Regolamento europeo sugli imballaggi, sempre più vicino all’approvazione

Regolamento europeo sugli imballaggi, sempre più vicino all’approvazione

Raggiunta l’intesa tra il Parlamento europeo e il Consiglio Ue su una versione del testo che annulla l’impasse politico generato dalla contrapposizione tra riuso e riciclo. Roberto Magnaghi, Direttore Generale di Erion Packaging: “Posizione ragionevole che tiene conto dell’eccellenza della filiera italiana del riciclo”

“No ai rifiuti creati dagli imballaggi, sì al riciclo e al riutilizzo!”. Con questo messaggio, diffuso su X lo scorso 15 marzo la Presidenza belga del Consiglio dell’Ue ha annunciato l’approvazione all’unanimità da parte dei rappresentanti permanenti dei 27 paesi membri (Coreper) del testo del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi di revisione e abrogazione delle tre attuali Direttive in vigore.

 

Una norma per affrontare la crescita dei rifiuti di Imballaggi in Ue

L’accordo, che ha dato un importante spinta all’entrata in vigore del nuovo Regolamento, punta ad affrontare – ha chiarito la presidenza – “L’aumento dei rifiuti di imballaggio, armonizzando al tempo stesso il mercato interno e promuovendo l’economia circolare”. Una sfida importante viste le quantità crescenti dei rifiuti di packaging nell’UE, passate dalle 66 milioni di tonnellate nel 2009 alle 84 milioni di tonnellate nel 2021. “Ogni europeospiega in una nota il Parlamento europeoha generato 188,7 kg di rifiuti di imballaggio nel 2021, una cifra che dovrebbe aumentare fino a 209 kg nel 2030 senza misure aggiuntive”.

Ultimo passaggio dell’iter atteso con l’inizio della prossima Legislatura Ue

Il peso sociale ed economico che il nuovo Regolamento avrà sulle filiere del packaging in Europa è stato reso palese da una lunga fase negoziale da parte del trilogo conclusasi lo scorso 4 marzo con un accordo provvisorio raggiunto, dopo dieci ore di trattative, tra Parlamento e Consiglio dell’Ue. Il testo concordato dalle due istituzioni, successivamente approvato dal Coreper il 15 marzo, è passato poi alla votazione della Commissione Ambiente (ENVI). L’ultimo passaggio dell’iter sarà la votazione nella plenaria del Parlamento Ue, attesa per la settimana del 22 aprile, ma che con tutta probabilità sarà in capo alla Legislatura che si formerà con le elezioni del prossimo giugno.

Le principali novità del nuovo Regolamento sugli imballaggi

Il testo dell’accordo prevede progressivi target di riduzione del packaging: del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040, richiedendo anche una riduzione generale dei rifiuti degli imballaggi di plastica. Inoltre, il testo approvato prevede che alcuni formati di imballaggi in plastica monouso, come quelli per frutta e verdura fresca non trasformata, imballaggi per alimenti e bevande riempiti e consumati nei bar e nei ristoranti, porzioni individuali (ad esempio condimenti, salse, panna, zucchero), siano vietati dal 1° gennaio 2030 così come il packaging in miniatura per i prodotti da toilette e la pellicola termoretraibile per le valigie negli aeroporti. Per prevenire danni alla salute è stato anche introdotto il divieto di impiegare nel packaging dei prodotti alimentari le cosiddette “sostanze chimiche per sempre” (sostanze alchiliche per- e polifluorurate o PFAS)

Una deroga per superare l’opposizione tra riuso e riciclo 

Il testo fissa nuovi obiettivi vincolanti di riutilizzo per il 2030 e obiettivi indicativi per il 2040. I target variano a seconda del tipo di imballaggio utilizzato dagli operatori: bevande alcoliche e analcoliche (dovrà essere riutilizzabile almeno il 10% degli imballaggi entro il 2030. Sono esclusi vino e vini aromatizzati, liquori, latte e altre bevande altamente deperibili) imballaggi per il trasporto e la vendita (esclusi gli imballaggi utilizzati per merci pericolose o attrezzature di grandi dimensioni e gli imballaggi flessibili a diretto contatto con gli alimenti) e imballaggi multipli. L’accordo raggiunto dal Parlamento e dal Consiglio Ue ha superato l’impasse iniziale generato da posizioni politiche che favorivano il riutilizzo al riciclo. Tra i principali oppositori di questa strategia figura da sempre l’Italia che da anni esprime percentuali di riciclo del packaging superiori alla media europea. La trattativa in seno al trilogo ha sbloccato lo stallo prevedendo la facoltà per gli Stati membri di concedere deroghe sugli obiettivi di riutilizzo agli operatori dei settori coinvolti se le percentuali di riciclo dei singoli materiali di imballaggio supereranno di almeno 5 punti percentuali gli obiettivi definiti Bruxelles.

Roberto Magnaghi, DG di Erion Packaging: “Soluzione ragionevole che non penalizza le aziende”.

Erion Packaging, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione degli imballaggi dei prodotti tecnologici, ha seguito da vicino tutto l’iter che ha accompagnato la stesura del testo provvisorio del nuovo Regolamento, auspicando una soluzione che non penalizzasse la filiera del riciclo. Roberto Magnaghi, Direttore Generale del Consorzio, ha commentato così l’ultima versione del testo: “Parlamento e Consiglio hanno raggiunto una posizione ragionevole che tiene conto dell’eccellenza di Paesi come l’Italia nel campo del riciclo degli imballaggi. In trent’anni abbiamo sviluppato un know-how che ci permette di essere efficienti nel trattamento di tutti i materiali di imballaggio e di essere sistematicamente al di sopra della media europea in questo settore. Attenuare gli obblighi sul riuso introducendo una deroga per coloro che dimostrano di raggiungere alti tassi di riciclo degli imballaggi è una buona strategia per contribuire alla crescita dell’economia circolare senza danneggiare soggetti virtuosi e impegnati da anni su questo fronte.”

Erion entra nella classifica delle “Aziende più attente al clima” 2024

Erion entra nella classifica delle “Aziende più attente al clima” 2024

Il nostro Sistema multi-consortile è stato riconosciuto fra le 150 imprese più virtuose in Italia nella terza edizione della lista annuale stilata Corriere della Sera, Pianeta 2030, il mensile del Corriere della Sera dedicato alla Sostenibilità, e Statista, l’azienda specializzata in ricerche di mercato, ranking e analisi di dati aziendali

Erion è una delle “Aziende più attente al clima” in Italia. Il nostro Sistema multi-consortile entra nell’edizione 2024 della classifica stilata da Corriere della Sera, Pianeta 2030 e Statista (company specializzata in ricerche di mercato, ranking e analisi di dati aziendali) che prende in considerazione le imprese italiane che hanno ridotto maggiormente il rapporto tra le loro emissioni di CO2 e il fatturato.

 

L’indagine e le 150 aziende più virtuose d’Italia

L’indagine, arrivata alla sua terza edizione, è partita da un campione di 600 importanti aziende italiane per arrivare alla selezione delle 150 più virtuose. La metodologia impiegata per la formazione della classifica, spiegano i ricercatori, “si è basata sui consumi di CO2, suddivisi in Scope 1, Scope 2 in relazione al fatturato per gli anni 2020-2022. Scope 1 sono le emissioni dirette di CO2 che comprendono emissioni di gas a effetto serra da fonti di proprietà o controllate dall’azienda (es. l’uso di combustibili per il riscaldamento e per il parco auto e gas refrigeranti). Scope 2 sono le emissioni indirette di CO2 (che derivano dalla generazione di elettricità acquistata, riscaldamento, raffreddamento e vapore). La riduzione di tale rapporto, chiamata Carr (Compound annual reduction rate), indica il grado di riduzione delle emissioni di CO2 dell’azienda”.

Danilo Bonato, DG Erion: “Un premio all’impegno ambientale dei nostri Produttori”

L’entrata di Erion nella classifica delle “Aziende più attente al clima” 2024 è stata salutata da Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization, come “un premio all’impegno ambientale dei nostri Produttori. Ogni anno mettiamo la massima attenzione nel perseguire la riduzione delle emissioni associate ad ogni nostra attività e la più totale trasparenza nella rendicontazione di queste all’interno del Bilancio di Sostenibilità del Sistema multi-consortile Erion. Questi risultati oggi sono stati riconosciuti da tre importanti realtà come il Corriere della Sera, Pianeta 2030 e Statista. Questo non solo ci rende orgogliosi ma ci stimola a migliorare ulteriormente, ponendo al cuore della nostra missione la sostenibilità ambientale e l’economia circolare”.

 

Leggi la classifica completa sul sito del Corriere della Sera.

Erion Packaging pubblica i contributi imballaggi 2024

Erion Packaging pubblica i contributi imballaggi 2024

Il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione degli imballaggi dei prodotti tecnologici ha pubblicato i diversi scaglioni del Contributo ambientale per la gestione del packaging in carta, legno e plastica

Erion Packaging, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione degli Imballaggi, ha pubblicato le quote di finanziamento relative al 2024. Per i Produttori del sistema collettivo, oltre al canone annuale di 160€ destinato a coprire i costi amministrativi e di supporto, è previsto il pagamento del Contributo Imballaggi Erion (C.I.E.) suddiviso in tre fasce economiche a seconda degli specifici materiali d’imballaggio e ai canali di destinazione degli stessi: domestico o industriale/commerciale.

Il Contributo Imballaggi Erion per carta, legno e plastica

Il C.I.E., espresso in euro/tonnellata, è necessario per finanziare la gestione di tutte le attività finalizzate al perseguimento degli obiettivi normativi. Nel corso del 2024, i Produttori di Erion Packaging sono chiamati a versare i seguenti C.I.E.:

  • Carta: 30 euro/tonnellata (per il canale domestico) e 25 euro/tonnellata (per il canale industriale/commerciale).
  • Legno: 7 euro/tonnellata (per il canale industriale/commerciale).
  • Plastica: 440€/tonnellata (per il canale domestico) e 250€/ton (per il canale industriale/commerciale).

 

Le procedure semplificate per chi non riesce a determinare il peso del POM

Il modello di finanziamento di Erion Packaging prevede, inoltre, due procedure semplificate per i Produttori che non riescono a determinare in modo puntuale il peso degli imballaggi dei prodotti tecnologici immessi sul mercato.  La procedura semplificata sul valore stabilisce l’applicazione di un’aliquota dello 0,056% sul valore (al netto dell’IVA e delle spese di trasporto) della merce importata. La procedura semplificata sulla tara comporta l’applicazione di un contributo unico (pari a 62€ a tonnellata) sul peso degli imballaggi importati, senza distinzione di materiale.

Imballaggi, lo Studio sulla reverse logistics sostenibile: riciclo migliore e minor impatto ambientale

Imballaggi, lo Studio sulla reverse logistics sostenibile: riciclo migliore e minor impatto ambientale

Realizzata da Interzero Italy per Erion Packaging, la Ricerca sul ciclo di vita degli imballaggi delle AEE, presentata lo scorso novembre a Ecomondo 2023

È stato presentato durante l’ultima edizione di Ecomondo lo Studio “Analisi LCA comparativa: Soluzioni per una reverse logistics sostenibile nel settore del packaging domestico”, realizzato da Interzero Italy per il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione degli Imballaggi correlati ai prodotti tecnologici,.

L’analisi indaga i possibili scenari operativi per migliorare la qualità e la quantità della materia prima riciclata ottimizzando la logistica e facilitando il recupero degli imballaggi degli elettrodomestici. Il punto di partenza della ricerca parte da una riflessione: comprare un elettrodomestico e consegnare – grazie al servizio 1 contro 1 – l’apparecchiatura equivalente da sostituire è ormai facile, ma al consumatore resta la responsabilità di dover smaltire attraverso la raccolta differenziata gli imballaggi, spesso molto ingombranti, ma che proteggono il prodotto.

I due scenari di conferimento a confronto
Lo Studio evidenzia come tale scenario (denominato “As Is”), in cui è il cittadino a occuparsi del conferimento, funzioni pur non rappresentando però la soluzione migliore. Il rifiuto viene infatti successivamente preso in carico dalle municipalizzate e, dopo alcuni trattamenti e lavorazioni specifiche, avviato a riciclo. Un secondo scenario, classificato dallo Studio come “Erion Packaging”, dimostra, invece, come grazie a uno schema di reverse logistics innovativo si potrebbe garantire una maggiore efficienza del processo: con una riduzione delle tappe obbligatorie che deve effettuare il rifiuto di imballaggio differenziato e che sarebbe reso possibile dal coinvolgimento diretto degli installatori nel trasferimento degli imballaggi da casa del cittadino al centro di trattamento rifiuti. Inoltre, lo scenario “Erion Packaging” darebbe anche la possibilità di ottenere materiali di recupero di migliore qualità e maggiore quantità: la gestione del rifiuto di imballaggio contestualmente al ritiro dell’elettrodomestico di cui il cittadino vuole disfarsi garantirebbe, infatti, di non dover passare per complicati e non sempre efficienti sistemi di selezione e di far arrivare al riciclatore un rifiuto pulito e non contaminato, permettendo una maggiore e migliore Materia Prima Seconda.

I benefici ambientali generati dallo scenario “Erion Packaging”
Lo scenario “Erion Packaging” non garantirebbe solamente un sistema più efficiente e una migliore qualità e quantità dei materiali avviati a riciclo, ma permetterebbe di generare notevoli i benefici ambientali connessi. È quanto mette in evidenza il calcolo effettuato con metodologia LCA (Life Cycle Assessment, Valutazione del ciclo di vita), che ha preso in esame, nello specifico, il packaging medio di una lavatrice, confrontando gli impatti, sotto diversi aspetti, dei due scenari presi in considerazione. Tenendo conto di 16 diversi indicatori in riferimento all’impatto climatico (tra cui riduzione dell’ozono, consumo delle risorse e presenza di minerali e metalli), è emerso che nello scenario “As Is” esiste già un beneficio ambientale, dal momento che – grazie al riciclo – è possibile ottenere Materia Prima Seconda evitando estrazioni di materie prime e riducendo quindi gli impatti sull’ambiente connessi. Tuttavia, nello scenario “Erion Packaging”, aumentando quantità e qualità della materia prima riciclata, ottimizzando la logistica ed evitando il processo di selezione, i benefici ambientali sarebbero 4 volte superiori.

Con lo scenario “Erion Packaging” meno emissioni di COe consumi energetici
Per quanto riguarda le emissioni di COeq, considerando la gestione del packaging di 100 lavatrici, con il sistema attuale (scenario “As Is”) vengono evitate emissioni inquinanti pari a quelle di un’auto media Euro 5 che percorre 29 km, mentre la quantità di CO2eq evitata dal secondo scenario corrisponde a 431 km, con una capacità di contenimento dei livelli emissivi quasi 15 volte superiore. Dal punto di vista dell’efficienza energetica poi, con il sistema attualmente in uso si ottiene un risparmioin MegaJoule (MJ), pari al consumo medio mensile di 1,5 famiglie, mentre nello scenario ‘Erion Packaging’ la quantità di energia risparmiata sarebbe in grado di coprire il fabbisogno energetico di 5 famiglie.

Roberto Magnaghi, Direttore Generale di Erion Packaging: “La reverse logistics favorisce i cittadini”
Con questo studio vogliamo mostrare come, grazie a una diversa gestione del rifiuto del packaging, si possano generare benefici ambientali e di ottimizzazione di tutta la filiera del riciclo”, ha dichiarato Roberto MagnaghiDirettore Generale di Erion Packaging. “L’introduzione di uno schema di reverse logistics innovativo favorisce tutti i soggetti coinvolti, a partire dai cittadini, passando per gli operatori della filiera, fino alle aziende che utilizzano le Materie Prime Seconde ricavate dal riciclo. Come Consorzio – ha concluso il DG – siamo sempre attivi per trovare soluzioni ed offrire servizi che possano rendere il sistema maggiormente efficiente e garantire il passaggio verso un’economia sempre più circolare.”

“Come immagino il 2024? Migliorando quello che stiamo già facendo e continuando a creare valore per le aziende associate e per l’intera filiera”

“Come immagino il 2024? Migliorando quello che stiamo già facendo e continuando a creare valore per le aziende associate e per l’intera filiera”

Intervista a Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization, che ci racconta che anno è stato quello che si sta chiudendo e quali siano le prospettive del Sistema e dei suoi Consorzi per il 2024

La fine di ogni anno porta con sé la voglia di fare bilanci e di immaginare il futuro. Anche Erion si prepara a salutare il 2023 guardando ai risultati ottenuti e immaginando le sfide e gli impegni dell’anno che verrà. Per raccontarveli, ErioNews ha intervistato Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization.

 

Se potessi definire il 2023 di Erion con una parola quale sceglieresti?
Entusiasmante.

Che anno è stato quello che sta per concludersi per il Sistema e i suoi Consorzi?
Un anno molto intenso e ricco di soddisfazioni. Abbiamo rafforzato la struttura di Erion Compliance Organization incrementandone l’organico e abbiamo realizzato progetti unici, innovativi e di grande impatto. Penso, in primis, al Docufilm “Materia Viva”: un’iniziativa del Consorzio Erion WEEE che ha dato risalto a tutto il lavoro che facciamo sul riciclo, sull’economia circolare, sulle Materie Prime Critiche e che, ancora a distanza di mesi dalla sua presentazione, sta dando grossi risultati sia in termini d’immagine che di sensibilizzazione sociale, a partire dalle scuole. Vorrei evidenziare anche il crescente impegno di Erion nella partecipazione ai progetti di ricerca europei con il Team Strategic Development and Innovation, attualmente coinvolto in diciassette progetti insieme a importanti partner internazionali provenienti dai settori della Ricerca, dell’Università e dell’Industria.

Ci racconti in sintesi i risultati ottenuti dai Consorzi?
Nei nostri settori tradizionali, quelli dei RAEE e dei RPA, i Consorzi WEEE, Professional ed Energy continuano a dare dei risultati molto buoni in termini di performance e a svolgere un ruolo di leadership a livello nazionale nel dibattito sul miglioramento dei Sistemi EPR, anche alla luce di un quadro normativo in forte evoluzione. Si pensi al settore delle Pile che inizierà a rinnovarsi dopo l’approvazione del nuovo Regolamento europeo sulle batterie. Abbiamo fatto degli interessanti passi in avanti anche in altre filiere, come quella degli imballaggi dove, dopo l’accreditamento, Erion Packaging è diventato operativo; e quella dei prodotti del tabacco, dove recentemente abbiamo ottenuto un riscontro positivo da parte del MASE, degli stakeholder e dei Comuni con i quali siamo molto vicini alla definizione di un accordo di programma tra l’ANCI ed Erion Care.

Nel 2023 è nato anche Erion Textiles. Quali sono le prospettive per questo nuovo Consorzio nel 2024?
Il tema è quali prospettive avrà Textiles quando la normativa di settore sarà pienamente operativa, il che potrebbe avvenire nel 2024 se non addirittura nel 2025. Un Consorzio Erion per il Tessile avrà certamente come prospettiva quella di consolidare il nostro know-how e diventare un punto di riferimento nelle logiche di progettazione di un sistema nazionale di EPR per il Tessile: un settore tra i più impattanti a livello ambientale e nel quale Erion vuole avere una presenza qualificata, grazie al proprio modello di EPR basato sulla trasparenza, l’efficienza e l’impegno dei Produttori come soggetti guida dei Consorzi.

Quale valore aggiunto darà Erion Textiles ai Produttori?
Erion è prima di tutto un riferimento culturale e un player con anni di esperienza e di attività in altri settori produttivi. Il nostro Sistema rappresenta valori ricercati anche dal comparto del tessile e che si esprimono non solo nella capacità di adempiere alle normative di riferimento in modo rigoroso, nel rispetto dei valori etici e della catena del valore del Sistema, ma anche in quella di promuovere la sostenibilità attraverso corsi sull’ecodesign e ricerche sull’innovazione di prodotto e di processo. Erion Textiles sarà un Consorzio che avrà lo scopo di migliorare il buon lavoro già fatto in Italia dagli enti locali e dalla distribuzione e di contribuire a creare una filiera del Tessile capace di raggiungere i target europei di raccolta e riciclo.

Il 2023 è stato l’anno degli eventi in casa Erion, ma anche di una crescita importante sul versante del networking. Dirigenti, manager e persone di Erion hanno partecipato a diversi tavoli di lavoro. È segno di un prestigio consolidato?
I Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore rappresentano uno dei pilastri del Piano d’Azione europeo per l’economia circolare e sul tema dell’EPR si è creata una forte attenzione. Erion è riuscito a conquistarsi una posizione autorevole sia perché rappresenta tanti importanti Produttori, sia perché, tra manager e tecnici, può mettere in campo competenze molto qualificate. Abbiamo, inoltre, una struttura aziendale composta da persone giovani e dinamiche con una visione aggiornata del mondo, dei problemi da risolvere e delle sfide da affrontare. Un valore aggiunto, infine, è dato dal fatto che Erion è un’azienda con una popolazione a maggioranza femminile e lo è non perché deve raggiungere “una quota”, ma perché ha incontrato nel proprio cammino moltissime professioniste di valore. È bello sapere che il nostro Sistema partecipa con donne e persone giovani ai tavoli istituzionali e ad eventi in cui si discute di strategia e di politiche per l’economia circolare.

Ci racconti un momento dell’anno particolarmente importante per il Sistema?
Mi vengono in mente due episodi. Il primo è la reazione entusiasta delle nostre persone quando siamo arrivati nei nuovi uffici di via Scarsellini a Milano. Fino ad allora l’azienda era fisicamente divisa in due sedi un po’ piccole e un po’ scomode. Il trasferimento in un ufficio accogliente, spazioso, colorato, con postazioni open e grandi spazi da utilizzare, ha concretizzato l’idea di avere una casa comune. Il secondo episodio è legato alla première di Materia Viva al teatro Ambra Jovinelli di Roma. Un momento che ha rappresentato una bellissima occasione di ritrovo per i nostri partner, le autorità e gli stakeholder. Di quella giornata ricordo lo stupore positivo e il coinvolgimento di molte persone che sono uscite dalla sala con una consapevolezza rinnovata su come fare a prendersi cura dell’ambiente. Ho visto per la prima volta un salto di qualità emotivo nella percezione esterna del nostro lavoro. Un segnale forte che, da un lato, ci ha fatto capire di aver scelto la strada giusta e, dall’altro, ha visto riconosciuto l’impegno del Team MarCom e, più in generale, di tutte le persone della nostra organizzazione.

Parliamo di futuro. Come immagini il 2024 di Erion?
Siamo abituati a chiudere un anno e, contemporaneamente, a progettarne uno nuovo ancora più ricco di occasioni di crescita, di confronto, di sviluppo dei progetti che ci vedono coinvolti. Mi aspetto un 2024 in continuità con questa determinazione a tutti i livelli: dai Produttori che siedono nelle assemblee dei Consorzi, al Management, alle nostre persone. Spero che in tutti noi si rafforzi l’idea di affrontare questo lavoro come una missione: quella di migliorare, anche di poco, il contesto ambientale e sociale in cui ci troviamo, soprattutto in un quadro sempre più preoccupante con grandi sfide climatiche e sempre meno risorse. Sappiamo che nel nostro piccolo possiamo dare un contributo ed è questo che ci motiva sempre di più. Quindi il mio auspicio è quello di affrontare il 2024 migliorando quello che stiamo già facendo. Penso a un anno in cui consolideremo alcune attività: rafforzare i Consorzi che si stanno sviluppando; rendere più efficiente la nostra organizzazione e introdurre innovazioni nel settore dell’EPR. Dobbiamo sempre essere in grado di ascoltare i nostri Produttori ed essere più vicini alle loro esigenze. Un’azione, questa, che richiede grande capacità di visione e di realizzazione. Immagino il 2024 come l’anno in cui continueremo a creare questo valore per le aziende associate e per l’intera filiera di cui facciamo parte.

Regolamento imballaggi, Consiglio Ue approva posizione negoziale, Italia vota contro

Il Consiglio Ambiente di ieri mattina ha approvata la propria posizione negoziale (“orientamento generale”) sul regolamento imballaggi (Packaging and Packaging Waste Regulation – PPWR). Le modifiche apportate nel testo di compromesso predisposto dalla presidenza spagnola sono, se confrontate con quelle introdotte dal Parlamento il mese scorso, di minore entità. L’talia è l’unico Paese Ue ad aver votato contro.

“Nel 2021 ogni europeo ha prodotto 190 kg di rifiuti di imballaggio- ha commentato Teresa Ribera Rodríguez, terzo vicepresidente del governo spagnolo e ministro per la transizione ecologica e la sfida demografica, che ha guidato il Consiglio di ieri –. E questa cifra crescerà di quasi il 20% nel 2030, se le cose non cambieranno. Non possiamo permettere che ciò accada. L’approccio generale di oggi trasmette un messaggio forte: l’UE è impegnata a ridurre e prevenire i rifiuti di imballaggio da tutte le fonti. Questo regolamento è fondamentale nel nostro percorso verso un’economia circolare e un’Europa neutrale dal punto di vista climatico”.

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Il compromesso spagnolo e le critiche dell’Italia

“Pensiamo sia importante trovare un accordo oggi sul regolamento Imballaggi per arrivare a un’intesa politica con l’Europarlamento prima della fine della legislatura”. Così la ministra spagnola ha aperto ieri la sessione pubblica al Consiglio Ambiente presentando il testo frutto della ricerca da parte della Spagna di un compromesso tra di diverse esigenze dei Paesi Ue. Un testo che, ha affermato, conserva un “elevato livello di ambizione in maniera coerente con gli obiettivi della proposta Ue ma garantisce flessibilità per dare modo agli Stati membri di applicare le norme secondo il proprio contesto specifico”.

Abbiamo già scritto del tentativo italo-finlandese di coagulare consensi per fare tabula rasa degli obiettivi si riuso presenti nel testo della Commissione e del Parlamento. Il ministro italiano dell’Ambiente e della sicurezza Energetica Gilberto Pichetto ieri non ha infatti risparmiato critiche al provvedimento, sottolineando come anche nel testo di mediazione elaborato dalla presidenza spagnola restino “importanti criticità“. “La nostra priorità – ha spiegato – è giungere ad un testo bilanciato che metta al centro le questioni ambientali, sociali ed economiche in modo giusto ed equo. Questa è d’altronde la posizione espressa anche dal Parlamento europeo”. Secondo il ministro va cercato equilibrio “tra la necessità di misure ambiziose per la gestione sostenibile degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio; la fattibilità tecnica delle disposizioni chiave del regolamento; la valorizzazione dei sistemi in cui la raccolta differenziata, il riciclo e il ricorso all’uso di materia prima e seconda da riciclo sono efficaci; e il ruolo attivo dei punti vendita e dei consumatori che possano creare processi virtuosi di economia circolare da verificarsi con analisi Lca (Life cycle assessment, ndr), lungo cioè tutto il ciclo di vita del prodotto”, Oltre a tornare a criticare la scelta legislativa del regolamento invece che della direttiva, il responsabile del MASE ha chiesto la valorizzazione del settore del packaging compostabile e biodegradabile “anche in linea a quanto deciso alla recente COP28 come alternativa alle plastiche tradizionali”; la salvaguardia di “formati di imballaggio che dimostrano un rendimento ambientale superiore nel ciclo di vita e/o ad alto tasso di raccolta differenziata o di riciclo” con “basata sull’evidenza e non su restrizioni a priori”; un “segnale di flessibilità, consentendo deroghe sul riuso a chi dimostra un’elevata percentuale di raccolta differenziata e di riciclo”. Pichetto parla insomma di ampie deroghe alle norme contenute nel testo del PPWR.

I diversi pareri espressi ieri dai Paesi durante il Consiglio hanno spinto la presidenza a concordare altre “piccole modifiche” per avere “una maggioranza più estesa”. Modiche che non hanno soddisfatto il governo italiano, che, come abbiamo detto, ha infatti votato contro il testo di mediazione. Finlandia e Malta hanno affermato di avere alcune riserve ma di sostenere il nuovo testo

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di Redazione EconomiaCircolare.com

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Regolamento imballaggi, così la politica e le imprese giudicano l’accordo dei ministri Ue

Regolamento imballaggi, così la politica e le imprese giudicano l’accordo dei ministri Ue

Cosa pensano i partiti politici, le imprese, le associazioni ambientaliste dell’accordo raggiunto ieri in Consiglio Ue sul regolamento imballaggi? Ecco una rapida carrellata

Sul regolamento imballaggi (PPWR – Packaging and packaging waste regulation), le differenti visioni dei ministri dell’ambiente europei non sono state sufficienti a rompere il fronte dei favorevoli che lascia così isolata l’Italia, unico Paese che ieri al Consiglio Ambiente di Bruxelles ha votare contro.

A quanto pare tra i ministri non c’è stata una vera votazione. La responsabile della Transizione ecologica spagnola, Teresa Ribera, che presiede il Consiglio, avrebbe chiesto chi si opponeva all’approvazione dell’approccio generale, il testo condiviso che servirà a gennaio per la trattativa del trilogo: Finlandia e Malta hanno espresso alcune riserve ma hanno sostenuto il nuovo testo, l’Italia si è opposta.

Vediamo allora i pareri della politica, ma anche quelli del mondo produttivo, sul general approach approvato ieri. Pareri articolati, come leggerete, anche tra i contrari: tra chi boccia del tutto le misure e chi invece su alcuni passaggi chiede più coraggio.

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I contrari

Il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. “La proposta – ha spiegato il Ministro, che ha partecipato ai lavori assieme al Viceministro Vannia Gava – non soddisfa le esigenze del nostro Paese, mentre siamo completamente allineati sulla posizione del Parlamento e speriamo che questa prevalga nei negoziati del trilogo”.

Intervenendo nella sessione del Consiglio, Pichetto aveva ribadito “la necessità di giungere a un testo bilanciato e ad obiettivi comuni senza ignorare le differenze tra gli Stati membri”. Tra le soluzioni prospettate, quella di “deroghe sul riuso a chi dimostra un’elevata percentuale di raccolta differenziata e riciclo”, come “passo verso un compromesso più equilibrato tra obiettivi di riciclo e riuso, tenendo conto delle differenti realtà e capacità di ciascun Paese”.

Il ministro ha spiegato, motivando il voto contrario, che “l’Italia è oggi al 56,5% di differenziata, contro una media del resto d’Europa del 48%”. Tre sono state le modifiche principali richieste dall’Italia e non accolte nel testo. “Sui cosiddetti compostabili – ha detto Pichetto – avevamo chiesto una proroga di qualche anno per adeguarsi”. “L’Italia – ha aggiunto – ha poi proposto parametri diversi su riuso e riciclo, prevedendo che laddove il riciclo raggiungeva percentuali superiori al 75-80% ci fosse uno spazio di deroga”. Infine, “sul riutilizzo e la ricarica, è stata accolta – ha proseguito il Ministro – una proposta della Germania sul settore del ‘beverage’ in favore di grandi imprese e non delle caratteristiche del mercato italiano, la cui struttura è di piccole e medie realtà, col rischio di incrinare l’equilibrio del mercato interno”.

Il viceministro all’Ambiente Vannia Gava “Continuiamo a ritenere la proposta di Regolamento non aderente ai contesti industriali nazionali e ai risultati raggiunti dai Paesi membri, che invece una direttiva avrebbe potuto valorizzare. L’imposizione, poi, di taluni obblighi e divieti, non motivati da approfondite valutazioni di impatto ambientale, economico e sociale sono una minaccia per i principi di sussidiarietà e proporzionalità, per gli investimenti intrapresi, per la concorrenza delle nostre imprese sui mercati internazionali e frammentano il mercato interno”. Così il viceministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica Vannia Gava a margine del Consiglio Ambiente Ue sulla proposta del Regolamento Imballaggi.

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di Redazione EconomiaCircolare.com

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Le nuove frontiere del riciclo in Italia

Le nuove frontiere del riciclo in Italia

Giovedì 14 dicembre 2023 si è tenuta la consueta Conferenza Nazionale dell’industria del riciclo organizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. L’Italia si conferma ai primi posti europei nel riciclo, ma deve fare di più sull’utilizzo di Materie Prime Seconde. Andrea Fluttero, Presidente di Erion Complicance Organization: “Alcuni produttori cominciano ad avere l’esigenza di impiegare le materie prime seconde nei loro prodotti. Non è quindi più solo un obbligo, ma c’è un mercato che comincia a essere sensibile

“Il riciclo è un elemento chiave per la transizione ecologica e la tutela dell’ambiente; consente di misurare le risorse in modo responsabile riducendo le emissioni e risparmiando l’energia. È nostro compito fare da traino affinché il riciclo sia strumento di sostenibilità ambientale, economica e sociale”. Lo ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, aprendo la Conferenza Nazionale dell’Industria del riciclo che si è tenuta a Milano il 14 dicembre 2023.

L’evento, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Conai e Pianeta2023 (mensile del Corriere della Sera), ha affrontato quest’anno il tema delle “Nuove frontiere del riciclo in Italia”, a quattro giorni dalla riunione del Consiglio dei ministri dell’Ambiente europei che il 18 dicembre avvierà la concertazione finale per l’approvazione definitiva del nuovo Regolamento sugli imballaggi.

I numeri del riciclo in Italia nel 2022
Come ogni anno la Conferenza è stata aperta dal Rapporto del Presidente della Fondazione, Edo Ronchi, sui numeri del riciclo in Italia. Citando dati Eurostat, Ronchi, ha evidenziato come dal 2012 al 2020 l’Italia ha raggiunto le migliori performance europee nel riciclo della totalità dei rifiuti generati: il 72%, uno dei più elevati dell’Ue dove la media è del 53%. “Per un Paese come l’Italia – ha detto Ronchi – il riciclo è un’attività strategica non solo per ragioni ambientali e climatiche, ma anche di competitività economica”. L’ex ministro dell’Ambiente, ripercorrendo le performance delle 19 filiere del riciclo nazionali ha evidenziato l’eccellenza di quella degli imballaggi: “Con circa 10,5 milioni di tonnellate avviate a riciclo e un tasso pari al 72% l’Italia nel 2022 ha superato non solo il target europeo del 65% al 2025 ma, con otto anni di anticipo, il target europeo del 70% al 2030”. Nello specifico, il nostro Paese nel 2022 ha riciclato l’81,2% di carta e cartone (pari a 4,3 milioni di tonnellate), l’81% del vetro (2,29 milioni di tonnellate), il 63% del legno (2,2 milioni di tonnellate). Unico materiale d’imballaggio al di sotto gli obiettivi Ue è la plastica che nel 2022 ha raggiunto un tasso di riciclo pari al 48,6% (1,1 milioni di tonnellate) contro un target del 50% al 2025. “Sul riciclo in questo settore è necessario spingere ulteriormente – ha esortato Ronchi – visto che l’incenerimento o lo smaltimento della plastica ha comportato nel 2022 un esborso di circa 800 milioni di euro per le casse dello Stato”.

Come procedono le filiere dei RAEE, dei RPA e del Tessile?
Tra le 19 filiere analizzate sono state menzionate anche le tre di riferimento di quattro consorzi del Sistema Erion: WEEE, Professional, Energy e Textiles. Sui RAEE, il Presidente, ha svelato che la quantità della raccolta è in crescita anche se il tasso sull’immesso al consumo resta molto al di sotto del target europeo. “Nel 2022 – ha detto Ronchi – la raccolta dei RAEE è aumentata a 1,57 milioni di tonnellate, ma il tasso rimane al 34%, ancora lontano di 30 punti percentuali dagli obiettivi Ue (65% dal 2019)”. Stabile, invece, la quantità raccolta dei Rifiuti di Pile e accumulatori con un tasso del 33,5% nel 2022 e un obiettivo del 45% su scala nazionale. Buone notizie per il Tessile, filiera che aspetta la normativa a livello europeo e che, in Italia, vede già pronti ben cinque Sistemi EPR di Produttori, tra i quali Erion Textiles. “La raccolta comincia a crescere. – ha sostenuto Ronchi – Nel 2021 sono state raccolte complessivamente 154,2 mila tonnellate di rifiuti tessili in aumento del +7,6% rispetto alle 143,3 mila tonnellate raccolte nel 2020”.

Le sfide future del riciclo
In chiusura della sua relazione, il Presidente della Fondazione ha evidenziato quelle che sono le sfide future sull’approvvigionamento delle materie prime vergini – messo in crisi anche dall’attuale situazione geopolitica mondiale – e il ruolo fondamentale delle Materie Prime Seconde. Settore, anche questo, in cui mercati “registrano forti difficoltà”. Citando i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, Ronchi ha ricordato come su otto mercati europei delle MPS solo quelli dell’alluminio, della carta e del vetro funzionino adeguatamente, mentre restano indietro quelli del legno, della plastica, dei rifiuti organici, dei rifiuti da costruzione e demolizione e dei rifiuti tessili. “In Italia – ha detto l’ex ministro – si registrano più o meno gli stessi problemi che ha il resto d’Europa. Le difficoltà, nel nostro Paese, provengono dalle barriere normative e dalle resistenze all’impiego di Materie Prime Seconde come, ad esempio, gli asfalti modificati su cui, nonostante l’alta efficienza raggiunta, abbiamo ancora molte resistenze riguardo al loro utilizzo”. Ronchi ha poi ribadito le potenziali misure per migliorare i mercati delle MPS, tra le quali quelle relative alla progettazione sostenibile, agli acquisti verdi del GPP, all’introduzione di restrizioni all’esportazioni di rifiuti e della riduzione dell’IVA sulle MPS. Infine, un accenno alle sfide sull’Innovazione “in cui l’Italia – ha chiosato Ronchi – non deve perdere il terreno guadagnato in decenni di ottimo lavoro. Per quanto riguarda i RAEE, una vera e propria miniera urbana di materie prime e strategiche, serve migliorare la raccolta e implementare le tecnologie. Non è possibile raccogliere le schede elettroniche e mandarle in Germania perché non abbiamo gli impianti nazionali”.

Andrea Fluttero: “L’uso di materie riciclate è una strategia, non più un obbligo”
Nella sessione pomeridiana della Conferenza il Presidente di Erion Compliance Organization, Andrea Fluttero, ha tenuto un intervento dal titolo “Le imprese e la sfida delle Materie Prime Critiche”. Fluttero ha evidenziato come negli ultimi tempi si parli sempre più spesso di tali materie perché i problemi geopolitici rendono meno sicuri i comparti produttivi riguardo al loro approvvigionamento. “In più – ha aggiunto il Presidente – sta succedendo che alcuni produttori cominciano ad avere l’esigenza di impiegare le materie prime seconde nei loro prodotti. Non è quindi più solo un obbligo, ma c’è un mercato che comincia a essere sensibile a certi tipi di argomentazioni e a chiedere che all’interno di certi prodotti ci sia una quota percentuali di materie riciclate. In questa prospettiva, ha aggiunto Fluttero, i Sistemi EPR sono importanti non solo perché rappresentano uno strumento necessario per portare avanti in Europa la trasformazione dell’economia da lineare a circolare, ma anche perché “sono visti dalle aziende come uno strumento per entrare nella filiera industriale della gestione del post-consumo e per capire come recuperare le Materie Prime Seconde da impiegare nei loro cicli produttivi”.

Imballaggi, per la Ellen MacArthur Foundation il riuso è essenziale per la sostenibilità

Imballaggi, per la Ellen MacArthur Foundation il riuso è essenziale per la sostenibilità

Due studi della fondazione sottolineano l’importanza di una transizione dall’imballaggio usa e getta a quello riutilizzabile per raggiungere obiettivi ambientali: “Si stima che il passaggio a modelli di riutilizzo possa fornire una riduzione di oltre il 20% delle perdite annuali totali di plastica negli oceani entro il 2040”

Il riutilizzo (o riuso) è essenziale per rendere più sostenibili gli imballaggi che usiamo. Lo sostiene la Ellen MacArthur Foundation (EMF), uno dei soggetti più accreditati al mondo sui temi dell’economia circolare. Lo fa in due diversi studi pubblicati di recente: uno pensato per dare un contributo ai lavori dell’ONU sul trattato globale sulla plastica (From single-use to reuse: A priority for the UN treaty) il secondo (Unlocking a reuse revolution: scaling returnable packaging) centrato proprio sui vantaggi del riuso degli imballaggi e su come agire per renderli sempre maggiori.

Il passaggio da modelli monouso a modelli di riutilizzo, si legge nel secondo documento, “presenta una delle maggiori opportunità per ridurre l’inquinamento da plastica”: “Si stima infatti che il passaggio a modelli di riutilizzo possa fornire una riduzione di oltre il 20% delle perdite annuali totali di plastica negli oceani entro il 2040”.

Riuso necessario per una gestione globale sostenibile della plastica

Nell’ambito dell’impegno della Ellen MacArthur Foundation per sostenere lo sviluppo di uno strumento internazionale vincolante, ambizioso ed efficace per porre fine all’inquinamento da plastica, la fondazione ha redatto un documento che già nel titolo (From single-use to reuse: A priority for the UN treaty) richiama la necessità di un approccio alla plastica che superi lo strapotere dell’usa e getta per arrivare a sistemi di riutilizzo efficienti. EMF sottolinea infatti “la necessità di dare priorità al riutilizzo nel trattato ONU sulla plastica”. Per questo la Fondazione, nel report citato, indica “le misure politiche da adottare per superare gli attuali ostacoli al riutilizzo su larga scala”. La sostenibilità della plastica a livello globale, dunque, secondo la EMF non può fare a meno di puntare su sistemi di riutilizzo degli imballaggi.

Leggi anche lo SPECIALE | Regolamento Imballaggi

Sbloccare il riuso

Il secondo report è dedicato alle iniziative da mettere in campo per “Sbloccare la rivoluzione del riutilizzo” (Unlocking a reuse revolution: scaling returnable packaging). Obiettivo dello studio è “informare le imprese, i responsabili politici e le istituzioni finanziarie sulle scelte progettuali fondamentali per facilitare questa collaborazione e far funzionare efficacemente i sistemi di riutilizzo-restituzione su scala”. La premessa della ricerca è che “per raggiungere le dimensioni necessarie ad affrontare l’inquinamento da plastica, il riutilizzo ha urgente bisogno di essere fatto crescere di scala”. Infatti, “nonostante le iniziative concertate e ambiziose dell’industria, come il Global Commitment, il mondo è fuori strada per affrontare i rifiuti e l’inquinamento da plastica. Sebbene l’eliminazione degli imballaggi sia essenziale, laddove possibile, e gli sforzi di riciclo saranno ancora necessari, per ottenere un futuro in cui la plastica non diventi mai un rifiuto, i sistemi di riutilizzo devono essere significativamente e urgentemente incrementati per raggiungere un futuro in cui la plastica non diventi mai un rifiuto”.

Lo studio – che indica anche i vantaggi ambientali del riutilizzo – è stato sviluppato con Systemiq ed Eunomia e in collaborazione con oltre 60 organizzazioni leader, tra cui la Banca europea per gli investimenti, i governi nazionali, gli esperti di riutilizzo e i principali marchi e rivenditori, come The Coca-Cola CompanyDanonePepsiCo e Unilever.

Il focus della ricerca sono i sistemi di imballaggio riutilizzabili da azienda a cliente (BtoC): i clienti acquistano prodotti confezionati, restituiscono l’imballaggio una volta consumato il bene, e l’imballaggio viene pulito e riempito nuovamente prima di essere rivenduto.

 

di Redazione EconomiaCircolare.com

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Il 14 dicembre 2023 si svolgerà la II Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo

Il 14 dicembre 2023 si svolgerà la II Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo

L’appuntamento è in programma dalle 10.30 alle 16.00 presso la Sala Buzzati del Corriere della Sera, Via Balzan 3 a Milano. Erion supporta l’evento insieme ad altri prestigiosi partner.

“Le nuove frontiere del riciclo in Italia” è il titolo che animerà la II Conferenza Nazionale dell’Industria del Riciclo che si svolgerà a Milano, il 14 dicembre 2023 dalle 10.30 alle 16.00 presso la Sala Buzzati del Corriere della Sera, Via Balzan, 3 e in streaming su corriere.it.

L’appuntamento è promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Conai e Pianeta2030, il mensile del Corriere della Sera, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dell’Ispra e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

 

Il Rapporto 2023 sul Riciclo in Italia
In occasione della Conferenza, che Erion supporta insieme ad altri prestigiosi partner, saranno presentati l’edizione 2023 del Rapporto “Il Riciclo in Italia”, realizzato dalla Fondazione in collaborazione con i settori industriali coinvolti, e il Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente dedicato all’analisi del mercato delle materie prime seconde in Europa. A quattro giorni dalla riunione del Consiglio dei ministri dell’Ambiente europei che il 18 dicembre avvierà la concertazione finale per l’approvazione definitiva del nuovo Regolamento sugli imballaggi dopo il voto del Parlamento Europeo del 22 novembre, l’industria del riciclo farà il punto della situazione.

Gli altri temi della Conferenza
Molti altri i temi che saranno approfonditi nel corso della Conferenza: dall’andamento volatile dei mercati delle materie prime seconde, influenzato dai diversi fattori geopolitici internazionali e di mercato, alle opportunità offerte dalle innovazione tecnologiche che stanno ormai superando le fasi della progettazione e della sperimentazione; dall’attuazione del PNRR con i significativi investimenti nel settore della gestione dei rifiuti all’ approfondimento dedicato al diffondersi delle start-up nell’ambito del riciclo.

 

Per partecipare è necessario registrarsi al seguente link: Iscriviti | Link

#RicicloItalia23 è l’hashtag dell’evento

Per rimanere aggiornato, rivedere l’edizione dello scorso anno e il Rapporto 2022: www.ricicloinitalia.it