Se la produzione dei RAEE cresce di 5 volte rispetto al riciclo: i dati del Global E-waste Monitor

Se la produzione dei RAEE cresce di 5 volte rispetto al riciclo: i dati del Global E-waste Monitor

Global E-waste Monitor è il report che fornisce la panoramica più aggiornata dei dati globali sui rifiuti elettronici, delle statistiche e dei progressi nelle politiche e nelle normative. A preoccupare, in questa quarta edizione, è il fatto che “il tasso di crescita dei Paesi che attuano politiche, leggi o regolamenti sui RAEE sta decelerando”

La produzione mondiale di RAEE sta aumentando cinque volte più velocemente rispetto al loro riciclo. È uno dei dati più impressionanti del Global E-waste Monitor, il report condotto dall’Institute for Training and Research, all’interno del programma UNITAR e cofinanziato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP). Giunto alla quarta edizione, il report fornisce la panoramica più aggiornata dei dati globali sui rifiuti elettronici, delle statistiche e dei progressi nelle politiche e nelle normative, analizzate per ciascun continente.

Inoltre le informazioni sono disponibili al pubblico tramite il database globale open source sui rifiuti elettronici (www.globalewaste.org). Ripartire dai numeri è dunque essenziale per comprendere la vastità di un fenomeno che tendiamo ancora troppo spesso a valutare. E ciò, è il monito del Global Waste Monitor, vale sia per le singole persone che per le istituzioni. Basta considerare che soltanto nel 2022 nel mondo è stata generata la cifra record di 62 miliardi di chili di rifiuti elettronici (equivalenti a una media di 7,8 kg pro capite all’anno).

“Il mondo – si legge nel report – sta sperimentando una significativa elettrificazione e trasformazione digitale. Molte persone possiedono più dispositivi elettronici e la crescente interconnettività delle aree urbane e remote ha portato a un aumento del numero di dispositivi e oggetti collegati a Internet. Questa crescita ha visto un concomitante aumento della quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) e, successivamente, di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) o rifiuti elettronici”.

Leggi anche: Storia di un RAEE, come funziona la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici

Sui RAEE serve una regolamentazione più coraggiosa

Perché i rifiuti elettronici ed elettrici tendono a crescere negli ultimi anni? Banalmente ciò è in gran parte il risultato del progresso tecnologico e dell’aumento dei consumi. Ma non solo, come chi legge EconomiaCircolare.com sa bene. Ad aumentare il numero dei RAEE contribuiscono anche le opzioni di riparazione limitate, i cicli di vita brevi delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, l’inadeguatezza delle infrastrutture di gestione dei rifiuti elettronici e il mancato sviluppo della prevenzione attraverso l’ecodesign. Perciò non sorprende se dal 2010 al 2022, secondo il Global E-waste Monitor, la produzione dei RAEE è quasi raddoppiata, passando da 34 miliardi di kg agli attuali 62 miliardi.

 

Continua a leggere su Economiacircolare.com iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!

Ecodesign the Future, premiati i migliori concept per apparecchiature elettriche ed elettroniche

Ecodesign the Future, premiati i migliori concept per apparecchiature elettriche ed elettroniche

Due progetti premiati a pari merito per la fase finale di “Ecodesign the Future”, il workshop di EconomiaCircolare.com in collaborazione con Erion WEEE. Tanti gli spunti dall’evento, momento di confronto sul presente e futuro del settore delle AEE

Svelati gli eco-concept vincitori di “Durevoli, riparabili, riciclabili. L’ecodesign per la circolarità delle apparecchiature elettriche ed elettroniche”, evento conclusivo di Ecodesign the Future: EEE edition, il workshop progettuale di design per la sostenibilità realizzato da EconomiaCircolare.com in collaborazione con Erion WEEE, e patrocinato da Isia Roma Design (Istituto universitario di design italiano) e Adi – Associazione per il Disegno Industriale.

Giunto alla sua terza edizione – dopo due edizioni dedicate rispettivamente ad imballaggi e batterie – quest’anno il lavoro di eco-progettazione in ottica di economia circolare di corsisti e corsiste è stato incentrato sul tema delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE).

Il percorso di formazione, iniziato il 13 novembre 2023, ha visto il coinvolgimento di 22 ragazzi e ragazze provenienti da istituti e università di tutta Italia. A guidare i gruppi di lavoro e a giudicarne i progetti, esperti ed esperte del settore e docenti provenienti dai principali enti di formazione pubblici e privati, tra cui: Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE, Alessandra De Santis, presidente di Editrice Circolare Società Cooperativa, Raffaele Lupoli, direttore responsabile di EconomiaCircolare.com, Alessandro Maghella, Project Operations Expert di Erion, Carlo Proserpio – LCA expert e docente del Dipartimento di Design del PoliMi, Nicola Saldutti – caporedattore Economia del Corriere della Sera, Maria Lucia Protopapa – prima ricercatrice dell’ ENEA di Brindisi, Dipartimento sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali.

L’evento finale del percorso formativo, tenutosi mercoledì 10 aprile presso l’ADI Design Museum di Milano, è stata un’occasione non solo per presentare e scoprire le idee che potrebbero rivoluzionare il settore ma per confrontarsi sull’importanza dell’ecodesign nel ripensare la filiera.

Dopo i saluti di benvenuto di Luciano Galimberti, Presidente ADI – Associazione per il Disegno Industriale, è seguito il panel di discussione “Ripensare le Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: dalla seconda vita al riciclo” nel quale si sono confrontati Antonella Andriani, designer e vice presidente ADI, Associazione per il Design Industriale e Paolo Falcioni, direttore APPLiA, Associazione Produttori Elettrodomestici.

Leggi anche: Design for Disassembly, così si progetta un prodotto destinato a durare

Gli eco-concept che guardano al futuro

“La parte che distingue il nostro mestiere – ha commentato a margine della presentazione dei lavori, Elisa Delli Zotti, service and graphic designer, docente dell’ISIA Roma Design e turor del corso – è la capacità di empatizzare e quindi avvicinarsi alla realtà: non chiamare semplicemente qualcosa buona pratica ma capire e individuare l’esatta buona pratica, quindi andare nel profondo di quelle situazioni che nascondono tanti oggetti ed operazioni, tanti mix tra reale e virtuale”.

 

Continua a leggere su Economiacircolare.com e iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!

“Ecodesign The Future: EEE Edition”, Erion WEEE ed EconomiaCircolare.com premiano i giovani innovativi designer all’ADI Design Museum di Milano

“Ecodesign The Future: EEE Edition”, Erion WEEE ed EconomiaCircolare.com premiano i giovani innovativi designer all’ADI Design Museum di Milano

Due i progetti a parimerito sul gradino più alto del podio: Rigeneraee, che prevede un sistema integrato che individua, cataloga e valorizza le parti di ricambio usate per i RAEE del Raggruppamento R2; e MyNd, le cuffie audio senza filo ecosostenibili senza viti, colle e resine

La creazione di una banca dati di pezzi di ricambio provenienti da lavatrici, lavastoviglie e forni (Raggruppamento R2) del progetto Rigeneraee e la sostituzione graduale del materiale plastico usato nelle componenti elettroniche facilmente usurabili con il micelio (l’apparato vegetativo dei funghi formato da un intreccio di filamenti) del progetto MyNd. Queste le due idee innovative che hanno vinto a pari merito l’edizione dedicata alle apparecchiature elettriche ed elettroniche – la terza dopo quelle sugli Imballaggi e sulle Batterie – di “Ecodesign the Future: EEE edition”, il workshop realizzato da EconomiaCircolare.com in collaborazione con Erion WEEE.

Le idee innovative di Ecodesign The Future

Innovazione, coerenza progettuale rispetto ai criteri di circolarità e sostenibilità (riusabilità, attenzione alla prevenzione del rifiuto, sostenibilità dei materiali, riciclabilità), applicabilità dell’idea nel settore e contesto di riferimento, capacità di individuare network e stakeholder (circolarità di sistema), qualità estetica e comunicazione degli elaborati: questi gli elementi che accomunano i due progetti sul podio. Rigeneraee ha vinto per aver ideato un sistema accurato di recupero, archiviazione e catalogazione delle componenti dei RAEE R2, paragonabile a quello usato per i reperti archeologici, con lo scopo di valorizzarle e promuoverne il riuso nei processi produttivi e di remanufacturing. MyNd, invece, si è aggiudicato il podio per aver usato un materiale innovativo come il micelio, già ampiamente sperimentato in altre applicazioni “anomale” con risultati promettenti in termini di performance tecnica ed ecologica.

Giorgio Arienti, DG Erion WEEE: “Il nostro impegno per un approccio circolare”

“Aver realizzato questo corso di alta formazione ancora una volta testimonia l’impegno del Consorzio nel promuovere un approccio più circolare, fornendo ai giovani professionisti gli strumenti giusti. I ragazzi e le ragazze hanno preso questo programma molto seriamente e hanno sviluppato idee innovative” afferma Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE. “Per questo è stato molto difficile scegliere tra i 10 progetti realizzati dai partecipanti: tra questi abbiamo privilegiato i due che maggiormente hanno risposto alla necessità di progettare prodotti e servizi in modo coerente con le tematiche della circolarità e della sostenibilità ambientale e sociale”.

Un percorso di formazione con 22 studentesse e studenti

Il percorso di formazione, iniziato il 13 novembre 2023 e patrocinato da Isia Roma Design – Istituto universitario di design italiano – e Adi – Associazione per il Disegno Industriale – ha visto il coinvolgimento di 22 ragazzi e ragazze provenienti da istituti e università di tutta Italia. A guidare i gruppi di lavoro e a giudicarne i progetti, esperti ed esperte del settore e docenti in prima linea nella transizione verso un modello di economia circolare e provenienti dai principali enti di formazione pubblici e privati, tra cui: Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, Alessandra De Santis, Presidente di Editrice Circolare Società Cooperativa, Raffaele Lupoli, Direttore Responsabile di EconomiaCircolare.com, Alessandro Maghella, Project Operations Expert di Erion, Carlo Proserpio – LCA expert e docente del Dipartimento di Design del PoliMi, Nicola Saldutti – Caporedattore Economia del Corriere della Sera, Maria Lucia Protopapa – Prima Ricercatrice dell’ ENEA di Brindisi, Dipartimento sostenibilità, circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali.

Alessandra De Santis, Presidente Editricie Circolare: “Verso nuove frontiere del design”
“Per la nostra realtà la formazione è un pilastro fondamentale del cambiamento culturale necessario a ridefinire l’approccio con cui si concepiscono e si realizzano prodotti e servizi. Lo scopo di Ecodesign the Future è coinvolgere menti e competenze trasversali nell’esplorazione di nuove frontiere del design per la sostenibilità” sottolinea Alessandra De Santis, Presidente di Editrice Circolare, società editrice di EconomiaCircolare.com. “Anche quest’anno giovani talenti hanno accolto la sfida con entusiasmo, dando vita a concept innovativi e funzionali grazie a una visione sistemica della progettazione”.

I progetti vincitori

Rigeneraee, di Leonardo Faliero, Evelina Cimignolo e Sofia Soledad Fuarte Poblete, prevede la realizzazione di un sistema integrato che individua, cataloga e valorizza le parti di ricambio usate per i RAEE del Raggruppamento R2, che dialoga con i diversi attori del processo, le aziende produttrici, i cittadini, i centri di raccolta e le imprese partner dei riparatori, all’interno di un circolo virtuoso in cui le parti ancora in buone condizioni degli apparecchi dismessi, possano essere utilizzate come ricambio per prolungare la loro vita. Le parti dismesse vengono sottoposte ad una scrupolosa catalogazione, in cui viene descritta, con minuzia, la loro storia d’uso, per poi essere archiviate sia fisicamente, in magazzini dislocati territorialmente, che digitalmente. Le banche dati così popolate sono poi messe a disposizione degli operatori che possono richiedere il “pezzo” di loro interesse per la sostituzione. Ad ulteriore rafforzamento del concetto è stato progettato un contenitore modulare per il trasporto in materiale riciclato (ecoallene), la cui conformazione preserva il contenuto da urti e cadute, accostando il ricambio ad un oggetto prezioso da custodire con cura.

(MyNd) (Mycelium SouNd), di Natasha Artuso, Pierfilippo Sessa e Annalisa Abdel Azim, è un innovativo progetto di prodotto legato al mondo dei RAEE del Raggruppamento R4, in particolare le cuffie audio senza filo: prevede l’eliminazione dell’uso di viteria, colle o resine per unire le varie parti, optando per incastri reversibili in grado di aumentare la riparabilità del prodotto. La facilità nella separazione, oltre a permettere l’intervento di sostituzione/riparazione delle parti danneggiate, ne permette il facile riutilizzo o smaltimento in caso di dismissione. La caratteristica vincente risiede nella capacità fonoassorbente del micelio, quella ecologica nella compostabilità che ne caratterizza il fine vita.

“Materia Viva – A scuola di RAEE”, Erion WEEE premia i giovani studenti al Giffoni Film Festival con il content creator Marcello Ascani

“Materia Viva – A scuola di RAEE”, Erion WEEE premia i giovani studenti al Giffoni Film Festival con il content creator Marcello Ascani

Il progetto di sensibilizzazione, spinoff del Docufilm prodotto dal Consorzio e Libero Produzioni Televisive, punta a far conoscere le buone pratiche per la gestione dei RAEE e a far diventare i giovani protagonisti del cambiamento grazie a un contest digitale e creativo. Le iscrizioni sono aperte fino al 13 maggio 2024

Un progetto di sensibilizzazione ambientale tutto dedicato ai giovanissimi studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. È “Materia Viva – A scuola di RAEE”, promosso da Erion WEEE per avvicinare i ragazzi e le ragazze ai temi relativi alla salvaguardia del Pianeta e alla salute ambientale.

 

La partnership con Giffoni Innovation Hub e Civicamente

Il progetto educativo lanciato su tutto il territorio nazionale da Erion WEEE è un vero e proprio percorso di educazione civica. L’attività, curata da Giffoni Innovation Hub in collaborazione con CivicaMente, si propone di sensibilizzare i giovani cittadini sulle buone pratiche per la gestione dei Rifiuti Elettronici, che devono essere raccolti e riciclati per migliorare la sostenibilità ambientale, la tutela delle risorse e l’economia circolare.

Un concorso creativo sulla scia di Materia Viva

Il percorso formativo nasce dai temi esposti nel Docufilm Materia Viva, promuovendo una riflessione nelle classi sulle conseguenze e sugli impatti ambientali ed economici dei nostri modelli di consumo, ed evidenziando i benefici derivanti da un corretto conferimento e riciclo dei dispositivi elettrici ed elettronici. Dopo aver visionato il docufilm Materia Viva e consultato i materiali di approfondimento, ragazze e ragazzi potranno elaborare i contenuti appresi partecipando al concorso creativo, cimentandosi nella realizzazione di un video inedito sui RAEE, in particolare su tutti quei device che ognuno di noi possiede.

 

 

 

 

 


Le regole principali della challenge. Le iscrizioni sono aperte fino al 13 maggio 2024

Il bando prevede la partecipazione delle studentesse e degli studenti di tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado d’Italia iscritti dai loro insegnanti, entro il 13 maggio 2024, tramite registrazione sulla piattaforma Educazione Digitale. Le studentesse e gli studenti dovranno realizzare un elaborato video di classe in formato mp4, della durata compresa tra i 3 e i 5 minuti, utilizzando il proprio smartphone. Il video dovrà raccontare una storia sui temi dei RAEE, del loro riciclo e dell’economia circolare, seguendo, nello specifico, la seguente traccia: “Nel 2085, la Terra ha esaurito la maggior parte delle risorse e delle componenti fondamentali per produrre gli apparecchi elettrici ed elettronici. Se poteste tornare indietro nel tempo, al 2023, cosa direste a tutti i cittadini?” Una giuria di esperti esaminerà e valuterà gli elaborati ed eleggerà i vincitori.

La premiazione al Giffoni Film Festival 2024 con il content creator Marcello Ascani

Il concorso si concluderà con la premiazione dei 3 video vincitori, secondo le seguenti categorie: miglior cortometraggio realizzato da una classe di scuola secondaria di I grado; miglior cortometraggio realizzato da una classe di scuola secondaria di II grado (classi 1° – 2° – 3°); miglior cortometraggio realizzato da una classe di scuola secondaria di II grado (classi 4° – 5°). Come premio, le tre classi vincitrici, insieme ai loro insegnanti, verranno invitate all’evento speciale di Giffoni Film Festival all’interno della cornice di Giffoni Next Generation di Giffoni Innovation Hub, che si terrà nel mese di luglio 2024 presso la Multimedia Valley di Giffoni Valle Piana (SA). Le classi autrici dei progetti vincitori saranno premiate con una targa dal content creator Marcello Ascani.

RAEE, Lazio al quinto posto in Italia. Nel 2023 gestite da Erion WEEE oltre 20.000 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici domestici, equivalenti al peso di 56 airbusAa380

RAEE, Lazio al quinto posto in Italia. Nel 2023 gestite da Erion WEEE oltre 20.000 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici domestici, equivalenti al peso di 56 airbusAa380

Evitate emissioni pari a 156.000 tonnellate di CO2 e risparmiati oltre 29 milioni di kWh di energia elettrica. Roma prima provincia: nel capoluogo laziale sono state trattate circa 14.800 tonnellate di RAEE; segue Latina (più di 3.300 tonnellate), Rieti in fondo alla classifica (196 tonnellate)

Nel 2023 Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato ai Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ha gestito in Lazio oltre 20.000 tonnellate di RAEE Domestici, equivalenti al peso di 56 airbus A380, facendo posizionare la regione al quinto posto nella classifica delle più virtuose d’Italia.

 

La raccolta di Erion WEEE nel Lazio nel 2023

Tra i RAEE Domestici gestiti da Erion in Lazio prevalgono lavatrici, lavastoviglie e forni (Raggruppamento R2) con 9.100 tonnellate; più di 6.900 tonnellate sono, invece, rappresentate da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti (R1). Terza posizione per i RAEE del Raggruppamento R3 (Tv e monitor) con oltre 2.600 tonnellate; segue R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica) con quasi 1.400 tonnellate e, infine, R5 (sorgenti luminose) con 12 tonnellate.

Le materie prime riciclate e i benefici ambientali generati

Il corretto trattamento di questi rifiuti ha permesso di riciclare: 10.670 tonnellate di ferro, pari a 30 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele, più di 430 tonnellate di alluminio, pari a oltre 509.000 moka da caffè, 438 tonnellate di rame, pari a 490 km di cavi e quasi 2.600 tonnellate di plastica, pari a oltre un milione di sedie da giardino. Grazie a una gestione virtuosa dei RAEE Domestici nella regione, Erion WEEE ha evitato l’emissione in atmosfera di 156.000 tonnellate di CO2 (come la quantità che verrebbe assorbita in un anno da un bosco grande circa 156 kmq, esteso più del comune di Sabaudia) e ha permesso il risparmio di oltre 29.700.000 di kWh di energia elettrica (pari ai consumi domestici annui di una città di 27.500 abitanti, quasi come il comune di Alatri).

Roma è la provincia più virtuosa del Lazio

Nella graduatoria delle province, Roma è al primo posto con quasi 14.800 tonnellate di RAEE Domestici gestiti, seguita da Latina (più di 3.300 tonnellate), Viterbo (più di 1.000 tonnellate), e Frosinone (quasi 780 tonnellate). In fondo alla classifica troviamo Rieti (196 tonnellate). Con le oltre 20.000 tonnellate avviate al corretto trattamento, il Lazio registra una diminuzione del -2% sulle quantità del 2022. Un risultato in linea con l’andamento del Consorzio e con la raccolta nazionale, che vede l’Italia ancora troppo distante dai target di indicati dall’unione europea: la raccolta complessiva è pari a circa 6 kg per abitante a fronte di un obiettivo pari a oltre 11 kg.

Le ragioni del calo della raccolta nel Lazio

Le ragioni di questo calo sono diverse, ma riconducibili a un disinteresse generalizzato verso il tema: i RAEE vengono identificati come strategici per l’economia del Paese, eppure, di fatto, a parte poche iniziative promosse da singole realtà come Erion WEEE, non vengono messe in atto azioni concrete e concertate a supporto della crescita del settore. Accanto al Sistema RAEE italiano che funziona e porta benefici al Paese c’è una zona grigia fatta di circuiti di gestione non ufficiali spinti, soprattutto, dal caro-materie prime (come ferro, rame e alluminio i cui valori sono cresciuti rispettivamente del 49%, del 48% e del 42% tra il 2020 e il 2023): operatori borderline e soggetti non autorizzati, agendo indisturbati, estraggono dai RAEE le materie più facili senza curarsi dell’impatto ambientale del trattamento.

Giorgio Arienti, DG di Erion WEEE: “Il fenomeno dei flussi paralleli rappresenta una perdita rilevante in termini di Materie Prime Seconde”

“Troppi RAEE finiscono nelle mani sbagliate” – denuncia Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE – “Servono politiche che assicurino una corretta gestione di questi rifiuti affinché la sistematica sottrazione sia quanto meno ostacolata. È necessario capire dove finiscono i RAEE quando escono dalle case degli italiani. Ci vogliono più controlli mirati, occorre incrementare le ispezioni nei porti sui container in partenza dal nostro Paese e diretti verso l’Africa o l’Asia, per verificare se davvero contengono AEE ancora funzionanti oppure unicamente RAEE. E ancora, bisogna andare a verificare se ci sono RAEE negli impianti che gestiscono altre tipologie di rifiuti (come, ad esempio, rottami ferrosi e non ferrosi, auto, ecc.). È necessario intervenire duramente su tutte le situazioni irregolari e inasprire le sanzioni. Per questo, siamo felici per la recente rinomina del Comitato di Vigilanza e Controllo, al quale facciamo i nostri auguri affinché possa finalmente contribuire a far luce sulle zone d’ombra, contrastando il fenomeno dei flussi paralleli che rappresenta una perdita rilevante in termini di Materie Prime Seconde, essenziali per molteplici settori industriali italiani”.

La gestione dei RAEE in Italia: è necessaria una svolta

La gestione dei RAEE in Italia: è necessaria una svolta

Disparità geografiche, pochi investimenti nel riuso e nel riutilizzo, normative poco ambiziose: sono tanti i motivi per cui la gestione dei RAEE è ancora deficitaria. Eppure, a guardare le linee di intervento del PNRR, la strada appare tracciata. Ma serve un salto di qualità e un’assunzione di responsabilità

Per fare il punto sulla raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), si può partire considerando il numero di dispostivi immessi sul mercato negli ultimi anni. Guardando ai dati del Centro di Coordinamento RAEE (CdC RAEE), nel periodo 2019-2021, si è assistito ad un progressivo incremento dei volumi di AEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) immesse al consumo: una crescita di 378mila unità, pari ad un aumento del 27% nel 2021 sul 2019. La media del triennio 2019-2021 è pari a 1,6 milioni di tonnellate all’anno, dato che funge da riferimento nella determinazione del tasso di raccolta.

Questa cifra si riferisce tanto a dispositivi per uso professionale che domestico, con i secondi a farla decisamente da padroni (con oltre il 70% del totale). Quindi, come procede la raccolta nel nostro Paese? Benché dal 2019 l’UE abbia elevato il target minimo al 65%, l’Italia è ancora ben lontana dall’obiettivo. Anzi, a leggere i numeri, sta facendo passi indietro: dal 36,5% nel 2020, al 34,6% nel 2021 e al 34% nel 2022.

Leggi anche: Perché in Italia la raccolta dei RAEE non decolla?

La raccolta dei RAEE di origine domestica

Nel 2022 sono state intercettate 361.381 ton di RAEE domestici. Monitorando l’andamento della raccolta tra il 2021 e il 2022, si registra una variazione di segno negativo consistente: -6,2%. La  tendenza sembrerebbe confermarsi anche nel 2023 sulla base dei dati diffusi da Erion WEEE, che  documenta una flessione del 6% dei rifiuti gestiti rispetto al 2022.

A livello regionale, nel 2022 Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno intercettato il 36% dei quantitativi raccolti e avviati a riciclo. Sempre il Centro di Coordinamento RAEE indica che tutte le Regioni italiane hanno fatto segnare una diminuzione della raccolta rispetto al 2021, a parte Sicilia e Puglia, ove l’intercettazione è cresciuta rispettivamente di circa il 5% e del 3%. La concentrazione dei quantitativi intercettati nell’area del Nord appare coerente con il più elevato livello di sviluppo economico dei territori, nonché con la maggiore popolazione residente, ma soprattutto con il maggiore sviluppo della rete di raccolta.

 

di Laboratorio REF Ricerche

Continua a leggere su Economiacircolare.com iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!

LCA e Life Cycle Design, dal calcolo dell’impatto ambientale all’eco-progettazione

LCA e Life Cycle Design, dal calcolo dell’impatto ambientale all’eco-progettazione

L’ecodesign richiede conoscenze e competenze che permettano di orientarsi nelle scelte di progettazione: LCA e Life Cycle Design sono utili in questo processo. Carlo Proserpio, esperto LCA e docente del Politecnico di Milano, ne spiega applicazioni e limiti nel corso di Ecodesign the Future: EEE edition

Progettare è un processo creativo sorprendente che richiede una grande conoscenza tecnica: farlo in ottica di una maggiore sostenibilità include dunque una serie di conoscenze di quello che è l’impatto ambientale di un prodotto o di un servizio, così da scegliere le proprie priorità progettuali. Conoscere le dinamiche che stanno dietro questi sistemi non è solo utile a curiosi ed addetti ai lavori, ma permette a consumatori e consumatrici di orientare le proprie scelte d’acquisto verso prodotti che puntano, realmente, ad una maggiore sostenibilità.

Una buona eco-progettazione prevede che la valutazione ambientale di un prodotto e la sua progettazione siano strettamente connessi, ma come si integrano i requisiti ambientali nel percorso progettuale?

A spiegarlo è stato Carlo Proserpio, esperto LCA e docente del dipartimento di design del Politecnico di Milanonel corso di una lezione di Ecodesign the Future: EEE edition, il percorso formativo organizzato da EconomiaCircolare.com, in collaborazione con Erion WEEE e il CDCA – centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, che mira a realizzare proposte di progetto e prototipi sul tema delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE).

Una doverosa premessa che il docente ha tenuto a specificare riguarda le tre dimensioni legate alle sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. Esistono infatti delle metriche di valutazione per ciascun aspetto: il metodo che permette di quantificare gli impatti ambientali è quello del Life Cycle Assessment (LCA), gli aspetti sociali vengono quantificati con il Social Life Cycle Assessment (SLCA), ed infine quelli economici con la valutazione del ciclo di vita dei costi con Life Cycle Cost (LCC). L’insieme di queste valutazioni permette di fare una valutazione di sostenibilità, quindi una Life Cycle Sustainability Assessment.

L’analisi LCA 

Tralasciando le valutazioni di carattere più economico e sociale, la dimensione ambientale presenta strumenti e metriche consolidati da conoscere, anche se non esenti da limiti. L’analisi del ciclo di vita o Life Cycle Assessment (LCA) è un metodo quantitativo per valutare gli effetti ambientali nel ciclo di vita di un prodotto/servizio in relazione alla sua unità: la valutazione è quindi non qualitativa ma strettamente quantitativa.

di Silvia Santucci

Continua a leggere su Economiacircolare.com e iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!

 

RAEE, Veneto al terzo posto in Italia. Nel 2023 gestite da Erion WEEE oltre 21.600 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, pari al peso di 60 Airbus A380

RAEE, Veneto al terzo posto in Italia. Nel 2023 gestite da Erion WEEE oltre 21.600 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, pari al peso di 60 Airbus A380

Evitate emissioni pari a 144.000 tonnellate di CO2 e risparmiati oltre 30 milioni di kWh di energia elettrica. Treviso prima provincia: nel capoluogo veneto sono state trattate circa 5.200 tonnellate di RAEE; segue Padova (poco meno di 5.000 tonnellate), Rovigo in fondo alla classifica (700 tonnellate)

Nel 2023 Erion WEEE, il Consorzio del Sistema Erion dedicato ai Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, ha gestito in Veneto oltre 21.600 tonnellate di RAEE Domestici, equivalenti al peso di 60 airbus A380, facendo posizionare la regione al terzo posto nella classifica delle più virtuose d’Italia.

La raccolta di Erion WEEE in Veneto nel 2023

Tra i RAEE Domestici gestiti da Erion in Veneto prevalgono lavatrici, lavastoviglie e forni (Raggruppamento R2) con 11.100 tonnellate; più di 6.400 tonnellate sono, invece, rappresentate da frigoriferi, congelatori, grandi elettrodomestici per la refrigerazione e il deposito di alimenti (R1). Terza posizione per i RAEE del Raggruppamento R3 (Tv e monitor) con 2.200 tonnellate; segue R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica) con più di 1.900 tonnellate e, infine, R5 (sorgenti luminose) con 34 tonnellate.

Le materie riciclate e i benefici ambientali

Il corretto trattamento di questi rifiuti ha permesso di riciclare: 11.700 tonnellate di ferro, pari a 33 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele, più di 460 tonnellate di alluminio, pari a oltre 545.000 moka da caffè, 471 tonnellate di rame, pari a 530 km di cavi e quasi 2.700 tonnellate di plastica, pari oltre un milione di sedie da giardino. Grazie a una gestione virtuosa dei RAEE Domestici nella regione, Erion WEEE ha evitato l’emissione in atmosfera di 144.000 tonnellate di CO2 (come la quantità che verrebbe assorbita in un anno da un bosco grande circa 144 kmq, esteso quasi quanto il comune di Belluno) e ha permesso il risparmio di 30.200.000 kWh di energia elettrica (pari ai consumi domestici annui di una città di quasi 28.000 abitanti, quasi come Vittorio Veneto).

Treviso è la provincia più virtuosa del Veneto

Nella graduatoria delle province, Treviso è al primo posto con circa 5.200 tonnellate di RAEE Domestici gestiti, seguita da Padova (poco meno di 5.000 tonnellate), Verona (circa 3.400 tonnellate), Venezia (più di 3.200 tonnellate), Vicenza (3.100 tonnellate) e più distaccata Belluno (circa 1.000 tonnellate). In fondo alla classifica troviamo Rovigo (700 tonnellate). Con le oltre 21.600 tonnellate avviate al corretto trattamento, il Veneto registra una diminuzione del -6% sulle quantità del 2022. Un risultato in linea con l’andamento del Consorzio e con la raccolta nazionale, che vede l’Italia ancora troppo distante dai target indicati dall’unione europea: la raccolta complessiva è pari a circa 6 kg per abitante a fronte di un obiettivo pari a oltre 11 kg.

Le ragioni del calo della raccolta in Veneto

Le ragioni di questo calo sono diverse, ma riconducibili a un disinteresse generalizzato verso il tema: i RAEE vengono identificati come strategici per l’economia del Paese, eppure, di fatto, a parte poche iniziative promosse da singole realtà come Erion WEEE, non vengono messe in atto azioni concrete e concertate a supporto della crescita del settore. Accanto al Sistema RAEE italiano che funziona e porta benefici al Paese c’è una zona grigia fatta di circuiti di gestione non ufficiali spinti, soprattutto, dal caro-materie prime (come ferro, rame e alluminio i cui valori sono cresciuti rispettivamente del 49%, del 48% e del 42% tra il 2020 e il 2023): operatori borderline e soggetti non autorizzati, agendo indisturbati, estraggono dai RAEE le materie più facili senza curarsi dell’impatto ambientale del trattamento.

Giorgio Arienti, DG Erion WEEE: “Occorre incrementare le ispezioni nei porti sui container in partenza dal nostro Paese e diretti verso l’Africa o l’Asia”

“Troppi RAEE finiscono nelle mani sbagliate” – denuncia Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE – “Servono politiche che assicurino una corretta gestione di questi rifiuti affinché la sistematica sottrazione sia quanto meno ostacolata. È necessario capire dove finiscono i RAEE quando escono dalle case degli italiani. Ci vogliono più controlli mirati, occorre incrementare le ispezioni nei porti sui container in partenza dal nostro Paese e diretti verso l’Africa o l’Asia, per verificare se davvero contengono AEE ancora funzionanti oppure unicamente RAEE. E ancora, bisogna andare a verificare se ci sono RAEE negli impianti che gestiscono altre tipologie di rifiuti (come, ad esempio, rottami ferrosi e non ferrosi, auto, ecc.). È necessario intervenire duramente su tutte le situazioni irregolari e inasprire le sanzioni. Per questo, siamo felici per la recente rinomina del Comitato di Vigilanza e Controllo, al quale facciamo i nostri auguri affinché possa finalmente contribuire a far luce sulle zone d’ombra, contrastando il fenomeno dei flussi paralleli che rappresenta una perdita rilevante in termini di Materie Prime Seconde, essenziali per molteplici settori industriali italiani”.

“Materia Viva” agli Stati Generali dei Rifiuti in Puglia

“Materia Viva” agli Stati Generali dei Rifiuti in Puglia

L’11 marzo 2024 il Docufilm prodotto da Erion WEEE e Libero Produzioni Televisive è arrivato al teatro Petruzzelli di Bari per una proiezione davanti alle scuole del territorio. Giorgio Arienti, DG Erion WEEE: “Sul tema RAEE in Italia ci sono ancora gap quantitativi e culturali”

La Puglia si avvicina agli obiettivi target di raccolta differenziata e riciclo? È una Regione autosufficiente sotto l’aspetto impiantistico? Quali sono le leve azionate dal PNRR?

 

Erion WEEE partner degli Stati Generali dei Rifiuti in Puglia

Sono state queste le domande che l’11 marzo 2024 hanno animato, nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli di Bari, la seconda edizione de Gli Stati Generali dei rifiuti in Puglia, il format organizzato da RiciclaTv con il patrocinio di Regione Puglia, Città di Bari, Unioncamere. Camera di commercio di Bari, Albo Gestori ambientali, Ecocerved.

Erion WEEE, partner di eccezione dell’iniziativa ha partecipato con un intervento del Direttore Generale, Giorgio Arienti, e con una proiezione speciale di “Materia Viva”, il Docufilm prodotto dal Consorzio insieme a Libero Produzioni Televisive per affrontare il tema della raccolta differenziata dei rifiuti elettronici e analizzare il rapporto fra l’uomo, la tecnologia e l’ambiente.

 

Arienti: “Sui RAEE in Italia c’è un gap quantitativo”

Ai microfoni della Direttrice di Ricicla Tv, Monica D’Ambrosio, Arienti ha dichiarato che “In Italia i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche sono una specie di Ufo, nonostante ne abbiamo le case e le tasche piene e li generiamo in quantità impressionante. Non sappiamo che sono rifiuti oggetto di una raccolta differenziata perché contengono materie prime che devono essere riciclate e contengono anche sostanze inquinanti che devono essere gestite in modo corretto”. Secondo il DG di Erion WEEE, i gap da colmare per aumentare la raccolta di questa tipologia di rifiuti sono di due ordini: di numeriche e di cultura. “C’è un gap che è innanzitutto quantitativo: l’Europa dice agli Stati membri che bisognerebbe gestire più di 11 kg di RAEE per abitante all’anno, in Italia ne gestiamo poco più di 6 kg. La Puglia purtroppo è ferma a 4,5 kg, con due eccezioni che sono sopra la media nazionale che sono le provincie di Lecce e Brindisi”.

“Colmare il gap culturale con la sensibilizzazione dei cittadini”

Inoltre, ha sottolineato Arienti, sul tema RAEE “c’è anche un gap culturale che forse è ancora più importante di quello quantitativo, perché molti italiani non sanno ancora distinguere questi rifiuti e ignorano perché è importante conferirli in modo corretto. Erion WEEE, che è il principale Consorzio del settore con circa 250.000 tonnellate di RAEE gestite all’anno, ha messo in piedi una serie di iniziative sul territorio per provare a colmare questo gap. Continuiamo a chiedere al Ministero dell’Ambiente di fare pubblicità progresso sul tema; abbiamo fatto affissioni informative per le principali città d’Italia, sviluppato campagne di sensibilizzazioni nelle scuole, realizzato podcast, inserzioni adv sui principali magazine. La punta di diamante di questo programma di comunicazione che si chiama DireFareRAEE è il Docufilm “Materia Viva” che nasce con l’idea di essere divulgato nelle scuole per raccontare con un linguaggio diverso da quello degli addetti ai lavori, cosa sono i RAEE, perché sono importanti, cos’è l’economia circolare, cos’è la sostenibilità”.

La challenge per le scuole e il premio al Giffoni Film Festival

Arienti ha chiuso il suo intervento parlando del lavoro che Erion WEEE sta facendo per chiudere il protocollo con il Ministero dell’Istruzione per la diffusione gratuita di Materia Viva nelle scuole: “È un’operazione molto difficile riuscire ad arrivare a un’intesa, ma ci riusciremo. Intanto invitiamo tutti i dirigenti scolastici e i professori italiani a partecipare a “Materia Viva – A scuola di RAEE”, una challenge organizzata con l’idea di far realizzare agli studenti un loro Docufilm sul tema della sostenibilità e dei RAEE e premiare le opere più belle con una speciale proiezione al prossimo Giffoni Film Festival.”

Perché in Italia la raccolta dei RAEE non decolla?

Perché in Italia la raccolta dei RAEE non decolla?

L’estrazione di materiali preziosi da dispositivi elettrici obsoleti è riconosciuta come cruciale. Da parte propria l’Italia si è dotata, al riguardo, di un sistema organizzato, che però è inefficace. Quali sono le possibili cause? E quali potrebbero essere le soluzioni più adatte? Ecco cosa dicono le figure del settore

 

Dire miniere urbane significa evocare l’idea di beni preziosi, che occorre cercare per rendere disponibili, ma, anche, che si trovano molto vicino a noi, nelle nostre città. E infatti, nel caso dell’urban miningle miniere sono le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse dalle quali è possibile estrarre materie preziose o rare rispetto ai giacimenti minerari, oppure il cui isolamento è necessario ai fini di rigenerazione, riuso e riparazione.

Come è intuitivo, per estrarre tali materie è necessaria una tecnica complessa, che richiede specializzazione ed innovazione continua: servono, dunque, soggetti tecnicamente ed imprenditorialmente idonei a svolgere la relativa attività. Sotto il profilo della gestione, quel che occorre è, in primo luogo, una serie di norme che accompagni tutto il ciclo: dalla mappatura dei soggetti cui si demanda l’estrazione, alla facilitazione della raccolta a fine uso di questo tipo di scarti, all’approntamento di un apparato capace di assicurare che essi, una volta conferiti correttamente, arrivino alle competenti stazioni di estrazione, senza andare perduti.

La buona notizia è che, nel nostro Paese, un sistema che sappia rispondere alle necessità appena elencate esiste, è normato, è pensato in ottica di economia circolare, e prevede incombenti, responsabilità e titolarità dell’onere delle spese per ciascun attore del procedimento.

Ma allora, perché invece la raccolta RAEE non funziona?

Quello che c’è già: strumenti ed impostazione del sistema

Poiché per formulare ipotesi su cosa manchi è sempre buona norma fare l’inventario di quel che c’è, ripetiamo anzitutto che la struttura normativa esiste: c’è il decreto legislativo 49 del 2014, modificato ed armonizzato anche alla luce delle direttive in materia dell’Unione Europea e ci sono anche regolamenti UE – in quanto tali, direttamente operativi negli Stati membri – che tendono a garantire il tracciamento dei prodotti, ad esempio tramite il recentemente istituito passaporto digitale del prodotto, o per mezzo di altre specifiche norme finalizzate alla trasparenza circa la sorte di determinati prodotti di consumo invenduti.

La mappatura e la stazione di coordinamento? Presenti anche quelle: in esecuzione del regolamento UE n. 185 del 2007 è stato istituito il Comitato di Coordinamento RAEE, operante sotto la supervisione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che gestisce, tra l’altro, l’elenco a cui devono iscriversi tutti gli impianti di trattamento di RAEE.

Il CdC RAEE – che esplicitamente si richiama all’ottica dell’economia circolare – ha fissato punti importanti, ponendo la responsabilità della gestione in capo ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche e bilanciando i costi di gestione e di smaltimento tra produttore (per alcuni tipi di RAEE) e consumatore (che, acquistando un apparecchio elettrico o elettronico, paga un cosiddetto eco-contributo)

Inoltre, il CDC RAEE ha stabilito la gratuità del conferimento, che può avvenire presso le isole ecologiche, o anche presso i punti di vendita; e, certo non ultimo, ha previsto un sistema di sanzioni  nel caso di violazione della normativa prodotta: al punto che, come emerge da una banalissima ricerca su Google con i termini RAEE e smaltiment, sono fiorite le imprese (private) che offrono i propri servizi alle aziende per evitare loro di incorrervi, attraverso un processo “virtuoso” che le stesse agenzie dichiarano di garantire.

Eppure, è lo stesso CDC RAEE ad informare che – in assenza di diminuzione sia del consumo sia della raggiunta obsolescenza – proprio la raccolta dei RAEE provenienti dalle più diffuse e più spesso sostituite apparecchiature elettriche ed elettroniche (ossia tv e monitor) è diminuita nel 2023 del 32% rispetto al 2022; e che la raccolta relativa alle altre quattro categorie di RAEE (frigoriferi, condizionatori, scalda-acqua, macchine per lavare, piccoli elettrodomestici e sorgenti luminose) è rimasta sostanzialmente uguale a se stessa.

Dove si trova, l’intoppo (ammesso e non concesso che sia uno solo)?

raee 2

 

di Giovanna Vernarecci

Continua a leggere su Economiacircolare.com iscriviti alla newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle novità!