Il riciclo dei rifiuti in Lombardia passa dalle sinergie tra pubblico e privato

Il riciclo dei rifiuti in Lombardia passa dalle sinergie tra pubblico e privato

Il 25 novembre 2022 si è tenuto a Milano il convegno “La materia circolare: risultati e prospettive del recupero in Lombardia” organizzato dalla VI Commissione Ambiente e protezione civile del Consiglio regionale

“La materia circolare: risultati e prospettive del recupero in Lombardia”. Questo il titolo che, il 25 novembre 2022, ha animato il convegno organizzato a Milano dalla VI Commissione Ambiente e protezione civile del Consiglio regionale della Lombardia per “Analizzare il contesto produttivo del settore del riciclo, comprendere gli strumenti e le azioni già in atto per incentivare l’utilizzo della materia prima secondaria e esaminare le prospettive future e gli interventi che politica e imprese devono introdurre per consentire la conclusione del processo di trasformazione green dell’economia e della società”.

“Bisogna considerare il rifiuto come risorsa”
L’incontro è stato aperto da Riccardo Pase, Presidente VI Commissione Ambiente e protezione civile, che ha evidenziato come sia sempre più necessario “Considerare il rifiuto come risorsa perché, se gestito in maniera corretta, questo può diventare un’opportunità di crescita. Bisogna fare capire ai cittadini concetti importanti come il fatto che dai rifiuti si producono risorse come il biogas. In Lombardia lo facciamo bene, ma bisogna lavorare in modo pragmatico e creare e sinergia fra le istituzioni e la società civile”. Per Carlo Borghetti, Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia: “L’economia circolare è un valore, ma anche una necessità. Dobbiamo ricordarci di applicarla puntando a garantire non solo sostenibilità economica e ambientale, ma anche sociale, visto la progressiva riconversione produttiva di molti settori industriali come quello dell’automotive soggetto a riqualificazione lavorativa”.

Migliorare la raccolta e creare un mercato delle MPS
Nel suo intervento, Fabrizio Piccarolo, Direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, ha introdotto i risultati del ciclo di audizioni degli stakeholder lombardi operanti nel settore del recupero di materia, sostenendo che “Abbiamo cercato di dare organicità alle informazioni degli addetti al settore per cercare di delineare linee di policy per migliorare le politiche e gli interventi in materia di riciclo”. Le conclusioni delle audizioni sono state raccontate da Elisa De Marchi del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università Statale di Milano, che ha evidenziato le necessità messe in risalto dal settore: “Sono esigenze multiple – ha detto la ricercatrice – che vanno dal miglioramento della quantità e della qualità della raccolta differenziata fino alla creazione di un mercato delle Materie Prime Seconde”. La studiosa ha poi messo in evidenza le policy auspicate dal settore e volte a consolidare la collaborazione fra enti consortili e Pubbliche amministrazioni; sensibilizzare il cittadino sull’importanza della raccolta differenziata; e favorire un avanzamento tecnologico che consenta di minimizzare gli sprechi e favorire il riciclo di materia.

“L’economia circolare in Lombardia è già una realtà”
La tavola rotonda della giornata è stata aperta dall’intervento di Dario Fossati, Direttore Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia, per il quale: “L’economia circolare in Lombardia è già una realtà, lo dimostrano i numeri e il lavoro delle varie filiere. Sulla raccolta differenziata ci sono comuni che arrivano a superare l’80% e noi ci siamo posti come futuro obiettivo l’83% su base regionale”. Sergio Padovani, Direttore del Settore attività produttive di ARPA Lombardia, ha ripercorso le attività dell’agenzia ricordando quella della “Formazione per gli enti locali su temi che vanno dalla gestione dei rifiuti alle bonifiche del territorio. Portiamo la nostra esperienza e ci confrontiamo con gli amministratori sulle best practices”. Per Luca Piatto Responsabile Area Rapporti con il Territori di Conai, “In Italia si raccoglie tanto, ma si deve migliorare la qualità della raccolta differenziata perché senza qualità le materie non possono essere mandate a riciclo”.

Longoni, CDC RAEE: “Chi lavora sui RAEE lavora sulla storia”
Un grande focus sul tema dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche è quello fatto dal Direttore Generale del CDC RAEE, Fabrizio Longoni: “Chi lavora sui RAEE lavora sulla storia perché raccoglie apparecchi prodotti anche vent’anni fa. I controlli sulla filiera devono essere stringenti, bisogna proteggere la competizione di mercato dai flussi paralleli che agiscono fuori dalla legge. Dobbiamo costruire nuovi impianti, ma per farlo servono maggiori volumi di rifiuti che giustifichino la creazione di strutture per il recupero della materia ai fini della produzione”. Per Roberto Sarcinelli, Presidente di Montello S.p.A. “La necessità è quella di legiferare perché le Materie Prime Seconde trovino sbocchi sul mercato. Il vero problema oggi è che non c’è assorbimento del prodotto riciclato perché manca uno stimolo al riutilizzo. Dobbiamo chiudere il cerchio abbassando i costi energetici che arrivano a toccare fino al 30% del fatturato causando enormi difficoltà alle aziende”.

Assoambiente: “Quello del riciclo è un settore strategico dell’industria italiana”

Assoambiente: “Quello del riciclo è un settore strategico dell’industria italiana”

Giovedì 24 novembre 2022 è stato presentato a Roma il Rapporto “L’Italia che ricicla 2022”. Chicco Testa: “Non siamo più smaltitori, ma attività industriali che, a pieno titolo, fanno parte di quel grande disegno di economia circolare che può migliorare la situazione in Italia e in Europa”.

Giovedì 24 novembre, Assoambiente e REF ricerche hanno presentato, nel corso di uno speciale evento organizzato a Roma, il Rapporto “L’Italia che ricicla 2022”. Si tratta, ha detto introducendo i lavori, la moderatrice Monica D’Ambrosio, di Ricicla TV di “Una fotografia che elabora dati, numeri e trend delle filiere del riciclo” e che quest’anno, ha aggiunto D’Ambrosio, “Si presenta in una veste nuova. L’indagine analizza le varie industrie del riciclo non più in maniera verticale, ma in orizzontale, nella loro interezza, come se fossero un unico comparto”. Tra i sostenitori dell’iniziativa anche Erion.

Il riciclo come settore strategico del Paese
Paolo Barberi, Presidente Sezione UNICIRCULAR di Assoambiente, ha aperto la serie degli interventi sostenendo che: “Quest’anno abbiamo voluto presentarci come reale comparto industriale, indipendentemente dalle singole filiere, dai singoli settori e dai singoli materiali/rifiuti che andiamo a trattare. In un momento come questo, di crisi energetica e di approvvigionamento di materie, possiamo costituire una vera e propria industria che può fornire nuova materia e nuova energia alle nostre aziende. Siamo l’anello indispensabile per permettere all’Italia di rendersi almeno in parte indipendente rispetto alle risorse che non sono immediatamente reperibili”. Laura D’Aprile, Capo Dipartimento DiSS al MASE, ha ripercorso i progressi italiani in materia di riciclo: “Negli ultimi diciotto mesi, grazie al PNRR – ha detto D’Aprile – sono stati messi in campo una serie di strumenti di accompagnamento, in termini di riforme strutturali e finanziamenti. Molti degli strumenti che vengono rappresentati all’interno del rapporto – i Cam, la regolamentazione end of waste, l’incentivazione per l’utilizzo di materiali riciclati – sono già presenti all’interno della strategia per l’economia circolare del relativo cronoprogramma di attuazione”. D’Aprile ha poi evidenziato che: “I cittadini devono capire che la corretta gestione del ciclo dei rifiuti, conviene. Questo è un messaggio che dev’essere sempre supportato da dati e informazioni corrette”.

I punti chiave dello Studio di Assoambiente
Nel suo intervento, Rosario Barone, del Centro di Studi Economici e Internazionali dell’Università di Roma Tor Vergata, ha spiegato che l’obiettivo dello Studio è stato quello di misurare la presenza sul mercato di Assoambiente nel 2021 partendo dal fatturato delle aziende associate operanti nei settori della raccolta dei rifiuti, trattamento e smaltimento dei rifiuti, recupero di materiali e altre attività di risanamento e di gestione dei rifiuti. “La quota di mercato per Assoambiente è del 23,77% e il fatturato stimato è di 12,6 miliardi di euro”, ha detto Barone raccontando il metodo di ricerca e specificando che lo Studio è ancora in corso. Il Rapporto è stato poi esposto da Donato Berardi, Laboratorio REF, che ha iniziato il suo intervento sostenendo: “Abbiamo guardato al riciclo come un’industria che ha tutti gli ingredienti per mettere a fattor comune l’ambizione che è quella di arrivare alla transizione ecologica ed energetica, e riportare in Italia una capacità di guardare ai prossimi anni con una serenità maggiore”. Berardi ha ripercorso i punti di forza del riciclo italiano e le azioni che possano consentire alle 6.500 imprese attive in questo settore di fare un salto di qualità nel costruire Pil, occupazione e tutela dell’ambiente. Tra i focus toccati dall’economista, c’è stato quello dei rifiuti esportati all’estero per il recupero di materia e che “rappresentano un’opportunità mancata di recupero in Italia, considerando che tali rifiuti ammontano a 2,5 milioni di tonnellate tra pericolosi, non pericolosi e urbani”. Lo studio ha inoltre evidenziato come in Italia i tempi medi delle autorizzazioni di realizzazione di un impianto di trattamento e smaltimento siano di 4,7 anni. “C’è poi da considerare – ha chiosato l’esperto – l’aspetto dell’aumento dei costi energetici per gli impianti del riciclo: tra il 2020 e il 2022 tali costi sono aumentati del 17% passando da 2,6 miliardi a 3 miliardi di euro, minacciando la continuità del riciclo stesso. Dobbiamo guardare al futuro migliorando la strumentazione economica di mercato e gli incentivi a favore del riciclo”.

Chicco Testa: “Siamo un pezzo della filiera industriale del Paese”.
In collegamento video, l’onorevole Mauro Rotelli, Presidente VII Commissione Ambiente Camera, ha ricordato come “Questo Rapporto è fondamentale ed è opportuno proporlo ai lavori della Commissione per andare in una dimensione di certezza allo sviluppo delle caratteristiche autorizzative che sono fondamentali per le aziende che voi rappresentate e per l’intero sistema Paese”. Ha chiuso i lavori della giornata Chicco Testa, Presidente Assoambiente: “In questi anni di lavoro siamo riusciti a rovesciare una tendenza e dare la percezione che il settore dei rifiuti, da settore negletto, sia diventato strategico nell’economia italiana. Noi non parliamo di rifiuti, ma di risorse che devono rientrare nel ciclo produttivo. L’alone di impopolarità che circonda la parola rifiuti è ancora forte e pieno di contraddizioni. Dobbiamo restare concentrati nel far capire ai decisori che il nostro mondo è un pezzo della filiera industriale del Paese: non siamo più smaltitori, ma attività industriali che, a pieno titolo, fanno parte di quel grande disegno di economia circolare che può migliorare la situazione in Italia e in Europa”.

“La transizione ecologica è considerata necessaria dall’83% delle imprese italiane”

“La transizione ecologica è considerata necessaria dall’83% delle imprese italiane”

Lo ha sostenuto Edo Ronchi presentando a Ecomondo la Relazione sullo stato della Green Economy 2022. “Il 19% delle nostre aziende, prevalentemente quelle piccole del Sud, si è dichiarato in ritardo sul processo”

“Le nuove sfide della transizione ecologica per le imprese italiane. Tra gli alti costi dell’energia, delle materie prime e della crisi climatica”. Il tema dell’undicesima edizione degli Stati Generali della Green Economy, organizzati a Ecomondo l’8 e il 9 novembre 2022, richiama l’attenzione sul particolare momento che sta vivendo l’economia italiana. Segnata, precisa il Consiglio Nazionale della Green Economy, “da notevoli difficoltà, con una forte ripresa dell’inflazione, con le avvisaglie di una nuova recessione, con prezzi ancora troppo alti del gas e dell’elettricità, in uno scenario di timori e incertezze generate dalla guerra scatenata in Europa dalla Russia contro l’Ucraina”.

La transizione ecologica come volano dell’economia
L’evento si è aperto l’8 novembre 2022 con la sessione plenaria moderata dalla giornalista de Il Sole 24 Ore, Celestina Dominelli. Primo ospite di giornata è stato Lorenzo Cagnoni, Presidente di Italian Exhibition Group: “La gran parte delle imprese intervistate per il Rapporto che verrà presentato oggi ritiene la transizione ecologica una necessità e attribuisce al Sistema Paese Italia un ruolo guida in questo processo di transizione, perché chi compie questa scelta si troverà nel gruppo avanzato delle economie mondiali”. Irene Priolo, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ha poi evidenziato come “L’integrazione fra i temi ambientali è fondamentale e non possiamo pensare che l’energia metta da parte il tema del contrasto ai cambiamenti climatici, perché altrimenti avremo problemi da gestire sui cambiamenti climatici che saranno nettamente superiori, dal punto di vista dell’impatto dei costi, a quelli legati alla transizione ecologica”. Nel suo video intervento Paolo Gentiloni, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha introdotto i lavori sostenendo: “Questo incontro si tiene in un momento in cui il tema dell’energia non è mai stato così centrale nel dibattito pubblico tra emergenza climatica, taglio delle forniture di gas dalla Russia, aumento dei prezzi e ricadute negative sull’economia. Alcuni ritengono che la transizione ecologica debba essere messa in secondo piano o perfino accantonata. Io penso che sarebbe un grave errore. Oggi la sicurezza energetica e il contrasto al caro energia passano dalla transizione ecologica, che prevede l’efficienza energetica e l’utilizzo di energie prodotte da fonti rinnovabili. Il futuro appartiene alle energie pulite e accelerare la loro diffusione è una delle nostre priorità”.

Edo Ronchi: “Sulla transizione ecologica è in ritardo il 19% delle imprese italiane”.
“Dopo la pandemia speravamo in una ripresa e invece è arrivata la guerra In questo contesto ci è sembrato opportuno sentire direttamente le imprese sulla transizione ecologica”, ha detto Edo Ronchi presentando la Relazione sullo stato della Green Economy 2022. Nel suo intervento, il rappresentante del Consiglio Nazionale, ha poi aggiunto che: “Abbiamo intervistato mille imprenditori italiani di diversi settori, dal manifatturiero alla comunicazione, e l’86% di loro ha dichiarato di avere un’attenzione elevata o buona sul tema della transizione ecologica, anche se solo un 35% degli intervistati ha dichiarato di avere un buon livello di conoscenza del tema”. Secondo il Rapporto le preoccupazioni principali delle nostre imprese riguardano i costi dell’energia (86%), le difficoltà di approvvigionamento e gli alti prezzi delle materie prime (72%) e le crisi sociali ed economiche nel mondo (60%). Ronchi ha poi ricordato che per “l’83% degli imprenditori la transizione ecologica rappresenta un cambiamento necessario per affrontare la crisi climatica e la scarsità di risorse naturali e poter puntare su un futuro prospero”. Un dato di particolare rilievo è stato quello sul posizionamento complessivo delle imprese italiane nel processo di transizione ecologica che, secondo la Ricerca, “vede in stato avanzato il 45% degli intervistati, con un 26% che ha dichiarato di essere appena partito, mentre il 19% (prevalentemente piccole aziende del Sud Italia) ha ammesso di essere in forte ritardo. Anche per Ronchi una delle misure essenziali per la transizione ecologica in Italia passa dallo sviluppo delle energie rinnovabili “che devono crescere in modo esponenziale entro il 2030. – ha detto l’ex ministro dell’Ambiente –  Per farlo bisogna contrastare con più decisione l’ignoranza e i pregiudizi sui vantaggi economico-ambientali e sulle possibilità tecniche delle rinnovabili”.

La versione degli esponenti politici
All’intervento di Ronchi hanno fatto seguito quelli dei rappresentanti della politica, a partire da Simona Bonafè, Deputata del Partito democratico: “Ha colpito anche me – ha detto la parlamentare – il dato delle piccole e piccolissime imprese che fanno fatica ad agganciare la transizione ecologica. Mentre in Europa è caratterizzata da medie e grandi imprese, la particolarità della piccola impresa è prevalentemente italiana. L’Italia, pur con questa caratterizzazione, rimane al top dal punto di vista del riciclo e degli altri parametri usati per classificare un paese come davvero circolare”. Nel suo intervento Maria Alessandra Gallone, Forza Italia, ha dichiarato: “Noi italiani siamo un popolo di trasformatori con capacità enormi che ci permettono di trasformare le materie prime dei rifiuti e impiegarle in nuovi cicli produttivi. Per andare ancora più avanti ci vuole l’innovazione tecnologica che fanno le imprese, ma con le istituzioni che devono essere al loro fianco”. Infine, Gianni Pietro Girotto, esponente del Movimento 5 Stelle, ha ribadito la necessità di puntare sulle comunità energetiche. “Su questo tema siamo indietro come conoscenza e non possiamo permetterci di ignorarlo perché a prevedere la creazione di comunità energetiche  è una direttiva europea che la legge italiana deve rispettare e non stravolgere”.

“Greenwashing. La musica deve cambiare”, in diretta streaming il 14 ottobre dalle ore 17.00

“Greenwashing. La musica deve cambiare”, in diretta streaming il 14 ottobre dalle ore 17.00

L’evento – che si terrà durante l’International E-Waste Day – è organizzato da Erion per celebrare il suo secondo compleanno e quello del magazine EconomiaCircolare.com

Venerdì 14 ottobre 2022 Erion festeggerà il suo secondo compleanno e quello del magazine EconomiaCircolare.com con un evento speciale dal titolo “Greenwashing. La musica deve cambiare”.

L’appuntamento, che verrà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube di Erion a partire dalle 17.00, è organizzato in concomitanza con l’International E-Waste Day 2022 e si annuncia come l’occasione per riflettere insieme ai rappresentanti della filiera e a quelli del settore imprenditoriale su uno dei fenomeni più diffusi, dibattuti e controversi del nostro tempo: il cosiddetto “ambientalismo di facciata”.

Una sorpresa di Chora Media e un’indagine Ipsos
Il programma del pomeriggio insieme si aprirà con un’esperienza particolare che coinvolgerà direttamente la nostra vista e il nostro udito e che vivremo insieme agli amici di Chora Media e a un ospite speciale. Saranno poi illustrati i risultati dell’indagine – realizzata da Ipsos per Erion – sui livelli di conoscenza, le opinioni e i comportamenti degli italiani in tema di RAEE ed RPA. L’evento ospiterà, successivamente, un momento di riflessione sui rischi correlati al greenwashing e su quanto sia fondamentale intervenire contro questa pratica affinché possa avverarsi una reale ed efficace transizione ecologica.

Il progetto “Training for circularity – WEEE Edition”
Seguirà la presentazione del progetto “Training for circularity – WEEE edition”, l’Academy – finanziata da Erion WEEE, e ideata e organizzata insieme a EconomiaCircolare.com ed Enea – per la formazione di nuove professionalità nel settore della gestione dei RAEE e nel campo del reporting, della comunicazione e del marketing per la sostenibilità e la circolarità. L’iniziativa è parte del programma di sensibilizzazione DireFareRAEE promosso da Erion WEEE.

 

Segui l’evento “Greenwashing. La musica deve cambiare” in diretta streaming il 14 ottobre 2022 a partire dalle ore 17 sul canale YouTube di Erion.

Grinner e FREE4LIB, Erion è fra i partner di due importanti progetti di ricerca europei sulle batterie

Grinner e FREE4LIB, Erion è fra i partner di due importanti progetti di ricerca europei sulle batterie

Rendere le batterie più sicure e riciclabili! Ecco gli obiettivi su cui si misureranno, insieme ad altre importanti realtà internazionali, gli specialisti del nostro Strategic Development & Innovation Team. I kick-off ad Atene e Valladolid

Si chiamano Grinner e FREE4LIB, e sono i due nuovi progetti europei di ricerca sulle batterie ai quali Erion prenderà parte con gli specialisti del Strategic Development & Innovation Team (SDI), guidato da Luca Campadello. Il 21 settembre 2022 si sono svolti, rispettivamente ad Atene e Valladolid, i kick-off dei lavori che andranno avanti fino al 2024 e al 2026.

Grinner, l’idea per ridurre la probabilità di incendi ed esplosioni delle batterie negli impianti di trattamento
Uno dei problemi più ricorrenti per la filiera dei rifiuti in tutta Europa è quello degli incidenti in impianti di trattamento causati dall’esplosione delle batterie contenute nei RAEE, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Circostanza che si verifica quando, tali batterie, in particolare quelle agli ioni di litio (Li-ion) e quelle al nichel-metallo idruro (NiMH), non vengono separate dai prodotti che le contengono e insieme ad essi finiscono nei trituratori elettronici per il riciclo dei rifiuti. Sono proprio le sollecitazioni di questi macchinari sul corpo delle batterie a provocarne l’esplosione e a dare avvio a incendi più o meno importanti che, ogni anno, provocano ferimenti, prolungate interruzioni dei servizi, danni agli impianti, casi di emergenza e ingenti perdite di economiche.
L’obiettivo di Grinner è quindi quello di sviluppare una tecnologia, basata su sistemi di intelligenza artificiale e raggi X, in grado di individuare e selezionare preventivamente le batterie presenti nel flusso dei RAEE in ingresso negli impianti di trattamento. Tale processo, secondo quella che è l’idea dei ricercatori di Grinner, sarà completato dal lavoro di un braccio robotico in grado di rimuovere automaticamente e mettere in sicurezza le batterie dei RAEE prima che queste entrino con questi ultimi all’interno dei macchinari per la triturazione. In Grecia, per Erion, c’erano Giulia Sora (team SDI) e Alice Olgiati (team Communications & Marketing) che hanno incontrato gli altri sei partner di progetto. Si tratta di due istituti di ricerca, TWI Hellas e l’Università dell’Essex; due fornitori di tecnologia, Direct Conversion AB e LYNQ; un utilizzatore finale, GreenWEEE International SA e il WEEE Forum. Il principale compito del nostro team SDI sarà quello di studiare la composizione degli attuali flussi di rifiuti, per determinare la quantità e la qualità delle batterie in essi contenuti.

FREE4LIB: verso 6 nuovi processi di riciclo delle batterie al litio
Promosso da Horizon Europe fino al 2026, FREE4LIB è il programma che punta alla progettazione, lo sviluppo e la validazione di 6 nuovi processi per il riciclo delle batterie al litio (LIBs) a fine vita. Il nutrito gruppo di ricerca, composto da 22 specialisti provenienti da importanti aziende e organizzazioni internazionali, studierà la fattibilità di una nuova metodologia di smaltimento, una di pretrattamento e quattro di recupero dei materiali contenuti nelle batterie. Nel corso di FREE4LIB verranno inoltre sviluppate tecnologie innovative capaci di migliorare tre processi finalizzati al riutilizzo di metalli e polimeri e alla sintesi di elettrodi come Materie Prime Seconde per la fabbricazione di batterie più ecologiche. L’obiettivo di FREE4LIB è quello di raggiungere un recupero dei materiali efficiente e sostenibile così da incrementare l’approvvigionamento di risorse secondarie all’interno dell’Unione Europea. L’equipe di ricerca sarà, infine, impegnata nello sviluppo del Battery Passport, creando un “gemello digitale” della batteria per migliorare la tracciabilità dei processi legati al suo ciclo di vita. A Valladolid per Erion Energy c’erano Matilde Amadio e Filippo StringaStrategic Development & Innovation team. Sarà loro il compito di coordinare l’attività di Erion Energy all’interno di FREE4LIB. Il nostro Consorzio per la gestione dei Rifiuti di Pile e Accumulatori contribuirà allo studio e all’analisi dell’attuale catena del valore delle batterie al litio; fornirà le informazioni necessarie allo sviluppo di processi di riciclo e riutilizzo dei materiali che compongono le batterie e indagherà le best practices riguardanti l’imballaggio, la sicurezza e il trasporto delle LIBs.

Ecodesign: l’importanza della formazione per la transizione ecologica

Ecodesign: l’importanza della formazione per la transizione ecologica

Il 14 settembre 2022 Erion ed EconomiaCircolare.com hanno affrontato l’argomento all’interno della Digital Green Week di Ecomondo. Danilo Bonato, Direttore Generale di Eco: “Bisogna concepire prodotti e servizi che siano in grado di favorire modelli circolari”

Mercoledì 14 settembre 2022 si è svolto “Ecodesign the future. Imparare a progettare la circolarità”, il nuovo Circular Talk organizzato da EconomiaCircolare.com insieme ad Erion.

L’evento online, organizzato nell’ambito Digital Green Week di Ecomondo, ha ospitato una tavola rotonda sui temi dell’eco-progettazione, del design sostenibile e dell’importanza dei processi e della logistica per un impiego più responsabile delle risorse e per la riduzione dei rifiuti. Un tema centrale della discussione è stato quello della creazione di percorsi formativi finalizzati alla pratica dell’economia circolare, anche valorizzando le opportunità offerte dai fondi europei e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’importanza della formazione per la transizione ecologica
“Formare e informare risultano due questioni essenziali per un cambio di paradigma che in questo momento risulta essenziale e urgente non più rimandabile”, ha detto Laura Greco, Responsabile Formazione del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA). “La transizione ecologica ci richiede una rivoluzione culturale che necessita di una rivoluzione di punti di vista sulla sostenibilità e sul digitale. Per costruire questa rivoluzione bisogna partire dal piccolo e deve essere accompagnata da una nuova relazione tra uomo e natura”. Il designer Marco Pietrosante ha affrontato il tema del ruolo dell’eco-progettazione per lo sviluppo della circolarità, sostenendo che “Il design del mondo dell’industria ha la specificità di essere una materia che si occupa di contemporaneità. La questione ecologica è inscindibile dalla questione sociale. Per questo motivo, all’espressione transizione ecologica preferisco quella di transizione umana”. Quello della formazione non accademica è stato il focus dell’intervento di Speranza Boccafogli, Direttrice Generale di Sinergie che ha ricordato come “dagli anni Ottanta in Italia si assiste a una progressiva perdita di competenze di natura tecnica ed è stato uno dei motivi di declino della nostra industria e dei nostri servizi. La politica e i Media hanno iniziato a considerare negativamente le scuole professionali, esaltando la formazione dei licei. Si è perso dunque un collegamento tra formazione e lavoro. I corsi professionalizzanti devono diventare di moda ed essere considerati smart”.

Educare alla sostenibilità: lo chiedono le aziende
Come il mondo delle imprese percepisce l’esigenza delle nuove figure professionali. Come dovrebbero evolversi? Per Maurizio Bernardi, Presidente di Erion Packaging: “La ricerca della sostenibilità è diventato un elemento prioritario nella strategia delle imprese che nel corso degli anni hanno formato al proprio interno team di lavoro capaci di portare competenze e soluzioni eterogene e creative a problematiche sempre più differenti”. Il Presidente di Erion Packaging ha chiuso il suo intervento ricordando Ecodesign The Future – Packaging Edition (il corso di alta formazione sull’eco-progettazione degli imballaggi promosso insieme a EconomiaCircolare.com) come “un’iniziativa concreta per la creazione di un tavolo comune tra il mondo delle imprese, rappresentate da Erion, e il mondo della formazione”. Roberto Magnaghi, Direttore Generale di Erion Packaging, ha evidenziato come “Il packaging è un prodotto trasversale che è composto da vari elementi e materiali, e dev’essere approcciato all’interno di una filiera specifica e di un percorso che parte dalla produzione e arriva al fine vita quindi fino alle operazioni di riciclo e recupero. I ragazzi di Ecodesign The Future hanno affrontato questo percorso in maniera trasversale, ricordandosi di un altro aspetto molto importante: coniugare le loro idee di eco-design con la salvaguardia dell’essenza dell’imballaggio che è quella di proteggere, conservare, trasportare le merci fino al punto vendita”.

Danilo Bonato: “Siamo pronti a partire con Ecodesign The Future – Batteries Edition”
Una missione riuscita ai tre progetti vincitori di Ecodesign The Future: Expo-Pallett, Ex-Box e Coltipack, che durante l’incontro online sono stati raccontati dai membri dei team che li hanno pensati e prodotti. “Giovani talenti che sono stati capaci di creare valore”, li ha definiti Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization e protagonista dell’ultimo intervento di giornata. “Il loro lavoro e l’intero progetto hanno avuto l’ambizione di guardare al futuro e all’economia circolare. Oggi, il vero elemento di novità è l’ecodesign: concepire prodotti e servizi che siano in grado di favorire modelli circolari. Da questo punto di vista, il corso d’alta formazione ha avuto un ruolo straordinario e ci ha dato una grande soddisfazione. Erion Energy, il nostro consorzio che si occupa del fine vita delle batterie e degli accumulatori, è pronto a partire con una seconda edizione del corso che avrà come focus proprio le batterie. Un tema fondamentale visto l’imminente arrivo di un nuovo Regolamento Europeo che sconvolgerà l’intero sistema della catena del valore delle batterie: dalla loro produzione alla gestione del loro fine vita, passando per il passaporto digitale e al loro impiego nella mobilità elettrica”. Bonato ha poi ricordato che “Erion Energy sarà presente a Ecomondo con un evento importante in cui presenteremo tutti i nostri progetti e uno stand che ci darà la possibilità di incontrare i visitatori che avranno voglia di approfondire quello che noi facciamo per la gestione eco-sostenibile delle batterie”.

 

Le candidature per partecipare a Ecodesign The Future – Batteries Edition sono aperte fino al 30 settembre. Il bando e i form di partecipazione sono sul sito di EconomiaCircolare.com.

Nasce Erion Care, il primo Consorzio in Italia per il trattamento dei rifiuti di prodotti del tabacco

Nasce Erion Care, il primo Consorzio in Italia per il trattamento dei rifiuti di prodotti del tabacco

BAT, Imperial Brands, JT International e Philip Morris mettono la Responsabilità Estesa del Produttore al centro delle loro strategie sostenibili: arriva il quinto sistema collettivo di casa Erion. Andrea Fluttero, Presidente di ECO: “Lieti di essere il partner dei Produttori del settore del tabacco, sostenendoli con le nostre competenze e la nostra organizzazione nel percorso virtuoso che hanno avviato”

Il 6 giugno 2022 è stato ufficialmente presentato Erion Care, il nuovo Consorzio del Sistema interamente dedicato a contrastare l’abbandono dei rifiuti di prodotti del tabacco nell’ambiente e per il corretto smaltimento degli stessi.

 

Prevenire comportamenti scorretti per l’ambiente
Il nuovo Consorzio, il quinto del Sistema Erion, è stato fortemente voluto dai principali player del settore del tabacco che hanno deciso di unire le loro forze a seguito dell’entrata in vigore degli obblighi previsti dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 196 di attuazione della Direttiva Europea SUP (Single Use Plastics): una normativa che ha introdotto misure ad hoc su alcune tipologie di scarti, come i filtri dei prodotti del tabacco. Nello specifico, la mission del Consorzio Erion Care, presieduto da Enrico Ziino sarà incentrata sulla prevenzione di comportamenti scorretti dal punto di vista ambientale. La nascita di Erion Care, Consorzio aperto all’adesione di tutti i Produttori di prodotti del tabacco con filtri e di filtri commercializzati in combinazione con i prodotti del tabacco operanti sul mercato italiano, è frutto di oltre un anno di lavoro da parte dei quattro soci fondatori che, sotto la guida di Unindustria (Associazione territoriale del sistema Confindustria di Roma Frosinone Latina Rieti Viterbo), hanno deciso in modo responsabile di intraprendere questa iniziativa. Oltre al sostegno e all’esperienza di Erion, in tema di sistemi EPR, i Produttori si sono avvalsi del supporto strategico e organizzativo di EY Parthenon, che ha consentito, sin dall’inizio, un confronto costante con i migliori benchmark internazionali.

La strategia di Erion Care punta sulla sensibilizzazione
La strategia di Erion Care prevederà campagne di sensibilizzazione, nazionali e locali, rivolte ai consumatori per evitare la dispersione dei rifiuti dei prodotti del tabacco nell’ambiente e per promuoverne il corretto smaltimento. Inoltre, il nuovo consorzio sarà parte attiva nel promuovere un accordo di programma, sotto l’egida del MITE (Ministero della Transizione Ecologica), atto a definire le modalità con cui Erion Care contribuirà ai costi di rimozione, trasporto e trattamento dei rifiuti di prodotti del tabacco sostenuti dagli Enti Locali. “I soci fondatori di Erion Care sono orgogliosi di presentare oggi questo nuovo Consorzio, che esprime la determinazione del settore del tabacco nel perseguire con impegno importanti obiettivi di sostenibilità” – ha dichiarato il Presidente Ziino – “Abbiamo deciso di muoverci con largo anticipo rispetto alle scadenze normative per poter avere un confronto approfondito e costruttivo con il MITE e con tutti gli altri interlocutori istituzionali, al fine di mettere a punto un accordo di programma efficace, equilibrato e utile al Paese.”

Per Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization: “Erion è lieto di essere il partner dei Produttori del settore del tabacco, sostenendoli con le proprie competenze e la propria organizzazione nel percorso virtuoso che hanno avviato. Ai quattro attuali consorzi Erion si affianca oggi un nuovo sistema collettivo, pensato per rispondere con successo agli obiettivi che i soci fondatori intendono perseguire. L’obiettivo di Erion – ha concluso Fluttero – è di sviluppare Sistemi eccellenti di Responsabilità Estesa, guidati dai Produttori, in grado di proteggere l’ambiente e di favorire stili di vita più sostenibili.”

 

Leggi anche Danilo Bonato: “Per scongiurare la crisi climatica occorre un impegno collettivo”

Studio Ambrosetti-Erion, è allarme per il mancato recupero delle Materie Prime Critiche. A rischio 564 miliardi di euro della produzione industriale italiana

Studio Ambrosetti-Erion, è allarme per il mancato recupero delle Materie Prime Critiche. A rischio 564 miliardi di euro della produzione industriale italiana

Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE: “Il riciclo dei RAEE è una leva strategica per ridurre i rischi di approvvigionamento: oggi siamo costretti a cedere all’estero il recupero delle Materie Prime Critiche per mancanza di impianti idonei al riciclo”

“L’Italia è a rischio approvvigionamento di Materie Prime Critiche (CRM – Critical Raw Materials) essenziali per lo sviluppo di settori ritenuti strategici per l’economia del Paese”. È quanto rivela lo Studio realizzato in esclusiva per Erion da The European House – Ambrosetti, che è stato presentato a Roma il 15 giugno 2022.

 

Italia esposta verso la Russia di 107 miliardi di euro
Secondo la ricerca, la produzione industriale italiana dipende, per 564 miliardi di euro (pari a circa un terzo del PIL al 2021) dall’importazione di Materie Prime Critiche extra-UE. “Uno scenario aggravato anche – precisa Ambrosetti – dall’attuale contesto di conflitto russo-ucraino in quanto l’Italia risulta esposta verso la Russia per Materie Prime Critiche che entrano nella produzione di quasi 107 miliardi di euro, legati alla fornitura di Palladio (35%), Rodio (33%), Platino (28%) e Alluminio primario (11%)”.

Le CRM indispensabili per l’Italia
La ricerca ha mappato per la prima volta tutti i settori industriali nei quali tali Materie Prime Critiche sono coinvolte. Nello specifico, nel nostro Paese, ben 26 Materie Prime Critiche (CRM) su 30 sono indispensabili per l’industria aerospaziale (87% del totale), 24 per quella ad alta intensità energetica (80%), 21 per l’elettronica e l’automotive (70%) e 18 per le energie rinnovabili (60%). Un settore, quest’ultimo che, con la transizione ecologica ed energetica, è destinato a forti potenziali di crescita della domanda di Materie Prime Critiche, essenziali allo sviluppo dell’industria dell’eolico, del fotovoltaico e della mobilità elettrica. “Lo studio fa emergere con chiarezza la sempre più crescente importanza strategica delle Materie Prime Critiche, testimoniata anche dal fatto che la Commissione Europea ne identificava 14 nel 2011, numero salito a 30 nell’ultimo censimento del 2020”, ha dichiarato Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile dell’Area Scenari e Intelligence di The European House -Ambrosetti.

La Cina primo fornitore di CRM in Europa
Le Materie Prime Critiche, oltre a essere fondamentali per numerose attività industriali, sono anche un prerequisito essenziale per lo sviluppo di settori innovativi e ad alto potenziale, in quanto utilizzate nelle turbine eoliche, nei pannelli fotovoltaici e nelle batterie. Non è solo l’Italia, ma l’intera Unione Europea – dove le Materie Prime Critiche contribuiscono alla generazione di oltre 3 trilioni di euro – a dipendere da Paesi terzi per l’approvvigionamento. La Cina è di fatto il primo fornitore di Materie Prime Critiche in Europa (44% del totale) e principale esportatore dell’UE di terre rare (98% del totale); proprio quest’ultime, che contribuiscono alla generazione di quasi 50 miliardi di euro della produzione industriale italiana, hanno visto crescere tra il 2017 e il 2020 il rischio di fornitura di quasi 1 punto. Si tratta di un primato che la Cina detiene anche a livello mondiale (66% del totale), superando di quasi 4 volte le quote di Sud Africa (9%), Repubblica Democratica del Congo (5%) e Stati Uniti d’America (3%), che insieme arrivano al 17%.

I RAEE fonte potenziale di Materie Prime Critiche
Nell’attuale contesto geopolitico di forte instabilità, la concentrazione di Materie Prime Critiche in Paesi terzi rende sempre più urgente un investimento nella produzione domestica di CRM. Con 55,5 milioni di tonnellate prodotte a livello globale nel 2020 e una previsione di crescita al 2030 pari a 75 milioni di tonnellate, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), da cui si possono ricavare Materie Prime Critiche, rappresentano un’importante fonte alternativa di approvvigionamento. Diventa, quindi, strategico, migliorare il riciclo dei rifiuti tecnologici in Europa (maggior produttore di rifiuti elettronici, con una quantità pro capite pari a 16,2 kg), ma soprattutto in Italia se si considera che nel 2021 solo il 39,4% di questi è stato riciclato correttamente, a fronte di un target europeo da raggiungere del 65%. Lo stesso vale per pile e accumulatori, per cui il nostro Paese è tra gli ultimi classificati in Europa con il 43,9%.

I benefici economici per l’Italia con un migliore tasso di raccolta
Secondo lo Studio, se l’Italia raggiungesse il tasso di raccolta dei best performer europei (70-75%), si potrebbero recuperare 7,6 mila tonnellate di Materie Prime Critiche, pari all’11% di quelle importate dalla Cina nel 2021. Al contrario, con l’attuale tasso di raccolta, al 2025 non sarebbero recuperati circa 280 mila tonnellate, pari ad una perdita di 15,6 mila tonnellate di Materie Prime Critiche. L’aumento del tasso di raccolta dei RAEE genererebbe, inoltre, notevoli benefici ambientali, con una riduzione di quasi 1 milione di tonnellate di CO2, che si tradurrebbero in benefici sociali per la comunità quantificabili in circa 208 milioni di euro. Infine, la maggiore disponibilità di Materie Prime Critiche a sostegno dell’intera economia del Paese ridurrebbe il costo delle importazioni, generando un vantaggio economico pari a quasi 14 milioni di euro.

Giorgio Arienti: “Il rifiuto non sia scarto, ma risorsa”
“Come ci mostra lo studio Ambrosetti, grazie ai RAEE disponiamo già di una miniera urbana quanto mai strategica, ma che stentiamo a valorizzare” ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale Erion WEEE. “Infatti, il mancato contrasto ai flussi illegali, gli ostacoli che i cittadini incontrano nell’attuare comportamenti ambientalmente virtuosi, fino alla carenza impiantistica, fanno sì che ancora oggi si sprechino migliaia di tonnellate di Materie Prime Critiche, cedendole all’estero o lasciando che vadano perse in canali clandestini. Per questo, come Erion chiediamo da tempo alle istituzioni azioni migliorative, in cui il rifiuto non sia visto come semplice scarto ma come risorsa di valore da cui dipende lo sviluppo economico di settori chiave del nostro Paese.”

Come raggiungere i target di raccolta dei RAEE
Nel dettaglio, per centrare gli obiettivi di raccolta dei RAEE, lo Studio suggerisce di agire su tre dimensioni: normativa – adeguamento della disciplina di raccolta dei prodotti tecnologici per ampliare i canali di conferimento dei RAEE di piccole dimensioni e pile – volumi – incentivazione di meccanismi di raccolta, sviluppo di “ecopoint” diffusi sul territorio e creazione di meccanismi di controllo a contrasto ai flussi paralleli – e, infine, impiantistica – semplificazione delle procedure autorizzative (in media oggi la realizzazione di un impianto richiede 4,3 anni), così da garantire tempi certi di esecuzione anche attraverso l’adozione di modelli per favorire una «gestione del consenso» sul territorio, oltre a un incremento della capillarità dei centri di raccolta, oggi distribuiti territorialmente in modo disomogeneo.

 

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La Rubrica del Presidente – Maurizio Bernardi: “La sostenibilità del packaging”

La Rubrica del Presidente – Maurizio Bernardi: “La sostenibilità del packaging”

“Con il nostro Consorzio interpretiamo la Responsabilità Estesa del Produttore guardando agli imballaggi sostenibili da diverse prospettive: quella delle aziende, quella dei consumatori e quella di una gestione eccellente”. La riflessione del Presidente di Erion Packaging

Partiamo dalla definizione. Sostenibilità: “Nelle scienze ambientali ed economiche, condizione di uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”. Anche nel settore del packaging, come in tutti quelli merceologici, garantire sostenibilità significa lavorare quotidianamente applicando i concetti chiave dell’economia circolare: disaccoppiamento della produzione dal consumo di risorse naturali, sviluppo dell’eco-progettazione dei prodotti e incremento del riciclo delle materie contenute nei nostri rifiuti, solo per citare i più importanti.

Da almeno dieci anni, il tema della sostenibilità è diventato uno di quelli più discussi ed è stato posto al centro di tante domande, ricerche, soluzioni, processi produttivi e nuovi modi di fare impresa. Strategie necessarie quando si parla di packaging e delle quantità di rifiuti ad esso associati, in continua crescita in tutta Europa. Lo ha rivelato un recente studio Eurostat, secondo il quale tra il 2009 e il 2019, la quantità totale di rifiuti di imballaggio generati è aumentata di 13,6 milioni di tonnellate (+20,5%). Si parla di packaging a fine vita, ma anche e soprattutto delle materie che lo compongono: nel 2019, oltre 32 milioni di tonnellate di carta e cartone (+23,7% dal 2009), 15,4 milioni di tonnellate di plastica (+26,4%), 15,2 milioni tonnellate di vetro (+13,9%), 12,4 milioni di tonnellate di legno (+ 19,8%) e 4 milioni di tonnellate di metallo (+6,7%). Tutti elementi basilari per la produzione industriale che è imperativo recuperare e riciclare dai nostri rifiuti per assicurare sostenibilità e per non impattare gravosamente sulla salute del Pianeta.

Passi avanti in questa direzione ne sono stati fatti tanti: basti pensare che se nel decennio considerato i flussi di rifiuti di packaging prodotti in media da ogni abitante europeo sono aumentati del 18,8%, un sostanziale incremento si è registrato anche rispetto alle quantità recuperate (+26,1%) e riciclate (+22,3%) di tali prodotti a fine vita. In Italia, uno dei Paesi più virtuosi dell’Ue, nel 2019 il tasso di recupero degli imballaggi è stato pari al 79,1% (80,4% la media europea), mentre quello di riciclo è arrivato al 67,6% (64,4% media Ue). Dati positivi che se da una parte ci dicono che stiamo facendo bene come Paese, dall’altra non devono precluderci la strada del miglioramento e farci perdere di vista il vero obiettivo di noi addetti della filiera, che è quello di essere davvero sostenibili e in linea con i bisogni futuri del nostro Paese.

Con Erion Packaging, il Consorzio che presiedo, interpretiamo la Responsabilità Estesa del Produttore guardando al packaging sostenibile da diverse prospettive. La prima è quella delle aziende, sempre più coinvolte in progetti di ricerca e tavoli di iniziative comuni volti a stimolare l’eco-progettazione e la produzione virtuosa dei loro prodotti. Per noi di Erion la sostenibilità deve sempre integrare in maniera sinergica e complementare i tre aspetti: ambientale, sociale ed economico. Sono valori in cui crediamo fermamente e che ci hanno ispirato e portato a promuovere, insieme al magazine EconomiaCircolare.com, il corso di alta formazione “Eco-design The Future – Packaging Edition”, che ha rappresentato l’occasione per 30 giovani studenti di dar vita a idee di imballaggi (primari, secondari e terziari) davvero innovative. La seconda è quella di tutti i soggetti che entrano in contatto con il packaging, dai Produttori ai consumatori, ai quali abbiamo fornito, in linea con le disposizioni europee, le “Linee Guida settoriali per l’etichettatura ambientale degli imballaggi delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE)”. Un’ultima, ma non conclusiva, prospettiva è quella della gestione vera e propria dei Rifiuti di Imballaggi che, una volta ottenuto l’accreditamento da parte del MITE, porteremo avanti con tutta l’eccellenza, l’efficienza e la trasparenza del marchio Erion, puntando a raggiungere tassi di recupero e riciclo sempre maggiori per dare respiro al nostro ambiente e un significato reale alla parola sostenibilità.

 

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“Materie Prime Critiche. Il fine vita dei prodotti tecnologici come settore strategico per l’Italia”

“Materie Prime Critiche. Il fine vita dei prodotti tecnologici come settore strategico per l’Italia”

Il 15 giugno 2022 si è tenuto a Roma l’evento di Erion; un’importante occasione in cui stakeholder e rappresentanti istituzionali hanno avuto modo di confrontarsi sui temi della sostenibilità. Tra i protagonisti The European House – Ambrosetti e lo Studio commissionato da Erion che, per la prima volta, ha mappato tutti i settori industriali nei quali le Materie Prime Critiche sono coinvolte

“È quanto mai interessante e opportuno oggi discutere della strategicità e della capacità che i Sistemi di Responsabilità Estesa dei Produttori hanno nel fornire ai sistemi industriali occidentali europei e italiani Materie Prime Critiche, che sono sempre di più a causa della crescente difficoltà di approvvigionamento. Oggi è importante approfondire attraverso dati certi quante di queste materie possiamo ricavare da una corretta ed efficiente attività di gestione delle filiere del post-consumo dei prodotti tecnologici”. Queste le parole scelte da Andrea Fluttero, Presidente di Erion Compliance Organization, per aprire i lavori di “Materie Prime Critiche. Il fine vita dei prodotti tecnologici come settore strategico per l’Italia” l’evento organizzato da Erion il 15 giugno 2022 nella splendida cornice di Palazzo Rospigliosi a Roma per presentare il Bilancio di Sostenibilità 2021.

I numeri di Erion nel 2021
Un Bilancio importante per il nostro Sistema multi-consortile che, nel 2021, ha gestito su tutto il territorio italiano 290.880 tonnellate di E-Waste di cui 266.614 tonnellate di RAEE Domestici (oltre il 69% del totale nazionale), 23.561 tonnellate di Rifiuti di Pile e Accumulatori e 705 tonnellate di RAEE Professionali. Grazie al lavoro di Erion, è stato possibile recuperare e reimmettere nei cicli produttivi 238.315 tonnellate di Materie Prime Seconde (l’89,4% del totale RAEE Domestici gestiti), di cui   134.920 tonnellate di ferro (quantità necessaria per costruire 18 Tour Eiffel), 35.410 tonnellate di plastica (pari a 1 miliardo di bottigliette di plastica), 6.279 tonnellate di rame (equivalenti al rivestimento di 70 Statue della libertà) e 5.727 tonnellate di alluminio, necessarie per produrre oltre 350 milioni lattine. Un lavoro efficiente che ha permesso, inoltre, evitare l’immissione in atmosfera di quasi 1,8 milioni di tonnellate di CO2 (corrispondenti alle emissioni generate dal parco veicolare dell’intera provincia di Milano per 65 giorni), e di risparmiare più di 400 milioni di kWh di energia (pari al consumo elettrico annuo di una città di più di 360.000 abitanti, come Firenze).

“Dopo un primo anno caratterizzato per noi da grandi sfide, avremmo potuto rallentare e prenderci il tempo per goderci i risultati raggiunti. Invece abbiamo deciso di concentrarci su quello che ci sarebbe stato dopo. Una scelta fondamentale per continuare a costruire, e per farlo su basi solide…”

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Giorgio Arienti: “Per decidere bene bisogna innanzi tutto conoscere”
L’appuntamento è stato caratterizzato dalla presentazione dello Studio realizzato per Erion dalla prestigiosa “The European House – Ambrosetti” sul tema del riciclo dei prodotti tecnologici come leva strategica per ridurre i rischi di approvvigionamento di Materie Prime Critiche in Italia. Si tratta di uno strumento di riflessione condiviso con gli stakeholder di filiera e i rappresentanti delle istituzioni politiche, come ha sottolineato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE: “Per fare in modo che la politica sia attenta ai nostri temi, all’impronta ambientale del presente e alla sostenibilità del futuro, noi di Erion tentiamo di offrire studi, ricerche, spunti di riflessione, numeri, informazioni. Perché per decidere bene bisogna innanzitutto conoscere. Per questo abbiamo chiesto a The European House – Ambrosetti di realizzare questo importante lavoro sulle Materie Prime Critiche”.

I punti salienti dello Studio di Ambrosetti
Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile dell’Area Scenari e Intelligence di di The European House – Ambrosetti, ha raccontato i punti salienti dello Studio: “Una materia si definisce critica quando è scarsa ed estremamente importante dal punto di vista economico. La Commissione europea identificava 14 Materie Prime Critiche nel 2011, numero salito a 30 nell’ultimo censimento del 2020. Per questo motivo l’Ue ha presentato un Piano di Azione in 10 punti per rafforzare l’autonomia strategica su queste materie che, in Italia, entrano nella produzione industriale di circa 564 miliardi di euro, il 32 percento del nostro PIL”. Tavazzi ha poi esposto altri passaggi chiave della ricerca come la concentrazione della produzione di tali materie in Paesi extra-europei: “La Cina detiene il 66% della fornitura mondiale e il 44% di quella europea”. Sul contributo che il riciclo dei prodotti tecnologici potrebbe dare all’indipendenza degli approvvigionamenti, Tavazzi ha spiegato: “Se l’Italia raggiungesse tassi di recupero dei best performer europei potrebbe recuperare 7,6 mila tonnellate di Materie Prime Critiche”. Per riuscire a raggiungere questo obiettivo servirebbe, secondo la Ricerca, un’azione combinata su tre dimensioni strategiche: quella normativa, con un adeguamento della disciplina di raccolta dei prodotti tecnologici; quella dell’aumento dei volumi, da raggiungere con l’incentivazione dei meccanismi di raccolta dei RAEE, lo sviluppo di “ecopoint” e il contrasto ai flussi paralleli; quella della dotazioni impiantistiche che deve puntare alla semplificazione delle procedure autorizzative e alla capillarità dei centri di raccolta. “I rifiuti elettronici – ha concluso Tavazzi – sono una miniera urbana di metalli che può consentire di ridurre la dipendenza di Materie Prime Critiche, garantendo al contempo benefici economici, ambientali e sociali”.

La riflessione degli stakeholder istituzionali e di filiera
La tavola rotonda dell’evento, moderata da Serena Giacomin, Climatologa Meteo Expert e Presidente di Italian Climate Network, è stata anticipata da un video-intervento di Mattia Pellegrini, Head of Unit, European Commission che ha spiegato come l’attuale strategia europea nel settore delle Materie Prime Critiche punti all’autonomia dell’Unione nell’approvvigionamento: “Ciò dovrà essere fatto da una parte rendendo le attività estrattive sempre più eco-compatibili, dall’altra rafforzando di molto l’attività di riciclo di queste materie. La Commissione sta lavorando su diversi fronti con l’introduzione di nuovi obblighi normativi nei settori delle batterie, dell’automotive e dei RAEE”. Prima ospite della tavola rotonda è stata la Deputata Chiara Braga che ha così commentato i risultati della ricerca: “Questo studio ha messo in evidenza non solo la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di Materie Prime Critiche, ma anche le opportunità di sviluppo del nostro settore manifatturiero industriale a livello territoriale”. Per Pier Luigi Franceschini, Innovation Hub Director, EIT RawMaterials CLC South: “Di Materie Prime Critiche nelle riserve mondiali ce ne sono, ma il punto più complesso è se siamo abbastanza rapidi a estrarle: sia dalle miniere in modo responsabile, sia dai processi di riciclo sempre più spesso complicati da barriere legislative sull’apertura impianti in Italia”. Tra gli interventi istituzionali anche la Deputata Silvia Fregolent: “Questo studio ci fa riflettere sulla necessità di fare riforme di semplificazione sia a livello italiano che europeo. Quattro anni per costruire un sistema di raccolta dei rifiuti sono troppi e ciò non è sostenibile”. La visione dei Produttori di elettrodomestici sullo Studio è stata riassunta dal contributo di Paolo Lioy, Presidente di Applia Italia: “Noi ci prendiamo le nostre responsabilità per fare prodotti più eco-sostenibili e riciclabili, ma tutti insieme dobbiamo cercare di fare alzare la percentuale dei rifiuti elettronici che viene riciclata correttamente e che in Italia è ancora ferma al 39,4%, sotto al valore medio europeo”. Per Bruno Marnati, Vicepresidente Anitec-Assinform: “L’elettronica di consumo contiene molte materie preziose, ma gli utenti finali non sanno quanto sia utile riciclare nella maniera corretta. Serve una comunicazione più completa sui vantaggi oggettivi di questa pratica”.

Danilo Bonato: “Dobbiamo dare un nuovo significato alla Responsabilità Estesa del Produttore”
“La sfida profonda di questo momento storico è quella di dare un nuovo significato alla Responsabilità Estesa del Produttore” ha sostenuto in conclusione dei lavori Danilo Bonato, Direttore Generale di Erion Compliance Organization. “Dobbiamo trovare la chiave per fare un salto di qualità insieme ai nostri Produttori, molti dei quali sono già impegnati nelle strategie di sostenibilità, nella ricerca di modelli di business più compatibili con gli obiettivi climatici e ambientali, oltre che sociali. In questo senso Erion rappresenta un alleato prezioso delle aziende per capire come orientare in maniera più efficace questo sviluppo dell’industria green”.

 

Rivedi in streaming l’evento del 15 giugno 2022.