Tamara Donà: “Il docufilm Materia Viva? Un lumicino di consapevolezza”

Tamara Donà: “Il docufilm Materia Viva? Un lumicino di consapevolezza”

L’attrice e conduttrice interpreta il personaggio guida del docufilm di Erion WEEE e Libero Produzioni “Materia Viva”, che sarà trasmesso su RAI 3 giovedì 31 agosto alle 22. Con Tamara Donà abbiamo parlato di consumo responsabile e di come far arrivare il messaggio della sostenibilità al grande pubblico

Attrice, volto noto della tivù e ora conduttrice di “Take it easy”, trasmissione di grande successo su Radio Monte Carlo: Tamara Donà accompagna spettatrici e spettatori lungo l’intero viaggio di Materia Viva, il docufilm promosso da Erion WEEE e Libero Produzioni per raccontare il rapporto tra l’uomo, tecnologia e ambiente che sarà trasmesso su RAI 3 giovedì 31 agosto alle 22 e che sta facendo il giro dei festival e delle piazze d’Italia con il #MateriaVivaSummerTour.

Con Tamara Donà, che nel film presta il volto al personaggio guida rappresentando la tecnologia, abbiamo riflettuto sull’importanza della comunicazione, in tutte le sue forme, per creare una cultura della sostenibilità.

Le date del Summer Tour di Materia Viva

Tamara Donà, qual è il suo punto di vista sul ruolo del progresso tecnologico e quanto pesa nelle sue scelte personali la consapevolezza che questo progresso porta con sé impatti ambientali spesso molto pesanti?

Siamo tutti chiamati a un esame di coscienza, non abbiamo più scuse e tanti strumenti ci vengono in aiuto. Sempre di più Materia Viva, senza velleità, vuole tentare di accendere un piccolo lumicino dentro di noi, una piccola, nuova consapevolezza. Io, dopo averlo girato e aver parlato con alcuni esperti, ora mi dico che non ho più scuse. Ora sono consapevole che il mio comportamento ha un impatto.

Da persona che si occupa da sempre di comunicazione, quali sono a suo avviso le modalità più adeguate per sensibilizzare il pubblico dei non addetti ai lavori a una maggiore attenzione per la sostenibilità?

Divulgare un messaggio incuriosendo le persone: questa è la missione di chi fa il mio mestiere. Raccontare con parole semplici, rendere appetibile, fruibile. A partire dalle scuole e dagli studenti.

Leggi anche: Luca Perri: Bisogna coniugare ambiente e tecnologia

Pensa che questa torrida estate seguita a lunghi periodi di siccità e costellata di alluvioni e frane possa trasformarsi in un campanello d’allarme efficace per accelerare nella conversione ecologica dell’economia?

Come dicevo prima, ora abbiamo tutti gli strumenti per comprendere che ormai questa conversione non può più essere rimandata. Non possiamo più permetterci di vivere come prima, sprecare le risorse, è ovvio ormai che ognuno di noi nel suo piccolo possa fare qualcosa perché la responsabilità è di ognuno; ma ora sono i nostri governi che devono prendere sul serio la questione, incentivare la transizione ecologica, accompagnare le aziende in questo profondo e radicale cambiamento. Siamo un Paese per certi versi conservatore e certe abitudini radicate sono difficili da estirpare ma da qualche parte bisogna pur iniziare!

Le istituzioni, le imprese e la cittadinanza: se dovesse fare una sua classifica personale, quali sarebbero a suo avviso i soggetti con maggiore responsabilità e dunque da mobilitare nell’immediato per affrontare con più efficacia la crisi climatica?    

I governi tutti per primi, gli Stati Uniti la più grande potenza in grado di poter trascinare tutti. La Cina anche ma anche l’Europa nel suo piccolo dovrebbe iniziare a muoversi seriamente, il nostro governo molto impegnato in battaglie estemporanee: questo cambiamento non può più aspettare perché riguarda la vita di ognuno di noi ma soprattutto dei nostri figli e delle generazioni a venire.

 

di Redazione EconomiaCircolare.com

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Luca Perri: “Materia Viva racconta l’urgenza di coniugare ambiente e tecnologia”

Luca Perri: “Materia Viva racconta l’urgenza di coniugare ambiente e tecnologia”

L’astrofisico e divulgatore Luca Perri è tra i volti noti che hanno partecipato al docufilm Materia Viva, in programma su RAI 3 alle 22 del 31 agosto. Con EconomiaCircolare.com ha discusso di divulgazione “a prova di greenwashing” e di sensibilizzazione, ribadendo l’urgenza di un’azione congiunta tra cittadinanza, istituzioni e imprese per affrontare la sfida climatica

Il documentario Materia Viva, prodotto da Erion WEEE con Libero Produzioni e in programmazione su RAI 3 il prossimo 31 agosto alle 22, è un appello corale a coniugare sviluppo tecnologico e sostenibilità ambientale. Tra i tanti artisti, esperti e addetti ai lavori che contribuiscono a costruire questo viaggio dentro il mondo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche e del loro ciclo di vita c’è Luca Perri. Astrofisico, divulgatore e autore di libri molto apprezzati, Perri utilizza tutti i media possibili per sfatare luoghi comuni sulla scienza e per sensibilizzare il grande pubblico senza rinunciare a strappare una risata. In questo scambio di idee con EconomiaCircolare.com, lo scienziato approfondisce, tra l’altro, la riflessione sul ruolo che può svolgere un documentario come Materia Viva, e più in generale ogni contenuto divulgativo, per rispondere in maniera efficace alla crisi climatica.

Le date del Summer Tour di Materia Viva

Luca Perri, che cosa ci fa un astrofisico e divulgatore scientifico in un docufilm sugli impatti e sul riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche?

Bella domanda (sorride)! Le vie attraverso cui ci sono arrivato sono molteplici. Innanzitutto, lavorando nell’industria dell’aerospazio, che è tra quelle che utilizzano più materie prime critiche in assoluto, la mia ricerca sullo sviluppo tecnologico non poteva non soffermarsi anche su questo aspetto. Poi ha contribuito un lavoro che ho portato avanti nel corso degli anni con Serena Giacomin, meteorologa e climatologa coinvolta peraltro anche nel docufilm Materia Viva: da diverso tempo collaboriamo per monitorare la comunicazione in materia di crisi climatica e di sostenibilità ambientale in generale, cercando di individuare a smascherare le bufale e le dinamiche della disinformazione. Da qui è nata l’attenzione alla questione RAEE e la partecipazione a Materia Viva.

Quali sono a suo avviso i criteri in base ai quali si dovrebbero progettare, immettere sul mercato e “smaltire” queste apparecchiature?
Fortunatamente si fa sempre più largo il concetto di ecodesign: chi progetta un oggetto o un servizio deve andare oltre il concetto, sacrosanto, di efficienza e quindi di vantaggio economico per l’impresa, ma deve considerare l’intero ciclo di vita, dall’approvvigionamento dei materiali a ciò che accade dopo la fine della vita utile. La responsabilità dell’azienda produttrice non si ferma nel momento in cui l’utente acquista il prodotto ma prosegue: quel prodotto non solo deve assicurare un ciclo di vita più lungo possibile, ma soprattutto deve essere concepito in modo tale da essere facilmente smontabile e riparabile e facilmente disassemblabile alla fine dell’utilizzo, in modo che possa essere riciclato.

Da decenni ormai la comunità scientifica lancia allarmi sulle conseguenze della crisi climatica e ambientale e lei stesso nel film descrive il debito ecologico del Pianeta e parla tra l’altro dell’Overshoot day. Perché a suo avviso questi allarmi ancora non producono una radicale revisione delle condotte personali e delle scelte di istituzioni e imprese?

Questa è la domanda da 100 milioni di dollari! In realtà ci sono diverse motivazioni al perché non agiamo. La prima è che l’essere umano da sempre affronta il problema nell’attimo in cui questo si presenta: i nostri meccanismi mentali tendono a premiare un guadagno immediato rispetto a un guadagno futuro. Faccio un esempio: se apro il frigo e trovo un pasticcino dirò “vabbè, la dieta la inizio la prossima volta” e prendo il pasticcino, anche se questo crea un problema nel medio termine. A questo aggiungiamo che in realtà adottare delle contromisure sulla crisi climatica vorrebbe dire assumersi le responsabilità di ciò che abbiamo fatto in passato. A nessuno piace sentirsi dire di aver sbagliato tutto fino a questo momento: vale per le persone ma vale anche per le istituzioni, che per di più hanno un ulteriore problema. Imporre misure efficaci per contrastare la crisi climatica oggi significa prendersi le lamentele mentre i vantaggi arriveranno sul lungo periodo, quando al governo ci sarà qualcun altro. Infine, dobbiamo riconoscere che quando ci viene chiesto di cambiare un’abitudine tendiamo a vedere questa cosa come un sacrificio e non come un investimento per il futuro. Non mangiare il pasticcino nel frigo, per tornare all’esempio, non è percepito come un investimento sulla salute ma piuttosto come un sacrificio. Su queste dinamiche si innesta poi il lavorio dei “mercanti del dubbio”, entità che traggono vantaggio nell’impedire l’azione da parte della società e delle istituzioni e quindi diffondono il dubbio e bloccano il cambiamento.

A proposito di mercanti del dubbio, lei passa buona parte del suo tempo a parlare di scienza e a smontare falsi miti scientifici, affiancando rigore e ironia. Può essere questa una chiave per ottenere dei cambiamenti e di che tipo di cambiamenti si tratta? 

Partiamo col presupposto che io tendo ad affiancare l’ironia perché non so stare serio più di 2 minuti, quindi questa è una mia caratteristica: non so dire se è un problema o un vantaggio. L’ironia per me è una necessità, ma c’è da dire che diversi studi cognitivi dimostrano che un pubblico con un atteggiamento emotivo per così dire positivo è più disposto a recepire delle informazioni.

Certo, ci sono momenti in cui serve essere seri, come davanti alle conseguenze della crisi climatica, ma questo non vuol dire avere un atteggiamento che spaventi le persone. L’ironia aiuta anche a evitare che una persona si chiuda a riccio pensando che tutto sia perduto: quell’atteggiamento rinunciatario andrebbe solo nella direzione della volontà dei mercanti del dubbio. Ecco, essere ironici può aiutare il pubblico a recepire meglio le informazioni: allora ben venga l’ironia!

 

di Redazione EconomiaCircolare.com

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“Materia Viva: un docufilm che informa ed emoziona”

“Materia Viva: un docufilm che informa ed emoziona”

Il 14 luglio RiciclaTv ha dedicato una speciale puntata di Sostenibilitalia al docufilm promosso da Erion WEEE e Libero Produzioni. Ne hanno parlato Giorgio Arienti, Direttore del Consorzio; Marco Falorni, autore e co-regista, e Mattia Teruzzi, scienziato ambientale e volto del docufilm

Il 14 luglio 2023, Sostenibilitalia, il format di RiciclaTv condotto da Monica D’ambrosio e Luigi Palumbo, ha dedicato una puntata speciale a Materia Viva, il docufilm prodotto da Erion WEEE e Libero Produzioni, per raccontare la tecnologia, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), l’economia circolare, i cambiamenti climatici e le buone pratiche quotidiane che tutti noi dovremmo conoscere e attuare per fare bene al Pianeta e salvaguardare le risorse naturali. I tre ospiti del programma erano Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, Marco Falorni, autore e regista di Libero Produzioni, e Mattia Teruzzi, scienziato ambientale e talent del docufilm.

 

Arienti: “Un cambiamento è possibile e necessario”
Quanto ne sanno gli italiani di rifiuti elettronici, una delle categorie con maggiore tasso di crescita in Europa e nel mondo? Per Arienti: “Su questo tema, in Italia c’è certamente un gap di consapevolezza che va colmato. Il tentativo che abbiamo fatto con Materia Viva è quello di cercare di arrivare a tutti con un linguaggio più semplice di quello che normalmente usiamo noi addetti ai lavori, e con il coinvolgimento di personaggi noti al grande pubblico che possano servire da richiamo”.  Per il Direttore Generale di Erion WEEE, i messaggi chiave del docufilm sono due: “Il primo è quello di provare a far capire che un cambiamento è necessario. Non possiamo più permetterci di vivere come se avessimo risorse illimitate. Abbiamo un Pianeta solo e dobbiamo essere consci del fatto che non è più possibile vivere come abbiamo fatto fino ad oggi. Il secondo messaggio è far capire che il cambiamento non è solo necessario, ma possibile, partendo dai tanti piccoli gesti quotidiani che ciascuno di noi compie senza pensare a quanto questi possano rendere il futuro più sostenibile”. Arienti ha inoltre evidenziato l’ampia gamma delle tematiche affrontate da Materia Viva che, ha detto: “Non parla soltanto di RAEE, ma anche di sostenibilità ambientale e di economia circolare: temi all’interno dei quali i rifiuti elettronici possono giocare un ruolo importante. Questo progetto fa parte di “DirefareRAEE”, un programma molto strutturato di comunicazione, che è iniziato nel 2022 e andrà avanti fino ai primi mesi del 2024, con il quale abbiamo cercato di spiegare ai cittadini italiani, che cosa sono i rifiuti elettronici, perché sono importanti dal punto di vista ambientale ed economico e come bisogna fare per disfarsene in modo corretto. Il piano si è articolato in una serie di iniziative, tra cui: campagne Adv su testate generaliste; iniziative di comunicazione nelle città di Roma, Napoli, Milano e il podcast “Effetto Farfalla”, che è andato in onda su diverse piattaforme. Oltre a questi progetti, abbiamo cercato di investire in formazione, lanciando in collaborazione con ENEA e il CDCA un piano borse di studio annuali destinate a dieci laureati per la loro specializzazione in discipline come la gestione dei rifiuti elettronici e la comunicazione ambientale”.

 

Falorni: “Un lavoro di squadra che riesce ad emozionare”
Marco Falorni
, uno degli autori di Materia Viva e co-regista con Stefania Vialetto e Andrea Frassoni, ha raccontato: “Fare questo progetto è stata una sfida, perché ci siamo trovati di fronte a un problema che ci toccava da vicino, ma che ci poneva davanti a un foglio bianco tutto da scrivere. Gli ideatori veri sono stati i colleghi di Erion WEEE, che ci hanno stimolato e ci hanno dato il la per poter produrre quest’opera. È stato un lavoro di squadra. Noi non siamo tecnici del settore, loro ci hanno affidato questi contenuti molto specifici e si sono lasciati guidare da noi per cercare di colpire le persone”. Falorni ha poi spiegato una delle chiavi narrative del docufilm: “Ci siamo immaginati che la tecnologia avesse una fisicità e che ricordasse alle persone come trarre benefici anche dal fine vita dei dispositivi elettrici ed elettronici. Noi pensiamo di risolvere la questione mettendo i RAEE nei cassetti, ma il problema continua a esistere. Da qui la scelta di affrontare le varie tematiche parlando di traffici illeciti, cambiamenti climatici, terre rare e tanto altro. Abbiamo cercato di rendere popolare questo problema, raccontandolo in modo semplice e riuscendo addirittura ad emozionare”.

Teruzzi: “Ognuno di noi può avere un impatto positivo sul Pianeta”
Mattia Teruzzi, uno dei volti più apprezzati di Materia Viva, è intervenuto sull’Overshoot Day, ovvero il giorno del superamento terrestre, che indica, a livello teorico, la data nella quale l’umanità consuma per intero le risorse prodotte dal pianeta nel corso dell’anno. Nel 2023, tali risorse a nostra disposizione finiranno il 2 agosto. “È una situazione difficile che esiste da anni e su cui ci stiamo muovendo in ritardo”, ha detto l’esperto aggiungendo: “Tante politiche internazionali si focalizzano troppo sui cambiamenti climatici e troppo poco sulla difficoltà di reperimento delle risorse. L’Overshoot Day è un limite virtuale, ma che ci fa pensare, ogni anno, quanto sia notevole l’impronta ecologica dell’essere umano. Spero che questa importante iniziativa riesca a farci ragionare anche sul fatto che siamo l’unica specie sulla faccia della Terra in grado di fare qualcosa. Ogni singola persona ha la possibilità di lavorare per il Pianeta e di avere su esso un impatto positivo”.

 

Guarda on-demand l’intera puntata di Sostenibilitalia del 14 luglio 2023 

Scopri tutte le date del Materia Viva Summer Tour

Campobasso e Milano inaugurano un eco-totem e un’eco-isola per la raccolta dei piccoli RAEE

Campobasso e Milano inaugurano un eco-totem e un’eco-isola per la raccolta dei piccoli RAEE

I due punti di raccolta innovativi sono stati installati, grazie alla collaborazione di SEA e Amsa, nell’ambito del progetto europeo RENEW finanziato dall’EIT Raw Materials al quale Erion partecipa insieme ad altri cinque partner internazionali. L’obiettivo è quello di facilitare il conferimento, da parte dei cittadini, dei piccoli dispositivi elettrici ed elettronici a fine vita

Il 21 e il 28 giugno 2023, a Campobasso e Milano sono stati inaugurati un eco-point e una eco-isola per la raccolta dei piccoli Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). Le due iniziative rientrano nell’ambito di RENEW, progetto europeo di ricerca al quale Erion partecipa, insieme ad altri cinque partner internazionali, con il Team Strategic Development & Innovation (SDI). In particolare, i nostri esperti sono impegnati nello sviluppo di due degli obiettivi di RENEW: incrementare la raccolta dei piccoli rifiuti elettronici attraverso l’attivazione sul territorio nazionale di eco-point e organizzare attività di comunicazione per la promozione di comportamenti sostenibili.

L’eco-point presidiato di Campobasso
L’eco-point di Campobasso è stato inaugurato lo scorso 21 giugno, grazie a una collaborazione tra SEA Spa ed Erion. La struttura sorge nell’ex edicola di Viale Insorti d’Ungheria, utilizzata in passato come infopoint sulla raccolta generica dei rifiuti. Dal 28 giugno, data di apertura al pubblico, la nuova postazione, presidiata da personale specializzato, fornisce un duplice servizio: da un lato permette ai cittadini di ricevere informazioni sui RAEE e sui benefici del riciclo e, dall’altro, consente di conferire, gratuitamente i propri piccoli RAEE come, ad esempio, tablet, PC, smartphone, lampadine, pile e TV, nonché i Rifiuti di Pile e Accumulatori portatili. “Quest’iniziativa potenzia la raccolta e fornisce un’ulteriore opportunità ai cittadini di Campobasso, che potranno ora usufruire del servizio lanciato con una campagna informativa dedicata”, ha dichiarato Stefania Tomaro, Amministratore unico di SEA Spa. “Siamo davvero felici che sul territorio vengano realizzati progetti come questo. Fare comunicazione ai cittadini è fondamentale, ma è altrettanto importante poi che quest’ultimi abbiano la possibilità di mettere in pratica in modo semplice i comportamenti virtuosi” ha detto Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE “Grazie a SEA, e grazie a EIT Raw Materials che ha finanziato quest’iniziativa, possiamo contribuire a un cambiamento reale capace di creare benefici ambientali, economici e sociali”.

L’eco-point di Campobasso


L’eco-isola di Milano
Il 28 giugno è stata la volta di Milano dove, grazie alla collaborazione fra Erion e Amsa, è stata ufficialmente inaugurata l’eco-isola dell’Iper Portello. La struttura, nata anch’essa nell’ambito del progetto RENEW, si aggiunge a quelle già presenti nei nove Municipi della città, per dare ai milanesi un’ulteriore possibilità di conferimento dei loro piccoli RAEE e per rendere l’operazione semplice e immediata, grazie al posizionamento del cassonetto in un punto molto frequentato, luogo di incontro e di shopping. Grazie a un sistema di raccolta intelligente, i cittadini possono accedere all’eco-isola autenticandosi con la tessera sanitaria e conferire in totale autonomia i RAEE con dimensioni massime di 25 cm x 25 cm. Si tratta di quelli del Raggruppamento R4 (piccoli elettrodomestici), come tablet, smartphone, mouse, radiosveglie, smartwatch, e-cig, lettori mp3, tostapane, cavi, caricatori e tanto altro. Durante il primo anno, il nuovo cassonetto fungerà anche da punto di incontro per lo svolgimento di iniziative di sensibilizzazione, sviluppate da Erion e Amsa, sull’importanza del riciclo dei RAEE per il recupero e il reinserimento delle Materie Prime Seconde, comprese le Materie Prime Critiche (CRM), in nuovi cicli produttivi. “Non è più il momento delle parole. Se davvero vogliamo raggiungere il target di raccolta RAEE imposto dalla Commissione Europea (pari a oltre 10 kg ad abitante) dobbiamo passare ai fatti. Come? Innanzitutto, dobbiamo comunicare e fare sensibilizzazione: gli italiani non sanno cosa sono i RAEE e non sanno come si fa la raccolta differenziata di questi rifiuti. E poi è necessario semplificare la vita del cittadino: conferire il joypad che non si usa più, le auricolari rotte, il vecchio smartphone… deve essere semplice, al pari del conferimento degli altri rifiuti domestici. Perché, se fare la cosa giusta diventa difficoltoso, anche i più virtuosi lasciano perdere. Bisogna incrementare le modalità di raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici: e progetti come questo, realizzati in luoghi strategici della città, sono particolarmente importanti perché realizzano questa possibilità.ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEEPer questo siamo davvero felici che AMSA e EIT Raw Materials ci abbiamo voluti appoggiare in questa iniziativa, che speriamo possa essere un esempio positivo da replicare ovunque ce ne sia l’occasione”.

 

L’eco-isola dell’Iper Portello a Milano


La raccolta dei RAEE in Italia
I piccoli RAEE, complici le dimensioni ridotte, sono quelli maggiormente soggetti a comportamenti non appropriati da parte dei consumatori. Da una Ricerca realizzata da Ipsos per Erion emerge che la maggior parte degli italiani non è a conoscenza dei benefici ambientali del corretto conferimento dei RAEE. L’indagine ha rilevato che l’81% dei cittadini tiene un apparecchio elettronico senza usarlo, mentre il 61% non lo butta anche se rotto. Cosa frena dunque i cittadini a un corretto conferimento? Il 39% pensa di poterlo riparare, mentre il 30% di poterne utilizzare le parti di ricambio, il 23% dichiara ancora di non conoscere la corretta procedura di smaltimento e il 15% ha difficoltà nel raggiungere un centro di raccolta. Inoltre, 1 italiano su 2 ancora non conosce il significato della parola RAEE e 2 su 3 non sanno come conferire correttamente i propri rifiuti elettrici ed elettronici. Infine, 1 italiano su 6 di disfa dei piccoli RAEE gettandoli nell’indifferenziata, nel cassonetto stradale o nel bidone della plastica, mentre un grosso quantitativo di questi rifiuti – anche se rotto e inutilizzabile – resta dimenticato nei cassetti, nelle cantine e nelle soffitte.  Una mancata opportunità se si pensa che è proprio questa tipologia di rifiuto a contenere un maggiore quantitativo di Materie Prime Critiche, materiali di cui il nostro Paese è povero, ma che sono essenziali per lo sviluppo di settori ritenuti strategici per l’economia italiana. Secondo i dati dell’ultimo Studio realizzato da The European House – Ambrosetti per Erion, la nostra produzione industriale dipende, per 686 miliardi di euro, pari al 38% del PIL al 2022, dalla disponibilità di CRM.

“Materia Viva. Le sfide de Critical Raw Materials Act per un futuro sostenibile”

“Materia Viva. Le sfide de Critical Raw Materials Act per un futuro sostenibile”

Il 13 giugno 2023 si è tenuto a Roma l’evento di presentazione del terzo Bilancio di Sostenibilità di Erion. Al centro della giornata c’è stato il tema delle Materie Prime Critiche, esplorato nel nuovo Studio di The European House – Ambrosetti per Erion che aggiorna, e integra, quello realizzato nel 2022, anche alla luce del “Critical Raw Materials Act” della Commissione Europea

“Come Sistema Erion sentiamo l’esigenza di presentare il nostro Bilancio di Sostenibilità. Credo che sia molto interessante rendicontare il lavoro di un anno dal punto di vista della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Noi siamo Innovazione, in quanto rappresentiamo un sistema multi-consortile capace di garantire ai Produttori efficacia rispetto alla gestione di vari aspetti relativi alla loro Responsabilità Estesa”. È stato l’intervento di Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization, a dare il benvenuto a tutti gli ospiti di “Materia Viva. Le sfide de Critical Raw Materials Act per un futuro sostenibile”, l’evento organizzato da Erion il 13 giugno 2023 a Roma per presentare il Bilancio di Sostenibilità 2022.

 

I numeri di Erion nel 2022
L’evento, ospitato nella splendida cornice di Palazzo Brancaccio, ha riunito oltre 150 stakeholder del Sistema per un confronto su alcuni dei temi più caldi del settore, a partire dalle performance del Sistema nel 2022.  Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization, ha aperto i lavori con una relazione introducendo il tema delle Materie Prime Critiche, per poi arrivare ai numeri più importanti relativi alle attività di ECO e dei Cinque Consorzi del Sistema: Erion WEEE, Erion Professional, Erion Energy, Erion Packaging ed Erion Care. “Il rapporto annuale è frutto di un lavoro molto dettagliato di analisi dei numeri. Sono indicazioni che richiedono tempo e risorse per essere portate a voi. Anche il 2022 ha fatto segnare risultati notevoli in quanto a quantitativi di rifiuti raccolti, a benefici ambientali ed economici, e a contributi per lo sviluppo dell’economia circolare”, ha spiegato Bonato. Nel 2022 Erion ha gestito su tutto il territorio italiano 257.705 tonnellate di E-Waste di cui 246.246 tonnellate di RAEE Domestici (il 68% del totale nazionale), 10.092 tonnellate di Rifiuti di Pile e Accumulatori e 1.367 tonnellate di RAEE Professionali. Grazie al lavoro di Erion, è stato possibile recuperare e reimmettere nei cicli produttivi 220.224 tonnellate di Materie Prime Seconde (pari a circa l’89 del totale RAEE Domestici gestiti), di cui 125.501 tonnellate di ferro (quantità necessaria per costruire 17 Tour Eiffel), 35.571 tonnellate di plastica (pari a 13 milioni di sedie da giardino), 5.571 tonnellate di rame (equivalenti al rivestimento di 60 Statue della Libertà) e 5.164 tonnellate di alluminio, necessarie per produrre oltre 323 milioni lattine. Un lavoro efficiente che ha permesso, inoltre, di evitare l’immissione in atmosfera di quasi 1,8 milioni di tonnellate di CO2eq (corrispondenti alle emissioni prodotte da un’auto che percorre circa 200 mila giri intorno all’equatore), e di risparmiare 380 milioni di kWh (pari al consumo medio di energia elettrica di circa 140 mila famiglie italiane in un anno).

 

“Vi avevamo detto che restare fermi, per noi di Erion, non era un’opzione; che avremmo continuato a fare strada, rimanendo fedeli agli elementi costitutivi del nostro DNA: concretezza, evoluzione, autorevolezza e determinazione. Così è stato…”

Guarda il video completo.

 

L’aggiornamento dello Studio di Ambrosetti
Nel 2022 The European House – Ambrosetti insieme a Erion ha realizzato uno Studio dedicato al tema elle Materie Prime Critiche (CRM). Oggi, anche alla luce del conflitto Russo-Ucraino e della crescente contrapposizione tra blocco occidentale e orientale, le CRM sono una delle priorità chiave dell’Agenda politica nazionale ed europea”, ha detto Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile dell’Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti, presentando lo Studio dal titolo “Le opportunità per la filiera dei RAEE all’interno del Critical Raw Materials Act. “Le Materie Prime Critiche sono elementi imprescindibili di nove tecnologie chiave che rientrano in quattro settori strategici per il futuro: Energie rinnovabili, Mobilità elettrica, Digitale, Difesa e Aerospazio. Il tema è vitale per l’Europa che, per un terzo delle CRM censite, dipende totalmente dalle importazioni i Paesi terzi. La dipendenza, unita alla crescente domanda e alla rilevanza di tali Materie per il settore produttivo, rende vulnerabili le catene del valore”, ha spiegato Tavazzi. L’esperto ha inoltre ricordato che: L’Europa ha attualmente censito 34 Materie Prime Critiche, mentre erano solamente 14 nel 2011. Su questo perimetro allargato va ad inserirsi il Critical Raw Materials Act (CRMA) con l’obiettivo di definire un quadro normativo per garantire un approvvigionamento più sicuro, diversificato e sostenibile delle CRM, rafforzando la circolarità all’interno della catena del valore”. Un passo fondamentale se si pensa che la produzione industriale italiana dipende, infatti, per 686 miliardi di euro (pari al 38% del PIL al 2022) da Paesi terzi per l’approvvigionamento dei materiali strategici. Uno scenario che mette in evidenza criticità e rischi se si pensa che, in un solo anno, tale esposizione è cresciuta del 22% (nel 2021 erano 564 miliardi di euro con un’incidenza complessiva sul PIL di circa il 33%). “Se per l’Europa questi temi sono vitali – ha aggiunto Tavazzi – per l’Italia lo sono ancor di più. Siamo il primo Paese nell’Ue-27 per incidenza delle Materie Prime Critiche sulla produzione industriale”.

 

La riflessione degli esperti
La tavola rotonda, moderata da Emilio Cozzi, Giornalista, Autore e divulgatore scientifico, ha riunito importanti esperti della sostenibilità e dell’economia circolare. Barbara Clementi, Dirigente Divisione III – Energie rinnovabili del MIMIT, ha illustrato il lavoro del tavolo nazionale sulle Materie Prime Critiche: “Un team interistituzionale che riunisce i principali attori coinvolti nel mondo delle CRM e che ha obiettivi sfidanti affidati a quattro gruppi di lavoro denominati, rispettivamente Fabbisogni, Mining, Ecodesign e Urban Mining”. Claudia Brunori, Vicedirettore per l’Economia Circolare di ENEA, ha messo in evidenza il fenomeno della mancanza di impianti di trattamento RAEE in grado di garantire il riciclo di CRM. “Un caso che non riguarda solo l’Italia, ma che si estende a tutti gli Stati dell’Ue. Per produrre CRM abbiamo bisogno di impianti più piccoli basati su tecnologie idrometallurgiche”. Per Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE: “Quando, sui RAEE, l’Italia raggiungerà i volumi di raccolta dei principali Paesi europei, contribuirà per il 25% al fabbisogno di Materie Prime Critiche. Come ci arriviamo? Il primo passo è comunicare, perché gli italiani non sanno cosa sono i RAEE e come si fa la raccolta differenziata di questi rifiuti; il secondo è semplificare e amplificare le modalità e i loghi di raccolta; il terzo passo è rendere la normativa italiana sui RAEE praticabile e semplice. Abbiamo bisogno, infine, di controlli su tutta la filiera per limitare le azioni illecite o illegali”. Pier Luigi Franceschini, Innovation Hub Director, EIT RawMaterials CLC South, ha evidenziato come in Europa ci si stia muovendo troppo lentamente sul tema delle Materie Prime Critiche, ricordando l’operato dell’European Raw Materials Alliance (ERMA). “A livello globale – ha detto Franceschini – entro il 2030, avremmo bisogno di 2,5 tonnellate di carbonato di litio, delle quali 800 mila solo in Europa. Se i progetti identificati da ERMA fossero implementati, potremmo arrivare a soddisfare fino al 40% della domanda europea di litio”.

 

Il “grazie” del MASE e l’approfondimento di ENEA
Al termine della tavola rotonda, Silvia Grandi, Direttore Generale della Direzione Economia Circolare del MASE, ha ringraziato Erion per la sua azione e la scelta di presentare il proprio Bilancio di Sostenibilità. “Il tema – ha detto Grandi – è integrato con politiche come quella della certificazione che ci suggerisce di andare oltre i numeri per dirigerci verso modelli capaci di offrire una visione completa del Sistema Italia. Alla fine, non è il risultato, ma il percorso che conta, non solo per le aziende, ma anche per le amministrazioni pubbliche”. In chiusura dei lavori, Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA, è ritornato sugli scenari geopolitici riguardanti le Materie Prime Critiche affrontando il tema della dipendenza dalla Cina: “Un Paese – ha dichiarato Morabito – che ha sviluppato una politica industriale aggressiva. Lo si nota, soprattutto, se si guarda al settore della mobilità elettrica che ha necessità di litio, cobalto e grafite: materiali che importiamo, rispettivamente da Australia, Repubblica Democratica del Congo e Cina. Il litio australiano – ha precisato Morabito – viene lavorato in Cina, che detiene il 70% della produzione mondiale di litio raffinato. Sulle 17 miniere di cobalto in RDC ben 15 sono cinesi. Lo strumento per garantire l’indipendenza si chiama Critical Raw Materials Act che, però, dev’essere molto più ambizioso quando stabilisce che almeno il 15% delle CRM deve venire da attività di recupero e riciclo. Credo che questa percentuale debba essere molto più elevata”.

 

Rivedi on-demand l’evento del 13 giugno 2023.

“Materia Viva”, un tour estivo e poi la RAI

“Materia Viva”, un tour estivo e poi la RAI

Il Docufilm, promosso da Erion WEEE e Libero Produzioni per sensibilizzare i cittadini italiani sull’importanza della raccolta differenziata dei RAEE, sarà protagonista di diverse proiezioni e rassegne cinematografiche. “Materia Viva”, già disponibile nel catalogo di RaiPlay, andrà in onda su RAI 3, giovedì 31 agosto

Un’estate all’insegna di “Materia Viva”. Il Docufilm, promosso da Erion WEEE e Libero Produzioni, per raccontare il rapporto tra l’uomo, la tecnologia e l’ambiente, partirà per un lungo viaggio estivo in Italia (e all’Estero): durante i mesi di luglio, agosto e settembre sarà infatti proiettato nel corso di festival e rassegne cinematografiche, nei cinema all’aperto e in occasione di importanti eventi.

 

Il tour estivo
Dopo la fortunata première tenutasi lo scorso 10 maggio al teatro Ambra Jovinelli di Roma, “Materia Viva” diventa ancora più pop con un tour estivo per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini e contribuire così alla divulgazione delle buone pratiche del riciclo. Il calendario delle date, in continuo aggiornamento, prevede, al momento, le seguenti tappe: 6 luglio, The One Sustainable Health for All foundation (Lione, Francia); 7 luglio, UCI Cinema di Assago (MI) per un evento privato promosso da Electrolux Group, uno dei Consorziati di Erion WEEE; 13 luglio, The Space Cinema, Porto Antico Genova. Fiore all’occhiello della prima parte del Summer Tour sarà la 53ma edizione del Giffoni Film Festival (#Giffoni53), dove “Materia Viva” sarà proiettato il 21 luglio. Martedì 25 luglio, il docufilm arriverà a Parco Tittoni di Desio (MB), dove lo spettacolo sarà anticipato da una speciale iniziativa di raccolta che premierà tutti gli spettatori che conferiranno, presso lo spazio dedicato, i propri rifiuti elettronici e le pile a fine vita. Ad agosto sarà la volta di Monza con una proiezione speciale al Capitol Anteo Spazio Cinema dove, venerdì 25, interverrà uno dei talent più apprezzati del Docufilm: Mattia Teruzzi.

Il 31 agosto in su Rai 3
La prima parte del tour estivo di “Materia Viva”, già disponibile nel catalogo di RaiPlay, si concluderà con la messa in onda su RAI 3 prevista per giovedì 31 agosto alle 22. “Credo sia significativo che i messaggi di ‘Materia Viva’ arrivino nelle case degli italiani, dopo averli incontrati nei festival e nelle piazze. Abbiamo voluto creare momenti di riflessione sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare, affinché le persone possano discuterli, approfondirli e condividerli. Speriamo che il passaparola estivo possa raggiungere il grande pubblico e convincerlo a sintonizzarsi su RAI 3, il prossimo 31 agosto. – ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEEIl desiderio del Consorzio è che il Docufilm sia visto da quante più persone possibile e che aiuti ad aumentare la consapevolezza su quanto ogni singolo gesto quotidiano possa contribuire a far bene all’ambiente. Fare la raccolta differenziata dei RAEE è sicuramente uno di questi gesti”.

Dal Festival di Venezia alle scuole italiane
Il 7 settembre il docufilm, scritto da Andrea Frassoni e Marco Falorni, che ne hanno curato la regia insieme a Stefania Vialetto, sbarcherà al Lido di Venezia dove sarà presentato in occasione della 80ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Sabato 16 settembre la corsa di “Materia Viva” farà tappa al giardino teatro di Palazzo Zuckermann di Padova per Arena Romana Estate 2023.“Il nostro obiettivo è sempre stato fin dall’inizio quello di cercare più platee diverse per comunicare i messaggi e i contenuti di questo docufilm: l’importanza di riciclare i RAEE, il rapporto tra tecnologia e ambiente, l’obiettivo di un’economia circolare.ha dichiarato Andrea Frassoni, Responsabile contenuti per Libero ProduzioniI festival e le rassegne cinematografiche estive sono grandi opportunità per tutti coloro che magari soprattutto in questo periodo non guardano la tv, e preferiscono uscire e godersi un film o un documentario all’aperto. Un ottimo modo per svagarsi e magari imparare qualcosa di utile.”

È infine in corso la definizione di un accordo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per la distribuzione gratuita di “Materia Viva” nelle scuole italiane.

Scopri “Materia Viva”
“Materia Viva”, è tra le iniziative più importanti del programma di comunicazione “DireFareRAEE” promosso da Erion WEEE per informare sui temi della sostenibilità, dell’economia circolare e dei RAEE. Il Docufilm vanta la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo, di maestri dell’arte visiva e musicale, di campioni dello sport e delle persone di Erion. Sono 30 i volti che hanno raccontato il loro rapporto con l’ambiente e la tecnologia. Per scoprirli tutti guarda sul sito di Erion WEEE la pagina dedicata al progetto, che ha ottenuto il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Cultura.

 

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“Materia Viva”, il Docufilm sull’economia circolare e sui RAEE

“Materia Viva”, il Docufilm sull’economia circolare e sui RAEE

Il 30 maggio 2023, EconomiaCircolare.com ha organizzato un Circular Talk dedicato al Docufilm promosso da Erion WEEE e Libero Produzioni, che presto sarà trasmesso in prima serata dalla RAI

“Né i singoli provvedimenti, né un migliore ministro dell’Ambiente, né una valutazione d’impatto più accurata, né norme più severe su imballaggi o limiti di velocità, per quanto necessarie o sacrosante siano, potranno davvero causare la correzione di rotta, ma solo una decisa rifondazione culturale e sociale di ciò che in una società e in una comunità si consideri desiderabile”. Raffaele Lupoli, Direttore editoriale di EconomiaCircolare.com, sceglie questa citazione di Alexander Langer, padre dell’ambientalismo italiano, per aprire il Circular Talk che, martedì 30 maggio, il magazine online ha dedicato a “Materia Viva”, il Docufilm promosso da Erion WEEE e Libero Produzioni per sensibilizzare i cittadini italiani sui temi della sostenibilità ambientale, dell’economia circolare e dei RAEE.

Il nuovo linguaggio di “Materia Viva”
Rendere desiderabili le azioni virtuose nei confronti del Paese, e del Pianeta, è proprio una delle chiavi narrative di “Materia Viva” che ha indagato il rapporto tra l’uomo, la tecnologia e la natura attraverso tanti volti del mondo dell’arte, dello sport e dello spettacolo, con l’obiettivo di avvicinare le persone ai comportamenti corretti da attuare con i propri rifiuti elettronici. “Il Docufilm è il tentativo ambizioso di raccontare con un linguaggio più semplice, e in un modo più dinamico e accessibile, che cos’è l’economia circolare, perché non possiamo più fare a meno di adottare un modello più sostenibile e qual è il contributo che ciascuno di noi può dare alla filiera”, ha detto Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE. “I feedback di chi ha visto il Docufilm in anteprima sono stati positivi e posso dire che siamo davvero orgogliosi di avere messo in piedi questo progetto per spiegare ai cittadini italiani quello che ognuno di noi può fare, nel suo quotidiano, per favorire la transizione ecologica”.

Il focus sulle Materie Prime Critiche
Abitudini che diventano vere e proprie sfide in una congiuntura storica ed economica delicata come quella attuale e nella quale sta diventando sempre più centrale il tema delle Materie Prime Critiche. Ne ha parlato Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization e componente del Comitato di alto livello dell’European innovation partnership on raw materials: “La Commissione europea censisce attualmente 34 Materie Prime Critiche, elementi considerati tali in virtù di due criteri: la rilevanza per la produzione europea e il rischio di approvvigionamento. L’obiettivo è di garantire alla nostra Industria un accesso equo, sostenibile e competitivo a queste materie. La strada che ci interessa di più per riuscirci è quella di estrarre tali elementi dai nostri rifiuti attraverso i processi di riciclo, riducendo così la nostra dipendenza da Paesi come la Cina e alcuni Stati africani. In Italia siamo nativamente orientati a un uso circolare delle risorse e, quindi, abbiamo la possibilità di mettere in campo delle eccellenze nazionali sfruttando anche un’Industria molto attenta ai temi della qualità ecologica delle produzioni che portiamo in giro per il mondo. Gli ingredienti ci sono, ora dobbiamo capire come accelerare questo processo”.

Un Docufilm che pone tante domande
Marco Falorni, uno degli autori di “Materia Viva”, ha spiegato le scelte narrative del Docufilm e lo spirito con cui la squadra di Libero Produzioni si è cimentata in questo lavoro. “Abbiamo lavorato facendoci tante domande per raccontare questi temi in modo diverso e per cercare di arrivare al grande pubblico. Da qui la scelta di un cast variegato che riuscisse a far presa su più generazioni. A noi interessava trovare un filo rosso che unisse tutti i personaggi e le loro storie. Così abbiamo, per esempio, Carlo Conti, che ripercorre la veloce evoluzione delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche negli ultimi anni; Francesca Fialdini, che pone, orizzontalmente, tutti gli interrogativi che noi cittadini dovremmo farci; Irene Grandi, la rock star che ha mollato la città per andare a vivere nei boschi per potersi avvicinare alla cultura della circolarità. Abbiamo posto domande a tutti e loro ci hanno riposto con grande onestà”.

La versione dei Talent
Al Circular Talk hanno partecipato anche tre dei più apprezzati talent del Docufilm. Emilio Cozzi, Giornalista e divulgatore scientifico, ha ricordato: “Lo spazio ci mette in guardia, ma ci dà anche delle lezioni. Oggi sulla stazione spaziale internazionale abbiamo un’economia quasi del tutto circolare. Nello spazio l’acqua e i fluidi in generale, hanno un ciclo di riutilizzo che è quasi del cento per cento. Ritornando sulla Terra, dovremmo ricordarci di lezioni come questa. Non si parla di privarci di qualcosa, ma di essere consapevoli di quanto, per esempio, il riciclo dei RAEE rappresenti uno scrigno di risorse fondamentali. Sono materie che abbiamo già e che possiamo riutilizzare senza impattare sulle risorse del Pianeta”.
Mattia Teruzzi, scienziato dell’ambiente e divulgatore, ha evidenziato il valore culturale del Docufilm, attraverso il Principio delle proprietà emergenti. “È una sacra legge dell’ecologia che stabilisce, per esempio, come la mano sia molto di più dell’insieme di tutte le sue dita. Questo è quello che ha fatto “Materia Viva”: unire tanti professionisti di settori diversi in un Docufilm, per arrivare a un livello molto più alto di quelle che, singolarmente prese, sono le attività di ognuno di noi. Credo che questo sia un innesco per un futuro molto più consapevole”.
Infine, Marica Di Pierri, Attivista e Direttrice Responsabile di EC.com, ha ripercorso i diversi modi di raccontare l’emergenza ambientale e la necessità di cambiare il modo di produrre e consumare, evidenziando la forza di “Materia Viva”. “È un lavoro che ha diversi pregi: il primo è quello di aver provato a mettere insieme sensibilità diverse per fare in modo che il messaggio esca dalla nicchia di un pubblico già sensibile e interessato a queste tematiche. Il secondo elemento riguarda i canali di distribuzione, che andranno dalla tv pubblica fino alle scuole. Il terzo elemento è quello di unire la divulgazione all’educazione ambientale. La chiave per vincere questa sfida sia l’alleanza tra mondi diversi: l’attivismo, l’informazione, l’Accademia, le imprese e le istituzioni. C’è bisogno di unirsi per arrivare a quella desiderabilità sociale che, molto spesso, è messa a dura prova dal modo in cui vengono raccontate le tematiche ambientali”.

Riciclare è un gioco di squadra

Riciclare è un gioco di squadra

Il 24 maggio 2023 presso la sede di Samsung in via Mike Bongiorno, 9, è stato possibile conferire i piccoli dispositivi elettronici guasti o inutilizzati, pile e batterie esauste. La giornata è stata organizzata in occasione dell’adesione di Samsung Electronics Italia, in collaborazione con AMSA, al programma DireFareRAEE di Erion WEEE

Samsung Electronics Italia, in collaborazione con Amsa, aderisce al programma “DireFareRAEE” di Erion WEEE, e avvia una speciale iniziativa per la raccolta di questo tipo di rifiuti. Per la giornata del 24 maggio 2023, presso la sede milanese di Samsung in via Mike Bongiorno, 9 a Milano, è stato infatti possibile disfarsi dei propri piccoli dispositivi elettronici guasti o che non si utilizzano più, pile e batterie esauste, attraverso una postazione di raccolta Amsa creata ad hoc per il quartiere di Porta Nuova.

Sui RAEE ancora troppa poca conoscenza in Italia
La speciale giornata ha rappresentato l’impegno delle tre aziende organizzatrici verso l’informazione sul corretto conferimento dei rifiuti elettronici. Un tema sul quale gli italiani hanno ancora molto da imparare. Lo ha dimostrato una ricerca realizzata dall’istituto IPSOS per Erion, secondo la quale le case degli italiani sono ancora troppo piene di RAEE: in media ogni cittadino ne ha 9.  L’indagine ha rilevato come persista in Italia una resistenza nei confronti della raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici: l’81% dei rispondenti conserva a casa almeno un apparecchio elettronico ancora funzionante, ma che non utilizza più, e oltre la metà (il 61%) non lo butta anche se è rotto. Il 55% degli intervistati dichiara inoltre di tenere nella propria abitazione delle pile esauste.

I cittadini non sanno dove conferire i prodotti a fine vita
Secondo i dati di Ipsos, le ragioni principali dell’accumulo di RAEE e pile esauste nelle case è dovuto alla poca informazione sul tema e alle difficoltà nell’individuare i luoghi preposti alla raccolta. Il 23% dei cittadini che hanno almeno un RAEE funzionante in casa in disuso dichiara di non conoscere la corretta procedura di conferimento dei RAEE e il 15% non se n’è liberato perché ha difficoltà nel raggiungere un centro di raccolta; 1 italiano su 6 lo ha fatto in modo improprio, nonostante nonostante il 79% dichiari di conoscere i rischi ambientali di un errato conferimento. La GenZ è la generazione meno sensibile in materia: 4 giovani su 10 si sono liberati del proprio caricabatterie gettandolo nel sacco dell’indifferenziata, nel cassonetto stradale o nel bidone della plastica.

Giorgio Arienti: “I RAEE sono risorse e non semplici scarti”
“Il corretto conferimento dei RAEE è un tema che ancora fatica a trovare spazio nella quotidianità e nelle abitudini degli italiani. Sappiamo che dobbiamo fare la raccolta differenziata della plastica, del vetro o della carta, ma manca consapevolezza quando ci troviamo a dover gestire i nostri rifiuti elettronici. C’è un problema di sensibilizzazione. Informare sul fatto che questi rifiuti siano prima di tutto delle risorse e non semplici scarti è fondamentale. Erion WEEE, con il maxi-programma di comunicazione ‘DireFareRAEE’, ha fatto un passo importante in questo senso: siamo felici che Samsung abbia deciso di affrontare con noi questa importante sfida”, ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE.

L’impegno di Samsung per l’ambiente
Contestualmente alla giornata, Samsung ha avviato una campagna di sensibilizzazione per i cittadini, le aziende e le scuole del quartiere, che si tradurrà in un evento presso la Samsung Smart Arena, dove gli esperti del settore spiegheranno l’importanza della corretta raccolta differenziata, il riciclo dei piccoli RAEE e delle pile portatili esauste e i benefici per l’ambiente.  Gli studenti milanesi saranno anche chiamati a partecipare attivamente attraverso una call-to-action che li porterà a raccogliere presso i loro istituti quanti più dispositivi possibili per aggiudicarsi nuovi strumenti digitali per la didattica. Per Daniele Grassi, Vice President Home Appliances di Samsung Electronics Italia: “Come Samsung, crediamo che l’adozione di uno stile di vita e di abitudini più sostenibili siano ormai una necessità a cui non possiamo sottrarci. Siamo felici di partecipare a questa iniziativa, perché ognuno di noi può fare la sua parte per tutelare il nostro pianeta”.

Marcello Milani: “Nei RAEE risiede un’opportunità per ambiente e risorse”
È con grande piacere che accogliamo il supporto delle grandi aziende operanti nel settore degli apparecchi elettronici come Samsung, poiché riconosciamo il loro ruolo chiave nella diffusione di buone pratiche ambientali. L’iniziativa di oggi si inquadra nell’ambito di un percorso già tracciato per la città di Milano, che ormai può contare su una rete capillare di raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici. – dichiara Marcello Milani, Amministratore Delegato di AmsaNei RAEE risiede una doppia opportunità: la possibilità di preservare l’ambiente e quella di rigenerare le risorse. Attraverso una loro corretta gestione, possiamo dare vita a un circolo virtuoso di riciclo e riutilizzo, contribuendo alla conservazione del nostro pianeta e alla creazione di una società più sostenibile.”

“Consumare in modo differente significa essere più consapevoli verso l’economia circolare”

“Consumare in modo differente significa essere più consapevoli verso l’economia circolare”

Lo ha affermato Luca Campadello, Manager del Team Strategic Development and Innovation di Erion, alla Quinta Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare, svoltasi a Roma il 16 maggio 2023

Perché in Italia si raccolgono meno Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche rispetto alla media europea? Alla domanda ha risposto Luca Campadello, manager del Team Strategic Development and Innovation di Erion, nel corso del suo intervento alla Quinta Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare, svoltasi a Roma il 16 maggio 2023.

Perché la raccolta dei RAEE in Italia è ancora bassa?
Durante il suo speech dal titolo “Modelli di consumo circolari per elettrodomestici e arredamento”, Campadello ha spiegato che: “Il motivo della bassa raccolta di RAEE in Italia è duplice: da un lato, ci sono le difficoltà per i cittadini italiani di conferire correttamente i loro rifiuti elettronici, con il risultato che spesso i piccoli elettrodomestici e i dispositivi tecnologici in disuso o rotti, vengono abbandonati nei cassetti di casa invece di essere riciclati. Secondo alcune indagini che abbiamo condotto su scala nazionale, questo accade perché molta gente ha ancora scarsa conoscenza di cosa è giusto fare con i prodotti tecnologici che non utilizza più. L’altro lato del problema sono i cosiddetti flussi paralleli, ovvero canali informali che mettono le mani su questi rifiuti impedendo una corretta gestione e, quindi, il riciclo di quei materiali che sono fondamentali sia per la transizione energetica, sia per il regolamento sulle materie prime critiche”.

Il progetto “Circular Housing”
Nella seconda parte del suo intervento, Campadello ha raccontato del progetto Circular Housing, che coinvolge Erion insieme a importanti partner del settore industriale. “È un’iniziativa che abbiamo sviluppato per fare in modo che il prodotto, una volta arrivato a fine vita, possa tornare nella disponibilità dei Produttori e, quindi, dei Consorzi. Circular Housing prevede una forma di leasing sugli elettrodomestici e gli arredamenti, in virtù della quale il consumatore utilizza il prodotto, senza possederlo. La proprietà delle apparecchiature rimane in capo al Produttore che, dopo otto anni di utilizzo da parte del consumatore, ne rientra in possesso per prepararla al riutilizzo o avviarla a riciclo. Il progetto è stato sperimentato in un contesto di social housing a Milano dove le famiglie erano già abituate a pagare un canone mensile per l’affitto del loro appartamento. Su 300 di esse, circa il 10% ha aderito alla proposta di aggiungere una quota anche per il noleggio degli elettrodomestici e dell’arredamento. Crediamo che offrire ai cittadini modalità di consumo differenti possa rappresentare un primo passo per far nascere una vera consapevolezza verso l’economia circolare”.

I volti di “Materia Viva” – Susan Sarandon

I volti di “Materia Viva” – Susan Sarandon

L’attrice premio Oscar è uno dei talent che hanno raccontato il proprio rapporto con l’ambiente e la tecnologia nel docufilm promosso da Erion WEEE in collaborazione con Libero Produzioni, che sarà presentato, con un’anteprima cinematografica, il 10 maggio a Roma

Susan Sarandon, attrice premio Oscar, è uno dei volti di “Materia Viva”, il Docufilm fortemente voluto da Erion WEEE, e prodotto da Libero Produzioni, per sensibilizzare i cittadini italiani, anche attraverso le testimonianze di personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, sull’importanza di modificare i comportamenti quotidiani per poter realizzare quella transizione ecologica di cui il nostro Pianeta ha urgentemente bisogno.

Ha lavorato con registi del calibro di Mario Monicelli, Sydney Lumet, Ridley Scott, Paul Haggis, Oliver Stone e Xavier Dolan. Vanta una filmografia sterminata, quasi come il suo talento che, nel 1996, l’ha portata a vincere l’Academy Award come migliore attrice protagonista, per la sua interpretazione nel film “Dead Man Walking”. Susan Sarandon non è solamente una leggenda vivente del cinema, ma anche una donna impegnata quotidianamente in cause importanti per la difesa dei diritti politici, civili e ambientali. Una voce, la sua, intrisa di un genuino realismo che si muove lungo una visione alta di ogni tematica affrontata da “Materia Viva”, come quella del cambiamento climatico. “Dobbiamo prenderci cura di questo pianeta. Quando perderemo l’aria, l’acqua e avremo temperature estreme, la Terra continuerà ad esistere, ma noi no. Pensiamo di essere in cima a tutto, ma in realtà siamo quasi in fondo”.

“Materia Viva”, che ha ottenuto il Patrocinio del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, è tra le iniziative più importanti del programma di comunicazione “DireFareRAEE” promosso da Erion WEEE per sensibilizzare gli italiani sui temi della sostenibilità, dell’economia circolare e dei RAEE.

Dopo la première a Roma, infatti, “Materia Viva” sarà trasmesso in prima serata su una rete RAI, sarà visibile sulla piattaforma RaiPlay e, infine, sarà messo a disposizione gratuitamente degli istituti scolastici di tutta Italia.