Il riciclo dei rifiuti in Lombardia passa dalle sinergie tra pubblico e privato

Il riciclo dei rifiuti in Lombardia passa dalle sinergie tra pubblico e privato

Il 25 novembre 2022 si è tenuto a Milano il convegno “La materia circolare: risultati e prospettive del recupero in Lombardia” organizzato dalla VI Commissione Ambiente e protezione civile del Consiglio regionale

“La materia circolare: risultati e prospettive del recupero in Lombardia”. Questo il titolo che, il 25 novembre 2022, ha animato il convegno organizzato a Milano dalla VI Commissione Ambiente e protezione civile del Consiglio regionale della Lombardia per “Analizzare il contesto produttivo del settore del riciclo, comprendere gli strumenti e le azioni già in atto per incentivare l’utilizzo della materia prima secondaria e esaminare le prospettive future e gli interventi che politica e imprese devono introdurre per consentire la conclusione del processo di trasformazione green dell’economia e della società”.

“Bisogna considerare il rifiuto come risorsa”
L’incontro è stato aperto da Riccardo Pase, Presidente VI Commissione Ambiente e protezione civile, che ha evidenziato come sia sempre più necessario “Considerare il rifiuto come risorsa perché, se gestito in maniera corretta, questo può diventare un’opportunità di crescita. Bisogna fare capire ai cittadini concetti importanti come il fatto che dai rifiuti si producono risorse come il biogas. In Lombardia lo facciamo bene, ma bisogna lavorare in modo pragmatico e creare e sinergia fra le istituzioni e la società civile”. Per Carlo Borghetti, Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia: “L’economia circolare è un valore, ma anche una necessità. Dobbiamo ricordarci di applicarla puntando a garantire non solo sostenibilità economica e ambientale, ma anche sociale, visto la progressiva riconversione produttiva di molti settori industriali come quello dell’automotive soggetto a riqualificazione lavorativa”.

Migliorare la raccolta e creare un mercato delle MPS
Nel suo intervento, Fabrizio Piccarolo, Direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, ha introdotto i risultati del ciclo di audizioni degli stakeholder lombardi operanti nel settore del recupero di materia, sostenendo che “Abbiamo cercato di dare organicità alle informazioni degli addetti al settore per cercare di delineare linee di policy per migliorare le politiche e gli interventi in materia di riciclo”. Le conclusioni delle audizioni sono state raccontate da Elisa De Marchi del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università Statale di Milano, che ha evidenziato le necessità messe in risalto dal settore: “Sono esigenze multiple – ha detto la ricercatrice – che vanno dal miglioramento della quantità e della qualità della raccolta differenziata fino alla creazione di un mercato delle Materie Prime Seconde”. La studiosa ha poi messo in evidenza le policy auspicate dal settore e volte a consolidare la collaborazione fra enti consortili e Pubbliche amministrazioni; sensibilizzare il cittadino sull’importanza della raccolta differenziata; e favorire un avanzamento tecnologico che consenta di minimizzare gli sprechi e favorire il riciclo di materia.

“L’economia circolare in Lombardia è già una realtà”
La tavola rotonda della giornata è stata aperta dall’intervento di Dario Fossati, Direttore Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia, per il quale: “L’economia circolare in Lombardia è già una realtà, lo dimostrano i numeri e il lavoro delle varie filiere. Sulla raccolta differenziata ci sono comuni che arrivano a superare l’80% e noi ci siamo posti come futuro obiettivo l’83% su base regionale”. Sergio Padovani, Direttore del Settore attività produttive di ARPA Lombardia, ha ripercorso le attività dell’agenzia ricordando quella della “Formazione per gli enti locali su temi che vanno dalla gestione dei rifiuti alle bonifiche del territorio. Portiamo la nostra esperienza e ci confrontiamo con gli amministratori sulle best practices”. Per Luca Piatto Responsabile Area Rapporti con il Territori di Conai, “In Italia si raccoglie tanto, ma si deve migliorare la qualità della raccolta differenziata perché senza qualità le materie non possono essere mandate a riciclo”.

Longoni, CDC RAEE: “Chi lavora sui RAEE lavora sulla storia”
Un grande focus sul tema dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche è quello fatto dal Direttore Generale del CDC RAEE, Fabrizio Longoni: “Chi lavora sui RAEE lavora sulla storia perché raccoglie apparecchi prodotti anche vent’anni fa. I controlli sulla filiera devono essere stringenti, bisogna proteggere la competizione di mercato dai flussi paralleli che agiscono fuori dalla legge. Dobbiamo costruire nuovi impianti, ma per farlo servono maggiori volumi di rifiuti che giustifichino la creazione di strutture per il recupero della materia ai fini della produzione”. Per Roberto Sarcinelli, Presidente di Montello S.p.A. “La necessità è quella di legiferare perché le Materie Prime Seconde trovino sbocchi sul mercato. Il vero problema oggi è che non c’è assorbimento del prodotto riciclato perché manca uno stimolo al riutilizzo. Dobbiamo chiudere il cerchio abbassando i costi energetici che arrivano a toccare fino al 30% del fatturato causando enormi difficoltà alle aziende”.

Assoambiente: “Quello del riciclo è un settore strategico dell’industria italiana”

Assoambiente: “Quello del riciclo è un settore strategico dell’industria italiana”

Giovedì 24 novembre 2022 è stato presentato a Roma il Rapporto “L’Italia che ricicla 2022”. Chicco Testa: “Non siamo più smaltitori, ma attività industriali che, a pieno titolo, fanno parte di quel grande disegno di economia circolare che può migliorare la situazione in Italia e in Europa”.

Giovedì 24 novembre, Assoambiente e REF ricerche hanno presentato, nel corso di uno speciale evento organizzato a Roma, il Rapporto “L’Italia che ricicla 2022”. Si tratta, ha detto introducendo i lavori, la moderatrice Monica D’Ambrosio, di Ricicla TV di “Una fotografia che elabora dati, numeri e trend delle filiere del riciclo” e che quest’anno, ha aggiunto D’Ambrosio, “Si presenta in una veste nuova. L’indagine analizza le varie industrie del riciclo non più in maniera verticale, ma in orizzontale, nella loro interezza, come se fossero un unico comparto”. Tra i sostenitori dell’iniziativa anche Erion.

Il riciclo come settore strategico del Paese
Paolo Barberi, Presidente Sezione UNICIRCULAR di Assoambiente, ha aperto la serie degli interventi sostenendo che: “Quest’anno abbiamo voluto presentarci come reale comparto industriale, indipendentemente dalle singole filiere, dai singoli settori e dai singoli materiali/rifiuti che andiamo a trattare. In un momento come questo, di crisi energetica e di approvvigionamento di materie, possiamo costituire una vera e propria industria che può fornire nuova materia e nuova energia alle nostre aziende. Siamo l’anello indispensabile per permettere all’Italia di rendersi almeno in parte indipendente rispetto alle risorse che non sono immediatamente reperibili”. Laura D’Aprile, Capo Dipartimento DiSS al MASE, ha ripercorso i progressi italiani in materia di riciclo: “Negli ultimi diciotto mesi, grazie al PNRR – ha detto D’Aprile – sono stati messi in campo una serie di strumenti di accompagnamento, in termini di riforme strutturali e finanziamenti. Molti degli strumenti che vengono rappresentati all’interno del rapporto – i Cam, la regolamentazione end of waste, l’incentivazione per l’utilizzo di materiali riciclati – sono già presenti all’interno della strategia per l’economia circolare del relativo cronoprogramma di attuazione”. D’Aprile ha poi evidenziato che: “I cittadini devono capire che la corretta gestione del ciclo dei rifiuti, conviene. Questo è un messaggio che dev’essere sempre supportato da dati e informazioni corrette”.

I punti chiave dello Studio di Assoambiente
Nel suo intervento, Rosario Barone, del Centro di Studi Economici e Internazionali dell’Università di Roma Tor Vergata, ha spiegato che l’obiettivo dello Studio è stato quello di misurare la presenza sul mercato di Assoambiente nel 2021 partendo dal fatturato delle aziende associate operanti nei settori della raccolta dei rifiuti, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero di materiali e altre attività di risanamento e di gestione dei rifiuti. “La quota di mercato per Assoambiente è del 23,77% e il fatturato stimato è di 12,6 miliardi di euro”, ha detto Barone raccontando il metodo di ricerca e specificando che lo Studio è ancora in corso. Il Rapporto è stato poi esposto da Donato Berardi, Laboratorio REF, che ha iniziato il suo intervento sostenendo: “Abbiamo guardato al riciclo come un’industria che ha tutti gli ingredienti per mettere a fattor comune l’ambizione che è quella di arrivare alla transizione ecologica ed energetica, e riportare in Italia una capacità di guardare ai prossimi anni con una serenità maggiore”. Berardi ha ripercorso i punti di forza del riciclo italiano e le azioni che possano consentire alle 6.500 imprese attive in questo settore di fare un salto di qualità nel costruire Pil, occupazione e tutela dell’ambiente. Tra i focus toccati dall’economista, c’è stato quello dei rifiuti esportati all’estero per il recupero di materia e che “rappresentano un’opportunità mancata di recupero in Italia, considerando che tali rifiuti ammontano a 2,5 milioni di tonnellate tra pericolosi, non pericolosi e urbani”. Lo studio ha inoltre evidenziato come in Italia i tempi medi delle autorizzazioni di realizzazione di un impianto di trattamento e smaltimento siano di 4,7 anni. “C’è poi da considerare – ha chiosato l’esperto – l’aspetto dell’aumento dei costi energetici per gli impianti del riciclo: tra il 2020 e il 2022 tali costi sono aumentati del 17% passando da 2,6 miliardi a 3 miliardi di euro, minacciando la continuità del riciclo stesso. Dobbiamo guardare al futuro migliorando la strumentazione economica di mercato e gli incentivi a favore del riciclo”.

Chicco Testa: “Siamo un pezzo della filiera industriale del Paese”.
In collegamento video, l’onorevole Mauro Rotelli, Presidente VII Commissione Ambiente Camera, ha ricordato come “Questo Rapporto è fondamentale ed è opportuno proporlo ai lavori della Commissione per andare in una dimensione di certezza allo sviluppo delle caratteristiche autorizzative che sono fondamentali per le aziende che voi rappresentate e per l’intero sistema Paese”. Ha chiuso i lavori della giornata Chicco Testa, Presidente Assoambiente: “In questi anni di lavoro siamo riusciti a rovesciare una tendenza e dare la percezione che il settore dei rifiuti, da settore negletto, sia diventato strategico nell’economia italiana. Noi non parliamo di rifiuti, ma di risorse che devono rientrare nel ciclo produttivo. L’alone di impopolarità che circonda la parola rifiuti è ancora forte e pieno di contraddizioni. Dobbiamo restare concentrati nel far capire ai decisori che il nostro mondo è un pezzo della filiera industriale del Paese: non siamo più smaltitori, ma attività industriali che, a pieno titolo, fanno parte di quel grande disegno di economia circolare che può migliorare la situazione in Italia e in Europa”.

“Faremo strada insieme”, Erion WEEE con i Produttori per sensibilizzare i cittadini sul corretto riciclo dei RAEE

“Faremo strada insieme”, Erion WEEE con i Produttori per sensibilizzare i cittadini sul corretto riciclo dei RAEE

Un’opportunità riservata alle aziende del Consorzio per lo sviluppo di progetti di comunicazione co-brandizzati che avvicinino i consumatori all’importanza delle corrette pratiche di gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

Erion WEEE dà ufficialmente il via a “Faremo strada insieme”, l’iniziativa rivolta ai Produttori aderenti al Consorzio per sostenere lo sviluppo di progetti di comunicazione volti a sensibilizzare i cittadini sul tema dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

Faremo strada insieme
Presentato il 14 ottobre 2022 in occasione dell’International E-Waste Day, “Faremo strada insieme” rappresenta uno dei pilastri del maxipiano di comunicazione “DireFareRAEE” finanziato da Erion WEEE per il biennio 2022-2024 e che prevede numerose iniziative e partnership per sensibilizzare i consumatori verso l’importanza del corretto conferimento e riciclo dei RAEE.

I criteri di ammissione al bando
Ogni Produttore di Erion WEEE che vorrà aderire al bando potrà proporre il proprio progetto entro il 28 febbraio 2023. Ogni iniziativa dovrà avere come obiettivo quello di fare informazione rispondendo in modo originale ed efficace alle domande più comuni in materia: cosa sono i RAEE? Come si riconoscono? Perché sono importanti per l’ambiente e l’economia? Quali sono i servizi gratuiti a disposizione dei consumatori, per conferirli correttamente? Ampio spazio, dunque, alla creatività dei comunicatori che avranno anche la possibilità di scegliere il target dei loro progetti e decidere se rivolgersi a un pubblico mainstream o individuare uno specifico gruppo di utenti come giovani, senior, sportivi, appassionati di cucina, studenti universitari, abitanti di una singola città o Regione.

Le tempistiche di “Faremo strada insieme”
Le proposte pervenute entro il 28 febbraio 2023, saranno valutate sulla base di sette parametri di giudizio: originalità del progetto; creatività di concept e strategia; completezza della proposta; coerenza con il programma DireFareRAEE; sintonia con i valori e la mission di Erion WEEE; fattibilità operativa; potenziale di visibilità. A garantire la trasparenza delle scelte sarà una giuria formata da Angela Francolino (Marketing Specialist), Fabrizia Gasperini (Producer Service Manager), Marta Macchi (Marketing and Communications Manager), Nicoletta Pulcina (Communication Leader per il programma DireFareRAEE) e da un consulente esterno, esperto di comunicazione strategica. L’esito del processo di selezione sarà comunicato ai partecipanti entro la fine di marzo 2023. I progetti scelti partiranno dal 1° aprile 2023 e si concluderanno entro il 31/12/2024.

“Faremo strada insieme in nome della sostenibilità ambientale
“Faremo strada insieme è un progetto nato da e per i Produttori di Erion WEEE per contribuire proattivamente alla sensibilizzazione dei cittadini in tema di RAEE” ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE. “La recente ricerca realizzata da Ipsos sul comportamento degli italiani con i RAEE e i RPA, ha rivelato che nel nostro Paese l’84% dei cittadini ha in casa uno o più apparecchi elettrici o elettronici che non usa o che non funziona più. Una persona su 6, inoltre, negli ultimi 12 mesi si è liberata di un RAEE in modo del tutto inappropriato gettandolo nel sacco dell’indifferenziata, nel cassonetto stradale o nel bidone della plastica. Questa iniziativa punta a superare questi e altri gap attraverso nuovi progetti di comunicazione che avranno il plus di essere co-brandizzati con i più importanti marchi di elettronica e hi-tech operanti sul mercato italiano. È una strategia volta ad amplificare la cassa di risonanza delle attività educational che Erion promuove da sempre. Questa è la nuova frontiera della Responsabilità Estesa del Produttore, che impone di andare oltre la semplice gestione del rifiuto e fare rete in nome della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare”.

borse studio RAEE green

10 borse di studio per “nuove professionalità nel settore dei RAEE e del green marketing”. Al via le candidature

10 borse di studio per “nuove professionalità nel settore dei RAEE e del green marketing”. Al via le candidature

Destinata a giovani laureati, la raccolta delle candidature prende il via il 14 novembre e terminerà alle 23.59 del 14 dicembre. 12 mesi di formazione retribuita su 5 differenti profili di studio e lavoro. Il progetto è promosso da Erion WEEE, CDCA, ENEA

Karin Kimbrough, Chief Economist di LinkedIn, qualche tempo fa ha ricordato come sul social professionale più conosciuto al mondo il rapporto tra le assunzioni per lavori green e quelle legate invece alle fonti fossili si passato, negli USA, da 1:5 nel 2015 a 1:2 nel 2020, e pronosticava che nel 2023, l’anno prossimo insomma, i lavori sostenibili supereranno su Linkedin quelli fossili. Altro che “bagno di sangue”, dunque, l’economia circolare e la transizione ecologica hanno bisogno di nuove professionalità e nuove competenze. Nasce per questo il progetto “Training for Circularity – Borse di Studio (WEEE edition)” promosso da Erion WEEE, consorzio del sistema Erion dedicato alla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), da CDCA – Centro di documentazione sui conflitti ambientali, e dal Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali di ENEA. Si tratta di 10 borse di studio per laureati “pensate per promuovere nuove professionalità nel settore dei RAEE e del green marketing”, spiegano i promotori.

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12 mesi di formazione retribuita

L’erogazione delle borse di studio è destinata a giovani laureati di diversi campi disciplinari (Ingegneria chimica, gestionale e dei materiali, Architettura, Scienze ambientali, Chimica, Fisica, Economia, Sostenibilità, Marketing, Scienze della comunicazione, Comunicazione aziendale e Design). La raccolta delle candidature (QUI il bando e le info) prende il via il 14 novembre e terminerà alle 23.59 del 14 dicembre.

Il programma di formazione retribuita avrà una durata di 12 mesi e interessa 5 differenti profili di studio e lavoro, sul tema della circolarità nella filiera delle apparecchiature elettriche ed elettroniche –dall’eco-design al trattamento dei RAEE – e nel settore comunicazione, marketing e fundraising per la sostenibilità e la circolarità.

Gli assegnatari delle borse di studio saranno selezionati sulla base di titoli di studio ed esami conseguiti.  Saranno accolti e formati da ENEA, presso il Centro ricerche Casaccia di Roma, e da CDCA, e seguiti in tutto il percorso da esperti del settore delle tre realtà promotrici.

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di Redazione EconomiaCircolare.com

 

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“Per migliorare il sistema RAEE in Italia bisogna aumentare la raccolta, costruire nuovi impianti e operare interventi normativi”

“Per migliorare il sistema RAEE in Italia bisogna aumentare la raccolta, costruire nuovi impianti e operare interventi normativi”

Lo ha dichiarato Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization, all’evento “L’attuazione del piano di azione europeo e della strategia nazionale per l’economia circolare” organizzato l’8 novembre 2022 in occasione di Ecomondo

“Oggi vi parlo di RAEE perché materie prime critiche vuol dire sostanzialmente Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Noi nel 2021 abbiamo gestito 266.000 tonnellate di questi rifiuti con impianti non di proprietà, perché crediamo molto nel modello della partnership con gli operatori del settore. Da questi RAEE abbiamo generato circa 238.000 tonnellate di Materie Prime Seconde, quindi più o meno il 90% di tasso di riciclo”. Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization, ha aperto così il suo intervento all’evento “L’attuazione del piano di azione europeo e della strategia nazionale per l’economia circolare” organizzato l’8 novembre 2022 in occasione di Ecomondo.

“Erion fa bene all’ambiente e all’economia”
“I vantaggi del nostro lavoro – ha proseguito Bonato – guardano sia all’aspetto ambientale che a quello economico. Dal primo punto di vista, l’anno scorso abbiamo evitato l’emissione in atmosfera di circa 1,8 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nell’ambiente. In secondo luogo, essere capaci di rendere più circolare l’uso delle risorse contribuisce a evitare l’alto rischio di approvvigionamento di materie prime critiche. È fondamentale, quindi, recuperare le sostanze contenute nei RAEE che sono indispensabili per le nostre industrie in Italia e in Europa. In questo senso abbiamo analizzato con uno Studio realizzato insieme a The European House Ambrosetti, il contesto in cui ci troviamo rispetto alla miniera urbana. Abbiamo chiesto ad Ambrosetti di misurare quante tonnellate di materie prime critiche in più potremmo generare in Italia se performassimo come i best performer d’Europa. Il risultato di questa indagine è stato un numero importante pari a 7.600 tonnellate”.

“Aumentare la raccolta sensibilizzando i cittadini”
“Il problema – ha aggiunto Bonato – è che siamo ancora distanti da un livello adeguato di recupero nonostante la nostra leadership di livello europeo sull’economia circolare. Come mai c’è questo gap? Solo tre riflessioni rapidissime: occorrono più volumi di rifiuti, quindi, bisogna raccogliere di più. Nelle case degli italiani, secondo un recente studio realizzato da Ipsos per Erion WEEE, ci sono in media nove RAEE che stanno nelle cantine e nelle soffitte. Dobbiamo spiegare alle persone che questi rifiuti non vanno tenuti in casa, ma portati a riciclare. Il nostro Consorzio Erion WEEE ha investito moltissimo per attività di sensibilizzazione e informazione a tutto campo. Abbiamo capito che dobbiamo fare di più sulle attività di comunicazione. Abbiamo aumentato come sistema RAEE i bonus che diamo ai comuni per irrobustire l’infrastruttura di raccolta: dobbiamo rendere più pratico, comodo e agevole per il cittadino conferire i RAEE.

“Creare nuovi impianti di trattamento e migliorare le norme e i controlli”
C’è poi – ha aggiunto Bonato – un tema tecnologico: la dotazione impiantistica in Italia è molto carente. Un Paese industriale come il nostro, che genera circa un milione di tonnellate di RAEE all’anno, non può non avere impianti capaci di recuperare le materie prime critiche. Gli investimenti del PNRR devono servire per realizzare nuove strutture di trattamento. Ultimo aspetto è quello della normativa. Stiamo proponendo al nuovo governo degli interventi per dare brio al sistema RAEE. Vi pongo alcune domande: È possibile non avere un comitato di vigilanza e controllo funzionante dopo tanti anni? È possibile non avere un decreto che disciplini gli standard per il trattamento dei RAEE in Italia o un decreto sulla preparazione per il riutilizzo dei RAEE? Oppure avere un decreto del 2010 per l’uno contro uno che è rigido e blocca il sistema? Ci sono cose semplici e pratiche che possiamo fare. Noi come Erion abbiamo sempre fatto proposte, documenti e analisi. Speriamo che lavorando su questi tre grandi temi: aumento dei volumi, dotazione tecnologica per nuovi impianti e interventi normativi puntuali si riesca a dare un cambio di passo alla gestione dei RAEE in Italia”.

“La transizione ecologica è considerata necessaria dall’83% delle imprese italiane”

“La transizione ecologica è considerata necessaria dall’83% delle imprese italiane”

Lo ha sostenuto Edo Ronchi presentando a Ecomondo la Relazione sullo stato della Green Economy 2022. “Il 19% delle nostre aziende, prevalentemente quelle piccole del Sud, si è dichiarato in ritardo sul processo”

“Le nuove sfide della transizione ecologica per le imprese italiane. Tra gli alti costi dell’energia, delle materie prime e della crisi climatica”. Il tema dell’undicesima edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati a Ecomondo l’8 e il 9 novembre 2022, richiama l’attenzione sul particolare momento che sta vivendo l’economia italiana. Segnata, precisa il Consiglio Nazionale della Green Economy, “da notevoli difficoltà, con una forte ripresa dell’inflazione, con le avvisaglie di una nuova recessione, con prezzi ancora troppo alti del gas e dell’elettricità, in uno scenario di timori e incertezze generate dalla guerra scatenata in Europa dalla Russia contro l’Ucraina”.

La transizione ecologica come volano dell’economia
L’evento si è aperto l’8 novembre 2022 con la sessione plenaria moderata dalla giornalista de Il Sole 24 Ore, Celestina Dominelli. Primo ospite di giornata è stato Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group: “La gran parte delle imprese intervistate per il Rapporto che verrà presentato oggi ritiene la transizione ecologica una necessità e attribuisce al Sistema Paese Italia un ruolo guida in questo processo di transizione, perché chi compie questa scelta si troverà nel gruppo avanzato delle economie mondiali”. Irene Priolo, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ha poi evidenziato come “L’integrazione fra i temi ambientali è fondamentale e non possiamo pensare che l’energia metta da parte il tema del contrasto ai cambiamenti climatici, perché altrimenti avremo problemi da gestire sui cambiamenti climatici che saranno nettamente superiori, dal punto di vista dell’impatto dei costi, a quelli legati alla transizione ecologica”. Nel suo video intervento Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha introdotto i lavori sostenendo: “Questo incontro si tiene in un momento in cui il tema dell’energia non è mai stato così centrale nel dibattito pubblico tra emergenza climatica, taglio delle forniture di gas dalla Russia, aumento dei prezzi e ricadute negative sull’economia. Alcuni ritengono che la transizione ecologica debba essere messa in secondo piano o perfino accantonata. Io penso che sarebbe un grave errore. Oggi la sicurezza energetica e il contrasto al caro energia passano dalla transizione ecologica, che prevede l’efficienza energetica e l’utilizzo di energie prodotte da fonti rinnovabili. Il futuro appartiene alle energie pulite e accelerare la loro diffusione è una delle nostre priorità”.

Edo Ronchi: “Sulla transizione ecologica è in ritardo il 19% delle imprese italiane”.
“Dopo la pandemia speravamo in una ripresa e invece è arrivata la guerra In questo contesto ci è sembrato opportuno sentire direttamente le imprese sulla transizione ecologica”, ha detto Edo Ronchi presentando la Relazione sullo stato della Green Economy 2022. Nel suo intervento, il rappresentante del Consiglio Nazionale, ha poi aggiunto che: “Abbiamo intervistato mille imprenditori italiani di diversi settori, dal manifatturiero alla comunicazione, e l’86% di loro ha dichiarato di avere un’attenzione elevata o buona sul tema della transizione ecologica, anche se solo un 35% degli intervistati ha dichiarato di avere un buon livello di conoscenza del tema”. Secondo il Rapporto le preoccupazioni principali delle nostre imprese riguardano i costi dell’energia (86%), le difficoltà di approvvigionamento e gli alti prezzi delle materie prime (72%) e le crisi sociali ed economiche nel mondo (60%). Ronchi ha poi ricordato che per “l’83% degli imprenditori la transizione ecologica rappresenta un cambiamento necessario per affrontare la crisi climatica e la scarsità di risorse naturali e poter puntare su un futuro prospero”. Un dato di particolare rilievo è stato quello sul posizionamento complessivo delle imprese italiane nel processo di transizione ecologica che, secondo la Ricerca, “vede in stato avanzato il 45% degli intervistati, con un 26% che ha dichiarato di essere appena partito, mentre il 19% (prevalentemente piccole aziende del Sud Italia) ha ammesso di essere in forte ritardo. Anche per Ronchi una delle misure essenziali per la transizione ecologica in Italia passa dallo sviluppo delle energie rinnovabili “che devono crescere in modo esponenziale entro il 2030. – ha detto l’ex ministro dell’Ambiente –  Per farlo bisogna contrastare con più decisione l’ignoranza e i pregiudizi sui vantaggi economico-ambientali e sulle possibilità tecniche delle rinnovabili”.

La versione degli esponenti politici
All’intervento di Ronchi hanno fatto seguito quelli dei rappresentanti della politica, a partire da Simona Bonafè, Deputata del Partito democratico: “Ha colpito anche me – ha detto la parlamentare – il dato delle piccole e piccolissime imprese che fanno fatica ad agganciare la transizione ecologica. Mentre in Europa è caratterizzata da medie e grandi imprese, la particolarità della piccola impresa è prevalentemente italiana. L’Italia, pur con questa caratterizzazione, rimane al top dal punto di vista del riciclo e degli altri parametri usati per classificare un paese come davvero circolare”. Nel suo intervento Maria Alessandra Gallone, Forza Italia, ha dichiarato: “Noi italiani siamo un popolo di trasformatori con capacità enormi che ci permettono di trasformare le materie prime dei rifiuti e impiegarle in nuovi cicli produttivi. Per andare ancora più avanti ci vuole l’innovazione tecnologica che fanno le imprese, ma con le istituzioni che devono essere al loro fianco”. Infine, Gianni Pietro Girotto, esponente del Movimento 5 Stelle, ha ribadito la necessità di puntare sulle comunità energetiche. “Su questo tema siamo indietro come conoscenza e non possiamo permetterci di ignorarlo perché a prevedere la creazione di comunità energetiche  è una direttiva europea che la legge italiana deve rispettare e non stravolgere”.

“Una miniera in ogni casa”. Nella ricerca Ipsos-Erion il difficile rapporto tra gli italiani e i Raee

“Una miniera in ogni casa”. Nella ricerca Ipsos-Erion il difficile rapporto tra gli italiani e i Raee

Teniamo in casa dispositivi guasti o in disuso, una vera e propria miniera di materiali che, se recuperati, farebbero bene all’ambiente e all’economia. I dati nella ricerca Ipsos-Erion disegnano però un quadro difficile: “1 intervistato su 6 dichiara di aver smaltito i Raee in modo inappropriato”

Otto italiani su 10, per la precisione l’81%, tengono in casa un apparecchio elettronico ma non lo utilizzano. E nel 61% dei casi conservano anche device e altre apparecchiare guaste. Ma quando decidono di buttarle via il problema rischia di diventare anche più grosso: il 40% dei giovani tra 18 e 26 anni, ad esempio, mette il caricabatterie fuori uso nel contenitore della plastica o dell’indifferenziato. Segno che sulla sensibilizzazione rispetto al destino delle apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita, i cosiddetti Raee, c’è ancora mota strada da fare.

La conferma (con i dati appena citati) arriva dalla ricerca, presentata oggi a Milano in concomitanza con l’International e-waste day, dal titolo “QRAEE e RPA. Livelli di conoscenza, opinioni e comportamenti. Cosa nascondono nei loro cassetti gli Italiani?”. L’indagine (puoi scaricarla qui), realizzata da Ipsos per conto di Erion su un campione di 1.400 cittadini italiani dai 18 ai 75 anni, è stata presentata nel corso dell’evento “Greenwashing. La musica deve cambiare”, organizzato per festeggiare i due anni del sistema multi-consortile no profit di responsabilità estesa del produttore e del nostro magazine, EconomiaCircolare.com.

Perché teniamo apparecchi guasti in casa?

“Raee e Rpa, i rifiuti di pile e accumulatori sono una miniera strategica di materie prime critiche: non riciclarli rappresenta un grave danno per lo sviluppo dell’economia del nostro Paese, che sta già attraversando un complesso periodo di crisi” commenta Danilo Bonato, direttore generale di Erion.

Ognuno di noi, infatti, conserva in casa 9 apparecchi in disuso o guasti per le ragioni più disparate: stando all’indagine di Ipsos, il 39% degli intervistati pensa di poterlo riparare, mentre per il 30% si potrebbero utilizzare le parti di ricambio; il 23% dichiara ancora di non conoscere la corretta procedura di smaltimento e per il 15% è complicato raggiungere un centro di raccolta. Ma di quali oggetti si tratta in particolare? Per il 33% si tratta di vecchi cellulari, per il 23% di caricabatterie e per il 17% di laptop. Quanto alle batterie, più di 1 italiano su 2 dichiara di avere in casa pile e batterie esauste.

Leggi anche: International E-Waste Day 2022: “Ricicla tutti i RAEE non importa quanto siano piccoli”

di redazione EconomiaCircolare.com

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“Greenwashing. La musica deve cambiare”, in diretta streaming il 14 ottobre dalle ore 17.00

“Greenwashing. La musica deve cambiare”, in diretta streaming il 14 ottobre dalle ore 17.00

L’evento – che si terrà durante l’International E-Waste Day – è organizzato da Erion per celebrare il suo secondo compleanno e quello del magazine EconomiaCircolare.com

Venerdì 14 ottobre 2022 Erion festeggerà il suo secondo compleanno e quello del magazine EconomiaCircolare.com con un evento speciale dal titolo “Greenwashing. La musica deve cambiare”.

L’appuntamento, che verrà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Erion a partire dalle 17.00, è organizzato in concomitanza con l’International E-Waste Day 2022 e si annuncia come l’occasione per riflettere insieme ai rappresentanti della filiera e a quelli del settore imprenditoriale su uno dei fenomeni più diffusi, dibattuti e controversi del nostro tempo: il cosiddetto “ambientalismo di facciata”.

Una sorpresa di Chora Media e un’indagine Ipsos
Il programma del pomeriggio insieme si aprirà con un’esperienza particolare che coinvolgerà direttamente la nostra vista e il nostro udito e che vivremo insieme agli amici di Chora Media e a un ospite speciale. Saranno poi illustrati i risultati dell’indagine – realizzata da Ipsos per Erion – sui livelli di conoscenza, le opinioni e i comportamenti degli italiani in tema di RAEE ed RPA. L’evento ospiterà, successivamente, un momento di riflessione sui rischi correlati al greenwashing e su quanto sia fondamentale intervenire contro questa pratica affinché possa avverarsi una reale ed efficace transizione ecologica.

Il progetto “Training for circularity – WEEE Edition”
Seguirà la presentazione del progetto “Training for circularity – WEEE edition”, l’Academy – finanziata da Erion WEEE, e ideata e organizzata insieme a EconomiaCircolare.com ed Enea – per la formazione di nuove professionalità nel settore della gestione dei RAEE e nel campo del reporting, della comunicazione e del marketing per la sostenibilità e la circolarità. L’iniziativa è parte del programma di sensibilizzazione DireFareRAEE promosso da Erion WEEE.

 

Segui l’evento “Greenwashing. La musica deve cambiare” in diretta streaming il 14 ottobre 2022 a partire dalle ore 17 sul canale YouTube di Erion.

Grinner e FREE4LIB, Erion è fra i partner di due importanti progetti di ricerca europei sulle batterie

Grinner e FREE4LIB, Erion è fra i partner di due importanti progetti di ricerca europei sulle batterie

Rendere le batterie più sicure e riciclabili! Ecco gli obiettivi su cui si misureranno, insieme ad altre importanti realtà internazionali, gli specialisti del nostro Strategic Development & Innovation Team. I kick-off ad Atene e Valladolid

Si chiamano Grinner e FREE4LIB, e sono i due nuovi progetti europei di ricerca sulle batterie ai quali Erion prenderà parte con gli specialisti del Strategic Development & Innovation Team (SDI), guidato da Luca Campadello. Il 21 settembre 2022 si sono svolti, rispettivamente ad Atene e Valladolid, i kick-off dei lavori che andranno avanti fino al 2024 e al 2026.

Grinner, l’idea per ridurre la probabilità di incendi ed esplosioni delle batterie negli impianti di trattamento
Uno dei problemi più ricorrenti per la filiera dei rifiuti in tutta Europa è quello degli incidenti in impianti di trattamento causati dall’esplosione delle batterie contenute nei RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Circostanza che si verifica quando, tali batterie, in particolare quelle agli ioni di litio (Li-ion) e quelle al nichel-metallo idruro (NiMH), non vengono separate dai prodotti che le contengono e insieme ad essi finiscono nei trituratori elettronici per il riciclo dei rifiuti. Sono proprio le sollecitazioni di questi macchinari sul corpo delle batterie a provocarne l’esplosione e a dare avvio a incendi più o meno importanti che, ogni anno, provocano ferimenti, prolungate interruzioni dei servizi, danni agli impianti, casi di emergenza e ingenti perdite di economiche.
L’obiettivo di Grinner è quindi quello di sviluppare una tecnologia, basata su sistemi di intelligenza artificiale e raggi X, in grado di individuare e selezionare preventivamente le batterie presenti nel flusso dei RAEE in ingresso negli impianti di trattamento. Tale processo, secondo quella che è l’idea dei ricercatori di Grinner, sarà completato dal lavoro di un braccio robotico in grado di rimuovere automaticamente e mettere in sicurezza le batterie dei RAEE prima che queste entrino con questi ultimi all’interno dei macchinari per la triturazione. In Grecia, per Erion, c’erano Giulia Sora (team SDI) e Alice Olgiati (team Communications & Marketing) che hanno incontrato gli altri sei partner di progetto. Si tratta di due istituti di ricerca, TWI Hellas e l’Università dell’Essex; due fornitori di tecnologia, Direct Conversion AB e LYNQ; un utilizzatore finale, GreenWEEE International SA e il WEEE Forum. Il principale compito del nostro team SDI sarà quello di studiare la composizione degli attuali flussi di rifiuti, per determinare la quantità e la qualità delle batterie in essi contenuti.

FREE4LIB: verso 6 nuovi processi di riciclo delle batterie al litio
Promosso da Horizon Europe fino al 2026, FREE4LIB è il programma che punta alla progettazione, lo sviluppo e la validazione di 6 nuovi processi per il riciclo delle batterie al litio (LIBs) a fine vita. Il nutrito gruppo di ricerca, composto da 22 specialisti provenienti da importanti aziende e organizzazioni internazionali, studierà la fattibilità di una nuova metodologia di smaltimento, una di pretrattamento e quattro di recupero dei materiali contenuti nelle batterie. Nel corso di FREE4LIB verranno inoltre sviluppate tecnologie innovative capaci di migliorare tre processi finalizzati al riutilizzo di metalli e polimeri e alla sintesi di elettrodi come Materie Prime Seconde per la fabbricazione di batterie più ecologiche. L’obiettivo di FREE4LIB è quello di raggiungere un recupero dei materiali efficiente e sostenibile così da incrementare l’approvvigionamento di risorse secondarie all’interno dell’Unione Europea. L’equipe di ricerca sarà, infine, impegnata nello sviluppo del Battery Passport, creando un “gemello digitale” della batteria per migliorare la tracciabilità dei processi legati al suo ciclo di vita. A Valladolid per Erion Energy c’erano Matilde Amadio e Filippo StringaStrategic Development & Innovation team. Sarà loro il compito di coordinare l’attività di Erion Energy all’interno di FREE4LIB. Il nostro Consorzio per la gestione dei Rifiuti di Pile e Accumulatori contribuirà allo studio e all’analisi dell’attuale catena del valore delle batterie al litio; fornirà le informazioni necessarie allo sviluppo di processi di riciclo e riutilizzo dei materiali che compongono le batterie e indagherà le best practices riguardanti l’imballaggio, la sicurezza e il trasporto delle LIBs.

International E-Waste Day 2022: “Ricicla tutti i RAEE non importa quanto siano piccoli”

International E-Waste Day 2022: “Ricicla tutti i RAEE non importa quanto siano piccoli”

Intervista a Pascal Leroy, Direttore Generale del WEEE Forum: “Quest’anno il mondo genererà oltre 24 milioni di tonnellate di piccoli rifiuti elettronici, come quattro volte il peso della Grande Piramide di Giza”

Il prossimo 14 ottobre si celebrerà in tutto il mondo l’International E-Waste Day, la giornata mondiale dedicata alla conoscenza e al corretto smaltimento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). In vista di questo importante appuntamento, Erion ha intervistato Pascal Leroy, Direttore Generale del WEEE Forum, l’organizzazione internazionale che riunisce a livello globale 46 sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore per la gestione dei rifiuti elettronici.

 

L’edizione 2022 è “Recycle it all, no matter how small!” (Riciclali tutti, non importa quanto siano piccoli). Che cosa vi ha portato a questo slogan?
Uno dei fattori è stato sicuramente la necessità di sensibilizzare le persone sul tema. Nelle case europee si accumulano nei cassetti di casa, nei box e nei garage fino a 5 kg di piccoli RAEE a persona. Parlo di smartphones, tostapane, spazzolini elettrici, ma anche caricatori, cavi elettrici associati alle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE). È una cattiva abitudine che spesso coesiste con quella, altrettanto sbagliata, di disfarsi dei piccoli rifiuti elettronici gettandoli nel sacco nero della raccolta indifferenziata, senza pensare che molti di questi prodotti, così come le loro batterie, contengono al loro interno sostanze pericolose che hanno un forte impatto sull’ambiente. La scelta di questo slogan è legata anche a un recente studio pubblicato dalla Commissione Europa sull’importanza di evitare la dispersione dei piccoli RAEE e favorire il riciclo delle materie in essi contenute.

Di che cifre stiamo parlando?
L’Onu ha stimato che, a livello globale, nel 2022 si produrranno più di 24,5 milioni di tonnellate di piccoli RAEE, una quantità pari a quattro volte il peso della Grande Piramide di Giza. Solamente in Europa, ogni anno la quantità di questi rifiuti che finisce nel sacco nero è pari a circa 1,4 kg per abitante. Non è solo un problema ambientale, ma anche economico. Si pensi che da una tonnellata di circuiti stampati, presenti in molti dispositivi elettronici, possono essere recuperati 800 grammi d’argento, 150 grammi d’oro e 50 grammi di palladio.

Quali sono le principali novità dell’IEWD 2022?
Presenteremo uno studio realizzato dal WEEE Forum e dai sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore, tra i quali anche Erion, che indaga sui comportamenti dei consumatori e sulla quantità di rifiuti elettronici accumulati nelle abitazioni o smaltiti in modo non corretto. Diffonderemo i numeri e i risultati di questa ricerca il prossimo 14 ottobre.

Ogni anno, l’IEWD raccoglie testimonianze, campagne, attività da tutte le parti del mondo. Che cos’è cambiato rispetto alle precedenti edizioni?
Sicuramente il numero dei soggetti coinvolti e la tipologia delle iniziative in programma. Se nel 2021 hanno partecipato 170 organizzazioni da diverse parti del mondo, quest’anno ci aspettiamo di superare quota 200. Abbiamo semplificato il form di registrazione presente sul sito della manifestazione; l’hashtag #ewasteday vive ormai di vita propria e i decision makers di alto livello, come la Commissione Europea e le Nazioni Unite continuano ad appoggiare la Giornata con comunicati, dichiarazioni e messaggi speciali.

Da addetto al settore, crede che ci sia più consapevolezza da parte dei cittadini sull’importanza di conferire correttamente i propri rifiuti elettronici?
In tutta onestà non credo, anche se ammetto di non avere prove concrete a riguardo. Sono certo che si tratti di un problema di mentalità. Le persone che non sanno come smaltire correttamente i propri RAEE sono ancora molte, così come quelle che pur sapendolo continuano a farlo in modo scorretto semplicemente perché è un’abitudine. La vera sfida per chi organizza campagne come l’IEWD è quella di provare a cambiare questo modo di pensare. Continuare sulla strada della sensibilizzazione è fondamentale.

E i Paesi europei? Secondo lei come si stanno muovendo per riuscire a raggiungere i target di raccolta fissati dall’UE? E cosa si potrebbe fare?
Sia le autorità che i sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore, come Erion, hanno investito ingenti risorse in campagne di informazione sulla raccolta dei RAEE. Nonostante questi sforzi, solamente alcuni Paesi riescono a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Ue che, voglio ricordare, è pari al 65% della media delle AEE immesse sul mercato nel triennio precedente. Questo target non è adeguato al suo scopo perché non considera il concetto di circolarità. L’economia circolare promuove pratiche virtuose come il riutilizzo dei prodotti, la preparazione per il riutilizzo e la rigenerazione. Ciò ci mette davanti un bivio che definirei paradossale: il consumatore può decidere prolungare quanto più possibile la vita utile del suo prodotto o scegliere di disfarsene portandolo presso un centro di raccolta. La prima opzione è molto più utile, ma solo la seconda permette di incrementare il tasso di raccolta e, dunque, avvicinarsi al target. Da questa prospettiva, cercare a ogni costo di avvicinarsi all’obiettivo è semplicemente sbagliato.