricordare che per materie prime critiche si intende un gruppo di circa 30 materie che sono essenziali per diversi comparti industriali: quello aerospaziale, che ne usa 26 su 30; l’industria energetica che ne utilizza 24; il settore dell’elettronica che ne adopera 21. Ben 18 di queste CRM sono indispensabili per il settore delle energie rinnovabili. Lo studio Ambrosetti ha mostrato come circa 564 miliardi di euro dell’industria italiana, quindi circa un terzo del Pil del Paese, siano di fatto abilitati dall’utilizzo di materie prime critiche.

Il contesto geopolitico delle CRM
Il Direttore di Erion WEEE ha ripercorso il contesto geopolitico legato alla difficoltà di approvvigionamento delle materie prime critiche. “Molte di queste, sono purtroppo collocate in Paesi che hanno relazioni politiche difficili con l’Unione Europea e col mondo occidentale in generale: parliamo di stati come Cina, Russia, Repubblica Democratica del Congo e Sud Africa. Si pensi che quasi l’80% del litio è venduto dal Cile, che la Cina fornisce all’Ue il 98% delle terre rare di cui abbiamo bisogno e che il 70% del cobalto proviene dalla Repubblica Democratica del Congo. C’è, dunque, un rischio geopolitico di approvvigionamento che l’Ue e l’Italia devono in qualche modo affrontare. Dallo studio di Ambrosetti è emerso che se l’Italia riuscisse a raggiungere i livelli di raccolta RAEE dei Paesi europei più avanzati, ovvero se riuscissimo ad arrivare ad almeno 600mila tonnellate annue, potremmo ridurre di circa l’11% l’importazione di materie prime critiche. Sarebbe un contributo significativo che potrebbe raggiungersi in un modo relativamente semplice: basterebbe incrementare la quantità dei RAEE che riusciamo a intercettare e a sottoporre a un corretto trattamento”.

“Migliorare il sistema con meno burocrazia e più controlli”
Ma come fare a intercettare più RAEE? “Perché ciò accada – ha concluso Arienti – è necessario sostenere una serie di passaggi. I soldi ci sono: nell’ambito dei progetti faro del PNRR, 150 milioni di euro sono stati destinati allo sviluppo di impianti innovativi per la raccolta e il trattamento dei RAEE. Ci sono imprenditori pronti a investire, ma persistono due temi critici. Il primo è quello sui tempi autorizzativi, che devono essere più brevi e più certi: non credo che sia possibile realizzare impianti di economia circolare se il tempo di autorizzazione è compreso fra i due e i sei anni. Fra sei anni il mondo sarà cambiato e non sarà quello che stiamo affrontando adesso. L’economia circolare deve accadere in tempi brevi, serve snellire l’iter autorizzativo che è assolutamente inaccettabile”.

Per diminuire la dispersione dei RAEE servono informazione, servizi e controlli
Il secondo tema critico è quello della dispersione dei RAEE al di fuori dalla filiera formale. Per diminuire questa perdita dei flussi, secondo Arienti, serve migliorare in tre azioni. “La prima è aumentare l’informazione verso i cittadini, molti dei quali ancora non sanno come smaltire correttamente i propri rifiuti elettronici. La seconda azione è quella di moltiplicare le modalità di raccolta dei RAEE: dev’essere ancora più semplice per consumatori conferire correttamente i piccoli RAEE. La terza azione è quella di fare emergere i flussi sommersi. Se è ipotizzabile che i piccoli RAEE possano finire erroneamente nei sacchi neri dell’indifferenziata – ha detto Arienti – non è immaginabile che quelli grandi (come lavatrici o frigoriferi) restino nelle case degli italiani. La domanda è: dove vanno a finire questi rifiuti? Per fare economia circolare, per catturare materie prime, è necessario che gli enti di controllo accendano un faro su tutti i soggetti che hanno un’autorizzazione al trattamento dei RAEE e sui i soggetti che lavorano filiere contigue a quella dei RAEE. Ciò si rende necessario per capire dove vanno realmente a finire quei rifiuti che potrebbero apportare un contributo fondamentale all’economia circolare nel nostro Paese”.

 

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Erion a Valladolid, Bilbao, Bruxelles e Berlino per partecipare a quattro progetti europei di ricerca

Erion a Valladolid, Bilbao, Bruxelles e Berlino per partecipare a quattro progetti europei di ricerca

I membri del nostro Projects & Innovation team hanno preso parte, in Spagna, alle Assemblee Generali di CIRCTHREAD e C-SERVEES; 4 e 5 luglio in Belgio parteciperanno al kick off meeting di FutuRaM. Nella capitale tedesca, il 5 e 6 luglio, verrà lanciato il nuovo progetto INCREACE

Sviluppare modelli di business circolari e contribuire al passaporto digitale delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Comincia con questi due obiettivi l’estate del Projects and Innovation Team di Erion impegnato, dall’8 giugno 2022, nelle fasi di confronto e in quelle di avvio di quattro progetti di ricerca europei al fianco di importanti partner del mondo industriale e accademico.

Prima fermata: Valladolid per il progetto CIRCTHREAD
Promosso nel 2021 da Horizon2020, CIRCTHREAD è un programma triennale che ha come scopo l’utilizzo delle tecnologie digitali per facilitare l’adozione di modelli circolari. Il fine di CIRCTHREAD, che coinvolge insieme a Erion altri 33 partner europei, è quello di aumentare la durata di vita dei prodotti, garantire il diritto alla riparazione, identificare flussi di Materie Prime Critiche e incrementare le percentuali di recupero delle Materie Prime Seconde. Il 7 e l’8 giugno 2022, a Valladolid si è svolta la seconda Assemblea Generale del progetto durante la quale i vari player hanno presentato i rispettivi sviluppi e programmato i prossimi step dei lavori. Per Erion ha partecipato Filippo Stringa, membro del team P&I, che ha tenuto un intervento sul funzionamento dei Sistemi Collettivi in Italia, la reverse logistic, il trattamento dei rifiuti e il rapporto di Erion con tutti gli attori coinvolti nella filiera del fine vita dei prodotti. Il contributo di Stringa, oltre ad aprire un dialogo con gli altri partner sul tema della Responsabilità Estesa del Produttore, ha fatto il punto della situazione sulle attività dimostrative di CIRCTHREAD che Erion coordinerà in Italia. Il nostro specialista ha presentato il pilot italiano, che partirà all’inizio del 2024 e servirà a testare – assieme a BSH e Altroconsumo – una piattaforma di scambio dati per incrementare la circolarità dei grandi elettrodomestici, come ad esempio le lavastoviglie.

A Bilbao per l’Assemblea Generale di C-SERVEES
Tra il 14 e il 15 giugno si è tenuta a Bilbao l’Assemblea Generale di C-SERVEES, il progetto finanziato, dal 2018 al 2022, da Horizon2020 per promuovere nuovi modelli di business circolari nel settore delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. C-SERVEES coinvolge, insieme a Erion, altri 16 partner internazionali intorno allo sviluppo e alla convalida di servizi innovativi, tipici dell’industria 4.0, per quattro tipologie di prodotti: grandi bianchi, apparecchiature informatiche, dispositivi di telecomunicazione ed elettronica di consumo. A Bilbao, per il Team P&I di Erion, era presente Giulia Sora che ha partecipato all’incontro di aggiornamento del progetto e visitato le sedi di Indumental Recycling (impianto di trattamento dei RAEE) e Gaiker (centro di ricerca e innovazione del progetto impegnato nel coordinamento delle azioni pilota). Per C-SERVEES gli specialisti di Erion sono impegnati nello studio di fattibilità di soluzioni quali l’eco-leasing dei prodotti, l’ottimizzazione della gestione dei RAEE e l’utilizzo di tecnologie ICT. Al termine del progetto, previsto per quest’anno, Erion provvederà alla stesura delle linee guida per il superamento delle barriere allo sviluppo dell’Economia Circolare e all’ingresso sul mercato dei materiali e dei componenti ottenuti dal corretto trattamento dei RAEE.

A Bruxelles per il kick off meeting di FutuRaM
Il 4 e 5 luglio si terrà a Bruxelles il kick off meeting del progetto FutuRaM – Future Availability of Secondary Raw Materials, il progetto finanziato da Horizon Europe che punta a diffondere conoscenza sulla disponibilità e la possibilità di recupero e reimpiego delle Materie Prime Seconde, e in particolare delle Materie Prime Critiche (CRM), all’interno dell’Unione Europea. Partito ufficialmente il 1° giugno 2022, FutuRaM coinvolgerà per i prossimi quattro anni 28 partner internazionali, tra cui l’Università TUB di Berlino, l’University College di Londra, le Università di Chalmer in Svezia e di Leiden in Olanda. La strategia del progetto, coordinato dal WEEE Forum – l’associazione europea dei Sistemi Collettivi di gestione dei RAEE – è quella di stabilire una metodologia, una struttura di reporting e una guida per quantificare e mappare la disponibilità delle Materie Prime Seconde fino al 2050. L’equipe di ricerca reperirà informazioni importanti, come quelle relative ai volumi degli stock e ai flussi di materiali, considerando fattori economici, tecnologici, geopolitici, normativi, sociali e ambientali. FutuRaM si concentrerà su precise tipologie di rifiuti: batterie; RAEE; veicoli a fine vita; rifiuti minerari; scorie e ceneri; e rifiuti da costruzione e demolizione. Erion, che partecipa a FutuRaM in qualità di membro del WEEE Forum, avrà il compito di fornire i dati relativi alle Materie Prime Seconde e alle CRM ottenute dal trattamento dei RAEE e delle batterie. Al kick off meeting di Bruxelles per il team Projects & Innovation sarà presente il nostro Filippo Stringa.

A Berlino per il lancio di INCREACE: il progetto sul riciclo della plastica
I prossimi 5 e 6 luglio verrà presentato a Berlino il progetto INCREACE, finanziato con oltre 8 milioni di euro da Horizon Europe, che mira a ottimizzare i processi di riciclo della plastica contenuta nelle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. INCREACE, partecipato da 17 partner coordinati dal Fraunhofer Institute, punta ad aumentare la quantità di plastica riciclata utilizzata all’interno di nuovi prodotti in linea con quanto previsto dalla Strategia Europea per la Plastica adottata dalla Commissione Europea nel 2018 come parte del primo Piano d’Azione per l’Economia Circolare. Uno degli obiettivi principali della Strategia è quello di “Assicurare che, entro il 2025, 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata trovino la loro strada nei nuovi prodotti sul mercato dell’Ue”, (nel 2016 erano appena 4 milioni le tonnellate riciclate). Un piano che intende sviluppare soluzioni di raccolta e condivisione dei dati al fine di ottimizzare, attraverso un sistema di blockchain, i processi di selezione e tracciamento della plastica lungo l’intera catena di valore. A Berlino, per il via del progetto e il primo incontro tra i player, ci saranno Alessia Accili e Giulia Sora del P&I Team di Erion, unico soggetto italiano di un network di ricerca che lavorerà a stretto contatto per i prossimi quattro anni.

 

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Nasce Erion Care, il primo Consorzio in Italia per il trattamento dei rifiuti di prodotti del tabacco

Nasce Erion Care, il primo Consorzio in Italia per il trattamento dei rifiuti di prodotti del tabacco

BAT, Imperial Brands, JT International e Philip Morris mettono la Responsabilità Estesa del Produttore al centro delle loro strategie sostenibili: arriva il quinto sistema collettivo di casa Erion. Andrea Fluttero, Presidente di ECO: “Lieti di essere il partner dei Produttori del settore del tabacco, sostenendoli con le nostre competenze e la nostra organizzazione nel percorso virtuoso che hanno avviato”

Il 6 giugno 2022 è stato ufficialmente presentato Erion Care, il nuovo Consorzio del Sistema interamente dedicato a contrastare l’abbandono dei rifiuti di prodotti del tabacco nell’ambiente e per il corretto smaltimento degli stessi.

 

Prevenire comportamenti scorretti per l’ambiente
Il nuovo Consorzio, il quinto del Sistema Erion, è stato fortemente voluto dai principali player del settore del tabacco che hanno deciso di unire le loro forze a seguito dell’entrata in vigore degli obblighi previsti dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 196 di attuazione della Direttiva Europea SUP (Single Use Plastics): una normativa che ha introdotto misure ad hoc su alcune tipologie di scarti, come i filtri dei prodotti del tabacco. Nello specifico, la mission del Consorzio Erion Care, presieduto da Enrico Ziino sarà incentrata sulla prevenzione di comportamenti scorretti dal punto di vista ambientale. La nascita di Erion Care, Consorzio aperto all’adesione di tutti i Produttori di prodotti del tabacco con filtri e di filtri commercializzati in combinazione con i prodotti del tabacco operanti sul mercato italiano, è frutto di oltre un anno di lavoro da parte dei quattro soci fondatori che, sotto la guida di Unindustria (Associazione territoriale del sistema Confindustria di Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo), hanno deciso in modo responsabile di intraprendere questa iniziativa. Oltre al sostegno e all’esperienza di Erion, in tema di sistemi EPR, i Produttori si sono avvalsi del supporto strategico e organizzativo di EY Parthenon, che ha consentito, sin dall’inizio, un confronto costante con i migliori benchmark internazionali.

La strategia di Erion Care punta sulla sensibilizzazione
La strategia di Erion Care prevederà campagne di sensibilizzazione, nazionali e locali, rivolte ai consumatori per evitare la dispersione dei rifiuti dei prodotti del tabacco nell’ambiente e per promuoverne il corretto smaltimento. Inoltre, il nuovo consorzio sarà parte attiva nel promuovere un accordo di programma, sotto l’egida del MITE (Ministero della Transizione Ecologica), atto a definire le modalità con cui Erion Care contribuirà ai costi di rimozione, trasporto e trattamento dei rifiuti di prodotti del tabacco sostenuti dagli Enti Locali. “I soci fondatori di Erion Care sono orgogliosi di presentare oggi questo nuovo Consorzio, che esprime la determinazione del settore del tabacco nel perseguire con impegno importanti obiettivi di sostenibilità” – ha dichiarato il Presidente Ziino – “Abbiamo deciso di muoverci con largo anticipo rispetto alle scadenze normative per poter avere un confronto approfondito e costruttivo con il MITE e con tutti gli altri interlocutori istituzionali, al fine di mettere a punto un accordo di programma efficace, equilibrato e utile al Paese.”

Per Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization: “Erion è lieto di essere il partner dei Produttori del settore del tabacco, sostenendoli con le proprie competenze e la propria organizzazione nel percorso virtuoso che hanno avviato. Ai quattro attuali consorzi Erion si affianca oggi un nuovo sistema collettivo, pensato per rispondere con successo agli obiettivi che i soci fondatori intendono perseguire. L’obiettivo di Erion – ha concluso Fluttero – è di sviluppare Sistemi eccellenti di Responsabilità Estesa, guidati dai Produttori, in grado di proteggere l’ambiente e di favorire stili di vita più sostenibili.”

 

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Studio Ambrosetti-Erion, è allarme per il mancato recupero delle Materie Prime Critiche. A rischio 564 miliardi di euro della produzione industriale italiana

Studio Ambrosetti-Erion, è allarme per il mancato recupero delle Materie Prime Critiche. A rischio 564 miliardi di euro della produzione industriale italiana

Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE: “Il riciclo dei RAEE è una leva strategica per ridurre i rischi di approvvigionamento: oggi siamo costretti a cedere all’estero il recupero delle Materie Prime Critiche per mancanza di impianti idonei al riciclo”

“L’Italia è a rischio approvvigionamento di Materie Prime Critiche (CRM – Critical Raw Materials) essenziali per lo sviluppo di settori ritenuti strategici per l’economia del Paese”. È quanto rivela lo Studio realizzato in esclusiva per Erion da The European House – Ambrosetti, che è stato presentato a Roma il 15 giugno 2022.

 

Italia esposta verso la Russia di 107 miliardi di euro
Secondo la ricerca, la produzione industriale italiana dipende, per 564 miliardi di euro (pari a circa un terzo del PIL al 2021) dall’importazione di Materie Prime Critiche extra-UE. “Uno scenario aggravato anche – precisa Ambrosetti – dall’attuale contesto di conflitto russo-ucraino in quanto l’Italia risulta esposta verso la Russia per Materie Prime Critiche che entrano nella produzione di quasi 107 miliardi di euro, legati alla fornitura di Palladio (35%), Rodio (33%), Platino (28%) e Alluminio primario (11%)”.

Le CRM indispensabili per l’Italia
La ricerca ha mappato per la prima volta tutti i settori industriali nei quali tali Materie Prime Critiche sono coinvolte. Nello specifico, nel nostro Paese, ben 26 Materie Prime Critiche (CRM) su 30 sono indispensabili per l’industria aerospaziale (87% del totale), 24 per quella ad alta intensità energetica (80%), 21 per l’elettronica e l’automotive (70%) e 18 per le energie rinnovabili (60%). Un settore, quest’ultimo che, con la transizione ecologica ed energetica, è destinato a forti potenziali di crescita della domanda di Materie Prime Critiche, essenziali allo sviluppo dell’industria dell’eolico, del fotovoltaico e della mobilità elettrica. “Lo studio fa emergere con chiarezza la sempre più crescente importanza strategica delle Materie Prime Critiche, testimoniata anche dal fatto che la Commissione Europea ne identificava 14 nel 2011, numero salito a 30 nell’ultimo censimento del 2020”, ha dichiarato Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile dell’Area Scenari e Intelligence di The European House -Ambrosetti.

La Cina primo fornitore di CRM in Europa
Le Materie Prime Critiche, oltre a essere fondamentali per numerose attività industriali, sono anche un prerequisito essenziale per lo sviluppo di settori innovativi e ad alto potenziale, in quanto utilizzate nelle turbine eoliche, nei pannelli fotovoltaici e nelle batterie. Non è solo l’Italia, ma l’intera Unione Europea – dove le Materie Prime Critiche contribuiscono alla generazione di oltre 3 trilioni di euro – a dipendere da Paesi terzi per l’approvvigionamento. La Cina è di fatto il primo fornitore di Materie Prime Critiche in Europa (44% del totale) e principale esportatore dell’UE di terre rare (98% del totale); proprio quest’ultime, che contribuiscono alla generazione di quasi 50 miliardi di euro della produzione industriale italiana, hanno visto crescere tra il 2017 e il 2020 il rischio di fornitura di quasi 1 punto. Si tratta di un primato che la Cina detiene anche a livello mondiale (66% del totale), superando di quasi 4 volte le quote di Sud Africa (9%), Repubblica Democratica del Congo (5%) e Stati Uniti d’America (3%), che insieme arrivano al 17%.

I RAEE fonte potenziale di Materie Prime Critiche
Nell’attuale contesto geopolitico di forte instabilità, la concentrazione di Materie Prime Critiche in Paesi terzi rende sempre più urgente un investimento nella produzione domestica di CRM. Con 55,5 milioni di tonnellate prodotte a livello globale nel 2020 e una previsione di crescita al 2030 pari a 75 milioni di tonnellate, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), da cui si possono ricavare Materie Prime Critiche, rappresentano un’importante fonte alternativa di approvvigionamento. Diventa, quindi, strategico, migliorare il riciclo dei rifiuti tecnologici in Europa (maggior produttore di rifiuti elettronici, con una quantità pro capite pari a 16,2 kg), ma soprattutto in Italia se si considera che nel 2021 solo il 39,4% di questi è stato riciclato correttamente, a fronte di un target europeo da raggiungere del 65%. Lo stesso vale per pile e accumulatori, per cui il nostro Paese è tra gli ultimi classificati in Europa con il 43,9%.

I benefici economici per l’Italia con un migliore tasso di raccolta
Secondo lo Studio, se l’Italia raggiungesse il tasso di raccolta dei best performer europei (70-75%), si potrebbero recuperare 7,6 mila tonnellate di Materie Prime Critiche, pari all’11% di quelle importate dalla Cina nel 2021. Al contrario, con l’attuale tasso di raccolta, al 2025 non sarebbero recuperati circa 280 mila tonnellate, pari ad una perdita di 15,6 mila tonnellate di Materie Prime Critiche. L’aumento del tasso di raccolta dei RAEE genererebbe, inoltre, notevoli benefici ambientali, con una riduzione di quasi 1 milione di tonnellate di CO2, che si tradurrebbero in benefici sociali per la comunità quantificabili in circa 208 milioni di euro. Infine, la maggiore disponibilità di Materie Prime Critiche a sostegno dell’intera economia del Paese ridurrebbe il costo delle importazioni, generando un vantaggio economico pari a quasi 14 milioni di euro.

Giorgio Arienti: “Il rifiuto non sia scarto, ma risorsa”
“Come ci mostra lo studio Ambrosetti, grazie ai RAEE disponiamo già di una miniera urbana quanto mai strategica, ma che stentiamo a valorizzare” ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale Erion WEEE. “Infatti, il mancato contrasto ai flussi illegali, gli ostacoli che i cittadini incontrano nell’attuare comportamenti ambientalmente virtuosi, fino alla carenza impiantistica, fanno sì che ancora oggi si sprechino migliaia di tonnellate di Materie Prime Critiche, cedendole all’estero o lasciando che vadano perse in canali clandestini. Per questo, come Erion chiediamo da tempo alle istituzioni azioni migliorative, in cui il rifiuto non sia visto come semplice scarto ma come risorsa di valore da cui dipende lo sviluppo economico di settori chiave del nostro Paese.”

Come raggiungere i target di raccolta dei RAEE
Nel dettaglio, per centrare gli obiettivi di raccolta dei RAEE, lo Studio suggerisce di agire su tre dimensioni: normativa – adeguamento della disciplina di raccolta dei prodotti tecnologici per ampliare i canali di conferimento dei RAEE di piccole dimensioni e pile – volumi – incentivazione di meccanismi di raccolta, sviluppo di “ecopoint” diffusi sul territorio e creazione di meccanismi di controllo a contrasto ai flussi paralleli – e, infine, impiantistica – semplificazione delle procedure autorizzative (in media oggi la realizzazione di un impianto richiede 4,3 anni), così da garantire tempi certi di esecuzione anche attraverso l’adozione di modelli per favorire una «gestione del consenso» sul territorio, oltre a un incremento della capillarità dei centri di raccolta, oggi distribuiti territorialmente in modo disomogeneo.

 

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“Materie Prime Critiche. Il fine vita dei prodotti tecnologici come settore strategico per l’Italia”

“Materie Prime Critiche. Il fine vita dei prodotti tecnologici come settore strategico per l’Italia”

Il 15 giugno 2022 si è tenuto a Roma l’evento di Erion; un’importante occasione in cui stakeholder e rappresentanti istituzionali hanno avuto modo di confrontarsi sui temi della sostenibilità. Tra i protagonisti The European House – Ambrosetti e lo Studio commissionato da Erion che, per la prima volta, ha mappato tutti i settori industriali nei quali le Materie Prime Critiche sono coinvolte

“È quanto mai interessante e opportuno oggi discutere della strategicità e della capacità che i Sistemi di Responsabilità Estesa dei Produttori hanno nel fornire ai sistemi industriali occidentali europei e italiani Materie Prime Critiche, che sono sempre di più a causa della crescente difficoltà di approvvigionamento. Oggi è importante approfondire attraverso dati certi quante di queste materie possiamo ricavare da una corretta ed efficiente attività di gestione delle filiere del post-consumo dei prodotti tecnologici”. Queste le parole scelte da Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization, per aprire i lavori di “Materie Prime Critiche. Il fine vita dei prodotti tecnologici come settore strategico per l’Italia” l’evento organizzato da Erion il 15 giugno 2022 nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi a Roma per presentare il Bilancio di Sostenibilità 2021.

I numeri di Erion nel 2021
Un Bilancio importante per il nostro Sistema multi-consortile che, nel 2021, ha gestito su tutto il territorio italiano 290.880 tonnellate di E-Waste di cui 266.614 tonnellate di RAEE Domestici (oltre il 69% del totale nazionale), 23.561 tonnellate di Rifiuti di Pile e Accumulatori e 705 tonnellate di RAEE Professionali. Grazie al lavoro di Erion, è stato possibile recuperare e reimmettere nei cicli produttivi 238.315 tonnellate di Materie Prime Seconde (l’89,4% del totale RAEE Domestici gestiti), di cui   134.920 tonnellate di ferro (quantità necessaria per costruire 18 Tour Eiffel), 35.410 tonnellate di plastica (pari a 1 miliardo di bottigliette di plastica), 6.279 tonnellate di rame (equivalenti al rivestimento di 70 Statue della libertà) e 5.727 tonnellate di alluminio, necessarie per produrre oltre 350 milioni lattine. Un lavoro efficiente che ha permesso, inoltre, evitare l’immissione in atmosfera di quasi 1,8 milioni di tonnellate di CO2 (corrispondenti alle emissioni generate dal parco veicolare dell’intera provincia di Milano per 65 giorni), e di risparmiare più di 400 milioni di kWh di energia (pari al consumo elettrico annuo di una città di più di 360.000 abitanti, come Firenze).

“Dopo un primo anno caratterizzato per noi da grandi sfide, avremmo potuto rallentare e prenderci il tempo per goderci i risultati raggiunti. Invece abbiamo deciso di concentrarci su quello che ci sarebbe stato dopo. Una scelta fondamentale per continuare a costruire, e per farlo su basi solide…”

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Giorgio Arienti: “Per decidere bene bisogna innanzi tutto conoscere”
L’appuntamento è stato caratterizzato dalla presentazione dello Studio realizzato per Erion dalla prestigiosa “The European House – Ambrosetti” sul tema del riciclo dei prodotti tecnologici come leva strategica per ridurre i rischi di approvvigionamento di Materie Prime Critiche in Italia. Si tratta di uno strumento di riflessione condiviso con gli stakeholder di filiera e i rappresentanti delle istituzioni politiche, come ha sottolineato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE: “Per fare in modo che la politica sia attenta ai nostri temi, all’impronta ambientale del presente e alla sostenibilità del futuro, noi di Erion tentiamo di offrire studi, ricerche, spunti di riflessione, numeri, informazioni. Perché per decidere bene bisogna innanzitutto conoscere. Per questo abbiamo chiesto a The European House – Ambrosetti di realizzare questo importante lavoro sulle Materie Prime Critiche”.

I punti salienti dello Studio di Ambrosetti
Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile dell’Area Scenari e Intelligence di di The European House – Ambrosetti, ha raccontato i punti salienti dello Studio: “Una materia si definisce critica quando è scarsa ed estremamente importante dal punto di vista economico. La Commissione europea identificava 14 Materie Prime Critiche nel 2011, numero salito a 30 nell’ultimo censimento del 2020. Per questo motivo l’Ue ha presentato un Piano di Azione in 10 punti per rafforzare l’autonomia strategica su queste materie che, in Italia, entrano nella produzione industriale di circa 564 miliardi di euro, il 32 percento del nostro PIL”. Tavazzi ha poi esposto altri passaggi chiave della ricerca come la concentrazione della produzione di tali materie in Paesi extra-europei: “La Cina detiene il 66% della fornitura mondiale e il 44% di quella europea”. Sul contributo che il riciclo dei prodotti tecnologici potrebbe dare all’indipendenza degli approvvigionamenti, Tavazzi ha spiegato: “Se l’Italia raggiungesse tassi di recupero dei best performer europei potrebbe recuperare 7,6 mila tonnellate di Materie Prime Critiche”. Per riuscire a raggiungere questo obiettivo servirebbe, secondo la Ricerca, un’azione combinata su tre dimensioni strategiche: quella normativa, con un adeguamento della disciplina di raccolta dei prodotti tecnologici; quella dell’aumento dei volumi, da raggiungere con l’incentivazione dei meccanismi di raccolta dei RAEE, lo sviluppo di “ecopoint” e il contrasto ai flussi paralleli; quella della dotazioni impiantistiche che deve puntare alla semplificazione delle procedure autorizzative e alla capillarità dei centri di raccolta. “I rifiuti elettronici – ha concluso Tavazzi – sono una miniera urbana di metalli che può consentire di ridurre la dipendenza di Materie Prime Critiche, garantendo al contempo benefici economici, ambientali e sociali”.

La riflessione degli stakeholder istituzionali e di filiera
La tavola rotonda dell’evento, moderata da Serena Giacomin, Climatologa Meteo Expert e Presidente di Italian Climate Network, è stata anticipata da un video-intervento di Mattia Pellegrini, Head of Unit, European Commission che ha spiegato come l’attuale strategia europea nel settore delle Materie Prime Critiche punti all’autonomia dell’Unione nell’approvvigionamento: “Ciò dovrà essere fatto da una parte rendendo le attività estrattive sempre più eco-compatibili, dall’altra rafforzando di molto l’attività di riciclo di queste materie. La Commissione sta lavorando su diversi fronti con l’introduzione di nuovi obblighi normativi nei settori delle batterie, dell’automotive e dei RAEE”. Prima ospite della tavola rotonda è stata la Deputata Chiara Braga che ha così commentato i risultati della ricerca: “Questo studio ha messo in evidenza non solo la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di Materie Prime Critiche, ma anche le opportunità di sviluppo del nostro settore manifatturiero industriale a livello territoriale”. Per Pier Luigi Franceschini, Innovation Hub Director, EIT RawMaterials CLC South: “Di Materie Prime Critiche nelle riserve mondiali ce ne sono, ma il punto più complesso è se siamo abbastanza rapidi a estrarle: sia dalle miniere in modo responsabile, sia dai processi di riciclo sempre più spesso complicati da barriere legislative sull’apertura impianti in Italia”. Tra gli interventi istituzionali anche la Deputata Silvia Fregolent: “Questo studio ci fa riflettere sulla necessità di fare riforme di semplificazione sia a livello italiano che europeo. Quattro anni per costruire un sistema di raccolta dei rifiuti sono troppi e ciò non è sostenibile”. La visione dei Produttori di elettrodomestici sullo Studio è stata riassunta dal contributo di Paolo Lioy, Presidente di Applia Italia: “Noi ci prendiamo le nostre responsabilità per fare prodotti più eco-sostenibili e riciclabili, ma tutti insieme dobbiamo cercare di fare alzare la percentuale dei rifiuti elettronici che viene riciclata correttamente e che in Italia è ancora ferma al 39,4%, sotto al valore medio europeo”. Per Bruno Marnati, Vicepresidente Anitec-Assinform: “L’elettronica di consumo contiene molte materie preziose, ma gli utenti finali non sanno quanto sia utile riciclare nella maniera corretta. Serve una comunicazione più completa sui vantaggi oggettivi di questa pratica”.

Danilo Bonato: “Dobbiamo dare un nuovo significato alla Responsabilità Estesa del Produttore”
“La sfida profonda di questo momento storico è quella di dare un nuovo significato alla Responsabilità Estesa del Produttore” ha sostenuto in conclusione dei lavori Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization. “Dobbiamo trovare la chiave per fare un salto di qualità insieme ai nostri Produttori, molti dei quali sono già impegnati nelle strategie di sostenibilità, nella ricerca di modelli di business più compatibili con gli obiettivi climatici e ambientali, oltre che sociali. In questo senso Erion rappresenta un alleato prezioso delle aziende per capire come orientare in maniera più efficace questo sviluppo dell’industria green”.

 

Rivedi in streaming l’evento del 15 giugno 2022.

Erion presenta il suo Bilancio di Sostenibilità 2021, raccolte 290.880 tonnellate di E-Waste

Erion presenta il suo Bilancio di Sostenibilità 2021, raccolte 290.880 tonnellate di E-Waste

Riciclato l’89,4% dei RAEE Domestici gestiti, recuperate e reimmesse nei cicli produttivi 238.315 tonnellate di Materie Prime Seconde di cui 134.920 tonnellate di ferro, quantità necessaria per costruire 18 Tour Eiffel, 35.410 tonnellate di plastica, pari a 1 miliardo di bottigliette di plastica, 6.279 tonnellate di rame, equivalenti al rivestimento di 70 Statue della libertà, 5.727 tonnellate di alluminio, necessarie per produrre oltre 350 milioni lattine

Nel 2021 il Sistema Erion ha gestito su tutto il territorio italiano 290.880 tonnellate di E-Waste. È quanto emerge dal Bilancio di Sostenibilità 2021 pubblicato il 30 maggio 2022, e che riporta tutti i dati e le specifiche della raccolta composta da 266.614 tonnellate di RAEE Domestici (oltre il 69% del totale nazionale), 23.561 tonnellate di Rifiuti di Pile e Accumulatori e 705 ton di RAEE Professionali.

 

Leggi i dati completi del Bilancio di Sostenibilità 2021 sul sito erionesseresostenibili.org

 

I RAEE Domestici
Con 266.614 tonnellate avviate al corretto trattamento, la raccolta di Erion dei RAEE Domestici ha registrato un tasso di crescita pari al+1% sul 2020, inferiore rispetto a quello degli scorsi anni a causa soprattutto dell’aumento del valore delle materie prime seconde. Tale circostanza ha reso, infatti, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche più appetibili per tutti quei soggetti che intercettano tale tipologia di rifiuto in base a logiche esclusivamente economiche, senza garantire gli elevati standard di gestione e qualità del trattamento previsto dal sistema formale.

La raccolta per Raggruppamenti
Questo fenomeno ha interessato, in particolare, R1 (freddo e clima: 78.688 tonnellate, -0,9% rispetto al 2020) e R4 (piccoli elettrodomestici e informatica: 23.357 tonnellate, –10,3% rispetto al 2020), in quanto caratterizzati da una più alta concentrazione di materie prime. Risultati sostanzialmente stabili per R2 (grandi elettrodomestici: 114.721 tonnellate) e R5 (sorgenti luminose: 186 tonnellate), mentre cresce il Raggruppamento R3 (Tv e Monitor), che per effetto del “bonus rottamazione TV” ha totalizzato 49.662 tonnellate gestite, con un picco nel mese di ottobre 2021 di circa il 100% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il riciclo delle Materie Prime Seconde
I risultati operativi raggiunti nel 2021 da Erion confermano quanto i RAEE rappresentino un settore strategico per l’economia circolare, ancor più nell’attuale contesto caratterizzato da una forte carenza di materie prime. Nel dettaglio, con un tasso di riciclo pari al 89,4% del totale di RAEE Domestici gestiti, sono state recuperate e reimmesse nei cicli produttivi 238.315 tonnellate di Materie Prime Seconde di cui 134.920 tonnellate di ferro, quantità necessaria per costruire 18 Tour Eiffel, 35.410 tonnellate di plastica, pari a 1 miliardo di bottigliette di plastica, 6.279 tonnellate di rame, equivalenti al rivestimento di 70 Statue della libertà, 5.727 tonnellate di alluminio, necessarie per produrre oltre 350 milioni lattine.

I benefici ambientali
Ai risultati operativi si aggiungono i benefici ambientali generati dalla corretta gestione dei RAEE Domestici: nel 2021 è stata evitata l’immissione in atmosfera di quasi 1,8 milioni di tonnellate di CO2 (corrispondenti alle emissioni generate dal parco veicolare dell’intera provincia di Milano per 65 giorni), con un risparmio di più di 400 milioni di kWh di energia (pari al consumo elettrico annuo di una città di più di 360.000 abitanti, come Firenze). Per ridurre gli impatti ambientali generati dalla gestione e trattamento di questi rifiuti, Erion WEEE ha incentivato i propri partner a limitare i consumi energetici e le emissioni di gas climalteranti. In particolare, nel 2021 gli impianti di trattamento si sono approvvigionati per il 75% da fonti di energia rinnovabile, determinando così una riduzione del 65,2% delle emissioni generate dal trattamento dei RAEE Domestici. Sul fronte della logistica, invece, grazie agli incentivi per la scelta di mezzi meno inquinanti, i fornitori hanno percorso il 90,4% dei km delle proprie tratte con mezzi di classe superiore a Euro 4 (in aumento rispetto al 2020).

Nel 2021 Erion WEEE ha servito 11.495 Punti di Prelievo in tutta Italia, effettuando 131.797 trasporti, con un livello di servizio (puntualità nei ritiri) del 99,05%.

Dario Bisogni: “Necessarie azioni di miglioramento”
“I risultati presentati nel Bilancio di Sostenibilità 2021 di Erion raccontano l’importanza del corretto trattamento dei RAEE, sia in termini di benefici ambientali, sia per il contributo che questi possono dare allo sviluppo economico del nostro Paese” ha dichiarato Dario Bisogni, Presidente di Erion WEEE. “Sono, tuttavia, risultati in chiaroscuro, perché mettono in luce ancora una volta le conseguenze del fenomeno dei flussi paralleli che, se non contrastato da adeguati controlli, contribuisce ad allontanare l’Italia dal target di raccolta fissato dall’Unione Europea (più di 10 kg pro-capite all’anno) e impedisce di rimettere in circolo materie prime seconde importanti per superare la carenza e la dipendenza da altri Paesi. Per questa ragione, come ribadito dall’intera filiera attraverso il “Libro Bianco sui RAEE”, chiediamo al Governo e al Parlamento un intervento concreto nell’attuare azioni di miglioramento sia per quanto riguarda la normativa, che per quanto concerne l’enforcement del sistema RAEE italiano.”

 

Leggi i dati completi del Bilancio di Sostenibilità 2021 sul sito erionesseresostenibili.org

Erion e Interseroh TSR Italia rinnovano la loro partnership strategica

Erion e Interseroh TSR Italia rinnovano la loro partnership strategica

Un nuovo assetto organizzativo per potenziare la presenza congiunta sul territorio italiano

Oltre 590.000 tonnellate di RAEE e di rifiuti di pile e accumulatori trattate e più di 300.000 trasporti effettuati su tutto il territorio nazionale da ottobre 2020: questa la base da cui Erion e Interseroh TSR Italia, società leader in soluzioni di economia circolare e parte del Gruppo internazionale ALBA, sono partiti per rafforzare la loro intesa, i cui contenuti sono stati ufficializzati martedì 1  marzo 2022.

 

Più servizi ambientali e Innovazione
In vista delle nuove sfide lanciate dalla transizione ecologica in atto, le due realtà hanno deciso di ampliare l’offerta dei servizi ambientali e consolidare la propria azione in Italia. L’obiettivo è quello di fornire, sia ai Soci dei Consorzi Erion sia al mercato esterno, soluzioni circolari innovative, competitive ed efficienti per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici. Grazie al supporto e all’esperienza di Interseroh, Erion potrà più facilmente realizzare soluzioni di Extended Producers Responsibility in settori diversi da quelli già oggi coperti (AEE, Pile e Accumulatori). Si inserisce in questa strategia comune il progetto Erion Packaging, che permetterà ai Soci di Erion WEEE, Erion Professional ed Erion Energy di ottenere direttamente da Erion anche la compliance nella gestione dei propri rifiuti di imballaggio.

Servizi su misura per i Produttori
Nell’ambito di questa partnership, Erion e Interseroh puntano a valorizzazione le proprie competenze distintive nei rispettivi campi d’azione. Per quanto riguarda il settore dei RAEE Domestici e dei rifiuti di pile portatili, Erion curerà direttamente i rapporti contrattuali con i fornitori di logistica e trattamento, con l’obiettivo di consolidare in prima persona una collaborazione strategica di lungo periodo con i soggetti da cui dipende la qualità del servizio che Erion WEEE ed Erion Energy offrono ai propri Soci. Interseroh continuerà a gestire tutti gli aspetti operativi del settore B2C e ad assicurare ai Consorzi del Sistema Erion e ai Produttori che ne fanno parte i servizi B2B, con particolare focalizzazione sui nuovi settori in fase di sviluppo, sfruttando l’ampiezza delle proprie competenze per offrire soluzioni “tailor-made” sempre più efficienti.

“Un grande lavoro di squadra”
“Dopo un anno e mezzo la partnership tra Erion e Interseroh sale a un livello più alto, più focalizzato, più efficace”, ha detto Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion. “Siamo certi che il nuovo assetto organizzativo potenzierà l’apporto di ciascuno dei due partner al successo della presenza congiunta sul mercato italiano, consentendoci di raggiungere ulteriori traguardi insieme”.

Per Anna Grom, Managing Director di Interseroh TSR Italia: “Il rafforzamento della partnership con Erion testimonia il grande lavoro di squadra svolto sino ad ora. Erion e Interseroh hanno in comune la continua ricerca di qualità ed eccellenza nelle soluzioni offerte al mercato. La rinnovata intesa intende consolidare i risultati raggiunti e ottenerne di nuovi grazie alla dedizione e alla professionalità dei nostri team”.

 

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RAEE domestici, nel 2021 la raccolta in Italia è aumentata del +5,3%

RAEE domestici, nel 2021 la raccolta in Italia è aumentata del +5,3%

Lo rivela il 14mo rapporto del Centro di Coordinamento RAEE presentato il 15 marzo 2022. Sul dato ha influito la crescita del Raggruppamento R3 (+22%) trainata dall’introduzione del bonus Tv

Il 15 marzo 2022, il Centro di Coordinamento RAEE (CDC RAEE) ha presentato i primi risultati del Rapporto Annuale 2021 sulla raccolta italiana dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche provenienti dai nuclei domestici.

La raccolta di R3 al +22% per l’introduzione del bonus TV
Il Rapporto, giunto alla sua 14ma edizione e pubblicato sul sito del CDC RAEE, comprende le attività di raccolta di tutti i Sistemi Collettivi operanti sul territorio italiano, tra cui figura Erion WEEE. Secondo i dati riportati dal documento, in Italia nel 2021 sono state avviate a corretto smaltimento oltre 385mila tonnellate di RAEE (pari a 6,46 kg per abitante), un risultato in crescita del +5,3% rispetto ai risultati del 2020. Di particolare rilievo è stata la crescita della raccolta dei rifiuti rientranti nel Raggruppamento R3 (Tv e Monitor) con 76mila tonnellate e un incremento del +22,24% rispetto ai numeri del 2020. Il risultato, ha sottolineato il CDC RAEE, è stato dovuto all’introduzione del bonus tv che ha favorito un ricambio generalizzato dei vecchi televisori.

Rebolini: “Per aumentare la raccolta bisogna agire su più fronti”
Primo Raggruppamento per quantità gestite è stato quello dei “Grandi Bianchi” (R2) con più di 129mila tonnellate e un incremento del +3,11% sui risultati del 2020, seguito da “Freddo e Clima” (R1) con oltre 99mila tonnellate (+2,75%). Migliora, seppur in modo contenuto, anche la raccolta delle sorgenti luminose (R5) con più di 2mila tonnellate e un +2,92% sui dati 2020. A segno meno invece per la prima volta dopo alcuni anni la raccolta di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4) che con 77mila tonnellate, scende dell’-1,4% rispetto ai risultati dello scorso anno.

Secondo Bruno Rebolini, Presidente del CDCRAEE,La raccolta nel 2021 fa registrare ancora una volta un risultato positivo. Occorre però continuare a incrementare i flussi di raccolta e per farlo è essenziale agire su più fronti: è necessario promuovere la creazione di una rete di raccolta più capillare e di prossimità, bisogna investire su una comunicazione dedicata e puntuale – tanto più necessaria e fattibile in vista dell’entrata in vigore del decreto sui raggruppamenti attuativo dell’Open Scope – occorre probabilmente prendere in considerazione nuove modalità a supporto della raccolta. Urge infine coinvolgere in una collaborazione fattiva e trasparente nuovi soggetti professionali che gestiscono particolari categorie di apparecchiature così da contrastare la sottrazione di volumi consistenti da parte dei canali paralleli.”

Plastica, solo il 9% viene riciclata a livello globale

Plastica, solo il 9% viene riciclata a livello globale

Lo rivela il rapporto “Global Plastic Outlook” diffuso dall’OCSE per misurare il livello di consumo, riciclo e inquinamento della plastica su scala mondiale: “Le microplastiche contribuiscono sostanzialmente all’esposizione degli ecosistemi e delle persone agli effetti della dispersione delle plastiche e ai rischi ad essa correlati”

“L’attuale ciclo di vita della plastica è tutt’altro che circolare”. È quanto afferma l’OCSE in apertura del suo studio “Global Plastics Outlook – Economic Drivers, Environmental Impacts and Policy Options” che offre un dettagliato quadro sul ciclo di vita delle materie plastiche a livello globale, prendendo in considerazione la produzione, il consumo, la generazione dei rifiuti, lo smaltimento, la dispersione e le emissioni di gas a effetto serra.

Si ricicla solo il 9% della plastica che si produce
Nei prodotti di uso comune, negli imballaggi, nei vestiti e finanche nei cosmetici: la plastica è ovunque. A livello globale, secondo quanto riporta lo studio, la produzione annuale di plastiche è raddoppiata in poco meno di dieci anni, passando dalle 234 milioni di tonnellate del 2000 alle 450 milioni di tonnellate del 2019.

Eppure, il tasso di riciclo dei rifiuti di plastica nel mondo è di appena il 9%, mentre il 19% finisce negli inceneritori e quasi il 50% nelle discariche sanitarie. L’OCSE sottolinea, inoltre, come il restante 22% dei rifiuti sia smaltito in discariche non controllate, bruciato a cielo aperto o disperso nell’ambiente. Una delle più importanti leve per ridurre i livelli di consumo e inquinamento è quello di reintrodurre nei cicli produttivi la plastica riciclata che, attualmente, rappresenta appena il 6% della materia usata per la fabbricazione di nuovi beni. Un dato ancora più evidente se si pensa che tra il 2000 e il 2019, la produzione globale di plastica riciclata sia quadruplicata, passando da 6,8 a 29,1 milioni di tonnellate.

Il consumo di plastica nel mondo
Il Global Plastic Outlook passa poi in rassegna i soggetti mondiali con la maggiore impronta ecologica sulla produzione di rifiuti di plastica che, nel 2019, ha visto primi gli Stati Uniti con una produzione pro-capite di 221 chilogrammi, seguiti dall’Europa (Paesi OCSE) con 114 chili/ab. Ancora basso l’impatto in Paesi industrializzati come Giappone e Corea del Sud, dove ogni abitante produce circa 69 chilogrammi di plastica, mentre la media in altre due grandi potenze come Cina e India è ferma rispettivamente a 47 e 14 chilogrammi pro-capite. E se nel corso del 2020 la pandemia da Covid-19, e il conseguente stop delle attività produttive, ha generato una riduzione del 2.2% delle plastiche rispetto ai livelli del 2019, il livello di inquinamento su scala globale è comunque aumentato a causa della diffusione delle mascherine chirurgiche e dei prodotti monouso in plastica.

L’inquinamento globale da plastiche
“I rifiuti di plastica mal gestiti sono la fonte principale di dispersione di macroplastiche”, sostiene l’OCSE rivelando come, solamente nel 2019, sono state abbandonate nell’ambiente circa 22 milioni di tonnellate di materie plastiche. Una quantità rappresentata per l’88% dalle macroplastiche provenienti da scorrette pratiche di raccolta e conferimento. Il restante 12% è rappresentato da microplastiche (polimeri con un diametro inferiore a 5 mm) generate da diverse fonti, come il consumo degli pneumatici, l’usura dei freni nei mezzi di trasporto e i processi di lavaggio dei prodotti tessili. “La presenza documentata – si legge nel rapporto – di queste piccole particelle nelle acque dolci e nell’ambiente terrestre, così come in diversi flussi di cibi e bevande, suggeriscono che le microplastiche contribuiscono sostanzialmente all’esposizione degli ecosistemi e delle persone agli effetti della dispersione delle plastiche e ai rischi ad essa correlati”. Sono già 109 milioni di tonnellate le quantità di plastiche accumulate nei fiumi di tutto il mondo e 30 milioni di tonnellate quelle che infestano gli oceani. Solamente nel 2019, avverte lo studio, circa 6,1 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica sono stati dispersi nei fiumi, nei laghi e negli oceani di tutto ils mondo. Nello stesso anno, l’impronta carbonica del ciclo di vita delle plastiche è stata pari a 1,8 miliardi di tonnellate di emissioni di gas a effetto serra, il 90% delle quali sono state generate dai processi di produzione e conversione dei combustibili fossili.

Come ridurre gli impatti ambientali della plastica?
L’analisi dell’OCSE viene completata con una serie di proposte per la riduzione dei consumi della plastica e per la riduzione degli impatti che essa provoca sull’ambiente e le persone. Si tratta di una strategia integrata che coinvolga diversi attori: dal settore industriale, ai governi nazionali, passando per la ricerca e i cittadini. La prima proposta è quella di sviluppare un mercato delle plastiche riciclate che sia capace aumentare la percentuale di materia prima seconda reimmessa in produzione (attualmente ferma al 6%). In secondo luogo, è necessario rendere più sostenibile il ciclo di vita delle plastiche puntando su investimenti più ambiziosi in materia di Innovazione ed eco-design dei prodotti che favoriscano un aumento della domanda di soluzioni circolari e una riduzione dei consumi di polimeri. Terzo pilastro è lo sviluppo di politiche più rigorose con una roadmap che includa azioni volte a ridurre la dispersone di macroplastiche: come la creazione di più moderne infrastrutture per la gestione dei rifiuti, maggiori incentivi per il riciclaggio, nuovi Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore per gli imballaggi, una tassazione sulle discariche e gli inceneritori, e la diffusione di strumenti premianti come il deposito su cauzione (DRS) e i modello Pay-as-you-Throw (PAYT). Una quarta proposta prevede il rafforzamento della cooperazione internazionale per rendere le catene del valore delle plastiche più circolari e capaci di raggiungere l’obiettivo globale che punta alla “dispersione zero”.

 

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