Trasparenza, dialogo e territorio: la comunicazione di Erion Professional nella prima metà del 2026

Trasparenza, dialogo e territorio: la comunicazione di Erion Professional nella prima metà del 2026

Dalla condivisione di dati strategici al dialogo con il tessuto industriale: ecco come il Consorzio sta diffondendo la cultura dell’Economia Circolare

Quando l’efficienza nella gestione dei RAEE Professionali incontra una comunicazione chiara e trasparente, la sostenibilità smette di essere un semplice obbligo normativo e diventa un valore condiviso: comunicati stampa, articoli, eventi pubblici, inserzioni pubblicitarie.

Un bilancio significativo, costruito attraverso un percorso che ha accompagnato e valorizzato le principali iniziative del Consorzio, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza dei RAEE Professionali e promuovere una gestione sempre più efficiente, tracciabile e sostenibile lungo tutta la filiera B2B.

Il primo comunicato sulla raccolta 2025 e l’evento istituzionale a Milano.

Le attività di comunicazione del Consorzio sono iniziate a febbraio con la diffusione di un comunicato stampa sui dati di raccolta 2025 dei RAEE Professionali a livello nazionale, che ha evidenziato la gestione di circa 4.000 tonnellate di rifiuti e ha valorizzato nuovamente l’importanza della corretta raccolta per raggiungere i target europei.

La notizia ha generato 27 pubblicazioni tra cui un’intervista esclusiva del Quotidiano Nazionale al Direttore Generale di Erion Professional, Walter Rebosio.

A questa prima attività si è affiancato, il 31 marzo, l’evento istituzionale organizzato presso l’Excelsior Hotel Gallia di Milano, dedicato alla presentazione dello studio “Programma Exceed: strategie ed efficienza a disposizione di Produttori e Reti”, realizzato dal team Strategic Development and Innovation di Erion Compliance Organization. L’analisi ha approfondito il potenziale del Programma Exceed nel migliorare l’efficienza e la tracciabilità della gestione dei RAEE Professionali lungo la filiera B2B. L’applicazione del modello Exceed, infatti, ha consentito nel 2025 il corretto riciclo di oltre 3.000 tonnellate tra apparecchiature di stampa professionale e sistemi di climatizzazione, generando benefici ambientali significativi con più di 6.000 tonnellate di CO2 evitate e oltre 10,5 milioni di kWh risparmiati.

Per l’occasione, Erion Professional ha diffuso un secondo comunicato stampa, che ha generato un importante ritorno in termini di visibilità con 182 pubblicazioni tra articoli cartacei, online e take di agenzia. Tra le principali testate: Askanews, Panorama, Il Tempo, Libero e Distretto Economico del Sole 24 Ore.

La partecipazione a “Impianti Aperti On The Road”

Non solo eventi, ma anche networking internazionale. Ad aprile, il Direttore Generale, Walter Rebosio, ha partecipato all’evento “Impianti Aperti On The Road“, organizzato da Assoambiente, presso Gruppo Seval, in occasione della presentazione del nuovo impianto di trattamento di batterie agli ioni di litio. All’iniziativa hanno preso parte anche gli europarlamentari Benedetta Scuderi (Greens), Pietro Fiocchi (Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei), Irene Tinagli (Socialisti e Democratici), Gaetano Pedullà (Sinistra al Parlamento europeo), insieme ad Alessandra Zampieri del Centro Comune di Ricerca e a Maurizio Molinari del Parlamento Europeo. Un’occasione di confronto, che ha permesso di mostrare concretamente il ruolo degli impianti e delle filiere del riciclo nel rafforzamento dell’economia circolare.

Maggio e l’intervento al Green Med Expo & Symposium

Dal 27 al 29 maggio, infine, Erion Professional è stato tra i protagonisti del Green Med Expo & Symposium di Napoli con il panel “Professional Mining. L’importanza strategica dei RAEE Professionali”, dedicato al ruolo di questa tipologia di rifiuti come fonte strategica di Materie Prime Critiche e come leva per il raggiungimento degli obiettivi europei di Economia Circolare. L’incontro ha rappresentato un ulteriore momento di valorizzazione dell’impegno del Consorzio per una gestione più efficiente e sostenibile dei RAEE Professionali, con particolare attenzione al Centro-Sud, dove il rafforzamento della raccolta e del dialogo con il territorio costituisce un passaggio fondamentale per accelerare la transizione circolare.

“Crediamo che la comunicazione sia uno strumento operativo a tutti gli effetti”, afferma Walter Rebosio, Direttore Generale del Consorzio Erion Professional. “Spiegare cosa facciamo e mostrare i benefici tangibili dei nostri progetti, come il Programma Exceed, non è un esercizio di stile, ma un dovere verso i nostri Soci. C’è ancora molta strada da fare per colmare il gap dell’Italia sui target europei, ma consideriamo questi risultati, una solida base di partenza per le sfide dei prossimi mesi”.

CE-RISE: tracciabilità, dati e filiere circolari per il futuro delle materie prime critiche

CE-RISE: tracciabilità, dati e filiere circolari per il futuro delle Materie Prime Critiche

Favorire il riutilizzo, il recupero e il riciclo delle materie prime critiche contenute nei prodotti è una delle sfide centrali della transizione circolare. Per riuscirci, non bastano tecnologie di trattamento efficienti: servono informazioni affidabili, strumenti digitali condivisi e una conoscenza più precisa dei flussi che attraversano l’intera filiera, dalla produzione al fine vita.

È da questa esigenza che nasce CE-RISE (Circular Economy Resource Information System), progetto europeo finanziato dal programma Horizon Europe e attivo nel periodo 2023-2026. Coordinato da NILU, il progetto coinvolge numerosi partner industriali, accademici e istituzionali a livello europeo, con l’obiettivo di sviluppare strumenti in grado di migliorare la tracciabilità e la circolarità dei prodotti lungo tutto il ciclo di vita.

Erion è partner del progetto e contribuisce portando l’esperienza del sistema di responsabilità estesa del produttore nella gestione dei RAEE, con particolare attenzione ai flussi di fine vita, alle opportunità di riuso e ricondizionamento e al ruolo degli operatori della filiera.

Il Digital Product Passport al centro del progetto

Il cuore di CE-RISE è lo sviluppo di un sistema informativo integrato basato sul Digital Product Passport, il Passaporto Digitale di Prodotto. Questo strumento è pensato per raccogliere e rendere disponibili informazioni strategiche sui prodotti, tra cui i materiali contenuti, l’impatto ambientale, le possibilità di riuso, riparazione, ricondizionamento e riciclo.

L’obiettivo è rendere i dati più accessibili e utilizzabili dagli attori della filiera, così da supportare decisioni più consapevoli e favorire modelli di economia circolare applicabili nei contesti operativi reali.

In questo quadro, Erion ha partecipato alle attività di validazione del sistema informativo e all’analisi di diversi casi studio dedicati all’economia circolare. Il contributo si è concentrato sulla definizione di indicatori utili al Digital Product Passport, sulla realizzazione di linee guida e materiali di supporto per il settore e sulla raccolta di feedback da parte degli operatori.

Tra i risultati rientra anche lo sviluppo di un Industry Handbook, pensato per aiutare i partner industriali ad applicare concretamente le raccomandazioni elaborate nel progetto.

Tre casi studio per analizzare il fine vita dei prodotti

Le attività di Erion si sono concentrate su tre casi studio:

  • laptop professionali;
  • stampanti professionali;
  • pompe di calore.

Per ciascuna categoria sono stati analizzati i flussi di fine vita, le opportunità di adozione di modelli circolari e il ruolo della tracciabilità nel favorire il riuso, il ricondizionamento e il recupero di materia.

Il lavoro ha permesso di mappare i flussi di rifiuto dei prodotti analizzati, approfondire il mercato del ricondizionamento per laptop e stampanti professionali, identificare le principali barriere al riuso e al ricondizionamento e valutare il contributo del Digital Product Passport nella gestione del fine vita.

Dal punto di vista quantitativo, le attività hanno coinvolto 138 laptop professionali campionati, utilizzati per testare in un caso studio reale le linee guida di ricondizionabilità sviluppate durante il progetto; oltre 125 aziende intervistate nell’ambito della survey sulle stampanti professionali ricondizionate; e oltre 40 dealer e installatori coinvolti nello studio sul fine vita delle pompe di calore.

Il ruolo degli operatori della filiera

Un elemento centrale del lavoro di Erion è stato il confronto con gli operatori della filiera. Le attività di testing hanno riguardato l’interfaccia del sistema informativo, gli indicatori e il PEF Calculator sviluppati nell’ambito di CE-RISE, con l’obiettivo di verificarne la fruibilità e l’applicabilità concreta.

Il punto di vista degli operatori del riciclo è fondamentale per assicurare che gli strumenti digitali non restino soluzioni teoriche, ma diventino supporti effettivamente utili nella gestione quotidiana dei prodotti a fine vita. Per questo, la raccolta dei feedback ha rappresentato una parte essenziale del percorso di validazione.

Dati e tracciabilità per una circolarità concreta

CE-RISE conferma quanto la circolarità dipenda sempre più dalla qualità delle informazioni disponibili. Conoscere la composizione dei prodotti, tracciare i flussi, rendere accessibili i dati e coinvolgere gli attori della filiera sono condizioni essenziali per trasformare i prodotti a fine vita in risorse.

Il contributo di Erion al progetto si inserisce proprio in questa direzione: portare nel dibattito europeo l’esperienza concreta della gestione dei RAEE e contribuire allo sviluppo di strumenti digitali che siano non solo innovativi, ma anche realmente applicabili.

La transizione ecologica non si misura soltanto nella diffusione di tecnologie più efficienti, ma anche nella capacità di gestirle correttamente quando escono dall’uso. È qui che la tracciabilità diventa un fattore abilitante: permette di intercettare i prodotti, indirizzarli verso i canali corretti, recuperare materiali di valore e ridurre gli impatti ambientali.

In questa prospettiva, il fine vita delle pompe di calore, dei laptop e delle stampanti professionali non è un tema settoriale, ma un banco di prova per l’evoluzione dell’intero sistema RAEE. Perché un prodotto è davvero circolare solo se può essere gestito in modo sostenibile lungo tutto il suo ciclo di vita, compreso il momento in cui diventa rifiuto.

Forum Erion 2026: la politica green sta cambiando? Le priorità della transizione sostenibile

Forum Erion 2026: la politica green sta cambiando? Le priorità della transizione sostenibile

Erion: la transizione sostenibile è il nuovo terreno di competizione globale

Secondo il Rapporto Strategico di TEHA Group (The European House-Ambrosetti), realizzato in collaborazione con Erion, quasi il 60% delle imprese chiede alla politica un ruolo attivo nel supporto al sistema industriale per la transizione sostenibile con incentivi continuativi, interventi sui costi dell’energia, semplificazione autorizzativa e cleantech

  • il 75,5% delle imprese vuole mantenere o incrementare gli impegni di sostenibilità, nonostante l’imprevedibilità dell’attuale quadro regolatorio europeo.
  • 8 aziende su 10 indicano energia, innovazione sostenibile e standard ambientali di prodotto come i principali ambiti di pressione rispetto ai competitor globali.
  • permane un forte disallineamento tra imprese e politica: il grado di condivisione sulle priorità della transizione sfiora il 51%; è soprattutto la complessità normativa a ridurre l’efficacia delle scelte fatte.

 

La transizione sostenibile non è più soltanto una risposta alle sfide ambientali e non è in discussione per le imprese, ma rappresenta il nuovo terreno della competizione economica globale. Tuttavia, emerge un forte disallineamento tra politica e imprese sugli strumenti messi a disposizione dai governi e, soprattutto, un’eccessiva complessità normativa che compromette l’efficacia delle azioni. È quanto emerge dal Rapporto Strategico 2026 “Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato in occasione del Forum Erion 2026 presso il Palazzo della Cancelleria a Roma.

Il Rapporto Strategico ha individuato le priorità alle quali non è più possibile rinunciare per continuare a competere nella transizione sostenibile, offrendo a imprese e decisori una mappa delle aree su cui costruire un’azione comune più efficace. Hanno partecipato 108 aziende dell’ecosistema Erion coinvolte attraverso una survey dedicata, 11 leader d’impresa riuniti nella prima Erion Leaders’ Roundtable, 4 key opinion leader. Questi risultati sono stati integrati con fonti proprietarie su 17 anni di percepito dei cittadini europei, 281 politiche ESG europee e italiane e oltre 50 studi e report.

Poiché tra il 1980 e il 2024 gli eventi climatici estremi in Europa, hanno causato perdite economiche stimate in circa 822 miliardi di euro, senza una vera transizione sostenibile e in caso di immobilismo climatico, il costo degli eventi estremi potrebbe arrivare a pesare, per l’Italia, oltre 9,5 punti percentuali di PIL entro il 2035. Al contrario, accelerare sin da subito la trasformazione in corso potrebbe generare benefici superiori ai costi, con una crescita del PIL che potrebbe superare l’1,1% già nel 2035 e fino all’8,4% al 2050.

“Le politiche per la sostenibilità vanno realizzate con un approccio pragmatico, puntando su priorità che rappresentano una componente irrinunciabile della competitività, come l’autonomia energetica, la circolarità e la resilienza delle supply chain” – afferma Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion Compliance Organization – “La transizione sostenibile non può essere interpretata come un costo da subire, perché  costituisce condizione essenziale per preservare la capacità industriale e garantire uno sviluppo di lungo periodo. La sfida per l’Europa, e per l’Italia, consiste nel costruire un nuovo patto competitivo, in cui sostenibilità e crescita non siano obiettivi alternativi, ma elementi integrati della stessa strategia industriale. In questo scenario, sistemi collettivi come quelli dell’ecosistema Erion possono, e devono, contribuire a rendere la transizione più efficace, supportando le imprese nella gestione delle risorse, nello sviluppo dell’economia circolare e nel raggiungimento degli obiettivi ambientali europei.”

I vantaggi competitivi sul piano industriale della transizione sostenibile

Le aziende italiane che adottano modelli di economia circolare sono del 28% più solide da un punto di vista creditizio e risultano quindi più appetibili per gli investimenti privati: rispetto ai competitor tradizionali, le imprese circolari generano in media 1,5 volte più cassa, si indebitano del 6% in meno e vantano una maggior capacità di coprire il debito con il risultato operativo (24%). Per questo, nonostante l’imprevedibilità dell’attuale scenario regolatorio europeo, il 75,5% delle aziende ritiene opportuno mantenere o incrementare i propri impegni in materia di sostenibilità e il 68,6% dichiara di aver rafforzato le proprie politiche ESG negli ultimi tre anni.

Cosa chiedono le imprese? Strumenti continuativi 

Nel momento in cui la sostenibilità diventa un fattore di competitività, le imprese devono poter contare su politiche e strumenti adeguati a trasformare gli obiettivi ambientali in opportunità di crescita e innovazione. Nessuna delle aziende coinvolte nello Studio indica la riduzione dell’intervento pubblico come una priorità. Al contrario, quasi il 60% ritiene necessario rafforzare il sostegno al sistema industriale attraverso incentivi continuativi, interventi sui costi dell’energia, semplificazione autorizzativa e supporto alle tecnologie pulite.

In quasi tutti gli ambiti di intervento, gli incentivi sono considerati la leva più utile per sostenere la transizione – in particolare in ambiti come l’innovazione tecnologica sostenibile (63,7%), lo sviluppo delle competenze (51%), la decarbonizzazione (50%) e l’accesso al capitale (45,1%). Gli investimenti pubblici diretti assumono invece un ruolo complementare, soprattutto nei settori più capital intensive.

Tra le principali pressioni competitive percepite dalle imprese emergono l’energia, l’innovazione sostenibile e gli standard ambientali di prodotto. Per oltre l’88% dei rispondenti, la pressione più rilevante si manifesta sul piano energetico, in termini di efficienza e costo dell’energia; seguono l’innovazione sostenibile, indicata dall’83% delle aziende, e gli standard ambientali di prodotto, segnalati dall’82%. Complessivamente, circa 1 azienda su 4 segnala già oggi un livello elevato di esposizione competitiva connessa ai temi di sostenibilità sui mercati globali.

Il gap tra imprese e politica 

Il Rapporto mostra che imprese e istituzioni non sono ancora del tutto allineate sulle priorità della transizione sostenibile. A incidere sono le divergenze sugli strumenti necessari per aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi prefissati ma, soprattutto, la complessità normativa che contraddistingue questi ambiti. Per misurare questo gap è stato sviluppato in via sperimentale uno STAGE Index[1] (Sustainable Transition Alignment between Government & Enterprises), che nel 2026 ha registrato un livello di condivisione pari al 51%.

Se da un lato le priorità strategiche risultano ampiamente condivise, con livelli di allineamento compresi tra l’83,9% e il 95,7%, dall’altro lato emergono criticità sul piano delle misure concrete. Gli interventi dedicati all’innovazione sostenibile e all’accesso ai capitali rispondono infatti alle esigenze delle imprese rispettivamente solo nel 59,4% e nel 62% dei casi.

Il Rapporto evidenzia, inoltre, come gli standard europei di sostenibilità producano effetti diversi sui comparti produttivi. Oltre il 54% delle imprese riconosce impatti “a più velocità”: il 30% prevede svantaggi nel breve periodo compensati da vantaggi futuri, mentre il 24% ritiene che l’attuale quadro normativo favorisca alcuni settori penalizzandone altri.

Negli ultimi 35 anni la produzione normativa europea e nazionale si è concentrata prevalentemente su decarbonizzazione industriale e competitività energetica (30%), economia circolare e sicurezza delle materie prime (19%), adattamento climatico (16%) e innovazione sostenibile (14%). Tuttavia, la crescente complessità normativa rischia oggi di ridurre l’efficacia degli interventi, soprattutto negli ambiti della resilienza delle supply chain, della decarbonizzazione e dell’economia circolare.

Cittadini e transizione competitiva 

Il Rapporto richiama infine la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini. In un contesto segnato da polarizzazione e sfiducia, il 96% dei cittadini riconosce alle aziende la responsabilità di promuovere il dialogo con i territori, ma solo il 55% ritiene che questo avvenga davvero in modo efficace. Ne deriva un engagement gap di circa 41 punti percentuali. Allo stesso tempo, il 35% dei cittadini italiani considera affidabile un’azienda che, di fronte a sfide sociali divisive, incoraggia la collaborazione nella ricerca di soluzioni condivise.

Da qui la suggestione TEHA di un nuovo paradigma: sul piano ambientale, dare priorità alle soluzioni che consentono di perseguire obiettivi ambientali a lungo termine garantendo al contempo la redditività nel breve attraverso l’innovazione; sul piano sociale, focalizzarsi sulla riduzione delle dipendenze dalla società e sulla risposta alle aspettative legittime degli stakeholder, al fine di creare il consenso necessario per il successo a lungo termine dell’azienda.

“Il nodo della transizione non è scegliere se andare avanti o tornare indietro” – suggerisce Carlo Cici, Partner & Head of Sustainability di TEHA Group – “È capire su quali priorità costruire la competitività futura del sistema produttivo UE. Nell’ora dei Predatori, la transizione richiede di essere ripensata. a partire dalle aree non negoziabili per continuare a competere, innovare e generare valore.  Senza dialogo, collaborazione e visioni condivise, imprese e decisori rischiano di muoversi lungo traiettorie divergenti, riducendo l’efficacia sia delle politiche industriali sia degli investimenti privati. Come rispondere? Trovando il «ritmo giusto», dando priorità all’innovazione e contribuendo a ridefinire le regole con un approccio proattivo delle aziende.”

Sono 6 le proposte presentate per guidare le Istituzioni e le Imprese: incentivare i comportamenti virtuosi e accompagnare i settori più penalizzati; sostenere l’innovazione; concentrare gli investimenti su pochi ambiti ad alto potenziale; mettere competenze industriali e tecnologiche a disposizione di istituzioni e cittadini; aggregarsi per competere sui mercati internazionali; rafforzare i meccanismi di ascolto e dialogo tra imprese, policy maker e società.

All’evento hanno partecipato come relatori On. Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Andrea Fluttero, Presidente Erion Compliance Organization; Aurel Ciobanu-Dordea, Competitive Circular Economy & Clean Industrial Policy Commission EU Director; Carlo Cici, Head of Sustainability The European House Ambrosetti; Fabio Mantella, Strategic Development & Innovation Manager Erion Compliance Organization; Stefano Pasini, Presidente Confindustria APPLiA; Paolo Deforza, Chief Sustainability Officer SACBO; Massimo Ceccariglia, Head of Grid, Innovation&Digital Infrastructures IT & Eastern Europe METLEN Energy & Metals; Edoardo Croci Sustainable Urban Regeneration Lab Director Università Bocconi ed Ervino Riccobon, CEO Poltrona Frau Interiors in Motion, Danilo Bonato Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali Erion Compliance Organization.

 

[1] Indice creato per il Rapporto Strategico, alimentato dai risultati della survey alle imprese e dall’analisi proprietaria svolta sulle oltre 281 politiche in ambito di sostenibilità emanate tra il 1991 e il 2026 a livello europeo e nazionale che oggi costituiscono l’impianto normativo in essere sul tema.

RAEE Professionali: il programma Exceed di Erion Professional evita oltre 6.000 tonnellate di CO2

RAEE Professionali: il programma Exceed di Erion Professional evita oltre 6.000 tonnellate di CO2

Presentato a Milano lo studio sulla gestione proattiva dei RAEE Professionali. Il risparmio energetico equivale ai consumi di circa 3.700 famiglie. Resta la sfida di colmare il divario con i target di raccolta europei

Se la raccolta differenziata dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) domestici inizia ad essere più presente nelle vite di cittadine e cittadini, il comparto dei RAEE Professionali viaggia ancora a ritmi troppo lenti rispetto agli obiettivi comunitari.

Eppure la gestione proattiva dei RAEE Professionali − prodotti da uffici, industrie, esercizi commerciali e istituzioni − genera benefici ambientali significativi, misurabili sia in termini di riduzione delle emissioni sia di risparmio energetico. A dimostrarlo sono i dati emersi dallo studio Programma Exceed: strategie ed efficienza a disposizione di Produttori e Reti, presentato a Milano da Erion Professional, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei RAEE Professionali.

I numeri del progetto

I risultati del modello Exceed, sviluppato per rendere più efficiente, tracciabile e conforme la gestione dei RAEE lungo tutta la filiera B2B, ha consentito nel 2025 il corretto riciclo di circa 2.585 tonnellate di RAEE Printing, come grandi stampanti da ufficio, e oltre 455 tonnellate di RAEE Clima, tra cui condizionatori, pompe di calore e chiller.

Il modello ah così consentito di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 6.000 tonnellate di CO2 – pari alle emissioni prodotte da un’auto che percorre 859 giri intorno all’equatore – e di ottenere un risparmio di oltre 10 milioni di kWh, pari al consumo energetico annuo di circa 3.700 famiglie.

Un approccio proattivo contro la dispersione dei rifiuti B2B

Nonostante il loro elevato potenziale in termini di riciclo e recupero di materie prime seconde, i RAEE generati da aziende, uffici e istituzioni vengono spesso gestiti attraverso canali informali. Questo accade a causa della complessità normativa, della frammentazione della filiera e della mancanza di consapevolezza da parte dei detentori del rifiuto, fattori che determinano una forte dispersione di risorse preziose.

“Il programma Exceed nasce proprio con questo obiettivo: trasformare tale potenziale in risultati concreti, attraverso un approccio proattivo che permetta di incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici generati da aziende, uffici e istituzioni”, ha spiegato Walter Rebosio, Direttore Generale di Erion Professional.

“La valorizzazione di questi flussi consente di riciclare importanti materie prime e, quindi, di contenere gli impatti ambientali legati a nuove estrazioni contribuendo a una maggiore efficienza e competitività del sistema produttivo. È attraverso un impegno condiviso tra produttori, distribuzione e utilizzatori che la responsabilità ambientale può diventare un fattore di crescita“.

Il contesto nazionale e i target europei

L’analisi presentata da Erion Professional mette in luce anche lo scenario competitivo e normativo in cui si muove il nostro Paese. Dal 2019, i target di raccolta europei impongono il raggiungimento del 65% dell’immesso sul mercato nel triennio precedente.

 

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Sistema Erion: nel 2025 raccolte oltre 289.000 tonnellate di rifiuti, in crescita del +8%

Sistema Erion: nel 2025 raccolte oltre 289.000 tonnellate di rifiuti, in crescita del +8%

I risultati dell’ultimo anno: riciclato l’89% dei materiali trattati ed evitate 980.000 tonnellate di CO₂eq. Distribuito un valore economico complessivo pari a circa 142 milioni di euro

Nel 2025, Erion, il più importante Sistema multi-consortile di Responsabilità Estesa del Produttore, ha gestito 289.292 tonnellate di rifiuti, registrando una crescita dell’8% rispetto al 2024. Un dato che conferma la forza del modello Erion, fondato sulla capacità dei singoli Consorzi di contribuire al valore del Sistema e, al tempo stesso, di beneficiare del valore generato dall’insieme.

Le attività del Sistema hanno permesso di reimmettere nel ciclo produttivo l’89% dei materiali derivanti dai rifiuti trattati, una quantità equivalente al peso di 561 treni ad alta velocità. Inoltre, sono state gestite 247.124 tonnellate di RAEE Domestici, 4.040 tonnellate di RAEE Professionali, 5.345 tonnellate di Rifiuti di Batterie e 32.783 tonnellate di Rifiuti di Imballaggi.

Questo impegno ha consentito di ottenere risultati ambientali di grande rilievo: 980.000 tonnellate di CO₂ non immesse in atmosfera (corrispondenti alle emissioni prodotte da un’auto che percorre circa 136.000 giri intorno all’equatore), un risparmio di 349 milioni di kWh di energia (pari ai consumi annuali di circa 129.000 famiglie italiane) e di 1,7 milioni di metri cubi di acqua (corrispondenti al fabbisogno idrico di circa 11.000 famiglie).

I sei Consorzi del Sistema hanno, inoltre, distribuito un valore economico complessivo pari a circa 142 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, a fronte di un valore generato pari a 132,3 milioni di euro.

“A distanza di 5 anni dalla sua nascita, il Sistema Erion, è diventato uno dei protagonisti della transizione, portando il nostro Paese verso un modello di sviluppo più sostenibile e circolare.” – afferma Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization – “Siamo riusciti a trasformare un progetto ambizioso in una realtà capace di incidere concretamente sulla nostra economia, contribuendo alla definizione di nuove norme, portando dati e posizioni tecniche sui tavoli di confronto istituzionali, rappresentando le esigenze delle nostre filiere con rigore e trasparenza. I dati di quest’anno, confermano questa evoluzione: non solo volumi e risultati operativi, ma anche un insieme di relazioni, competenze e responsabilità, messe a disposizione delle istituzioni per creare connessioni tra imprese, istituzioni, operatori, cittadini e comunità educanti.”

I RAEE Domestici

Nel 2025 Erion WEEE ha gestito 247.124 tonnellate di RAEE Domestici (+4% rispetto all’anno precedente), raggiungendo importanti risultati di recupero e riciclo. Particolarmente rilevante nel corso dell’anno è stato il contributo delle attività di sensibilizzazione promosse dal Consorzio, tra cui “RAEEGoal”, “Piccoli RAEE, Grande Coop”, “Di RAEE ne abbiamo piene le scatole”, “RAEE4Comics”, “Materia Viva Experience” e “Fai la tua mossa”; oltre alla seconda release della campagna “Se te ne fotti sei fottuto”, realizzata attraverso attività digitali e affissioni su tutto il territorio nazionale. Il percorso si è arricchito anche con l’evento “L’arte per un futuro sostenibile”, organizzato ai Chiostri di San Barnaba a Milano in occasione del ritorno in città di “I temp(l)i cambiano”, l’opera realizzata da Michelangelo Pistoletto per Erion WEEE e concessa in comodato d’uso alla città: un’installazione che, attraverso i RAEE, rende visibile l’impegno del Consorzio nel promuovere cultura del riciclo e sostenibilità.

Grazie a un tasso di riciclo pari all’89% dei rifiuti gestiti, Erion WEEE è riuscita a reinserire nei cicli produttivi oltre 219.626 tonnellate di Materie Prime Seconde, tra cui: 133.605 tonnellate di metalli ferrosi (equivalenti alla quantità necessaria per costruire 18 Torri Eiffel), 33.207 tonnellate di plastica (con le quali potrebbero prodursi oltre 13 milioni di sedie da giardino), 5.939 tonnellate di rame (pari al peso del rivestimento di 65 Statue della Libertà) e 6.705 tonnellate di alluminio (dalle quali potrebbero prodursi oltre 419 milioni di lattine).

 

I Rifiuti di Batterie

Erion Energy ha gestito nel 2025 5.345 tonnellate di rifiuti, avviando a riciclo 4.442 tonnellate, pari all’83% del totale. Dai rifiuti trattati il Consorzio ha recuperato 1.382 tonnellate di metalli ferrosi (equivalenti alla quantità necessaria per costruire circa 3 Gallerie Vittorio Emanuele di Milano), 368 tonnellate di zinco (con le quali potrebbero coniarsi più di 65 milioni di monete da 1€), 2.369 tonnellate di piombo (la quantità necessaria a produrre quasi 237.000 nuove batterie al piombo) e 36 tonnellate di alluminio (pari alla quantità necessaria per produrre oltre 2,2 milioni di lattine). Nel corso dell’anno il Consorzio ha proseguito il confronto con il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori e con le istituzioni competenti, contribuendo attivamente all’attuazione del Regolamento europeo sulle Batterie e al rafforzamento del presidio sulla filiera operativa, anche attraverso l’internalizzazione delle attività di back office e una revisione dei fornitori con criteri tecnico-ambientali più stringenti.

 

I Rifiuti di Imballaggi

Risultati di assoluto rilievo per Erion Packaging che, con la gestione di 32.783 tonnellate di Rifiuti di Imballaggi, ha registrato un incremento del +58% rispetto al 2024. Di queste, 30.810 tonnellate sono state avviate a riciclo, pari al 94% del totale gestito, traguardando tutti gli obiettivi di legge. Sul fronte dei materiali recuperati, il Consorzio ha avviato a riciclo 19.689 tonnellate di carta e cartone, 5.668 tonnellate di plastica e 5.453 tonnellate di legno. Nel corso dell’anno il Consorzio ha, inoltre, ampliato la propria compagine consortile, con i Soci passati da 46 a 72 e consolidato il dialogo con istituzioni e stakeholder della filiera, contribuendo alla definizione delle regole del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e accompagnando le imprese nell’adempimento dei nuovi requisiti normativi.

 

I RAEE Professionali

Erion Professional ha gestito nel 2025 4.040 tonnellate di RAEE Professionali, rafforzando il proprio ruolo di riferimento nella gestione del fine vita delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche destinate ad uso professionale. Nel corso dell’anno il Consorzio ha poi intensificato le attività di sensibilizzazione rivolte sia ai Soci, sia agli altri attori della filiera, attraverso momenti di confronto dedicati ai Produttori, percorsi di formazione per le reti commerciali e i partner logistici e la produzione di materiali informativi sul corretto conferimento di questa tipologia di rifiuti. Questo dialogo strutturato ha consentito di costruire relazioni di partnership più solide, individuare casi pilota replicabili e contribuire ai tavoli di confronto istituzionale portando evidenze concrete dalla pratica industriale. Tra le iniziative di maggiore visibilità, la presenza allo stand di Sistema a Ecomondo 2025, con l’evento “Gestire i RAEE Professionali: la sfida e il valore della filiera” e una campagna di comunicazione dedicata al servizio Exceed, pianificata su riviste di settore selezionate per intercettare operatori, aziende e stakeholder attivi nei settori di riferimento.

 

Sensibilizzazione sul littering

Erion Care ha proseguito e potenziato nel 2025 le proprie attività di contrasto al littering dei mozziconi, attraverso la campagna #SenzaFiltri con content creator e influencer, i Care Action Days sul territorio, la partnership consolidata con Legambiente nell’ambito di “Puliamo il Mondo” e la partecipazione a una giornata di raccolta a Genova insieme al partner Plastic Free. Parallelamente, il Consorzio ha lavorato alla predisposizione dell’infrastruttura operativa in vista dell’avvio del sistema EPR per i prodotti del tabacco: è stato definito il Portale per la registrazione dei soggetti convenzionati e un format di campagna replicabile che i Comuni potranno adottare sul proprio territorio.

Consolidamento di Erion Textiles

Erion Textiles, invece, ha consolidato nel 2025 il proprio ruolo come principale consorzio EPR tessile in Italia per volumi di immesso al consumo, raggiungendo 14 Soci tra i brand più rilevanti del settore moda e retail sportivo, anche a livello internazionale. In un contesto ancora pre-operativo, il Consorzio ha operato come interlocutore consultivo del Ministero dell’Ambiente nella fase di elaborazione del decreto nazionale di recepimento della Direttiva (UE) 2025/1892, con attivazione del regime EPR attesa nel secondo semestre 2026 e ha coordinato gruppi di lavoro a livello europeo nell’ambito del Textiles PRO Forum, coinvolgendo i principali consorzi EPR del continente. Sul piano della ricerca, il Consorzio ha avviato studi sulla tracciabilità dei rifiuti tessili, analisi merceologiche in 15 Comuni italiani e un’indagine demoscopica con Ipsos Doxa Italia sulle abitudini di consumo e dismissione, ponendo le basi conoscitive per la costruzione della futura filiera circolare.

Erion Professional ha presentato a Milano lo Studio sui RAEE Professionali: oltre 6.000 tonnellate di CO₂ evitate grazie al modello Exceed

Erion Professional ha presentato a Milano lo Studio sui RAEE Professionali: oltre 6.000 tonnellate di CO₂ evitate grazie al modello Exceed

Grazie a benefici ambientali misurabili, il modello Exceed si propone come leva concreta per rafforzare la filiera dei RAEE Professionali e accompagnare imprese verso un sistema più efficiente, tracciabile e orientato all’economia circolare

Il 31 marzo 2026, all’Excelsior Hotel Gallia di Milano, è stato presentato lo studio “Programma Exceed: strategie ed efficienza a disposizione di Produttori e Reti”, promosso da Erion Professional, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Professionali.

Al centro dell’incontro, il ruolo dei RAEE Professionali come leva ancora in parte inespressa per l’economia circolare, con un potenziale significativo sia ambientale sia industriale. Nel 2025, il programma Exceed ha consentito il riciclo di circa 2.585 tonnellate di RAEE Printing e oltre 455 tonnellate di RAEE Clima. Un’attività che si è tradotta in oltre 6.000 tonnellate di CO₂ evitate e in un risparmio energetico superiore a 10,5 milioni di kWh, pari ai consumi annui di circa 3.700 famiglie.

Un percorso che si inserisce nella continuità delle attività già avviate dal Consorzio, come ha evidenziato il Direttore Generale di Erion Professional, Walter Rebosio: “Erion Professional ha da tempo implementato programmi di raccolta, grazie alla sensibilità dei Produttori di alcune filiere industriali. Il programma Exceed ci permette oggi di analizzare in modo più strutturato anche i benefici ambientali ottenuti”.

A emergere è stata anche la necessità di un rafforzamento del quadro normativo europeo. In questo senso, il Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali di Erion, Danilo Bonato, ha osservato: “Il Circular Economy Act dovrebbe riconoscere il ruolo dei RAEE Professionali nel raggiungimento dei target di raccolta e nella valorizzazione delle Materie Prime Critiche, colmando le attuali lacune normative che incidono sulle performance degli Stati membri”.

Dal punto di vista operativo, il modello Exceed contribuisce a ridurre la frammentazione del settore e a migliorare l’organizzazione della filiera. Un aspetto evidenziato da Simonetta Cota e Francesca Rampinelli, dell’area Strategic Development & Innovation di Erion, che hanno sottolineato come una gestione più strutturata dei RAEE Professionali consenta maggiore chiarezza nelle procedure, certezza dei costi e benefici crescenti in termini di recupero di materiali, risparmio energetico e riduzione delle emissioni.

Accanto agli aspetti operativi, è emerso il tema della diffusione di una cultura della gestione circolare. In questa direzione guarda il lavoro di EconomiaCircolare.com, come ha spiegato il Direttore Raffaele Lupoli che ha presentato la guida “RAEE in azienda: il rifiuto che diventa valore”, realizzata da EconomiaCircolare.com in collaborazione con Erion Professional: “Il primo e unico vademecum  – ha detto Lupoli – sul tema dei RAEE Professionali per sensibilizzare le imprese sulle opportunità legate all’adesione a un sistema di gestione circolare”.

Dal punto di vista delle imprese, resta centrale l’adozione di modelli strutturati di gestione. Lo ha evidenziato Enzo Ferloni, Product Regulatory and Compliance Manager di Mitsubishi Electric Europe B.V.: “Per gestire correttamente i RAEE non basta semplicemente adempiere agli obblighi normativi. È necessario adottare un sistema strutturato, capace di garantire tracciabilità, efficienza operativa e supporto alla rete del produttore. La scelta di Erion Professional e del programma Exceed non è stata un passaggio meramente formale, ma una decisione strategica”.

Sul fronte associativo, è stata ribadita l’importanza della formazione come leva per rafforzare l’impegno ambientale degli operatori. Come ha sottolineato il Presidente di ASSOIT, Marcello Acquaviva: “Crediamo molto nella sostenibilità e nel ruolo della formazione. Lavoriamo con Erion Professional per diffondere tra i nostri operatori una cultura dell’impegno verso l’ambiente e il risparmio energetico”.

Un passaggio chiave resta quello della tracciabilità lungo tutta la filiera, come ha evidenziato il Presidente di Ucimac, Roberto Nocera: “Sostenibilità significa soprattutto operare una corretta gestione del fine vita delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Nel caso dei RAEE Professionali, come le grandi macchine del caffè, il passaggio fondamentale per avere una maggiore raccolta e più alti tassi di riciclo è quello di garantire tracciabilità dei prodotti e condivisione delle informazioni all’interno della filiera”.

Uno scenario destinato a evolvere ulteriormente, anche alla luce delle prospettive regolatorie europee. Come ha osservato l’avvocata Eva Maschietto, founder di EMLEX: “In un sistema europeo molto attento all’economia circolare si andrà sempre più verso un modello di tracciabilità molto rigoroso. Attrezzarsi prima per affrontare questi cambiamenti non è solo prudente, ma necessario per le aziende”.

Exceed: il programma di Erion Professional che ha permesso di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 6.000 tonnellate di CO2

Exceed: il programma di Erion Professional che ha permesso di evitare l’emissione in atmosfera di oltre 6.000 tonnellate di CO2

Il potenziale strategico dei RAEE Professionali: benefici ambientali significativi e impatti ancora maggiori se si raggiungessero i target europei di raccolta

Il 31 marzo 2026 all’Excelsior Hotel Gallia di Milano è stato presentato lo Studio “Programma Exceed: strategie ed efficienza a disposizione di Produttori e Reti”, promosso e realizzato da Erion Professional, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Professionali.

Obiettivo dello Studio è stato analizzare il potenziale di una gestione strutturata dei RAEE Professionali, ovvero i rifiuti elettronici derivanti da attività commerciali, industriali e istituzionali, che oggi rappresentano una leva strategica ancora parzialmente inespressa per l’economia circolare.

Dallo Studio emerge che l’applicazione del modello Exceed, sviluppato per rendere più efficiente, tracciabile e conforme la gestione dei RAEE lungo tutta la filiera B2B, ha consentito nel 2025 il corretto riciclo di circa 2.585 tonnellate di RAEE Printing, come grandi stampanti da ufficio, e oltre 455 tonnellate di RAEE Clima, tra cui condizionatori, pompe di calore e chiller.

Questi risultati hanno generato benefici ambientali significativi: oltre 6.000 tonnellate di CO₂ equivalente evitate – pari alle emissioni prodotte da un’auto che percorre 859 giri intorno all’equatore – e un risparmio energetico superiore a 10.5 milioni di kWh, corrispondente al consumo annuo di circa 239.000 lampadine LED, o ai consumi domestici medi di 3.700 famiglie.

I dati evidenziano il valore di un modello organizzato e standardizzato come Exceed, che consente di superare la frammentazione operativa tipica dei RAEE Professionali, garantendo maggiore controllo, tracciabilità e semplicità lungo l’intera filiera, grazie al coinvolgimento diretto di Produttori, Installatori e Rivenditori.

Nonostante questi risultati, il quadro nazionale resta distante dagli obiettivi europei. L’Italia, infatti, è ancora lontana dal target di raccolta del 65% previsto dalla normativa comunitaria e oggi intercetta attraverso i sistemi ufficiali dei Produttori circa 500.000 tonnellate di RAEE, ovvero solo 30% dell’immesso sul mercato. Di queste circa il 31% è rappresentato dai RAEE Professionali. Una situazione legata anche alla gestione ancora non strutturata del fine vita dei RAEE Professionali, che comporta criticità in termini di conformità, qualità del trattamento e tracciabilità dei flussi.

Proprio per questo, lo Studio ha stimato i benefici potenziali derivanti da un aumento dell’intercettazione nei settori Clima e Printing. Se si raggiungessero i target europei di raccolta, si potrebbe arrivare a evitare oltre 112.000 tonnellate di CO₂, corrispondenti alle emissioni prodotte da un’auto che percorre 15.568 giri intorno all’equatore. Si avrebbe inoltre un risparmio di oltre 70 milioni di kWh di energia pari al consumo di 1.6 milioni di lampadine led accese per 365 giorni, moltiplicando in modo significativo l’impatto positivo già oggi generato dal programma.

“Lo Studio conferma il potenziale strategico dei RAEE Professionali, sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello economico. Il programma Exceed nasce proprio con questo obiettivo: trasformare tale potenziale in risultati concreti, attraverso un approccio proattivo che permetta di incrementare la raccolta dei rifiuti elettronici generati da aziende, uffici e istituzioni” – dichiara Walter Rebosio, Direttore Generale di Erion Professional. – “La valorizzazione di questi flussi consente di riciclare importanti materie prime e, quindi, di contenere gli impatti ambientali legati a nuove estrazioni contribuendo a una maggiore efficienza e competitività del sistema produttivo. È attraverso un impegno condiviso tra produttori, distribuzione e utilizzatori che la responsabilità ambientale può diventare un fattore di crescita.”

Nel corso dell’evento sono intervenuti: Walter Rebosio, Direttore Generale di Erion Professional; Danilo Bonato, Direttore Sviluppo Strategico e Relazioni Istituzionali di Erion; Simonetta Cota e Francesca Rampinelli, del Team SDI di Erion; Raffaele Lupoli, Direttore di EconomiaCircolare.com; Enzo Ferloni, Product Regulatory and Compliance Manager Mitsubishi Electric Europe B.V.; Marcello Acquaviva, Presidente di Assoit; Eva Maschietto, Avvocata e founder di EMLEX; Roberto Nocera, Presidente Ucimac.

È stata poi presentata “RAEE in azienda: il rifiuto che diventa valore”, la nuova guida operativa sui Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) Professionali realizzata da EconomiaCircolare.com in collaborazione con Erion Professional e disponibile gratuitamente sul sito del magazine online.

RAEE Professionali, l’allarme di Erion: raccolta ancora bassa, Produttori “distanti” dalla gestione, l’Italia a rischio infrazione UE

RAEE Professionali, l’allarme di Erion: raccolta ancora bassa, Produttori “distanti” dalla gestione, l’Italia a rischio infrazione UE

Tali rifiuti rappresentano una risorsa strategica per l’economia circolare: ricchi di materiali di valore, altamente riciclabili e spesso idonei al riutilizzo

La raccolta dei RAEE Professionali in Italia è gravemente in ritardo. A denunciarlo è Erion Professional, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Professionali, come grandi stampanti, apparecchiature per la climatizzazione, dispositivi medicali, banchi frigo, apparecchiature per la lavorazione alimentare, distributori automatici, lavatrici industriali, macchinari produttivi.

A fronte del target di raccolta europeo fissato al 65% del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti, l’Italia raccoglie e ricicla attraverso i sistemi ufficiali dei produttori circa 500.000 tonnellate di RAEE (ovvero solo 30% dell’immesso sul mercato). Di queste circa il 31% è rappresentato dai RAEE Professionali. Sebbene il trend sia in lieve crescita, si tratta di un livello ancora insufficiente, che contribuisce a mantenere il Paese lontano dal target e nel perimetro delle contestazioni europee (procedura di infrazione 2024/2142).

La gestione di Erion Professional nel 2025

Nel 2025 Erion Professional, Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) Professionali, ha gestito su tutto il territorio nazionale circa 4.000 tonnellate di RAEE. Un segnale positivo che, tuttavia, non è ancora in grado di incidere in modo determinante sul gap nazionale rispetto agli obiettivi UE. A questo si aggiunge il fatto che spesso il Produttore non risulta essere un soggetto “attivo” nella filiera.Un segnale positivo che, tuttavia, non è ancora in grado di incidere in modo determinante sul gap nazionale rispetto agli obiettivi UE. A questo si aggiunge il fatto che spesso il Produttore non risulta essere un soggetto “attivo” nella filiera. Il problema principale è la perdita di controllo e di tracciabilità sul fine vita di questa tipologia di apparecchiature. In base al D. Lgs. 49/2014, il Produttore è chiamato a garantire la corretta gestione organizzando e finanziando, attraverso sistemi di raccolta e trattamento adeguati, la gestione dei RAEE qualora l’utente finale ne faccia richiesta, avendo deciso di disfarsene.

Anche per le apparecchiature professionali può essere previsto il ritiro contestuale in fase di sostituzione (“Uno contro Uno”), nell’ambito delle modalità organizzate dai produttori o dai soggetti da essi incaricati. Tuttavia, questa possibilità non è sempre conosciuta o applicata in modo omogeneo, aumentando le possibili ricadute su conformità e tutela ambientale.

Nella pratica, le attività di dismissione e sostituzione di macchinari (specie nel caso di apparecchiature di grandi dimensioni) sono spesso gestite da soggetti terzi, non sempre integrati nei canali ufficiali.

Questo passaggio può determinare una riduzione della tracciabilità e aumentare il rischio che i RAEE non confluiscano correttamente nei sistemi previsti e che il loro fine vita non sia adeguatamente tracciato.

Walter Rebosio, DG Erion Professional: “La valorizzazione dei RAEE Professionali deve passare da un impegno condiviso”

A differenza dei flussi caratterizzanti i RAEE provenienti da nuclei domestici, infatti, la raccolta dei RAEE Professionali normalmente non si basa su un processo di conferimento da parte dell’utilizzatore ma coinvolge direttamente le reti distributive collegate ai produttori – rivenditori, dealer e installatori – e richiede quindi modelli organizzativi strutturati, in grado di attivare e coordinare in modo efficace tutti gli attori della filiera. In questo contesto, il ruolo dei produttori è centrale: investimenti mirati in logistica, trattamento e iniziative dedicate possono contribuire in modo significativo al miglioramento dei tassi di raccolta e a rendere più circolari i cicli di vita delle apparecchiature professionali.

Nonostante ciò, accanto ai sistemi ufficiali, una quota di RAEE Professionali può essere intercettata anche da operatori del libero mercato, con modalità che non sempre confluiscono nei sistemi di tracciabilità e rendicontazione previsti. Ne deriva un quadro operativo spesso frammentato, caratterizzato da una pluralità di soggetti di piccole e medie dimensioni, nel quale possono emergere criticità in termini di conformità, qualità del trattamento e controllo dei flussi, inclusi quelli destinati all’estero.

Se intercettati e gestiti correttamente, invece, i RAEE Professionali potrebbero contribuire in modo significativo al miglioramento dei tassi di raccolta nazionali, perché concorrono pienamente al raggiungimento dei target europei. Inoltre, una gestione tracciata e qualificata di questi flussi genera valore anche sul fronte delle Materie Prime Critiche (CRM) e delle frazioni plastiche, aumentando il recupero di materiali strategici. Al contrario, quando il fine vita non è governato, cresce il rischio di conferimenti impropri e di abbandono, con impatti ambientali e gestionali che il sistema non può permettersi. I Produttori molto spesso coinvolti nel controllo dei flussi e risultano essere “distanti” dal sistema.

“La piena valorizzazione dei RAEE Professionali deve passare da un impegno condiviso tra produttori, reti distributive e imprese utilizzatrici, orientato a modelli collaborativi, innovativi e sostenibili”. afferma Walter Rebosio, Direttore Generale di Erion Professional “Solo così sarà possibile trasformare una criticità globale, ovvero la scarsità delle risorse, che alimenta instabilità dei mercati e tensioni internazionali, in un’opportunità concreta di crescita, autonomia industriale e responsabilità ambientale.”

La sensibilità dei produttori sta lentamente aumentando in questa direzione, ciò tende a completare il ruolo di responsabilità ambientale anche dei Produttori di AEE Professionali.

In questo processo di sensibilizzazione, sempre più spesso il Produttore percepisce le opportunità di implementare l’offerta di servizi alla propria rete distributiva integrandola con proposte di gestione di apparecchiature professionali giunte al termine del loro utilizzo. Tutto ciò completato dall’opportunità di disporre di servizi formativi e consulenziali specifici attraverso le competenze di un Consorzio dedicato.

RAEE in azienda: quando il rifiuto diventa valore

RAEE in azienda: quando il rifiuto diventa valore

Una guida pratica rivolta alle imprese per trasformare i RAEE Professionali da obbligo normativo a opportunità strategica, realizzata da EconomiaCircolare.com con il contributo di Erion Professional

Trasformare la gestione dei RAEE Professionali da semplice adempimento normativo a leva strategica per le imprese. È questo l’obiettivo della guida “RAEE in azienda: il rifiuto che diventa valore”, realizzata da EconomiaCircolare.com con il contributo di Walter Rebosio, Direttore Generale di Erion Professional.

Pensata come una vera e propria cassetta degli attrezzi, la guida accompagna le aziende nella gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche Professionali, offrendo un supporto pratico e aggiornato per orientarsi in un quadro normativo in continua evoluzione e valorizzare i RAEE non solo sotto il profilo ambientale, ma anche economico e organizzativo.

Uno dei primi temi affrontati è la corretta distinzione tra RAEE Domestici e RAEE Professionali, un passaggio fondamentale per applicare le regole corrette e garantire una gestione conforme ed efficiente. La classificazione non dipende esclusivamente dal luogo di utilizzo dell’apparecchiatura, ma richiede una valutazione più ampia che tiene conto di tipologia, destinazione d’uso e quantità conferite.

Ampio spazio è dedicato ai programmi Exceed di Erion Professional, progettati per rispondere alle esigenze di comparti specifici e integrarsi facilmente nei processi aziendali, supportando in modo concreto settori come la climatizzazione, il mondo Ho.Re.Ca. e le apparecchiature refrigerate, fino al settore della stampa.

La guida approfondisce inoltre il tema della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), chiarendo chi rientra nella definizione di Produttore di AEE e illustrando le modalità attraverso cui è possibile garantire una corretta gestione dei RAEE, anche attraverso l’adesione a sistemi collettivi come Erion Professional.

Nel suo insieme, il manuale si configura come uno strumento operativo completo, capace di integrare aspetti normativi, ambientali e procedurali, aiutando le imprese a trasformare un obbligo in un’opportunità concreta. Perché gestire correttamente i RAEE Professionali significa contribuire alla transizione verso un’economia più circolare, migliorando al tempo stesso efficienza, sostenibilità e reputazione aziendale.

👉 Scopri la guida “RAEE in azienda: il rifiuto che diventa valore”

Il 2026 di Erion sarà un anno dedicato alla crescita

Il 2026 di Erion sarà un anno dedicato alla crescita

In cinque anni tanta strada è stata fatta e ancora tanta è da fare. Tanti gli obiettivi per questi 365 giorni, tra cui spiccano quelli di portare a pieno regime i tre Consorzi più giovani: Erion Packaging, Erion Care ed Erion Textiles

Sono già passati cinque anni dalla nascita del Sistema Erion. Siamo usciti dalla fase di “start up” e siamo pronti ad affrontare il 2026 e gli anni che seguiranno con lo stesso entusiasmo di sempre. Fin dal 2020 l’idea con cui muoviamo il nostro lavoro è sempre la stessa: operare al servizio dei nostri Produttori per il bene dell’ambiente, lo sviluppo dell’economia circolare, la diffusione di una cultura della sostenibilità. Da allora sono nati nuovi Consorzi (oggi sono sei), è aumentato il numero delle nostre persone (siamo in sessanta) e numerose nuove aziende hanno scelto l’eccellenza del nostro Sistema multi-consortile.

Tutto è stato reso possibile grazie a un dialogo aperto e trasparente con le istituzioni e gli stakeholder, ma anche grazie alla partecipazione a tavoli internazionali di studio e ricerca che ci hanno portato a dare il nostro contributo all’Innovazione. Abbiamo, inoltre, avvicinato i cittadini ai temi della sostenibilità con campagne di comunicazione e informazione; avviato progetti di sensibilizzazione nelle scuole e, perfino, realizzato il Docufilm Materia Viva, capace di raccontare, grazie a un’ampia riflessione sulla salute del Pianeta, sui cambiamenti climatici e sulla gestione delle risorse naturali, i vantaggi ambientali, sociali ed economici del corretto conferimento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

La strada da fare è ancora molta, ma se ci voltiamo indietro vediamo percorso segnato da risultati concreti che ci danno la spinta per continuare a crescere e a fare sempre meglio nel settore dei RAEE, con Erion WEEE ed Erion Professional, e in quello dei Rifiuti di Batterie con Erion Energy. L’obiettivo per il 2026 è quello di portare a pieno regime operativo Erion Packaging, Erion Care ed Erion Textiles, i nostri tre Consorzi più giovani.

Giovani sì, ma con già all’attivo moltissime iniziative. Ne è un esempio Erion Care, il Consorzio dedicato a contrastare la dispersione dei prodotti del tabacco nell’ambiente, che ha già dimostrato un forte impegno con l’ideazione della campagna “Senza Filtri” e l’organizzazione di giornate di raccolta dei mozziconi a Milano, Roma e Genova. Il fronte dell’operatività sul territorio rappresenta, ad oggi, la vera sfida per il Consorzio che, fin dalla sua costituzione, si è fatto promotore di un tavolo di lavoro con le organizzazioni dei principali operatori pubblici e privati (ANCI, Utilitalia e Assoambiente), per definizione di un Accordo di Programma necessario a operare sul territorio.

Nel corso dei prossimi mesi lavoreremo con la massima dedizione su questi tre obiettivi – e su tanti altri che vi racconteremo durante l’anno – per continuare a crescere e rendere ancora più efficienti i nostri servizi ai Produttori, all’ambiente e alla società.