Erion Textiles: sulla normativa EPR le nostre imprese preferiscono attendere l’Europa

Erion Textiles: sulla normativa EPR le nostre imprese preferiscono attendere l’Europa

Luca Campadello, Strategic Development & Innovation Manager: “Per i nostri produttori l’esigenza primaria è avere regole armonizzate a livello europeo”

Periodo di grande fermento normativo per il settore tessile: dal lavoro sulle regole di responsabilità estesa del produttore (EPR), con la proposta di revisione della direttiva quadro sui rifiuti, fino al regolamento end of waste per stabilire quando un rifiuto cessa di essere tale e torna ad essere materia prima.

Luca Campadello Erion EPR tessili

Luca Campadello, Strategic Development & Innovation Manager per Erion Textiles, uno dei protagonisti italiani della responsabilità estesa del produttore per i prodotti tessili: cosa pensate della proposta di revisione della direttiva sui rifiuti e delle sue indicazioni sull’EPR?

Ci convince molto la chiarezza della direttiva sulla definizione dei Produttori, in linea con gli altri schemi EPR: il produttore è chi immette sul mercato per la prima volta un prodotto finito di abbigliamento (es. giacche, camicie, magliette), di calzature (scarpe, sandali), accessori (cravatte, guanti) e tessili per la casa (biancheria da letto, da bagno e da cucina). In questo modo sono stati dipanati i dubbi nazionali sui soggetti che dovranno adempiere alla futura norma.

Altro aspetto positivo è la pragmaticità con cui hanno definito i prodotti da considerare: solo i prodotti finiti post-consumo, escludendo gli sfridi e gli scarti di produzione.

Ma anche gli scarti di produzione possono essere un problema: non sempre riescono a diventare sottoprodotti e a trovare un mercato. Perché giudicate positiva questa esclusione?

Sicuramente sviluppare soluzioni per un reale riciclo degli scarti di produzione rappresenta una sfida per cui i consorzi affiancheranno i produttori nello sviluppare soluzioni innovative di riciclo, ma non bisogna cadere nella tentazione di pensare che la normativa EPR possa da sola risolvere l’intera tematica del tessile sostenibile e circolare. Sono numerose le norme in via di definizione che coinvolgeranno i produttori (dalla regolamentazione dei green claims fino all’introduzione del passaporto digitale dei prodotti) e quindi le aspettative di ottimizzazione della fase produttiva, tra cui la tematica della gestione degli invenduti e dell’utilizzo di materiali riciclati, verranno ricomprese nelle norme sull’eco-design (Ecodesign Requirements for Sustainable Products) e sull’end-of-waste. Non verranno quindi trattate, per evitare sovrapposizioni, anche dalla normativa sull’EPR.

Leggi lo speciale EPR per i rifiuti tessili

Proseguiamo con la Direttiva.

Altro elemento positivo è la definizione di requisiti per verificare le spedizioni all’estero di abiti usati: requisiti costruiti per evitare che vengano inviati rifiuti etichettati come abiti usati.

Ci sono aspetti negativi?

Tra i punti da migliorare ci sono gli aspetti della qualità della selezione. Così come fanno con i loro fornitori di tessuti, i nostri produttori, che avranno la responsabilità della gestione della filiera del post-consumo, chiedono che gli operatori della selezione garantiscano determinati standard di qualità. Purtroppo, nella proposta della Commissione, di quality standard non si parla. Sappiamo che a valle della raccolta possono nascere flussi gestiti non proprio correttamente. Come abbiamo già visto in altre filiere in cui Erion ha contribuito attivamente nella definizione degli standard minimi di qualità (come gli standard CENELEC per il corretto trattamento dei rifiuti elettronici), la definizione e il conseguente controllo del rispetto degli standard andrebbe ad innalzare la qualità della selezione e a rendere la filiera più virtuosa consentendo un monitoraggio delle performance di riutilizzo e di riciclo a valle del trattamento.

Infine, la proposta di revisione della Direttiva, così come lo schema di decreto EPR che è stato oggetto di consultazione da parte del MASE, lascia ampi margini sui possibili modelli di raccolta futuri. Se guardiamo agli Stati europei più avanti di noi, la Francia e l’Olanda si pongono in maniera differente rispetto all’organizzazione della raccolta: una garantisce supporto finanziario agli operatori della raccolta e della selezione, mentre l’altra sta valutando di occuparsi in maniera diretta dell’operatività.

 

di Daniele Di Stefano

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Erion entra nella classifica delle “Aziende più attente al clima” 2024

Erion entra nella classifica delle “Aziende più attente al clima” 2024

Il nostro Sistema multi-consortile è stato riconosciuto fra le 150 imprese più virtuose in Italia nella terza edizione della lista annuale stilata Corriere della Sera, Pianeta 2030, il mensile del Corriere della Sera dedicato alla Sostenibilità, e Statista, l’azienda specializzata in ricerche di mercato, ranking e analisi di dati aziendali

Erion è una delle “Aziende più attente al clima” in Italia. Il nostro Sistema multi-consortile entra nell’edizione 2024 della classifica stilata da Corriere della Sera, Pianeta 2030 e Statista (company specializzata in ricerche di mercato, ranking e analisi di dati aziendali) che prende in considerazione le imprese italiane che hanno ridotto maggiormente il rapporto tra le loro emissioni di CO2 e il fatturato.

 

L’indagine e le 150 aziende più virtuose d’Italia

L’indagine, arrivata alla sua terza edizione, è partita da un campione di 600 importanti aziende italiane per arrivare alla selezione delle 150 più virtuose. La metodologia impiegata per la formazione della classifica, spiegano i ricercatori, “si è basata sui consumi di CO2, suddivisi in Scope 1, Scope 2 in relazione al fatturato per gli anni 2020-2022. Scope 1 sono le emissioni dirette di CO2 che comprendono emissioni di gas a effetto serra da fonti di proprietà o controllate dall’azienda (es. l’uso di combustibili per il riscaldamento e per il parco auto e gas refrigeranti). Scope 2 sono le emissioni indirette di CO2 (che derivano dalla generazione di elettricità acquistata, riscaldamento, raffreddamento e vapore). La riduzione di tale rapporto, chiamata Carr (Compound annual reduction rate), indica il grado di riduzione delle emissioni di CO2 dell’azienda”.

Danilo Bonato, DG Erion: “Un premio all’impegno ambientale dei nostri Produttori”

L’entrata di Erion nella classifica delle “Aziende più attente al clima” 2024 è stata salutata da Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization, come “un premio all’impegno ambientale dei nostri Produttori. Ogni anno mettiamo la massima attenzione nel perseguire la riduzione delle emissioni associate ad ogni nostra attività e la più totale trasparenza nella rendicontazione di queste all’interno del Bilancio di Sostenibilità del Sistema multi-consortile Erion. Questi risultati oggi sono stati riconosciuti da tre importanti realtà come il Corriere della Sera, Pianeta 2030 e Statista. Questo non solo ci rende orgogliosi ma ci stimola a migliorare ulteriormente, ponendo al cuore della nostra missione la sostenibilità ambientale e l’economia circolare”.

 

Leggi la classifica completa sul sito del Corriere della Sera.

Erion Textiles e l’importanza del fare network

Erion Textiles e l’importanza del fare network

In attesa che l’introduzione delle normative europea e italiana permetta di avviare la filiera EPR sul Tessile, il sesto Consorzio del Sistema Erion fa già rete confrontandosi con gli altri player del mercato in eventi di settore e tavoli di lavoro

Anche l’Italia, come la maggior parte degli Stati dell’Ue, sta aspettando da Bruxelles la normativa che introdurrà la Responsabilità Estesa del Produttore nel settore del Tessile. A febbraio 2023 la presentazione della prima bozza di decreto in materia, redatto dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (MASE) di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aveva dato indicazioni sulla possibilità che potesse concretizzarsi, nel giro di qualche mese, la messa a terra di un sistema coordinato dai Produttori per la corretta gestione dei rifiuti tessili. Il tutto fino a luglio 2023, quando la proposta di aggiornamento della Commissione Europea relativa alla Direttiva Quadro sui rifiuti ha di fatto congelato, anche nel nostro Paese, l’iter legislativo e, di conseguenza, l’inizio delle attività dei Sistemi EPR per il Tessile.

Erion Textiles sui tavoli di lavoro in nome della circolarità
In attesa di superare questa situazione di stallo Erion Textiles ha però continuato a lavorare concentrando gli sforzi sul fronte del networking con gli stakeholder e i vari attori della futura filiera del Tessile al fine di arrivare pronto e strutturato all’entrata in vigore della normativa. Il sesto Consorzio del Sistema Erion insieme ai soci fondatori di Miroglio Fashion, Amazon, Artsana, Essenza, Rimoda Lab e Save The Duck, nei suoi primi mesi di vita ha infatti partecipato a importanti eventi e tavoli di lavoro in Italia e all’estero, a partire da quello tenutosi a Ecomondo l’8 novembre 2023 dal titolo “Il ruolo dei sistemi EPR nella valorizzazione della frazione tessile dei rifiuti urbani” presieduto da UNICIRCULAR-UNIRAU che ha visto la partecipazione tra gli altri di Silvia Grandi, Direttore Dipartimento Economia Circolare MASE, Mattia Pellegrini, capo unità della Direzione Generale Ambiente alla Commissione Europea e Emmanuel Katrakis dell’associazione europea dell’industria del riciclo EURIC. Nel panel di Rimini, Raffaele Guzzon, presidente di Erion Textiles, ha evidenziato: “Sarà importante far risuonare la voce dei Produttori nei tavoli di lavoro sulla normativa. Puntando sulla sensibilizzazione dei consumatori, sullo sviluppo di tecnologie e standard per la selezione e il riciclo e, infine, sulla definizione di requisiti omogenei tra i diversi Paesi europei per non creare problematiche per le aziende presenti su più mercati”.

Raffaele Guzzon, Presidente di Textiles: “Siamo riusciti a lavorare senza spreco di risorse per i Produttori”
Luca Campadello e Fabio Tognocchi del team Strategic Development & Innovation sono stati ospiti, il 5 dicembre 2023 a Bruxelles, al Forum dei Consorzi organizzato da Refashion e Euratex che ha riunito oltre trenta rappresentanti dei Sistemi collettivi europei e delle associazioni. Durante i workshop hanno affrontato i temi dell’armonizzazione del ruolo dei Consorzi EPR per minimizzare gli oneri per i Produttori, portando l’esperienza quasi ventennale del Sistema Erion: “Ci sentiamo come quando abbiamo avuto l’opportunità di impostare in Italia il Sistema EPR per i RAEE. Che grande opportunità vivremo nel supportare i brand in questo viaggio”. Un viaggio che, finora, per i Produttori di Erion Textiles è stato a costo zero come ha precisato il Presidente del Consorzio, Raffaele Guzzon: “Siamo nati in un settore ancora tutto da costruire con il grande impegno di contribuire a rendere più sostenibile e circolare la filiera del Tessile. Il dato importante è che lo abbiamo fatto senza investimenti inutili e spreco di risorse da parte dei Produttori associati. Ciò è stato reso possibile grazie al know-how messo in campo dal Sistema Erion, una realtà dove lavorano professionisti in grado di costituire dal nulla un soggetto pronto fare la differenza seguendo una cultura della sostenibilità forte e strategie d’impresa basate su valori importanti come trasparenza, efficienza, qualità, innovazione e impegno sociale. Partendo da qui, insieme a tutti i Produttori che vorranno unirsi a noi, riusciremo a fare la nostra parte sia nella futura filiera del Tessile dove attualmente viene recuperato solo il 12% delle 5 milioni di tonnellate di rifiuti tessili prodotti ogni anno”.

“Come immagino il 2024? Migliorando quello che stiamo già facendo e continuando a creare valore per le aziende associate e per l’intera filiera”

“Come immagino il 2024? Migliorando quello che stiamo già facendo e continuando a creare valore per le aziende associate e per l’intera filiera”

Intervista a Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization, che ci racconta che anno è stato quello che si sta chiudendo e quali siano le prospettive del Sistema e dei suoi Consorzi per il 2024

La fine di ogni anno porta con sé la voglia di fare bilanci e di immaginare il futuro. Anche Erion si prepara a salutare il 2023 guardando ai risultati ottenuti e immaginando le sfide e gli impegni dell’anno che verrà. Per raccontarveli, ErioNews ha intervistato Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization.

 

Se potessi definire il 2023 di Erion con una parola quale sceglieresti?
Entusiasmante.

Che anno è stato quello che sta per concludersi per il Sistema e i suoi Consorzi?
Un anno molto intenso e ricco di soddisfazioni. Abbiamo rafforzato la struttura di Erion Compliance Organization incrementandone l’organico e abbiamo realizzato progetti unici, innovativi e di grande impatto. Penso, in primis, al Docufilm “Materia Viva”: un’iniziativa del Consorzio Erion WEEE che ha dato risalto a tutto il lavoro che facciamo sul riciclo, sull’economia circolare, sulle Materie Prime Critiche e che, ancora a distanza di mesi dalla sua presentazione, sta dando grossi risultati sia in termini d’immagine che di sensibilizzazione sociale, a partire dalle scuole. Vorrei evidenziare anche il crescente impegno di Erion nella partecipazione ai progetti di ricerca europei con il Team Strategic Development and Innovation, attualmente coinvolto in diciassette progetti insieme a importanti partner internazionali provenienti dai settori della Ricerca, dell’Università e dell’Industria.

Ci racconti in sintesi i risultati ottenuti dai Consorzi?
Nei nostri settori tradizionali, quelli dei RAEE e dei RPA, i Consorzi WEEE, Professional ed Energy continuano a dare dei risultati molto buoni in termini di performance e a svolgere un ruolo di leadership a livello nazionale nel dibattito sul miglioramento dei Sistemi EPR, anche alla luce di un quadro normativo in forte evoluzione. Si pensi al settore delle Pile che inizierà a rinnovarsi dopo l’approvazione del nuovo Regolamento europeo sulle batterie. Abbiamo fatto degli interessanti passi in avanti anche in altre filiere, come quella degli imballaggi dove, dopo l’accreditamento, Erion Packaging è diventato operativo; e quella dei prodotti del tabacco, dove recentemente abbiamo ottenuto un riscontro positivo da parte del MASE, degli stakeholder e dei Comuni con i quali siamo molto vicini alla definizione di un accordo di programma tra l’ANCI ed Erion Care.

Nel 2023 è nato anche Erion Textiles. Quali sono le prospettive per questo nuovo Consorzio nel 2024?
Il tema è quali prospettive avrà Textiles quando la normativa di settore sarà pienamente operativa, il che potrebbe avvenire nel 2024 se non addirittura nel 2025. Un Consorzio Erion per il Tessile avrà certamente come prospettiva quella di consolidare il nostro know-how e diventare un punto di riferimento nelle logiche di progettazione di un sistema nazionale di EPR per il Tessile: un settore tra i più impattanti a livello ambientale e nel quale Erion vuole avere una presenza qualificata, grazie al proprio modello di EPR basato sulla trasparenza, l’efficienza e l’impegno dei Produttori come soggetti guida dei Consorzi.

Quale valore aggiunto darà Erion Textiles ai Produttori?
Erion è prima di tutto un riferimento culturale e un player con anni di esperienza e di attività in altri settori produttivi. Il nostro Sistema rappresenta valori ricercati anche dal comparto del tessile e che si esprimono non solo nella capacità di adempiere alle normative di riferimento in modo rigoroso, nel rispetto dei valori etici e della catena del valore del Sistema, ma anche in quella di promuovere la sostenibilità attraverso corsi sull’ecodesign e ricerche sull’innovazione di prodotto e di processo. Erion Textiles sarà un Consorzio che avrà lo scopo di migliorare il buon lavoro già fatto in Italia dagli enti locali e dalla distribuzione e di contribuire a creare una filiera del Tessile capace di raggiungere i target europei di raccolta e riciclo.

Il 2023 è stato l’anno degli eventi in casa Erion, ma anche di una crescita importante sul versante del networking. Dirigenti, manager e persone di Erion hanno partecipato a diversi tavoli di lavoro. È segno di un prestigio consolidato?
I Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore rappresentano uno dei pilastri del Piano d’Azione europeo per l’economia circolare e sul tema dell’EPR si è creata una forte attenzione. Erion è riuscito a conquistarsi una posizione autorevole sia perché rappresenta tanti importanti Produttori, sia perché, tra manager e tecnici, può mettere in campo competenze molto qualificate. Abbiamo, inoltre, una struttura aziendale composta da persone giovani e dinamiche con una visione aggiornata del mondo, dei problemi da risolvere e delle sfide da affrontare. Un valore aggiunto, infine, è dato dal fatto che Erion è un’azienda con una popolazione a maggioranza femminile e lo è non perché deve raggiungere “una quota”, ma perché ha incontrato nel proprio cammino moltissime professioniste di valore. È bello sapere che il nostro Sistema partecipa con donne e persone giovani ai tavoli istituzionali e ad eventi in cui si discute di strategia e di politiche per l’economia circolare.

Ci racconti un momento dell’anno particolarmente importante per il Sistema?
Mi vengono in mente due episodi. Il primo è la reazione entusiasta delle nostre persone quando siamo arrivati nei nuovi uffici di via Scarsellini a Milano. Fino ad allora l’azienda era fisicamente divisa in due sedi un po’ piccole e un po’ scomode. Il trasferimento in un ufficio accogliente, spazioso, colorato, con postazioni open e grandi spazi da utilizzare, ha concretizzato l’idea di avere una casa comune. Il secondo episodio è legato alla première di Materia Viva al teatro Ambra Jovinelli di Roma. Un momento che ha rappresentato una bellissima occasione di ritrovo per i nostri partner, le autorità e gli stakeholder. Di quella giornata ricordo lo stupore positivo e il coinvolgimento di molte persone che sono uscite dalla sala con una consapevolezza rinnovata su come fare a prendersi cura dell’ambiente. Ho visto per la prima volta un salto di qualità emotivo nella percezione esterna del nostro lavoro. Un segnale forte che, da un lato, ci ha fatto capire di aver scelto la strada giusta e, dall’altro, ha visto riconosciuto l’impegno del Team MarCom e, più in generale, di tutte le persone della nostra organizzazione.

Parliamo di futuro. Come immagini il 2024 di Erion?
Siamo abituati a chiudere un anno e, contemporaneamente, a progettarne uno nuovo ancora più ricco di occasioni di crescita, di confronto, di sviluppo dei progetti che ci vedono coinvolti. Mi aspetto un 2024 in continuità con questa determinazione a tutti i livelli: dai Produttori che siedono nelle assemblee dei Consorzi, al Management, alle nostre persone. Spero che in tutti noi si rafforzi l’idea di affrontare questo lavoro come una missione: quella di migliorare, anche di poco, il contesto ambientale e sociale in cui ci troviamo, soprattutto in un quadro sempre più preoccupante con grandi sfide climatiche e sempre meno risorse. Sappiamo che nel nostro piccolo possiamo dare un contributo ed è questo che ci motiva sempre di più. Quindi il mio auspicio è quello di affrontare il 2024 migliorando quello che stiamo già facendo. Penso a un anno in cui consolideremo alcune attività: rafforzare i Consorzi che si stanno sviluppando; rendere più efficiente la nostra organizzazione e introdurre innovazioni nel settore dell’EPR. Dobbiamo sempre essere in grado di ascoltare i nostri Produttori ed essere più vicini alle loro esigenze. Un’azione, questa, che richiede grande capacità di visione e di realizzazione. Immagino il 2024 come l’anno in cui continueremo a creare questo valore per le aziende associate e per l’intera filiera di cui facciamo parte.

Le nuove frontiere del riciclo in Italia

Le nuove frontiere del riciclo in Italia

Giovedì 14 dicembre 2023 si è tenuta la consueta Conferenza Nazionale dell’industria del riciclo organizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. L’Italia si conferma ai primi posti europei nel riciclo, ma deve fare di più sull’utilizzo di Materie Prime Seconde. Andrea Fluttero, Presidente di Erion Complicance Organization: “Alcuni produttori cominciano ad avere l’esigenza di impiegare le materie prime seconde nei loro prodotti. Non è quindi più solo un obbligo, ma c’è un mercato che comincia a essere sensibile

“Il riciclo è un elemento chiave per la transizione ecologica e la tutela dell’ambiente; consente di misurare le risorse in modo responsabile riducendo le emissioni e risparmiando l’energia. È nostro compito fare da traino affinché il riciclo sia strumento di sostenibilità ambientale, economica e sociale”. Lo ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, aprendo la Conferenza Nazionale dell’Industria del riciclo che si è tenuta a Milano il 14 dicembre 2023.

L’evento, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Conai e Pianeta2023 (mensile del Corriere della Sera), ha affrontato quest’anno il tema delle “Nuove frontiere del riciclo in Italia”, a quattro giorni dalla riunione del Consiglio dei ministri dell’Ambiente europei che il 18 dicembre avvierà la concertazione finale per l’approvazione definitiva del nuovo Regolamento sugli imballaggi.

I numeri del riciclo in Italia nel 2022
Come ogni anno la Conferenza è stata aperta dal Rapporto del Presidente della Fondazione, Edo Ronchi, sui numeri del riciclo in Italia. Citando dati Eurostat, Ronchi, ha evidenziato come dal 2012 al 2020 l’Italia ha raggiunto le migliori performance europee nel riciclo della totalità dei rifiuti generati: il 72%, uno dei più elevati dell’Ue dove la media è del 53%. “Per un Paese come l’Italia – ha detto Ronchi – il riciclo è un’attività strategica non solo per ragioni ambientali e climatiche, ma anche di competitività economica”. L’ex ministro dell’Ambiente, ripercorrendo le performance delle 19 filiere del riciclo nazionali ha evidenziato l’eccellenza di quella degli imballaggi: “Con circa 10,5 milioni di tonnellate avviate a riciclo e un tasso pari al 72% l’Italia nel 2022 ha superato non solo il target europeo del 65% al 2025 ma, con otto anni di anticipo, il target europeo del 70% al 2030”. Nello specifico, il nostro Paese nel 2022 ha riciclato l’81,2% di carta e cartone (pari a 4,3 milioni di tonnellate), l’81% del vetro (2,29 milioni di tonnellate), il 63% del legno (2,2 milioni di tonnellate). Unico materiale d’imballaggio al di sotto gli obiettivi Ue è la plastica che nel 2022 ha raggiunto un tasso di riciclo pari al 48,6% (1,1 milioni di tonnellate) contro un target del 50% al 2025. “Sul riciclo in questo settore è necessario spingere ulteriormente – ha esortato Ronchi – visto che l’incenerimento o lo smaltimento della plastica ha comportato nel 2022 un esborso di circa 800 milioni di euro per le casse dello Stato”.

Come procedono le filiere dei RAEE, dei RPA e del Tessile?
Tra le 19 filiere analizzate sono state menzionate anche le tre di riferimento di quattro consorzi del Sistema Erion: WEEE, Professional, Energy e Textiles. Sui RAEE, il Presidente, ha svelato che la quantità della raccolta è in crescita anche se il tasso sull’immesso al consumo resta molto al di sotto del target europeo. “Nel 2022 – ha detto Ronchi – la raccolta dei RAEE è aumentata a 1,57 milioni di tonnellate, ma il tasso rimane al 34%, ancora lontano di 30 punti percentuali dagli obiettivi Ue (65% dal 2019)”. Stabile, invece, la quantità raccolta dei Rifiuti di Pile e accumulatori con un tasso del 33,5% nel 2022 e un obiettivo del 45% su scala nazionale. Buone notizie per il Tessile, filiera che aspetta la normativa a livello europeo e che, in Italia, vede già pronti ben cinque Sistemi EPR di Produttori, tra i quali Erion Textiles. “La raccolta comincia a crescere. – ha sostenuto Ronchi – Nel 2021 sono state raccolte complessivamente 154,2 mila tonnellate di rifiuti tessili in aumento del +7,6% rispetto alle 143,3 mila tonnellate raccolte nel 2020”.

Le sfide future del riciclo
In chiusura della sua relazione, il Presidente della Fondazione ha evidenziato quelle che sono le sfide future sull’approvvigionamento delle materie prime vergini – messo in crisi anche dall’attuale situazione geopolitica mondiale – e il ruolo fondamentale delle Materie Prime Seconde. Settore, anche questo, in cui mercati “registrano forti difficoltà”. Citando i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, Ronchi ha ricordato come su otto mercati europei delle MPS solo quelli dell’alluminio, della carta e del vetro funzionino adeguatamente, mentre restano indietro quelli del legno, della plastica, dei rifiuti organici, dei rifiuti da costruzione e demolizione e dei rifiuti tessili. “In Italia – ha detto l’ex ministro – si registrano più o meno gli stessi problemi che ha il resto d’Europa. Le difficoltà, nel nostro Paese, provengono dalle barriere normative e dalle resistenze all’impiego di Materie Prime Seconde come, ad esempio, gli asfalti modificati su cui, nonostante l’alta efficienza raggiunta, abbiamo ancora molte resistenze riguardo al loro utilizzo”. Ronchi ha poi ribadito le potenziali misure per migliorare i mercati delle MPS, tra le quali quelle relative alla progettazione sostenibile, agli acquisti verdi del GPP, all’introduzione di restrizioni all’esportazioni di rifiuti e della riduzione dell’IVA sulle MPS. Infine, un accenno alle sfide sull’Innovazione “in cui l’Italia – ha chiosato Ronchi – non deve perdere il terreno guadagnato in decenni di ottimo lavoro. Per quanto riguarda i RAEE, una vera e propria miniera urbana di materie prime e strategiche, serve migliorare la raccolta e implementare le tecnologie. Non è possibile raccogliere le schede elettroniche e mandarle in Germania perché non abbiamo gli impianti nazionali”.

Andrea Fluttero: “L’uso di materie riciclate è una strategia, non più un obbligo”
Nella sessione pomeridiana della Conferenza il Presidente di Erion Compliance Organization, Andrea Fluttero, ha tenuto un intervento dal titolo “Le imprese e la sfida delle Materie Prime Critiche”. Fluttero ha evidenziato come negli ultimi tempi si parli sempre più spesso di tali materie perché i problemi geopolitici rendono meno sicuri i comparti produttivi riguardo al loro approvvigionamento. “In più – ha aggiunto il Presidente – sta succedendo che alcuni produttori cominciano ad avere l’esigenza di impiegare le materie prime seconde nei loro prodotti. Non è quindi più solo un obbligo, ma c’è un mercato che comincia a essere sensibile a certi tipi di argomentazioni e a chiedere che all’interno di certi prodotti ci sia una quota percentuali di materie riciclate. In questa prospettiva, ha aggiunto Fluttero, i Sistemi EPR sono importanti non solo perché rappresentano uno strumento necessario per portare avanti in Europa la trasformazione dell’economia da lineare a circolare, ma anche perché “sono visti dalle aziende come uno strumento per entrare nella filiera industriale della gestione del post-consumo e per capire come recuperare le Materie Prime Seconde da impiegare nei loro cicli produttivi”.

L’EPR tessile olandese ai nastri di partenza: “Nel 2030 riutilizzo e riciclo al 75%”

L’EPR tessile olandese ai nastri di partenza: “Nel 2030 riutilizzo e riciclo al 75%”

Nei mesi scorsi l’Olanda ha introdotto una normativa EPR per i rifiuti tessili, per favorire riciclo e riutilizzo, prevedendo target minimi per ciascuna delle due attività. Il consorzio che si occuperà della raccolta spiega a EconomiaCircolare.com cosa cambierà per il mercato olandese del tessile

A luglio 2023 l’Olanda ha previsto un meccanismo di responsabilità estesa del produttore (EPR – Extended producer responsibility) per la gestione dei rifiuti tessili. I produttori e gli importatori sono obbligati a istituire un sistema per raccogliere separatamente abiti e tessuti, per consentire un maggiore riutilizzo e un riciclo di alta qualità. Il decreto EPR olandese deriva dal programma politico Circular Textiles 2020-2025 del governo. Nel 2019, nel piano “Verso una catena tessile circolare”, il settore si è impegnato a lavorare insieme per adempiere alla propria responsabilità estesa. Così lo scorso anno è nata la fondazione Stichting UPV Textiel, un’organizzazione di produttori a cui possono partecipare sia i soci che i non soci. La fondazione stipula convenzioni con Comuni, raccoglitori, selezionatori, negozi dell’usato e riciclatori e collabora con aziende che sviluppano nuove iniziative di raccolta e trattamento.

Con Paul te Grotenhuis di INretail, associazione di categoria che rappresentare gli interessi collettivi dei rivenditori dei settori casa e arredamento, moda e sport in Olanda, tra le realtà che hanno fondato Stichting UPV Textiel, Economiacircolare.com ha approfondito le modalità organizzative e di funzionamento del giovanissimo sistema olandese.

Un osservatorio utile anche per chi, come l’Italia, si appresta a definire il proprio sistema di responsabilità estesa dei produttori per la frazione tessile.

Di questo parleremo anche a Ecomondo, durante uno dei panel organizzati dal nostro magazine (Ecodesign, EPR, riciclo. Roadmap per un tessile circolare).

 

Che impatto ha avuto sul vostro Paese la proposta della Commissione europea (datata 5 luglio 2023) di modificare la direttiva quadro sui rifiuti per rendere i produttori responsabili dell’intero ciclo di vita dei prodotti tessili e per favorire la gestione sostenibile dei rifiuti tessili in tutta l’UE?

La base legale per i regimi di responsabilità estesa del produttore sono gli articoli 8 e 8a della European Waste Framework Directive. Tutti gli Stati membri devono approntare un sistema di raccolta separato per il tessile entro il 2025. Questo è il motivo per cui l’Olanda ha approvato a luglio 2023 il Decreto EPR, che regola la materia. Chi produce e importa nel mercato olandese abiti o prodotti tessili per la casa adesso è responsabile anche per il fine vita degli stessi prodotti.

Leggi anche: EPR per i rifiutili tessili

Qual è il perimetro dell’EPR vigente in Olanda? È limitato ai soli abiti o include anche scarpe e accessori, tessile per la casa, invenduti, resi, scarti di produzione? Prima dell’EPR si faceva la raccolta differenziata per i rifiuti tessili (e se sì, di quali)?

Sono inclusi nel decreto EPR i capi di abbigliamento, gli abiti da lavoro, la biancheria intima, da letto e per la casa di nuova produzione, compresi quelli con un contenuto minimo riciclato. In futuro il decreto potrà essere esteso anche ad altri prodotti tessili. Finora in Olanda sono le autorità municipali a essersi occupate della raccolta differenziata, attraverso cassonetti in strada o con il porta a porta e, in maniera residuale, all’interno delle isole ecologiche.

 

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Nasce Erion Textiles, il Consorzio di Responsabilità Estesa dei Produttori dedicato alla Gestione dei Rifiuti Tessili

Nasce Erion Textiles, il Consorzio di Responsabilità Estesa dei Produttori dedicato alla Gestione dei Rifiuti Tessili

Miroglio Fashion, Amazon, Artsana, Essenza, Rimoda Lab e Save The Duck mettono la sostenibilità al centro delle loro strategie: arriva il sesto sistema collettivo di casa Erion. Il Presidente del nuovo Consorzio, Raffaele Guzzon di Miroglio Fashion: “Tra le finalità di Erion Textiles c’è la volontà di essere protagonisti di un cambio di paradigma che metta l’ambiente al primo posto per una gestione corretta e trasparente del fine vita dei prodotti tessili, anticipando i prossimi obblighi normativi per la Responsabilità Estesa del Produttore”

Assicurare una gestione efficiente del fine vita dei prodotti tessili finiti, diffondendo una sempre maggiore consapevolezza sulle opportunità offerte dall’economia circolare: nasce con questo obiettivo principale Erion Textiles, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) applicata al settore del tessile.

 

Un Consorzio votato a obiettivi di sostenibilità
Il nuovo Consorzio, il sesto del Sistema Erion, è stato fortemente voluto da alcuni tra i principali player del settore (rappresentato dai soci fondatori Amazon, Artsana, Essenza, Miroglio Fashion, Rimoda Lab e Save The Duck) che hanno deciso di unire le loro forze per dar vita a un sistema collettivo al servizio dei Produttori. Il Consorzio – aperto a tutti i Produttori del settore – intende non solo esprimere la volontà di perseguire ambiziosi obiettivi di sostenibilità, ma anche rappresentare un interlocutore affidabile, sicuro e trasparente nel nuovo percorso verso la Responsabilità Estesa del Produttore che, da febbraio 2023, ha visto protagonista prima l’Italia e poi la Commissione Europea nella definizione di sistemi EPR obbligatori e armonizzati per tutti i Paesi UE.

Il Presidente Guzzon: “Contribuiremo alla transizione del tessile verso l’economia circolare”
“Tra le finalità di Erion Textiles c’è la volontà di essere protagonisti di un cambio di paradigma che metta l’ambiente al primo posto per una gestione corretta e trasparente del fine vita dei prodotti tessili, anticipando i prossimi obblighi normativi per la Responsabilità Estesa del Produttore”.  – spiega Raffaele Guzzon, Presidente di Erion Textiles. “Siamo determinati a contribuire alla transizione del settore tessile verso l’economia circolare mediante una collaborazione con tutti gli attori della filiera che possa essere equilibrata e non guidata da interessi particolari, ma impegnata unicamente nel raggiungimento di benefici ambientali, economici e sociali per promuovere un futuro sostenibile. L’esperienza del Sistema Erion costituirà la solida base da cui partire su temi quali la tracciabilità, la definizione di elevati standard di qualità, l’efficienza operativa ed economica, la sensibilizzazione dei cittadini e l’innovazione tecnologica. Per questo, invitiamo tutte le aziende che abbracciano questa vision a entrare a far parte di Erion Textiles per dar vita, insieme, a una sostenibilità vera che non sia solo di moda, ma un nuovo modo di fare tendenza.”

Gli obblighi EPR per le aziende del settore tessile
La volontà europea ed italiana di implementare la Responsabilità Estesa del Produttore anche nel settore del Tessile introdurrà nuovi obblighi e adempimenti per le aziende produttrici e importatrici (ovvero quelle che immettono per prime sul mercato italiano) di prodotti tessili finiti come – ad esempio – abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori e tessili casa. In particolare, nei prossimi mesi la Commissione Europea lavorerà alla definizione di requisiti armonizzati secondo il principio di Responsabilità Estesa del Produttore, il quale prevede che tutti coloro che producono o importano Prodotti tessili finiti si facciano carico del ciclo di vita dei propri prodotti dal momento in cui li immettono sul mercato fino al momento in cui questi diventano rifiuti. Il Produttore dovrà quindi adempiere a questa responsabilità attraverso l’adesione ad un Consorzio per il finanziamento e l’organizzazione di un sistema di raccolta, recupero e riciclo dei rifiuti tessili post-consumo.

Danilo Bonato, Direttore Generale ECO: “Un’occasione di intraprendere un percorso virtuoso”
“Erion è lieto di accogliere Textiles – ha dichiarato Danilo Bonato, Direttore di Erion Compliance Organizationcome sesto Consorzio del nostro Sistema che da anni opera per sostenere i Produttori nell’applicazione dell’EPR in diversi settori e che, nel solo 2022, ha gestito complessivamente, per conto dei propri Soci, oltre 300.000 tonnellate di rifiuti. Erion Textiles rappresenta un’occasione per tutti i Produttori di intraprendere insieme un percorso virtuoso per guidare e realizzare l’economia circolare di una filiera di eccellenza come quella del tessile italiano”.

I numeri di raccolta dei rifiuti tessili in Italia
Secondo l’edizione 2022 del Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra, la raccolta differenziata complessiva relativa al settore del tessile nel 2021 è stata pari a 154.000 tonnellate, con una maggiore incidenza delle regioni del nord Italia dove si concentra il 50% della differenziata, seguite da quelle del Sud dove complessivamente sono state raccolte in maniera differenziata oltre 42.000 tonnellate di prodotti tessili, e del Centro (poco meno di 35.000 tonnellate complessive). Tra le regioni con livelli più elevati di raccolta differenziata dei tessili Lombardia (circa 27.000 tonnellate), Campania (15mila tonnellate) e Veneto (14mila tonnellate). Ancora particolarmente contenuto è anche il livello di raccolta differenziata pro-capite che, per la frazione tessile, nel 2021 è stata pari a 2,6 kg per abitante, con un leggero aumento rispetto ai 2,4 kg del 2020.

 

Sei un Produttore? Fai il test per verificare se la normativa EPR impatterà su di te
Erion Textiles è a disposizione di tutti i Produttori interessati all’argomento per approfondire meglio il perimetro della futura normativa, a partire dal test disponibile da oggi sul nostro nuovo sito www.eriontextiles.it grazie al quale ogni Produttore può valutare in autonomia se il futuro decreto lo riguarderà direttamente o meno.