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Dal petrolio alle batterie: il nuovo volto della mobilità

Alla luce dell’urgenza di decarbonizzare del settore dei trasporti in Europa, le batterie rappresentano la tecnologia chiave per la transizione verso sistemi di mobilità a zero emissioni. Con i veicoli elettrici che dovrebbero sostituire le auto tradizionali, la domanda di batterie composte da materiali come litio, nichel e cobalto è destinata a crescere nei prossimi anni. Ma come può essere soddisfatta in modo sostenibile?

Vediamo come affronta l’argomento il Transport & Environment (T&E), federazione di associazioni a scopo non governativo che promuove politiche per un trasporto sostenibile e sicuro, nel report dedicato “From dirty oil to clean batteries”.

 

Abbastanza batterie “made in EU” per il mercato dei veicoli elettrici

Con l’aumento delle vendite di veicoli elettrici, si stima che nel 2025 la domanda totale di batterie in Europa raggiunga quasi 300 GWh, più di 700 GWh nel 2030 e più di 1.300 GWh nel 2035.

Nel prossimo decennio nell’Unione Europea sono previste 22 gigafactories, con una capacità di produzione totale che va da 460 GWh nel 2025 (sufficiente per circa 8 milioni di auto elettriche a batteria) a 730 GWh nel 2030, in grado di soddisfare il mercato della mobilità elettrica previsto.

 

Più (batterie) con meno (materiali)

Con l’incremento della produzione europea, aumenterà anche la domanda di materie prime nei prossimi dieci anni. Tuttavia, con l’evoluzione della tecnologia, ne saranno necessarie meno per produrre un kWh. Dal 2020 al 2030, la quantità media di litio necessaria per un kWh scenderà della metà (da 0,10 kg/kWh a 0,05 kg/kWh), mentre quella di cobalto di oltre tre quarti, da 0.13 kg/kWh a 0,03 kg/kWh. Per il nichel la diminuzione sarebbe meno accentuata – circa un quinto – e passerebbe da 0,48 kg/kWh a 0,39 kg/kWh.

 

Ridurre la domanda di materie prime attraverso il riciclo

A differenza delle automobili alimentate da combustibili fossili, le batterie delle auto elettriche sono parte di un processo circolare in cui i materiali possono essere riutilizzati e recuperati per produrne altre. Il riciclo dei materiali che le compongono è fondamentale per ridurre la pressione che l’estrazione delle materie prime può avere sull’ambiente e sulle comunità.

 

Petrolio vs batterie: due pesi e due misure?

Mentre le auto con motore a scoppio emettono fumi tossici e CO2, tra le cause principali del riscaldamento globale, le auto elettriche non bruciano carburante e i materiali che compongono le batterie possono essere riutilizzati. Si pensi che nel corso della sua vita, un’auto in media brucia quasi 17.000 litri di benzina o circa 13.500 di diesel. Se questi barili di petrolio venissero impilati si creerebbe una torre alta 70-90m – ovvero pari all’altezza di un edificio di 25 piani. Al contrario, quando si considera il riciclo dei materiali che costituiscono le batterie solo circa 30 kg non verrebbero recuperati (su 160 kg che solitamente vanno a costituire una batteria media). Il peso della benzina o del gasolio bruciato durante la vita media di un veicolo è circa 300-400 volte superiore alla quantità totale di metalli non riciclati.

 

Leggi il report completo e approfondisci il tema delle batterie con la nostra intervista a Peter Coonen, Presidente di Eucobat, Associazione europea dei sistemi nazionali di raccolta delle batterie